Milanriccionese

mercoledì, dicembre 1, 2010
da famijarciunesa

Ci scrive un “milanriccionese”
Vi amo, vi critico, vi vorrei sempre più belli!

Si fa un bel dire: ”Quest’anno vado sul mar Rosso”, oppure “a Tenerife” o “ai Caraibi”…ma poi si ritorna  puntualmente a Riccione. Perché? Perché in meno di tre ore da Milano sei già arrivato, il mare è amico, la spiaggia ben attrezzata, i romagnoli premurosi e alla buona ti fanno sentire a casa, il cibo è senza confronti, i bambini sono al sicuro, i locali da ballo e i divertimenti sono per tutti i gusti e tutte le tasche, l’entroterra è interessante per natura e storia,…e poi ci sono la notte rosa, il ferragosto, il mercato al venerdì, gli spiedini, la piada, ecc. Per chi in quel di Romagna c’è nato e a Riccione è tornato e cresciuto ogni estate, tutto questo non è una novità, come non lo sono i pregi e i difetti di questa cittadina turistica nota in tutto il mondo. Negli anni sessanta Riccione esplose come “La Perla Verde”confrontandosi senza riguardi con le località ben più qualificate della Versilia e del Veneto. Luci, mondanità, personaggi del cinema e dello spettacolo, le mitiche Giuliette spider che lentamente percorrevano viale Ceccarini, il Caffè Concerto Metropol, tappa obbligata di chi passeggiava la sera e oltre ai dancing all’aperto, ecco i primi locali “a go-go” ricavati in taverne e con musica stereo e lassù, per pochi fortunati e motorizzati, i locali come Villa Alta, Eden Rock e Paradiso con orchestre famose. E gli stranieri? Tanti, veramente tanti e soprattutto tante, venute dal Nord in cerca di caldo, spiaggia, mare e delle attenzioni dei giovani riccionesi disponibilissimi ad accontentarle. Poco più di venti anni fa il Centro di Riccione fu completamente stravolto, pedonalizzato e rifatto.  Studi, progetti, scelte di soluzioni e di materiali idonei da parte di qualificati professionisti lautamente pagati e il risultato fu una pavimentazione presto sconnessa con gobbe dappertutto e mattoncini sollevati. I pini sono longevi e radicano quasi in superficie e bisognava prevedere che, nel tempo, le radici sarebbero ovviamente cresciute, ma gli architetti non si sono preoccupati di questo ed hanno scelto la strada affossata “a culla” con scolo centrale a canalina. Nella canalina senza griglia e profili si sono infilate le ruote di molte biciclette ed anche gli stessi mattoncini hanno finito per scivolarvi sopra chiudendo, in vari tratti, la possibilità di scolo.  Con l’inizio del 2010 in viale Ceccarini sono stati portati avanti lavori radicali, in prossimità di ogni albero, con l’intento di livellare il piano stradale diventato nel tempo inaccettabile. Il risultato è tutto sommato soddisfacente anche se l’intervento, in certi tratti, è stato fatto troppo frettolosamente e i mattoncini qua e là sono ancora sconnessi e pericolosi. Lo spazio quadrato alla base di ogni albero è stato coperto da corteccia di pino. Subito queste isolette si sono riempite di carta, mozziconi, cucchiaini di gelato, aghi di pino, cannucce di bibite, pacchetti di sigarette, cartine varie, plastica e quant’altro diventando, ahimè, delle piccole discariche senza che si possa provvedere ad una rapida e facile pulizia. Infatti il mezzo della Nettezza Urbana evita i quadrati per non aspirare, oltre all’immondizia, anche la corteccia di pino. A Riccione, col passare del tempo sono avvenuti, ovviamente, dei cambiamenti. Il Piazzale Roma diventò Piazzale Togliatti e di nuovo Piazzale Roma, poi ebbe un enorme palco per eventi, quindi una radicale sistemazione con una bella fontana, Il Bosco della Pioggia. Anche Piazzale Roma ha avuto i suoi guai. La fontana è originale e sta bene, come pure i vari angoli, ma perché scegliere la soluzione meno indicata del “mosaico”? Nella realtà in cui si trovano (non sono lassù dietro l’altare o ben poggiati a terra come nei pavimenti romani, ma su superfici curve) i tassellini si staccano continuamente rovinando i vestiti e dando un senso di disfacimento e incuria sia alla fontana che alle particolari panchine poste ai quattro angoli. E così quest’anno si è dovuto mettere mano anche qui e a onore del vero, il lavoro agli angoli è stato fatto molto bene. Il Caffè Concerto Metropol non c’è più e nemmeno gli storici dancing Savioli, Florida e Vallechiara e non ci sono più neanche le simpatiche “Arene estive” e i carrettini con i bruscolini (sementi di zucca e ceci salati e abbrustoliti) e i lupini. Anche il Grand Hotel, uno dei simboli di Riccione, è morto e dispiace veramente a chi lo ha conosciuto sfavillante e meta ambita di “gente bene” di tutto il mondo. Nei saloni, tali da rivaleggiare con quelli del Grand Hotel di Rimini per ricchezza e bellezza, si ascoltava bella musica suonata da una piccola orchestra, fuori un curatissimo parco e davanti vari campi da tennis. Oggi, intonaci cadenti, silenzio spettrale, sterpaglie e davanti un parcheggio. Il Delfinarium, vero centro d’attrazione turistica e di studio scientifico dove tutti sono stati almeno una volta, non è più affacciato sul mare, ma si trova a far parte di un grosso complesso sorto sulla collina alle spalle di Riccione che comprende l’Aquafan, fantastico parco di divertimento prettamente acquatico, e Oltremare, vero laboratorio didattico-scientifico di eccezionale levatura. Oggi Riccione è proiettata in un rinnovamento ambizioso. I progetti, che si sono succeduti riguardavano un collegamento rapido con Rimini (metropolitana di costa), un porto ricavato risalendo il Rio Melo, un pontile lungo centinaia di metri lanciato sul mare, un’isola artificiale che serva anche come attracco per i natanti, una teleferica che dalla zona alta di Riccione scende verso il mare, ecc.. Nell’attesa di decisioni Riccione non è comunque rimasta a guardare. Sono stati sistemati bellissimi parchi, tra cui il Parco della Resistenza, realizzate strutture sportive quanto mai qualificanti tra le quali la Piscina Olimpionica, la viabilità vede tante “rotonde” stradali, certamente fra le più belle della riviera e nuove piste ciclabili, sono stati eseguiti importanti lavori all’Ospedale Ceccarini e trasformato in giardino pubblico, dedicato a Papa Giovanni Paolo II, quel verde poco utilizzato a ridosso della ferrovia in viale dei Mille. Riguardo a quest’ultimo può lasciare qualche perplessità la scelta “all’inglese” e qualche timore che il prato diventi un bivacco. I pedoni aspettano fiduciosi da anni il prolungamento del sottopasso di viale Ceccarini sotto viale dei Mille per evitare il pericoloso attraversamento di quest’ultimo, e il sottopasso (e perché non un ponte ad arco?) che superi via Milano così da collegare viale Ceccarini al mare, in tutta sicurezza. Una particolare attenzione meritano il lungomare e il Palazzo dei Congressi. Il nuovo Lungomare della Libertà ad uso esclusivamente pedonale e con box interrati è stata un’ottima idea e una bella realizzazione. Se prima, di sera, il lungomare era piuttosto buio, poco frequentato e un po’ inquietante, ora è la meta preferita di moltissima gente che trova luce e piacere nel passeggiare in questa nuova parte di Riccione. Riguardo al nuovo Palazzo dei Congressi l’architettura è interessante, la posizione un po’ defilata non soffoca il centro anche se lasciano perplessi le dimensioni e la sua stessa esistenza. Un Palazzo dei Congressi non è una rotonda stradale, una fontana o un monumento, ma è una soluzione idonea a richieste precise, è una proposta della città al mondo imprenditoriale, commerciale, artistico e turistico: occorreva valutare a priori le reali possibilità di utilizzo e muoversi di conseguenza. Un impianto come il Palazzo deve funzionare a tempo pieno e non solo con alcune sale cinematografiche semivuote. E così il colosso di Rodi è rimasto a lungo vuoto, spento, con le scale mobili in continuo e inutile movimento e un deficit di oltre 45 milioni di euro. Finalmente quest’anno una volontà politica diversa ha portato a cambiamenti significativi e gli spazi a terra hanno cominciato a “vivere” offrendo proposte interessanti. Rimane però una domanda: in un impianto di tale dimensione, non era possibile prevedere una bella sala come “teatro-cinema”? Oggi una scuola di danza, una compagnia teatrale, un complesso musicale, ecc., sono costretti ad andare a Cattolica per trovare uno spazio idoneo a un saggio di danza, una recita o un concerto.  Dall’estate scorsa Riccione ha un nuovo Sindaco, una nuova Giunta e un nuovo Consiglio Comunale e dei risultati apprezzabili sul loro lavoro si sono già visti: a tutti la mia fiducia e l’augurio di ben operare per la nostra Perla Verde.

Fabio Severi

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