Aeroporto Fellini

venerdì, ottobre 14, 2011
da famijarciunesa

Massimo Masini Presidente Aeradria
“Siamo tornati a conquistar le svedesi”

Il boom di viaggiatori registrato dal Fellini che impatto ha avuto, a suo parere, sul turismo riccionese?
“Una considerazione di fondo è d’obbligo: esaminando l’andamento dei mercati turistici esteri sul territorio della provincia di Rimini è stato possibile evincere come alcuni Paesi nel corso degli ultimi anni avessero, a livello aeroportuale intendo, assottigliato, quasi fino a scomparire, i numeri di riferimento. Rammento come all’atto del mio arrivo alla presidenza di Aeradria, nel 2005, un mercato strategicamente importante come quello tedesco, in termini di voli fosse praticamente inesistente nella programmazione del “Fellini”. Da qui l’avvio dell’esperienza di Riviera di Rimini Promotions e dunque il primo accordo con il vettore d’oltralpe DBA affinché avvenisse il riposizionamento di Rimini nelle rotte. Un passo decisivo perché il tessuto sociale, politico, imprenditoriale riminese ritrovasse fiducia nell’aeroporto, all’epoca isolato. Altra tappa fondamentale è stato il recupero del rapporto con il vettore low cost leader a livello europeo: Ryanair. Riallacciando contatti e proponendo inizialmente una destinazione non semplice quale East Midlands. Più tardi vi è stato poi l’allargamento a Bristol, Londra Stansted, Liverpool, Francoforte Hahn e Stoccolma… E riparto proprio da Stoccolma per dire che grazie a questi nuove opportunità, siamo riusciti a “rimettere piede” su un terreno, quello del mercato scandinavo, che negli Anni Settanta era particolarmente florido e che via via è andato scemando. Oggi – molto rimane da fare in questo senso – oltre alla Svezia vediamo i buoni risultati, attestati dall’ultimo bilancio passeggeri gennaio-giugno 2011, della Danimarca: è tornata ad essere visibile percentualmente in virtù dell’offerta collegata alla low cost italiana Wind Jet, operativa sul “Fellini” dal 27 marzo scorso. C’è pure la buona ripresa dell’Olanda e della Francia, l’exploit della Repubblica Ceca, mentre la Finlandia, seppur in crescita, non può disporre ancora di voli continuativi lungo tutto l’arco dell’anno. Detto ciò, ma avrò modo di fare altre riflessioni più avanti, l’impatto sul turismo riccionese, nell’arco di un anno (maggio 2010-giugno 2011), periodo nel quale abbiamo svolto un sondaggio per comprendere meglio che tipo di percezione hanno avuto i nostri passeggeri dell’Aeroporto in quanto tale, come si sono mossi sul territorio provinciale, regionale e nazionale, come hanno “impiegato” il loro tempo, come hanno speso il loro denaro, dove hanno soggiornato, è così riassumibile: Riccione è stata scelta dal 12,9% dei passeggeri incoming della provincia di Rimini. Di questi passeggeri, il 67,1% ha scelto Riccione per turismo, il 21,2% per lavoro; l’11,8% per altre ragioni. Il 29,4% di questi passeggeri è di nazionalità russa, il 24,4% inglese, il 24,4% tedesca, l’8,2% italiana, il 12,9% di altri Paesi”.
Ha portato nuove presenze straniere? Se sì da che Paesi soprattutto?
“Abbiamo ritrovato il mercato rumeno: rispetto al primo semestre 2010 l’incremento del traffico da e per la Romania (voli diretti Wind Jet da e per Bucarest) è pari ad un +536%. Il boom di viaggiatori ha riguardato e riguarda altresì l’Albania, +22,5% sul primo semestre 2010. Abbiamo di fatto, rispetto ad esperienze non continuative del passato, aperto un traffico regolare da e per l’Ucraina, sempre con i voli diretti della siciliana Wind Jet, da e per Kiev; abbiamo confermato le destinazioni tedesche e svizzere a prevalente caratteristica incoming: Monaco, Norimberga, Stoccarda, Hannover, Karlsruhe-Baden Baden, Colonia, Berlino, Basilea, Zurigo. Capitolo a parte merita la Russia, con un +68% sul semestre 2010. La stabilità dei voli di linea verso Mosca, San Pietroburgo, Rostov, Samara, la forte attività charter verso altre destinazioni quali Ekaterinburg, Cheliabinsk, Kazan, Nizhny Novgorod, Ufa, Krasnodar, Kaliningrad, Novosibirsk, contribuiscono al mantenimento di un primato in termini di passeggeri e collegamenti difficilmente replicabile da altri aeroporti italiani di medie dimensioni”.
