Grande Cocomero

martedì, febbraio 12, 2013
da famijarciunesa

Grande Cocomero: nuovo bando per riaprirlo

Per il Grande Cocomero si riparte da zero. Fallito il primo tentativo di ristrutturazione e riapertura al pubblico, il Comune ha indetto un nuovo bando, che al vincitore offre anche la possibilità di disporre periodicamente del Castello degli Agolanti per iniziative promo-commerciali, abbinate a eventi. La “caccia” al privato che oltre ad accollarsi il lavoro della struttura, devastata da un incendio il 9 gennaio 2008 , dovrà curare il parco antistante, è già cominciata. Come spiega l’assessore al Patrimonio Ilia Varo, l’intenzione è quella di “mettere a sistema le due strutture, divise da poche decine di metri ed entrambe di proprietà comunale, integrandole e valorizzandole nel circuito economico-territoriale. Si tratta, in sintesi, di riconsegnare anche quella parte di collina ai cittadini”. Come previsto dal bando, chi vincerà la gara, se da un lato dovrà garantire il recupero del Grande Cocomero che ha registrato danni per 190.850 euro, d’altra parte godrà di un’agevolazione. La cifra della ristrutturazione, infatti, verrà detratta dal canone annuo di 25mila euro, fino all’importo massimo di 250.000 euro. Questo varrà per i 15 anni del contratto. Perché il precedente bando è stato un flop? Il Consorzio Capri, che si era aggiudicato l’intervento, non ha mai integrato la documentazione chiesta dal Comune, così, nonostante i continui rinvii, non ha mai cominciato i lavori di ristrutturazione. La partita era già cominciata male, nel senso che, a vincere il bando di fatto era stato l’albergatore Giancarlo Arcangeli che nel 2011 per l’affitto annuale e la ristrutturazione del Grande Cocomero, aveva presentato l’offerta più conveniente: 28.750 euro, il 15 per cento in più rispetto la cifra base, 25mila euro, fissata dal Comune. Per un vizio di forma, però, l’imprenditore riccionese è stato escluso. “Sono stato estromesso solo perché mancava la partita Iva, che non mi era mai stata chiesta – lamenta Arcangeli -, se me l’avessero fatto sapere subito, l’avrei consegnata in 12 ore, invece, il Comune ha  chiuso la partita a suo piacimento. Se fosse andata diversamente, quel ristorante sarebbe stato aperto tutto l’anno, già da allora. Sarei andato avanti con celerità, come ho fatto con i miei hotel, il Cristallo, il Giulietta e lo Smeraldo. Volevo aprire un ristorante con serate a tema, tenendo pulito il parco. Avevo pure chiesto di fare un parcheggio nell’uliveto della famiglia Saponi (poi bocciato dalla giunta ndr) ”, ma è svanito tutto in una bolla di sapone.

Nives Concolino

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