Che succede al “salotto”?

martedì, dicembre 18, 2012
da famijarciunesa

Viale Ceccarini sfruttato e abbandonato

Il ‘salotto’ può ancora attendere? Se lo chiedono non più soltanto i commercianti del viale o i pochi residenti della zona mare. Volenti o nolenti, viale Ceccarini resta il simbolo di Riccione, il cuore pulsante del sistema. Un emblema contestato e sbiadito, ma pur sempre un brand. E’ su questo che le recenti amministrazioni comunali hanno giocato, sfruttando fino all’osso la strada senza dare nulla in cambio. Il ‘salotto’ è utile per agganciarci sopra sponsor, manifesti, cartelloni, spot e amenità varie. In soldoni, una cifra da capogiro. Quattrini che Geat e Comune hanno allegramente rastrellato, a volte calcando un po’ troppo la mano, in altri casi deturpando l’arredo originario. Insomma, viale Ceccarini ha fatto da salvadanaio per le giunte Masini-Imola-Pironi, ma nessuno di questi sindaci ha mai voluto ricambiare la cortesia. Sollecitati da più parti e per un’infinità di anni, hanno promesso (in campagna elettorale) senza mai mantenere. I termini più abusati sono stati: nuovo look, ristrutturazione, arredi e tutto il campionario di aria fritta, mentre il viale sotto i piedi di milioni di turisti affondava. Nessuno ha mai avuto il coraggio di rimettere mano a un impianto datato, quando è noto ormai a chiunque che le mode invecchiano in fretta, e viale Ceccarini è soprattutto questo. Esperti di una prestigiosa griffe internazionale, visitando alcuni anni fa il ‘salotto’, ebbero a dire che più che aggiungere andava tolto. Ripulire, riordinare, inserire elementi di arredo originali, opere d’arte piuttosto che panchine a forma di barchetta che si trovano in ogni angolo della riviera. Puntare alto per restare in cima. Purtroppo non è mai andata così. Si preferisce vivacchiare, pensare al recupero come intervento di oscuri geometri (senza nulla togliere alla categoria) e una manciata di tecnici comunali. La firma di un archistar – e chi conosce i meccanismi che regolano le strade-simbolo in giro per il mondo – è sostanza, attira attenzione e presenze, è marketing essa stessa? Non ci sono i soldi, obiettano da un lustro gli amministratori. Verissimo, ma bisogna capire se c’è un ritorno prima di dire che l’investimento non vale la candela. La chiave è nel coinvolgimento dei proprietari dei negozi, che vedono erodere il loro valore commerciale. Progettare insieme il rilancio: al Comune conviene per ridare smalto alla sua immagine, ai proprietari per dare solidità al loro patrimonio. Detta così è semplice, ma ci vogliono il coraggio e la lungimiranza per realizzarlo. Ce la faranno? Permetteteci di essere pessimisti.

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