Quali rotte sogna per il Fellini?
“Battute a parte – ho più volte dichiarato che lascerò la Presidenza di Aeradria quando da questo aeroporto partiranno i voli per l’isola di Tonga – devo dire che buona parte del lavoro è stata fatta per cercare di accogliere le tante richieste di nuove rotte. Consolidiamo i voli per la Sardegna (Olbia e Cagliari); riprendiamo i voli per l’Egitto con I Viaggi del Turchese (Sharm e Marsa Alam); ampliamo notevolmente il raggio d’azione e le proposte sulla Grecia sulla base della collaborazione con il tour operator bolognese My Sun Sea; proponiamo per la prima volta Cipro e Turchia in chiave outgoing; guardiamo con grande interesse all’intensificazione delle rotte da e per i Paesi dell’Est Europa, del Centro e Nord Europa. Il tutto senza azzardare programmazioni che non trovano reale conferma nel nostro bacino d’utenza che pesca lungo tutta la dorsale adriatica a sud di Venezia e fino a Pescara con il relativo entroterra delimitato a nord da Bologna, ad ovest da una parte della provincia di Arezzo, a sud da Perugia. Infine, collegare, dopo la breve esperienza del 2007, un grande ed importante Paese europeo come la Polonia e avviare quanto prima collegamenti aerei con la Cina, sui quali stiamo lavorando, quale nuovo mercato turistico, già aperto per l’Europa e l’Italia, che si allargherà certamente nei prossimi anni in quantità e qualità”.
Quanto costa ai contribuenti riccionesi l’Aeroporto Fellini?
“Le quote di capitale sociale (pari al 6,48%) versate dal Comune di Riccione nel corso degli anni ammontano a 859.401 euro. In attuazione del nuovo capitale sociale, per complessivi 6 milioni euro, deliberato dall’Assemblea di Aeradria il 19 maggio scorso, qualora il Comune di Riccione intendesse partecipare l’impegno sarà di 388.847 euro. Inoltre, il Comune di Riccione sta sostenendo il Piano delle attività di Promozione & Marketing di Aeradria con un impegno annuo di 74mila euro, che si andrà ad esaurire nei prossimi anno in base a quanto previsto dal Piano di sviluppo pluriennale”.
Da ex sindaco che giudizio dà delle politica turistica riccionese?
“Con l’assoluta limitatezza, di questi ultimi anni, delle risorse finanziarie a disposizione per la promozione turistica, è apprezzabile e merita il pieno consenso l’attivismo in corso per mantenere il posizionamento di profilo e tendenza della città di Riccione, nonché il rinnovato impegno, anche in collaborazione con Aeradria, sui mercati esteri. Condivido il costante e forte impegno di coinvolgimento di tutte le parti private turistiche della città con riferimento anche alla crescita dei filoni turistici congressuali e sportivi”.
Riporterebbe la tivù a Riccione?
“Anzitutto rilevo che una serie di presenze televisive vi sono state anche in questi ultimi anni seppure con diverso impatto rispetto al passato. Risorse finanziarie permettendo e tenendo conto che occorre una maggiore presenza promozionale sul web rispetto al passato per assecondare i mutamenti di mercato, per una località che comunque lavora sui grandi numeri ritengo ancora di particolare efficacia la forte presenza su tv e radio”.

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