Confcommercio

venerdì, ottobre 14, 2011
da famijarciunesa

Stefano Caldari porta nuova linfa

Un intraprendente ed entusiasta Stefano Caldari da pochi mesi è alla guida della Confcommercio. Un 36enne sempre in corsa verso nuovi obiettivi a cominciare dagli sport praticati, dalla Maratona al Nuoto all’Ironman (nuoto-bici-corsa). Da 12 anni è titolare assieme al socio Giorgio del Coka Club, una piccola eccellenza nel campo dell’abbronzatura e del beauty. Da circa quattro è appassionato di formazione, per la quale sta studiando e con la quale intende insegnare in futuro: formazione nel senso di potenziamento mentale sia sportivo che lavorativo, management, comunicazione. Si è occupato di pubbliche relazioni per locali e di gestione d’eventi.
Perché la tua candidatura alla direzione della Confcommercio di Riccione?
“Perché prima di tutto amo profondamente la mia città, e ho pensato quindi che fosse l’ora di impegnarmi in prima persona per cercare di migliorarla. Molte volte mi sono lamentato, come tanti, di come le cose non funzionassero, sempre critico rispetto alle scelte intraprese, ma non facendo però nulla per cercare di cambiarle.”
Un nuovo direttivo molto giovane in generale? “Direi proprio di sì, il più grande ha 43 anni. Ho apprezzato molto il fatto che la Confcommercio abbia accettato la mia sfida, perché quando si è giovani può sembrare che non si sia all’altezza; penso invece che un direttivo così possa risultare dinamico ed elaborare soluzioni innovative. Il periodo della resa deve finire, è ora di rimboccarsi le maniche e riappropriarsi di quello spirito pionieristico che ha caratterizzato le generazioni precedenti.”
Da dove e come pensi di incominciare?
“In questa prima fase voglio ascoltare. Parlare con tutti e capire bene il punto in cui siamo, raccogliendo il massimo delle informazioni da chi è da più anni di me sul mercato. Abbiamo la fortuna di disporre di imprenditori di grande qualità, e voglio un confronto che nasca non solo dall’ascolto ma anche dalla condivisione.”
Qual è, secondo te, la situazione economica riccionese? “Stiamo attraversando in Italia un periodo di crisi endemica e strutturale molto più profonda di quanto si potesse pensare. Anche se Riccione vanta comunque una sua solida difesa, essendo località turistica e pertanto potendo contare su flussi di gente che comunque sia viene qui da noi, anche se con tempi e modalità diverse e con un diverso approccio al consumo. Chi si è rinnovato lavora bene, chi invece ‘sopravvive’ fa da freno alla crescita.”
Da dove si dovrebbe cominciare a rinnovare? “Una struttura alberghiera vecchia e che fa pagare trenta euro una pensione completa non può attirare il cliente che Riccione merita; e quei negozi che si sviluppano su trenta metri quadri non possono diventare appetibili se non per modeste proposte commerciali… come accade in modo inequivocabile ad esempio in viale Dante. Spero che questa mancanza si possa superare grazie ad un nuovo strumento legale che il Comune ha appena approvato, e che conferisce la possibilità d’ accorpamento di piccoli spazi; perché una grande firma cerca ambienti grandi, da svilupparsi secondo più nuove ed articolate espressività.”
Credi che la spiaggia abbia bisogno di un riassetto? “Anche i gestori delle zone spiaggia devono rimodernarsi… non avendo noi un mare all’altezza. Cosa per altro che in tanti stanno incominciando a fare: mi vengono in mente alcune zone dell’Alba e vicino al porto dove i bagnini hanno investito in maniera importante, rendendole all’avanguardia; piccole gestioni familiari che dispongono di capacità imprenditoriali proprie di una grande azienda.”
Quali sono le scelte pubbliche che condividi e quelle non? “Il lungomare mi piace moltissimo, anche se forse andavano valutati meglio i costi anche nella gestione dei parcheggi. Non mi piace invece il respiro che toglie l’eccessivo ingombro del Palace, e mi da molta preoccupazione il non capire in che modo rientreremo dal debito che l’affligge. Sono molto soddisfatto di quanto si stia facendo per il controllo dell’alcool ai minori e dell’abusivismo commerciale… ed edilizio. E’ giusto applicare regolamenti che debbano valere per tutti rispetto alle strutture ricettive presenti sul territorio, al fine di stimolare una sana concorrenza e mantenere un impatto ambientale congruo. Il TRC è un progetto di 15 anni e penso segnerebbe una negativa linea di demarcazione tra quello che c’è sotto e sopra la ferrovia.”
Essendo avvezzo all’organizzazione di eventi, come vedi quelli organizzati? “Secondo me vanno riformulati, e diventare di caratura superiore. Quello ad esempio della Notte Rosa è sicuramente un’ottima opportunità per promuovere la città, e attraverso la presentazione di prestigiosi nomi potrebbe attirare i turisti giusti che saprebbero rivolgersi così alla nostra variegata offerta commerciale; eviterei magari spettacoli che attirino solamente una marea di giovanissimi, che per forza di cose non dispongono dell’adeguato potere d’acquisto e spesso degli adeguati comportamenti.”
Come è il rapporto dell’attuale Direttivo con l’Amministrazione? “Ottimo. Anche se sono appena entrato , dai miei primi contatti ho riscontrato attenzione alle nostre osservazioni e voglia di collaborare. Personalmente farò di tutto affinché si possa ben interagire, a favore ovviamente del benessere di Riccione… e dei riccionesi.”

Maria Grazia Tosi

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