Curiosità senza età

mercoledì, giugno 29, 2011
da famijarciunesa

LE COLONIE: cattedrali sulla sabbia

Regali e gigantesche, le colonie  incarnano fuor di dubbio un grande esempio di architettura, quali autentiche cattedrali sulla sabbia. Tanto c’è da raccontare di loro, perché nella storia riccionese di tante animate vicende sono risultate le immobili testimoni.

COLONIE AL FRONTE
La colonia Modenese durante la seconda guerra venne utilizzata come ospedale militare per il ricovero dei soldati feriti sul fronte russo, e nel periodo dell’occupazione tedesca, alla fine di agosto del ’44, divenne l’isola di salvezza di riccionesi sorpresi dalla pausa dell’offensiva alleata che doveva liberarli. Fu il nascondiglio di braccati perché indocili o sfuggiti ai rastrellamenti; fu un punto di ricomponimento delle famiglie smembrate del territorio e un punto d’informazione e d’incontro per chi non voleva stare solo ed indifeso nel marasma della guerra combattuta per le strade e nei campi. Una concentrazione di migliaia di anime in pena che paradossalmente si era ritrovata nel posto più esposto alle azioni di guerra, ma che veniva in qualche modo considerato zona franca da rispettare. Anche se non di rado i tedeschi entravano per cercare uomini per vari impieghi e donne da ‘usare’, in un prevedibile fuggi-fuggi generale. Da lì si seguivano l’evolversi degli eventi, grazie a quello che si vedeva… e soprattutto sentiva; ed è sempre da lì che il 16 settembre del ’44, la fine del fronte di guerra, un’interminabile fila di cittadini smunti e spaventati se ne uscirono per dirigersi verso il centro liberato di Riccione. Un’onda umana che trascinandosi dietro carretti, sacchi e biciclette si ingrossava mano a mano per i tanti disperati che uscivano dai rifugi e da case che erano sembrate vuote: un’onda che cavalcava la corrente…  di libertà.

COLONIE PIENE DI SALUTE
Le prime colonie (nascono come ‘ospizi’) in realtà erano centri di cura per i bambini affetti da ‘scrofolosi’, malattia che colpiva coloro che vivevano in ambienti insalubri e in regimi nutritivi insufficienti: sorsero grazie all’iniziativa di filantropi che offrirono il denaro necessario. A Riccione la prima risale al 1877 (seconda in Romagna dopo la Matteucci di Rimini): la colonia  Martinelli-Amati, nell’area Grand Hotel, che in estate accoglieva gruppi numerosi di bambini provenienti da Modena, Bologna, Ferrara, bisognosi di sole, mare ed aria buona. Le colonie inconsapevolmente fecero da traino a quello che sarebbe poi diventato il fulcro della nostra economia: il turismo balneare. Erano strutture che rispondevano alle più moderne esigenze d’igiene e dove ne venivano accuratamente controllate le tabelle dietetiche; ogni anno i locali venivano visitati dal medico provinciale e il numero dei posti disponibili stabilito con decreto prefettizio. Fu Mussolini, che scelse Riccione quale sua seconda casa, che ne fece costruire parecchie, disponendo che vi fossero accolti migliaia e migliaia di bambini e non più solo quelli ammalati. Le colonie sopravvissero fino al 1940 per poi trasformarsi lentamente in case-vacanze, e a  partire dagli anni ‘70 a svuotarsi. Le presenze di bambini diminuirono vistosamente, per il variare delle dinamiche dell’industria del turismo, per l’elevarsi generale del tenore di vita, ma anche per il calo demografico. Negli anni ‘80 e ‘90 se ne concluse l’epoca.

COLONIE SPORTIVE
La colonia Reggiana, non più utilizzata e di proprietà del Comune di Riccione, nel 1989 aprì un suo piccolo angolo per il Vela Club Marano. Si racconta che ai giovani organizzatori che ne varcarono la soglia si presentò uno scenario apocalittico: un nauseabondo tanfo  avvolgeva un guazzabuglio di letti sfatti, effetti personali dispersi a terra, stracci e generi alimentari vari. Spalancarono i finestroni per dare un po’ di luce ed aria agli spazi di una struttura che era diventata un ricettacolo di ospiti abusivi di vario genere, con ovvie ripercussioni per la vivibilità della spiaggia prospiciente, in special modo di sera quando l’oscurità celava traffici  non propriamente leciti. Più di un mese ci volle per ‘bonificare’ la zona scelta per allestire rastrelliere per tavole da surf, ganci per appendere vele, bagni , spogliatoi… Mentre l’Amministrazione comunale sistemava robuste inferriate a porte e finestre al fine di stroncare una volta per tutte il flusso inarrestabile di inopportune figure, fu necessario più volte l’intervento dei Carabinieri che dopo meticolose perlustrazioni all’interno riuscirono a far sgombrare circa una cinquantina di persone che per loro stessa ammissione vivevano da mesi nelle stanze ai piani superiori. La determinazione dei soci del club che si prolificarono negli anni è stata premiata: tante le performance di windsurf e kite-surf di  giovani del posto e non,  e tante le iniziati vedi successo.

COLONIE TRA PASSATO E FUTURO
Le colonie erano edificazioni d’avanguardia, e negli anni sono diventate materia di studio di numerosi concorsi d’idee anche a livello internazionale. Proprio in questi giorni sono apparse di nuovo protagoniste sulle pagine dei quotidiani, a proposito di un ambizioso progetto che da diversi anni attende di essere portato a buon fine: il progetto “Futurismo”, che sorgerà su 52mila mq e coinvolgerà le colonia Reggiana, Savioli e Adriatica. La Savioli sarà abbattuta per dare spazio al ricettivo alberghiero, l’Adriatica resterà pubblica, mentre la Reggiana sarà data in convenzione per  50 anni ad una società che realizzerà un lussuoso resort. Progettazione che arrecherebbe prestigio alla zona nord di Riccione, quella del Marano, da sempre ‘trascurata’, nonostante in estate, da alcuni anni, diventi  il mondano cuore notturno della movida. Una meta spettacolare per il popolo giovane che può aggirarsi, gioioso e chiassoso, tra i tanti locali (ex bar di spiaggia) disseminati sulla sabbia… e attorno alle colonie.

Commenti non consentiti.

Marcar Rimini
Ceccaroli
Composet
Michelotti Santini
Guest.it
Spazio Assiamica
cd arredamenti
ediltutto
riccionese tendaggi
carrozzeria artigiana
ranch saloon
Muccioli
cavalluccio marino
bottega imbianchino