Auguri dal Vescovo

lunedì, dicembre 7, 2009
da famijarciunesa

Monsignor Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini

Il suggestivo peregrinare che lo scorso settembre ha coinvolto circa 350 persone, tra le quali molti riccionesi, nell’attraversa-mento dell’affascinante terra di Turchia, ha visto quale preziosa guida spirituale monsignor Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini. Un itinerario sulle orme di San Paolo che ha dato modo di ammirare non solo le bellezze naturali alternate a imponenti opere realizzate dall’uomo, ma ha anche dato la possibilità ai pellegrini della Diocesi di Rimini di ricalcare un profondo cammino dell’anima. Affiancato da otto sacerdoti di Riccione e del circondario, monsignor Lambiasi ha accompagnato il gruppo lungo l’articolato percorso, impreziosendolo – tappa dopo tappa – con interessanti omelie durante le celebrazioni eucaristiche quotidianamente celebrate, oltre che – più semplicemente – con parole e comunicazione emotiva nei confronti di ciascun pellegrino. Per molti si è trattato di un incontro rivelatore, nell’opportunità di conoscere un po’ più da vicino la poliedrica personalità del pastore della Chiesa riminese, il suo spessore umano e culturale, arricchito pure da un piglio fantasioso e ironico. Nominato Vescovo di Rimini il 3 luglio 2007 da Papa Benedetto XVI, monsignor Francesco Lambiasi (già assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana e vescovo di Anagni, nel Lazio) ha preso possesso della Diocesi di Rimini il successivo 15 settembre, centoundicesimo vescovo della Diocesi romagnola.
Mons. Lambiasi, Lei è Vescovo della Diocesi di Rimini da poco più di due anni. In questo lasso di tempo, come ha interagito con la realtà riccionese?
“Come Pastore della Chiesa locale ho sviluppato il rapporto con la città di Riccione attraverso varie occasioni di incontro. In generale, ho colto una realtà culturale e sociale dalle grandi risorse ma anche alle prese con non pochi aspetti problematici. Le feste patronali, ad esempio, ma anche gli incontri con i vari consigli parrocchiali, mi hanno rimandato l’immagine di una comunità che vuole difendere la propria identità, la propria fisionomia, per non diventare semplicemente la periferia di una provincia o l’appendice di Rimini. Vorrei poi ricordare tre momenti particolari nei quali si è rafforzato il mio legame con la realtà riccionese. Il primo, l’assemblea studentesca organizzata al Liceo Scientifico ‘Volta’, alla quale ho preso parte insieme all’allora sindaco Daniele Imola e ad un rappresentante della comunità Papa Giovanni XXIII, sulla figura e il messaggio di don Oreste Benzi. I giovani riccionesi in quell’occasione si sono lasciati interpellare da un messaggio affascinante e radicale come quello di don Oreste. Giovani tutt’altro che bamboccioni, dunque. La stessa impressione di maturità l’ho ricavata dagli adulti che hanno partecipato all’intervista all’aperto che mi fece il giornalista Giorgio Tonelli. Il terzo incontro è quello con il Punto Giovane, che svolge – tra i tanti – un prezioso servizio di ricetrasmittente tra il grido e il canto che i giovani inviano alla Chiesa, e il canto e il grido che il Vangelo pronuncia per i giovani. Queste occasioni mi hanno aiutato a cogliere una realtà in continua trasformazione, che ha le risorse per orientarsi positivamente in un futuro ancora da cominciare.”
La “vocazione” al divertimento della nostra città può diventare opportunità di peccato?
“Ogni opportunità è al tempo stesso risorsa e minaccia. Certo, per dare un senso pieno e compiuto al divertimento, è necessario purificare tutto il negativo che porta con sé la cultura dell’effimero e valorizzare invece quelle risorse naturali, culturali e sociali che sono nel Dna di Riccione.”
Agosto 2009: giovani missionari per le strade di Riccione. Un’opera di evangelizzazione?
“L’evangelizzazione di strada, che la parrocchia dell’Alba propone dal 2003 in collaborazione con il Punto Giovane e le Sentinelle del Mattino di Firenze e la Comunità Nuovi orizzonti di Roma, è una iniziativa molto seria con la quale si cerca di avvicinare il Vangelo alla gente, affinché non finisca nel cellophane o addirittura in un cassonetto. È una azione pastorale importante soprattutto perché si rivolge moltissimo ai giovani, che sono i più sensibili alla proposta sempre affascinante del Vangelo. L’evangelizzazione proposta sulle strade, nelle spiagge e nei luoghi di ritrovo della Perla Verde, attesta che il Vangelo è per tutti, come d’altra parte aveva già dimostrato il primo evangelizzatore, Gesù, che non si è limitato ad annunciare la salvezza nelle sinagoghe ma l’ha proclamata nelle piazze. L’iniziativa agostana della parrocchia dell’Alba fa circolare la Buona Notizia dove la gente vive, soffre, spera e si diverte. Questi giovani, in fondo, sono il cuore, le gambe e la voce necessarie affinché il Vangelo continui a parlare, oggi come ieri. Inoltre, la fede si difende se la si diffonde. Per questo il missionario ci guadagna sempre, anche quando – per assurdo – nessuno lo ascoltasse. La missione infatti fa bene prima di tutto a chi la fa.”
Il Punto Giovane: lo ritiene uno strumento importante per la formazione dei ragazzi? “Il Punto Giovane è una realtà ecclesiale, sociale ed educativa che merita di essere sostenuta e promossa, custodita e coltivata. Una realtà di frontiera preziosa. Ce ne fossero altri, di Punti Giovane in Diocesi!.”
Per le persone che vivono situazioni di disagio, e per le fasce della cittadinanza più in difficoltà, si sta facendo abbastanza?
“Un bell’esempio di solidarietà verso queste persone è la Caritas interparrocchiale, attiva da tempo a Riccone. Mi pare una strada obbligata se vogliamo evitare la frammentazione delle iniziative di carità, che purtroppo non sembrano mai abbastanza. È facile dire che si può sempre fare meglio e di più: Gesù stesso, nel Vangelo, ci ricorda tuttavia che «i poveri li avrete sempre con voi» (Gv 12,8). Esiste inoltre una commissione per i problemi sociali che opera affinché la carità non si riduca a elemosina. La Chiesa, anche a Riccione, non sta a guardare e si fa prossima, per quanto possibile, ai fratelli in difficoltà. Ma anche la politica deve svolgere il suo ruolo, sia favorendo la cultura del bene comune e dell’ethos condiviso, sia promuovendo concretamente quella sussidiarietà che si accompagna sempre alla solidarietà tanto auspicate anche da papa Benedetto XVI nella sua ultima enciclica Caritas in veritate.”
Mons. Lambiasi, ci regala un augurio speciale e tutto per noi, in occasione dei prossimi Natale e Capodanno?
“Ai lettori di Famija Arciunesa e a tutti i riccionesi invio i più fervidi auguri, attraverso le parole di una famosa canzone di Luca Carboni: «Se non è Natale tutti i giorni, non è Natale mai».”

Maria Grazia Tosi

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