Cene
SOLIDARIETA’
Il “Gran brodetto” va alla grande “Al pescatore”

La quarta edizione della cena “Gran brodetto”, organizzata da Famija Arciunesa il 18 marzo u.s. grazie alla squisita disponibilità di Fausto ed Elisabetta del Ristorante “ Al pescatore” di Via Ippolito Nievo, ha ribadito il “goloso” consenso degli anni passati. Ancora una volta, nell’eleganza del locale, sono stati serviti molluschi e pesci per una “nuotata” nel gusto della nostra tradizione culinaria marinara. Una delizia il gran carosello di purace e bdòc te lor sugh, lumaghin scurnèd, grancèle scaplède a introdurre il clou della serata: “Il signor brodetto”. Servito in piccole fiamminghe da due/tre porzioni è stato “spazzolato”con tanto di scarpetta e più d’uno, con discrezione, si è leccato beatamente le dita. A fine serata, gli ottanta commensali nell’augurarsi di essere presenti anche nel 2012, con un lungo applauso hanno ricordato lo scomparso Walter Amati, grande amico di Famija Arciunesa ed ideatore della prima edizione.
“Tòt pès senza spèine”
Un classico di primavera al Ristorante “Cristallo”

La classica cena di Primavera, denominata “Tòt pès senza spèine” (Tutto pesce senza spine) nel confortevole ambiente del Ristorante “Cristallo” di Viale Dante, il 15 aprile scorso ha festeggiato nel migliore dei modi, tagliando baldanzosamente il traguardo della 7ª edizione, col “salotto” esaurito. Organizzata da F.A. e approntata da Giorgio, la cena è dedicata ai degustatori affetti da “ pigrizia spinaiola”, neomalattia del consumismo di che vuole pesce “comodo”, da infilzare e portare alla bocca in tutto relax, tra una chiacchierata e l’altra. E così è stato con un super antipasto ad aprire la strada (sardoncini, spada, salmone, seppia e croquette gamberi e patate). A seguire zuppetta calda con farro, carciofi e gamberetti e un delicato bis di gnocchetti con pomodorini e spigola con a fianco crespella ripiena di crostacei. Poi i secondi: spiedino gamberi e calamari, cozze gratinate e nessuno ha saputo resistere, seppure al limite della sazietà, alla invitante doratura di un fritto misto con verdure, abbondante e dalla insuperabile delicatezza. Un menù non da tutti i giorni per commensali esigenti ed un po’ “viziati”. Ma Giorgio sa il fatto suo e ha già in serbo qualche stuzzicante sorpresuccia per l’ottava edizione. Vietato mancare.
Eletti l’arzdora e l’arzdor 2011
Puracia, poveraccia, vongola, venus galina, alzi la mano chi non le ha mai mangiate… e gustate! E chi non ricorda che, in tem
pi neppure tanto lontani, nella piazzetta delle Poveracce a Rimini il prelibato mollusco bivalve (quello pescato tra le sabbie riccionesi) era venduto con tanto di cartello che ne indicava la provenienza e quindi l’indiscussa bontà e il conseguente maggior prezzo? Ebbene, la Perla verde , città che può ancora vantare l’essere la “capitale delle poveracce“, ha avuto la sua “serata di gala “ venerdì 18 febbraio al ristorante Ranch Saloon di Riccione con la 10ª edizione di – Purace, guazèt e giugh in dialèt – serata organizzata da Famija Arciunesa che ha portato a tavola i fanatici del gustoso mollusco bivalve, ne ha precettati 8 (4 signore e 4 signori) facendoli giocare col dialetto tra un piatto e l’altro, ha raccolto fondi per aiutare le famiglie bisognose di Riccione. Negli intervalli mangerecci si è effettuato il torneo per eleggere l’Arzdora e l’Arzdor 2011. Hanno lanciato la sfida ai campioni uscenti: per il gentil sesso Frisoni Maria, Morri Marisa, Renzi Fernanda, Montebelli Angela. Per il sesso forte: Rossi Galiano, Montanari Lele, Romagna Enzo e Righetti Ernesto. Col sistema del tabellone tennistico si è giunti alle finali. Erano ammessi tifo da stadio e suggerimenti ai propri beniamini, cosicché dall’accalorarsi delle eliminatorie alla bolgia dantesca per le ultime domande il passo è stato breve. In finale l’hanno spuntata Maria Frisoni su Angela Montebelli e Galiano Rossi su Lele Montanari, non senza fatica mnemonica in quanto la giuria proponeva anche termini desueti o specifici di attività lavorative del vernacolo locale. A tutti libri di dialetto; all’Arzdora e all’Arzdor corona e “zinaloun” decorato (e offerto) da Ricami Veronica di Silvano Bernabè più coppa da affettare e salame da mordere! Nella foto in alto. I vincitori del 2011. Da sin.: Lele Montanari (2°), Maria Frisoni “Arzdora”, il babbo di F.A. Giuseppe Lo Magro, Galiano Rossi “Arzdor” e Angela Montebelli (2ª).
Cena al Cavalluccio Marino pro A.I.L.
Abbiamo fatto Tredici!
Nell’accogliente ambiente del Ristorante Cavalluccio marino, sul porto canale di Riccione, si è svolta giovedi 11 novembre 2010 la TREDICESIMA edizione della cena benefica a favore dell’A.I.L. (Ass. Ital. Lotta alle Leucemie) sede di Pesaro, con un risultato ultra soddisfacente: raccolti 3.000 euro di donazione. Hanno aderito all’appello dell’ideatrice Liliana Galli, dei gestori Michela e Stefano Tosi e della Famija Arciunesa, 175 riccionesi e non; tutti consapevoli dell’impronta benefica della serata e attentissimi alle parole del medico di Ematologia dell’ospedale Muraglia di Pesaro dott. Alessandro Isidori che, accompagnato dal segretario AIL Ezio Trebbi, ha ringraziato della generosità e plaudendo tali iniziative ha rimarcato che tanto ancora c’è da fare e non bisogna smettere di lottare per debellare l’infida malattia. In finale di serata, “satolli e allegri” per i deliziosi piatti di pesce e il buon vino i presenti hanno tributato a Michela e Stefano, ancora una volta impareggiabili padroni di casa, e allo staff della cucina e del servizio ai tavoli (veramente professionali) un convintissimo applauso accompagnato dalla promessa di esserci anche nel 2011!
Liliana Galli a sinistra, consegna l’assegno di 3.000 euro alla Presidente A.I.L. di Pesaro Signora Giorgioni (a destra) e al dott. Isidori del reparto Oncologico dell’Ospedale Muraglia di Pesaro (al centro).
Nella foto a detsra Liliana Galli insieme allo staff del Cavalluccio Marino, grazie a tutti raga!

















