Il laghetto Protti

mercoledì, dicembre 1, 2010
da famijarciunesa

Esiste a Riccione un angolo di paradiso tuttora sconosciuto a molti riccionesi, si trova in un’area a confine con il territorio comunale di Misano Adriatico, tra la  ferrovia e la statale, a nord con il camping Riccione e a sud con il rio Alberello: quest’area si chiama laghetto Protti. Nel  corso degli anni Riccione ha conosciuto il benessere legato al turismo e la conseguente espansione edilizia, un urbanizzazione sempre più crescente che ha provocato una drastica diminuzione del verde. Questa frenetica corsa alla cementificazione ha  miracolosamente risparmiato un piccolo fazzoletto di terra e acqua permettendo cosi di far giungere a noi un area  ricca di biodiversità, praticamente quasi intatta, un ecosistema  di zona lacustre di notevole interesse ambientale.  Il laghetto Protti  si è formato alla fine degli anni sessanta  a seguito  della dismissione di una cava di  sabbia e  viene  perennemente alimentato da falde idriche sotterranee. L’intera  zona  è rimasta per molti anni in uno stato di abbandono e questo ha favorito la rinaturalizzazione  di tutta l’area contigua al lago stesso che si presenta attorniato da una ricca vegetazione, in prevalenza a canneto,  cannuccia di palude,  canna del Reno, Canna domestica, in alcuni anfratti  è  presente anche la Tifa o Stiancia (conosciuta per la caratteristica infiorescenza cilindrica) un tempo si utilizzavano i frutti di questa pianta per imbottire i materassi. Le spighe femminili vengono utilizzate ancora oggi per la composizione di mazzi di fiori secchi.. L’intera area è ricca di fauna acquatica, al suo interno è possibile scorgere una coppia di cigni reali selvatici che frequentano in maniera stanziale il laghetto eogni anno nidificano tra la fitta vegetazione lacustre, i canneti brulicano di gallinelle d’acqua, mentre le folaghe scorazzano da una sponda all’altra, dal fondo in volo radente, appare uno sgargiante martin pescatore, In cielo fa ogni tanto la sua comparsa un  falco (Gheppio). Viene da domandarsi se davvero siamo a Riccione o in un’oasi del WWF, tanta è la sorpresa nel  vedere un ecosistema così ricco di biodiversità.  I mammiferi di cui è certa la presenza sono la Talpa, il Ratto e il Riccio. Il riccio é’ un mammifero appartenente all’Ordine degli Insettivori,  é lungo una trentina di centimetri, di cui due o tre spettano alla coda; ha il capo largo ed il muso piccolo e appuntito, gli occhi sono piccoli e scuri, le orecchie sono larghe, corte e arrotondate. Il tronco è tozzo, sostenuto da zampe brevi, con lunghe dita armate di robusti artigli. Le parti dorsali, dalla fronte alla coda, e i fianchi sono ricoperti da aculei (che sono peli modificati) brevi (2-3 cm) e duri, di colore grigio con l’apice biancastro; le parti inferiori sono invece rivestite di peli brunastri. La femmina è più grande del maschio. Di indole poco socievole, ha abitudini crepuscolari e notturne, mentre durante il giorno si nasconde nella propria tana di paglia e foglie, situata nelle cavità dei tronchi, sotto le rocce o nei cespugli. Procede sul terreno lentamente, esplorando e fiutando qualsiasi oggetto che incontra: la vista è poco sviluppata, mentre ha un udito ed un olfatto finissimi, riuscendo addirittura a sentire gli insetti muoversi sotto terra. Caratteristico è il suo modo di difendersi: al minimo rumore sospetto l’animale fa un salto sulle quattro zampe per colpire con gli aculei qualsiasi cosa si trovi vicino. Dopo di che si appallottola stretto, nascondendo capo e zampe, trasformandosi in una sfera spinosa difficilmente attaccabile; adotta la stessa tattica anche quando gli succede di cadere da un muro o di scivolare lungo un pendio: in tal modo evita di ferirsi. La sua dentatura è completa, formata da 44 denti aguzzi e taglienti, ed è particolarmente adatta a triturare gli insetti. Oltre a questi si ciba di molluschi, lombrichi, ranocchie, lucertole, piccoli mammiferi, nidiacei e anche frutti; é un abile cacciatore di vipere, che afferra per il collo rompendo loro la colonna vertebrale. Non risulta vero che  il riccio sia immune dal veleno delle vipere,  è solo molto abile a difendersi dal loro morso velenoso.  