Ciao Tamagnini

giovedì, giugno 7, 2012
da famijarciunesa

La tragica fine di Tamagnini

Il ‘salotto’ era ormai come quello di casa sua. Per questo, Gianfranco Tamagnini, lo curava con l’amore che viene dedicate soltanto alle cose che si sentono proprie. Arrivava con il furgoncino in viale Ceccarini e caricava scatoloni e rifiuti. Gianfranco avrebbe compiuto 62 anni il 7 aprile. Aveva iniziato a lavorare alla Geat  negli anni Ottanta, viveva a San Lorenzo con la sorella e il cognato. Amava la pesca sportiva e girava l’Italia.  Il 2 aprile è morto trafitto dalla sbarra del parcheggio.  Un terribile incidente, avvenuto al termine del turno di lavoro, di cui restano inspiegabili le ragioni, al vaglio dei carabinieri di Riccione. A trovarlo in piena notte è stato il cognato. Aveva finito di raccogliere i rifiuti ed era andato a scaricare il furgoncino in via Lombardia, dove Hera ha il centro di raccolta. Alle 19,30 il suo turno finiva e da via Lombardia sarebbe dovuto andare al parcheggio automezzi che si trova in un’area adiacente alla discarica di Raibano, per riportare il mezzo e recuperare la sua auto, con cui sarebbe rientrato a casa. E così ha fatto. Probabilmente la famiglia lo aspettava per cena, ma la sorella ha visto che il tempo passava e di Gianfranco non c’era traccia. Così ha cominciato a preoccuparsi, visto che non rispondeva  alle chiamate e nessuno diceva di averlo visto. Suo marito è andato a Coriano e lì l’ha trovato: una scena impressionante.  Il furgoncino era stato trapassato dalla sbarra che dà accesso al parcheggio e che aveva bucato il mezzo proprio all’altezza del guidatore. Tamagnini era lì dentro, con la sbarra conficcata nel torace. Una scena agghiacciante. E’ scattato l’allarme  e  sul posto sono arrivati l’ambulanza, vigili del fuoco, carabinieri e Medicina del lavoro. Ma purtroppo per il ‘custode del salotto’ riccionese non c’era più niente da fare. Si è solo cercato di capire cosa fosse accaduto durante la notte nel parcheggio, per quale misteriosa ragione la sbarra avesse centrato in pieno il furgoncino. L’area dove il mezzo è stato trovato non era quella del deposito automezzi ma una adiacente, riservata alla vagliatura del rifiuto spiaggiato. La notizia ha fatto immediatamente il giro di Riccione, tra lo sconforto e la sorpresa per una fine  così cruenta. In tanti, nel giorno del funerale, hanno voluto dare l’addio al netturbino che aveva dedicato gran parte della sua vita a rendere più bello e pulito il mondo.

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