Gossip Telematico

venerdì, aprile 15, 2011
da famijarciunesa

Quando i politici cadono nella rete

All’inizio fu Obama. Poi è stato un crescendo, di contatti e scivoloni. La politica, anche quella locale, è stata praticamente travolta dal fenomeno Facebook. A Riccione più che altrove, stando alla fitta ragnatela di relazioni, post, agguati telematici, sputtanamenti tutt’altro che virtuali. Il caso più celebre è quello di tal Alberto Nardelli, nome d’arte del nemico numero uno del sindaco Pironi. Non era mai accaduto fino ad oggi che un avversario di fantasia scatenasse tanti mal-di-pancia tra gli inquilini del municipio. Da mesi Nardelli bersaglia Pironi e compagni, colpisce e fugge, fa spesso male ma si guarda bene dal superare il limite. Del lecito o per meglio dire del penalmente rilevante. Nardelli ha tanti amici e qualche imitatore, alcuni noti come Lucia Baleani, altri clandestini come lui. In Rete sono spuntati gli anti-nardelli, imperversa un certo Randazzo, serpeggia pure un tipo che sostiene di essere spagnolo e fa il verso a Filippo Airaudo. Insomma, una corrida. Ma non è finita qui. Tra le vittime di Facebook va annoverato anche Riziero Santi (nella foto), l’ex segretario del Pd ora nello staff del sindaco, che dopo esser stato bersagliato dal ‘Carlino’ per via del gommone della Protezione civile ha deciso di tagliare i ponti con le tastiere e cancellarsi dal social network. Ma qualcuno sospetta che abbia solo deciso di cambiare identità per navigare in libertà. Anche il partito contro il mattone, che a febbraio ha convocato i suoi stati generali al Teatro del mare, deve molto alla Rete. E’ su internet che prospera, arringa e si rigenera, che lancia il grido di guerra e arruola adepti. Neppure il sindaco e i suoi pretoriani sono immuni alla febbre del mouse. Rintuzzano le critiche, tentando di arginare il popolo degli arrabbiati, che ha trovato su Facebook la prateria dove correre a briglia sciolta. Meno impegnativo che una dichiarazione sui giornali, col rischio poi di finire in graticola. Su Fb spari poi ti nascondi, al fuoco avversario si ribatte colpo su colpo, e nessuno vigila sulla correttezza e il bon ton. Ne sa qualcosa l’assessore Simone Gobbi, preso di mira per via di un messaggio equivocato perché un tantino ambiguo. Voleva dare una mano alla fidanzata a cercare hostess, è passato invece come un seguace dell’arzillo signore di Arcore. E Gobbi, offeso, se l’è presa con la stampa. Un po’ di ragione l’aveva pure, ma è la politica virtuale, bellezza!

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