Nuove Terme

martedì, febbraio 12, 2013
da famijarciunesa

Area termale: ecco il progetto

Rivoluzione urbanistica nell’area termale di Riccione. Con un progetto da sogno, che si aggira intorno ai 150milioni di euro, un pool d’imprenditori intende ridisegnare 18 ettari di superficie tra la ferrovia e i viali Torino, Giovanni Da Verazzano e Michelangelo. Secondo il progetto di riqualificazione urbana presentato al Comune, in questo quadrilatero dovrebbero sorgere due avvenir istici hotel, a quattro e a cinque stelle, nuovi parcheggi, ponti, aree gioco e impianti sportivi, ma anche negozi e appartamenti. Per il resto sarà necessario rivedere tutta la viabilità, tracciando nuove strade e chiedendone altre, tuttora in uso. “Questa maxi-operazione – assicurano l’assessore all’Urbanistica ed Edilizia privata, Maurizio Pruccoli, e il suo il dirigente, Baldino Gaddi – non comporterà alcun aumento di cubature. Il totale delle volumetrie rimarrà invariato: 51.840 metri cubi sui 51.843 esistenti”.

Gli interlocutori
Come annunciano in municipio, ad avanzare la proposta sono stati i Ceschina, l’istituto bancario che ha acquisito la colonia-albergo  “Perla Verde” con annessa Green House, appartenuta al commendatore Renzo Vendramini, e i Piccioni, titolari delle Terme, da tempo alla ricerca di acquirenti per il loro stabilimento. C’è poi in ballo lo stesso Comune, proprietario della colonia “Bertazzoni”, inserita nell’elenco dei beni alienabili del 2013.  Un particolare: questa struttura, costruita negli anni Trenta dal cavaliere Francesco Bertazzoni di Suzzara (suocero di Vendramini), venne donata al Comune con un impegno: quello di non cambiarne il nome. Nonostante l’edificio abbia oltre ottant’anni, secondo quanto riferiscono il dirigente e l’assessore “la Sovrintendenza ha dato il via libera alla demolizione, purché si liberi parte del suo arenile”.

Il progetto
Il Piano di riqualificazione prevede lo spostamento di gran parte delle 10mila cubature in ballo sul lato opposto, a monte di viale Torino. Qui, se tutto filerà liscio, verrà costruito un avveniristico cinque stelle, a forma tubolare, con ponte sulla strada e salone sulla spiaggia, dove tuttora si trova la colonia. Più a monte, in area Ceschina, sarà invece costruito un altro hotel a pianta triangolare che si fregerà di quattro stelle. Dall’altra parte dell’area interessata, lungo viale Giovanni da Verazzano, è previsto anche un parcheggio su quattro piani che nel progetto ora appare a cielo aperto, ma, come precisa Gaddi, non è escluso che venga interrato o seminterrato. Non mancherà la parte commerciale, che “dovrebbe essere limitata a 1000 metri quadri”, e la residenziale, che è ancora un balletto di cifre. Secondo Renata Tosi, capogruppo della Lista Civica – Lega Nord, gli appartamenti sarebbero 140, ma l’assessore assicura che “il numero è da stabilire” e che, in effetti, gli imprenditori ne hanno chiesti più di quanti ne preveda il Psc (Piano strutturale comunale)”. Altro capitolo è quello del vecchio padiglione delle terme. L’ex colonia “Burgo” sarà ripulita dalle parti aggiuntive per poi ospitare una clinica con vocazione chirurgica. Dal giardino, sul lato sud, partirà un ponte che, attraversato viale Giovanni Da Verazzano, si allaccerà al parco “Perle d’acqua”. Un vecchio sogno, per anni inseguito a suon di richieste dal compianto patròn delle terme Giorgio Piccioni. Realizzate tutte le opere, i tratti centrali dei viali Colombo e Vespucci saranno chiusi al traffico. Avanza, infatti, la vecchia idea di costruire una nuova arteria di scorrimento veloce, parallela alla ferrovia con sbocco alla rotatoria delle farfalle.

Tempi di realizzazione
Se tutto filerà liscio “il cantiere dell’area termale dovrebbe essere aperto tra due anni e mezzo o tre”, fa sapere l’assessore. Nel frattempo verranno definiti i passaggi di proprietà (per le Terme circola il nome del noto costruttore Caltagirone), per poi arrivare alla costituzione di un’Ati (Associazione temporanea d’impresa) da parte di tutti gli imprenditori del progetto. Il percorso urbanistico e amministrativo, che coinvolge Comune, Provincia e Regione, necessita di un “riallineamento degli attuali strumenti urbanistici (Ptpr, Ptcp, Psc, Rue, Poc e Pua). Per tutto questo serviranno un paio di anni. In vista di queste operazioni  Pruccoli promette di presentare il Piano di riqualificazione della zona sud nei vari quartieri, durante una serie di pubbliche assemblee da tenersi prima dell’estate”.

Nives Concolino

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