Pronto soccorso

giovedì, febbraio 4, 2010
da famijarciunesa

Numeri record, siate pazienti

Alla fine di quest’anno verrà sfiorata la cifra record di 39mila accessi. Sono i numeri del Pronto soccorso di Riccione, che dopo l’inaugurazione della nuova sede all’interno del Ceccarini, ha visto crescere esponenzialmente il tetto dei pazienti. <Un incremento del 6 per cento rispetto al 2008 – spiega il primario Marina Gambetti – che rispecchia il trend nazionale, anche se ci piace pensare sia dovuto anche al confort della nuova struttura, al potenziamento del personale sanitario, alla maggiore presenza di medici nelle 24 ore>. A un anno e mezzo dal taglio del nastro, il Pronto soccorso fa un primo bilancio. Positivo. <L’aspetto più qualificante è la presenza della radiologia d’urgenza – aggiunge la dottoressa Gambetti – e la funzione dell’osservazione breve, che permette di dimettere il paziente dopo un’attenta valutazione clinica, senza la necessità del ricovero ospedaliero. Camere monitorizzate dove viene trattenuto dalle 6 alle 24 ore, prima della dimissione che avviene in sicurezza per il malato e il medico>. E con i tempi di attesa, come la mettiamo dottoressa? <Indubbialmente possono essere migliorati, ma purtroppo sono imprevedibili. Se confrontati con la media nazionale i tempi del Ps di Riccione sono decisamente buoni, tuttavia va tenuto conto del sempre più frequente ricorso della popolazione alle strutture d’emergenza e un dato – se volete tecnico – che riguarda la gravità dei casi. Noi li chiamiamo codici rossi, e sono solo il 2 per cento del totale dei casi trattati. Significa due al giorno, e quando succede il reparto viene assorbito dall’emergenza in maniera estensiva e per lungo tempo. A farne le spese sono quei pazienti che mostrano patologie meno serie>. Alcune settimane fa lei ha denunciato un dato sorprendente che riguarda il numero delle donne che ricorrono al Pronto soccorso perchè vittime di violenze. <Purtroppo il fenomeno mostra dati allarmanti: nel 2008 ho verificato che su 580 accessi dovuti a <opera terzi>, ovvero quei casi in cui il paziente è vittima di una violenza, ben 190 riguardano donne>. D’accordo, ma come fa a parlare di percosse? <Nella mia pluridecennale esperienza al Pronto soccorso – risponde il primario Gambetti – ho potuto verificare che l’80 per cento dei casi è causato da violenze subite dalle donne. Un fenomeno in crescita, anche perché attualmente c’è una maggiore propensione a denunciarle. Quello che deve far riflettere è la percentuale di donne italiane picchiate, parliamo del 65 per cento del totale, un numero che smentisce pregiudizi e sbagliate convinzioni; non sono soltanto le donne straniere a venir maltrattate dai compagni>. E in questi casi come vi comportate? <Cerchiamo di offrire un supporto, oltre alle cure. Non possiamo ovviamente intervenire, ma nei casi in cui esiste un pericolo per la loro incolumità provvediano a segnalare la cosa ai Servizi sociali. Solo nell’ultimo anno due pazienti vittime di violenza sono state prevelate e poi ospitate in case protette per evitare che finissero nelle mani di chi aveva loro fatto del male>.

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