Viene  anche segnalata la presenza della Donnola. La donnola lunga circa 30 centimetri, ha un corpo sinuoso coperto da pelo raso, morbido, il dorso è di colore fulvo e il ventre biancastro. Le zampe sono corte, robuste e munite di unghie aguzze e taglienti. La coda, corta rispetto al corpo. Le orecchie sono larghe e arrotondate. La donnola è un animale molto agile nei suoi movimenti ed è in grado anche di nuotare, si nutre di  topi, talpe, uccelli, conigli, lucertole, orbettini, bisce d’acqua, rane e pesci. Tra i rettili, oltre alla biscia d’acqua, il Biacco, la lucertola è possibile imbattersi con un Ramarro.   Il Ramarro (in dialetto ràgano, règan) è una bella lucertola di circa 40 centimetri di lunghezza, abbastanza comune  nelle siepi e nei boschi. Nell’adulto la parte superiore del corpo è verde, macchiata o punteggiata di nero, mentre la parte inferiore è uniformemente gialla. Durante il periodo degli amori, il maschio ha la gola blu. La livrea del Ramarro si modifica con l’età, il giovane è bruno, ornato di una o due file di macchie bianco-giallastre. Queste macchie scompaiono con la crescita, ma possono anche persistere nelle femmine adulte. Il ramarro è diurno, infatti lo si vede quando si scalda al sole su una pietra o su un albero.  dalla metà di novembre fino a metà febbraio va in letargo, ricomincia a nutrirsi a marzo. L’accoppiamento avviene in modo brutale: il maschio morde la femmina sui fianchi, tenendola tanto stretta da arrivare al punto di ferirla. Le femmine adulte depongono 2 volte all’anno( da 6 a 21 uova per covata), le più giovani una sola volta. La femmina scava una buca lunga circa 20 centimetri, in cui depone le uova, durante il mese di maggio. Terminata la deposizione la femmina abbandona le uova.  La  schiusa avviene dopo  3 mesi. La fauna acquatica la fa da padrona, sono numerose infatti, le specie che frequentano il laghetto, il maggior numero è rappresentato sicuramente dai germani reali, ma è facile vedere anche  la Gallinella d’acqua, la folaga, il tuffetto, lo Svasso maggiore e lo Svasso piccolo, mentre è più difficile riuscire a scorgere il Tarabusino e la Nitticora, sono state avvistate di passo, anche la Marzaiola e il Mestolone. Sono numerose anche le specie di uccelli che frequentano  abitualmente quest’area, tra questi si segnala  il merlo, la Gazza, la Tortora dal collare, l’Averla,  la Cinciallegra, l’Usignolo, la Capinera,  il Torcicollo, la Cornacchia grigia, la Ballerina bianca, il Gabbiano comune e il Gabbiano reale, il Verzellino,  il Verdone, il Lui piccolo e la Cannaiola, questi è un piccolo uccello migratore passeriforme di colore bruno sul dorso e bianco fulvo sull’addome, vive nei canneti molto fitti cibandosi di insetti.  Nel periodo invernale è possibile vedere lo scricciolo e il pettirosso. È certa la presenza anche di alcuni rapaci notturni, come la Civetta,il Gufo comune, il Barbagianni e l’allocco, nelle sere d’estate è possibile ascoltare l’assiolo, è un piccolo Gufo, alto appena venti centimetri è di colore grigio bruno striato, il piumaggio assomiglia moltissimo alla corteccia degli alberi, tanto da renderlo invisibile tra i rami, sulla testa sono presenti due ciuffi auricolari,  che abbassa quando è in allerta, si nutre in prevalenza di insetti, in particolare di  cavallette, coleotteri e falene. Oggi tutta l’area del “Laghetto Protti”  è sottoposta a vincoli ambientali in quanto  riconosciuta come area di interesse naturalistico in ambito urbano. Per la sua posizione, vicinissima al centro abitato e turistico si presta a diventare una piccola “oasi naturalistica” in ambito urbano, ciò permetterebbe visite guidate didattiche/educative e turistiche per gli appassionati di “birdwatching”.  A tal fine, si renderebbero indispensabili adeguati interventi di sistemazione dell’area che favoriscano  l’incremento della biodiversità, la creazione di percorsi pedonali  schermati accessibili a tutti senza barriere architettoniche e punti di avvistamento. Il recupero e la riqualificazione dell’area del lago Protti sarebbe sicuramente un ulteriore attrattore turistico e  un ritorno positivo per tutta la zona sud di Riccione.

Antonio Cianciosi
(Ambientalista)

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