Occupazione alberghiera

venerdì, ottobre 14, 2011
da famijarciunesa

ALL-INCLUSIVE
Cosa non ci si inventa per affascinare un cliente sempre più esigente e sfuggente, e che seleziona l’offerta alberghiera a seconda degli optional a lui proposti?! Pare che la cucina nostrana e la proverbiale ospitalità non siano che obsolete peculiarità, appartenenti ad un passato ormai remoto, perché si sa, i tempi cambiano… e le crisi anche. In maniera esponenziale si prolificano infatti le tante cose in più che volenterosi albergatori si inventano al fine di convincere. La formula ‘all-inclusive’, che di certo non appartiene alla nostra tradizione balneare, si è prepotentemente imposta, equiparandoci così al resto del mercato turistico internazionale. Ed ecco lo srotolarsi di una miriade di servizi in più, che per forza di cose stanno piegando la volontà degli ultimi paladini della pensione completa, i quali non potranno probabilmente far altro che adeguarsi per non restare penalizzati dalla sbilanciata concorrenza. Ma non si parla solo di spiaggia–bevande–parcheggio inclusi nel prezzo… ma di biciclette, feste a tema, massaggi, palestra, gratuità selvagge, wireless, servizio transfert,  mini-club, baby-menu, biglietti dei Parchi, biglietti del treno, biglietti di autobus, benzina, gita in barca, gita nell’entroterra… e chi più ne ha più ne metta. Oltretutto ai romagnoli e ai riccionesi in particolare la fantasia non manca, e così neanche quel guizzo ingegnoso che ha fatto sì che un paese di pescatori diventasse una rinomata località balneare, in sole tre generazioni. E così andando avanti, tra altre tre chissà … magari si  arriverà ad aggiungere anche un’escursione sulla luna, tutina spaziale e packed lunch ipocalorico tutto compreso, ovviamente!
IL TRIPADVISOR
Non è un organismo cibernetico, ma il portale che ad oggi conta oltre 20 milioni di recensioni realizzate da viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo… e una delle più recenti fonti di stress per i titolari di hotel; perché il 30% dei turisti, prima di prenotare una camera d’albergo, verifica quelle lasciate da chi prima di lui. E finché le recensioni sono positive tutto bene. Ma niente di più facile averne di negative: basta un bambino che venga ripreso dal bagnino in piscina perché si tuffa fuori orario, o una signora servita a tavola non per prima… che ecco scattare la recensione perfida. Che può risultare all’albergatore come una  sorta di ‘delusione d’amore’, avendo lui investito per il benessere della propria clientela tutta la devozione possibile. Nessuno è al riparo da questa sciagura, capace anche di generare una perdita effettiva di fatturato, nonché della propria sudata reputazione. Ma può succedere anche il contrario: recensioni positive scritte a doc dai gestori stessi o chi per loro, per promuovere il proprio operato anche se non meritevole, o addirittura per danneggiare la concorrenza. Perché lasciare recensioni su Tripadvisor è semplice, e soprattutto non esiste un controllo accurato sulla veridicità delle informazioni (secondo alcune statistiche si stima che un terzo di queste siano false). L’inquietante fenomeno mediatico ha messo al lavoro esperti di profili aziendali, maghi dell’hacking, ed associazioni. Il consorzio “Riccione Turismo”, importante club di prodotto, ha organizzato per i suoi iscritti un corso incentrato su come rispondere alle recensioni, di qualsivoglia natura, mantenendo alto il proprio savoir-faire. In sintesi alcuni loro consigli: mai ribattere con una risposta ‘copia e incolla’, perché ogni caso è a sé e merita adeguata replica; tale risposta deve essere non commerciale, perché non vuole vendere ma comunicare; deve essere in lingua, senza abbreviazioni di parole o faccine varie; e non deve mai risultare aggressiva e polemica. Alcuni numeri di un sondaggio effettuato: per il 78% degli intervistati la risposta della direzione ad una recensione positiva fa pensare bene dell’hotel; il 79% sostiene che quella ad una recensione negativa rassicura sull’hotel; per il 71% è importante vedere che l’hotel ne tiene una gestione regolare. E, soprattutto, il 68% asserisce che se deve scegliere tra due strutture simili… la presenza di recensioni facilita la decisione.

MIDDLE-WEEK
In realtà un termine inedito, per dare così una strampalata definizione ad un nuovo modo di prenotare la vacanza. Per ‘middle-week’ si potrebbe intendere l’occupazione delle camere non nel week-end, nella parte finale cioè della settimana, e neanche nei due giorni infrasettimanali (“short break”), ma nella sua parte centrale: chek-in lunedì – chek-out venerdì. Un soggiorno che in alcuni casi può slittare a un giorno prima o a un giorno dopo; un periodo ibrido ed insolito, che se da una parte sta a bilanciare e completare quello della chiusura di settimana alleggerendolo da una situazione overbooking, dall’altro aumenta il lavoro dell’albergatore e dello staff, che naturalmente un doppio movimento comporta. L’avvicendamento infatti di due famiglie in periodo molto breve richiede più lavoro di segreteria, di sala e di camere. Ben lontani i tempi quando i bagnanti si fermavano a Riccione dai primi di luglio a dopo ferragosto, con enormi bauli che li precedevano! Non è certo  però il caso di lamentarsi: la bizzarria di una prenotazione… sempre prenotazione é.

Maria Grazia Tosi

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