Prolungamento molo

lunedì, dicembre 7, 2009
da famijarciunesa

Nessuno è profeta in patria
Prolungamento molo di Cattolica. Proposta di progetto con pali

A distanza di anni torno a scrivere sul prolungamento dei moli del porto di Cattolica ed in particolare quello di Levante. Opera necessaria ed indispensabile, sostengono i marinai di Cattolica e Gabicce mare, per mettere in sicurezza 1e loro imbarcazioni nell’entrare ed uscire dal porto canale in occasione di grosse mareggiate; problema questo che si è accentuato con la costruzione della nuova darsena da diporto. Questo prolungamento richiesto dalle marinerie di Cattolica e Gabicce, mentre è difeso dalle relative amministrazioni comunali, viene contestato da quelle di Misano Adriatico e di Riccione in quanto temono che questa ulteriore proiezione in mare della “PALATA” di levante provochi erosione sui loro litorali già colpiti dal fenomeno. Ultimamente il Sindaco di Riccione allarmato dalla notizia che a breve partirà la gara per la realizzazione del molo di Levante, si è rivolto alle autorità superiori competenti per venire in possesso del progetto ed anche per trovare una eventuale soluzione diversa, per risolvere l’imboccatura del porto. Progetto che la precedente Amministrazione avrebbe già dovuto essere in possesso di copia se veramente era intenzionata a confrontarsi con le Amministrazioni interessate, ma che pur troppo per incompetenza non era mai stato richiesto. Non conosco il progetto elaborato approvato, pertanto non entro nel merito, ma se questo ricalcasse l’impostazione dello schema progettuale da me presentato a suo tempo e che aveva avuto il consenso di alcune personalità di Cattolica e quella ufficiosa di un esponente della Provincia, le giuste preoccupazione di entrambi i Sindaci non avrebbero motivo di essere. Il progetto del prolungamento del molo di levante che propongo è così formato: da pali in c.a del diametro di cm 30 distanziati tra loro di cm 50 e posti su tre file parallele e distanziate tra loro di metri 2,50. I pali nelle estremità alta vengono collegati con una soletta in c.a formante la banchina in continuità all’esistenza per il passaggio pedonale e carrabile per la manutenzione del faro di levante posta all’estremità a mare. Questa struttura così concepita consente l’abbattimento della corrente durante le mareggiate che provengono sia da levante (est) che da ponente (nord) nella seguente maniera. Con la mareggiata di levante l’onda colpendo la prima fila di pali si frazionerà e mentre una parte rimbalzerà verso l’esterno (indietro) andando a colpire l’onda successiva rallentandone la corsa; la rimanente entrerà tra la prima fila dei pali incontrando poi la seconda per poi uscire nel canale attraverso l’ultima fila dopo aver perso velocità e consistenza. A questo punto si incontrerà., accostandosi, in maniera obliqua con l’onda che entrerà dall’ingresso del canale per poi proseguire insieme verso l’interno formando uno specchio d’acqua, molto tranquillo tale da permettere l’accesso a qualsiasi natante. Questa struttura così concepita attraverso i pali permette anche lo scorrimento della sabbia (sempre che ci sia) proveniente da sud (Monte di San Bartolo) andando ad alimentare le spiagge di sottovento. Pertanto qualora venisse realizzata la struttura così come descritta torno a ripetere le Amministrazioni di Misano Adriatico e di Riccione dovrebbero stare tranquille per l’erosione sempre che ci sia, ma non i pescatori perché l’opera non è compiuta in quanto non è stato preso in considerazione cosa avvenga nel canale con le mareggiate di Ponente (nord) altrettanto pericolose. Pericolo che si è accentuato con la costruzione della darsena da diporto in quanto l’onda (la massa d’acqua) proveniente da nord correrà lungo la scogliera ed attraverserà il canale per poi infrangersi con forza contro la nuova palata di levante dove parte passerà tra i pali mentre la rimanente rimbalzerà in mezzo al canale creando una zona perturbata da mettere a disagio le imbarcaziòni di piccolo e medio tonnellaggio. Per evitare tale situazione si deve costruire una struttura analoga a quella dì levante ma dì lunghezza inferiore collegata con la darsena da diporto in modo da avere una continuità della banchina ove alle estremità a mare sarà collocato il faro di ponente. NB. una struttura chiusa risolve il problema della sicurezza solo in parte e quindi è da scartare in quanto all’ingresso dell’imboccatura del canale si creerà una zona abbastanza perturbata tale da mettere in difficoltà le imbarcazioni di piccolo tonnellaggio, causa l’incontro delle due correnti, quella da levante (est) e l’altra che corre verso il largo proveniente da sud ovest (basta andare su un molo ed osservare la situazione).

Adriano Prioli

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