Intervista al Sindaco

venerdì, aprile 15, 2011
da famijarciunesa

Lo sviluppo secondo Pironi
E ricordatevi che l’urbanistica è l’anima di un paese

Sindaco Pironi, vi accusano di aver cementificato quel poco che resta ancora da occupare. Come si difende?
La nostra città deve la sua fortuna, cioè la sua ricchezza, al rapporto sano e stretto che c’è sempre stato tra cittadini, imprenditori e amministrazione. Questo circuito virtuoso ha portato ad uno sviluppo sostenuto fatto prevalentemente di numeri. Uno sviluppo relativamente graduale che ha consentito ai riccionesi di non smarrire quel senso di appartenenza tipico delle piccole comunità. E’ una città vivace, impegnativa, esigente, in continuo movimento e costringe chi è chiamato ad amministrarla a spingere sui pedali senza sosta, se non vuole cadere dalla sella. Da dieci/quindici anni a questa parte la trasformazione della domanda turistica sta cambiando le dinamiche tra cittadini, operatori e amministrazione e ci spinge , non più e non solo ad assecondare le necessità degli operatori ma ad immaginare e mettere in atto un disegno di sviluppo organico di medio-lungo periodo. Solo in questo modo infatti è possibile dare certezza a chi intende fare investimenti importanti per rinnovare e qualificare le strutture e solo in questa prospettiva è possibile far convergere gli interessi della collettività con quelli dei singoli attori. Credo che lo sforzo che su questo fronte si sta facendo sia visibile alla gran parte dei cittadini. Va in questa direzione la scelta fatta dalla precedente amministrazione di realizzare il Palacongressi, il completamento del Polo sportivo, i nuovi tratti di lungomare, per citare alcuni esempi.
Quali sono le linee d’azione della sua amministrazione?
La realizzazione del Palacongressi e la pedonalizzazione di gran parte del lungomare impone un ripensamento dell’intero sistema di viabilità per consentire da un lato una facile accessibilità di quelle zone della città ad alta densità commerciale e dall’altro ridurre drasticamente il traffico veicolare di attraversamento dalle aree pregiate dedicate allo svago e allo shopping. Poi c’è il tema del verde pubblico. Lo sforzo che stiamo facendo è quello di mettere in atto un progetto organico di vasta portata che arriverà a compimento nell’arco di qualche anno ma che consentirà alla nostra città di avere un vero e proprio sistema di verde urbano e una vasta rete di percorsi ciclo-pedonali protetti che consentiranno di spostarsi da nord a sud e da mare a monte senza soluzione di continuità.
C’è poi il capitolo delle strutture alberghiere.
Gli alberghi rappresentano l’ossatura del nostro sistema turistico e sulla loro capacità di riqualificarsi e rinnovarsi si gioca la competitività dell’offerta turistica. Anche su questo versante il ruolo dell’Amministrazione non può più essere quello di assecondare le esigenze del singolo operatore ma deve spingersi ad immaginare e promuovere uno sviluppo complessivo che sia strettamente legato anche alle trasformazioni dello spazio urbano. A questo fine stiamo dando avvio ad un progetto importante che si chiama proprio “La Città e l’albergo” e che ha l’ambizione di rendere Riccione il luogo in cui annualmente si confrontano le migliori idee e le migliori pratiche su questo tema, dal punto di vista urbanistico, architettonico, gestionale e comunicativo.
E sul residenziale come intendete muovervi?
Riccione è una città di 35.700 abitanti in cui risiedono 15.972 famiglie (con una dimensione media di 2,2 componenti a nucleo). Fortunatamente se, da un lato, il mercato immobiliare continua a premiare la qualità del nostro territorio mantenendo il valore degli immobili ai livelli più alti in Regione, dall’altro questo ha ripercussioni dirette sulla possibilità delle giovani famiglie e delle fasce meno abbienti di poter trovare delle soluzioni abitative adeguate sul nostro territorio. Proprio per far fronte a questo problema abbiamo deciso che nel Piano Operativo Comunale di prossima attuazione andremo a dare priorità a quegli interventi che prevedono la realizzazione di edilizia convenzionata. Questi sono solo alcuni esempi per rendere l’idea dell’approccio con cui stiamo affrontando le scelte di fondo che determineranno lo sviluppo futuro della nostra città. Posso sintetizzarlo in un assunto: il cambiamento attraverso la partecipazione. Che non significa unanimismo ma impegno e determinazione nel perseguire obbiettivi di sviluppo armonici e coerenti. La società e il territorio presentano oggi una maggiore complessità e la sfida è per noi internazionale. Riccione è una città che più di altre ha la necessità e il privilegio di essere il frutto di una sintesi collettiva, di un processo incessante di stratificazioni di spazi e di ambiti culturali e sociali che arricchiscono la memoria della nostra collettività consolidandone riferimenti e valori. Questa costante azione selettiva permette di interpretare la città preservando e aggiornando una precisa identità nella quale nessuno è in grado di attribuire definizioni e schematizzazioni chiuse. L’architetto Massimiliano Fuksas ha scritto che “l’urbanistica di una città è la geografia dell’anima di un paese”. Ecco perché i monumenti i palazzi i dettagli di una città raccontano com’è la gente che ci vive quale passato ha avuto e quale futuro immagina.”

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