Primo gelataio

mercoledì, ottobre 7, 2009
da famijarciunesa

Peppino il primo gelataio di Riccione

Nel 1920 arrivò a Riccione la Fam. Pompei composta da sei persone: Giuseppe (Peppino), sua moglie Rosa Camangi e i loro quattro figli: Luigi di 18 anni, Carola di 15 anni, Pompeo di 13 anni e Stefano (Nino) di 2 anni. Arrivarono da Imola dove Giuseppe lavorava come infermiere all’Ospedale Psichiatrico dopo essere stato per tanti anni nel corpo militare della Cavalleria, per curare la moglie Rosa, corsista lirica, con “pura” acqua di mare. Andarono ad abitare all’incirca all’altezza del Mulino Ronci in una piccola casa a poco prezzo. Giuseppe era un uomo intelligente, pieno di estro e buona volontà, aveva imparato diversi mestieri fra cui il gelataio e perciò per mantenere la sua numerosa famiglia, pensò di iniziare una piccola e modestissima attività di gelateria ambulante. Con il suo carrettino percorreva in estate le vie di Riccione dall’Alba all’Abissinia; la gente lo aveva soprannominato “gelatin“. Ma in inverno i gelati non si vendevano, decise allora, di fare un altro mestiere che aveva imparato molto bene, il calzolaio e ora, oltre a” gelatin” lo chiamarono anche “ciabatin”. Quando a Riccione si parlava della moglie si diceva la Rosa “ad gelatin” o la Rosa “ad ciabatin” e tutti sapevano che era la stessa persona. Giuseppe Pompei era toscano, di Sarteano in provincia di Siena e ne era fiero ma si affezionò tanto a Riccione che decise, assieme alla moglie, di restarvi per sempre e di questo amore verso il paese fu ricompensato soprattutto nei momenti più tristi e più infelici, attraverso l’aiuto materiale, la solidarietà, l’amicizia e la condivisione dei Riccionesi.

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