Palacongressi

venerdì, settembre 24, 2010
da famijarciunesa

Bartolini. “Un anno da leoni”

I peggiori “mali” del palacongressi, ereditati un anno fa dal vecchio cda della PalaRiccione, sono stati in gran parte sanati dalla nuova amministrazione. I negozi sono stati ceduti e il cinema è passato di mano a nuovi imprenditori che l’hanno ristrutturato, mantenendo aperte le sei sale. Oltre metà del debito, che ammontava a 48milioni di euro, inoltre, è stato ripianato. Merito delle strategie adottate da Matteo Bartolini, amministratore delegato della Spa, tuttora impegnato sul fronte della futura società di gestione e sulla cessione della Riccione City Eyes, panoramica terrazza con ristorante.
Il bilancio, Bartolini, ci sembra lusinghiero, che dice? “E’ stato un anno di straordinari risultati, abbiamo effettuato cessioni e incassi per quasi 25milioni di euro inclusa l’Iva. Dopo averlo valorizzato, per 15,2 milioni di euro è stato ceduto in affitto a Oscar Del Bianco del Block 60 tutto il commerciale in galleria. La valutazione è stata in media di 8.500 euro al metro quadro. Di questi tempi un “signor prezzo” tenuto conto anche del fatto che i negozi sono stati venduti al grezzo, senza bagni, pavimenti, soppalchi, controsoffitti e impianti. Abbiamo già  incassato materialmente  10.200.000 euro, con atti di compravendita definitivi davanti al  notaio”.
Avete messo in cassa anche altro danaro? “Si, 3milioni di crediti e 3.250.000 euro con il cinema sui 4.200.000 dovuti. Altri due milioni e mezzo li abbiamo incassati con i garage. Resta da vendere un terzo dei posti auto che costano 40mila euro (57.500 i garage). Ai primi di  agosto, con trattativa diretta in ufficio, ne avevamo venduti 75 su 120, al secondo  piano interrato”.
I debiti ora a quanto ammontano? “Rispetto ai 48milioni della precedente gestione, incassati i 25 di cui parlavamo, ne restano 23”.
Come conta di  portare il bilancio al debito programmato e sostenibile di 5 milioni? “Aspettiamo d’incassare 12milioni di euro dai soci della PalaRiccione, 7 sono stati, intanto, versati ad altro titolo dal Comune. Si attendono quelli della Provincia, Camera di Commercio, Palafiera Rimini  e Fondazione Carim che non li hanno ancora liquidati per loro difficoltà di bilancio e per qualche questione politica. Due milioni devono rientrare con i posti auto in vendita, nel secondo piano interrato ulteriormente valorizzati con l’installazione di un cancello automatico (in ingresso e in uscita). Rendendo così l’area totalmente privata”.
In ballo c’è pure la cessione dell’attico… “Una cordata di tredici albergatori ha depositato un’offerta d’acquisto di sei milioni di euro. Dal 29 maggio sto incontrando questi operatori tutti i martedì. Entro il 30 settembre o si chiude la partita o il cda cambierà strategia. La cessione è complessa, perché la City Eyes è ora legata alla gestione di tutto il palazzo, mentre serve renderla autonoma per effettuarne la cessione ”.
Come ha fatto a vendere i negozi dopo anni di stand by? “Ho ascoltato tutti i detrattori del Palas. Ho imparato negli anni che c’è qualcosa di buono anche nelle critiche più feroci. Gli acquirenti hanno capito che facevo questa operazione per passione, con il fuoco dentro, e non per soldi, visto anche che al sindaco non avevo chiesto compensi e l’assemblea me ne aveva accordato uno veramente ridotto. Si sono giustamente convinti che serviva un aiuto a Riccione che si trovava un immobile sporco, buio e abbandonato. In una parola uno spettacolo desolante. I compratori hanno capito che dal Palas poteva scaturire qualcosa di valido anche per il loro businnes.
E poi? “Ho poi fatto in modo che venisse vinta “la sindrome del pioniere”. Nessuno aveva il coraggio di venire in galleria con la propria attività per primo. Oscar Del Bianco, insieme a Ilio Pulici, con coraggio e intraprendenza, ha deciso di trasferire il Block 60. Nel commercio è un lungimirante, un numero uno, come per la multisala lo è  Giometti”.
E’ sfumata per sempre l’ipotesi di trasformare quattro sale in uffici? “Per ora è un pericolo scampato. Lo sarà anche in futuro, se Giometti e Succi ( proprietari e gestori Cinema) nel 2012 avranno strappato almeno 250mila biglietti d’ingresso. Numeri attestati dalla Siae. Altrimenti c’è l’opzione di trasformare quattro sale in uffici”.
Sarà un’impresa! “No. Basta che i riccionesi non continuino ad andare al cinema a Rimini. Ce la dovremmo fare, tanto più se si considera che la Millennium (precedente gestore), con tutti i problemi che c’erano in un anno aveva registrato 168mila spettatori”.
In questo primo anno da amministratore ha dormito tranquillo? “I primi sei mesi mi svegliavo sempre alle 4,48 di tutte le mattine per mettere in ordine le idee su come risolvere i problemi del Palas e capire come vendere e valorizzare i diciannove negozi. Devo ringraziare madre natura per avermi donato la stessa abitudine di mio padre Armando che la mattina si alzava sempre prima, finché non risolveva i problemi. Devo anche ringraziare il sindaco, il cda, tutti i riccionesi e i dirigenti comunali che hanno tifato per il Palas e per me, aiutandomi in concreto. In molti mi fermano per farmi  i complimenti e nel loro sguardo scorgo la soddisfazione di vedere un cittadino come  loro che, prestato momentaneamente alla politica,  ha combinato qualcosa di buono. La galleria commerciale e i problemi del Palas erano una ferita aperta, adesso invece è una soddisfazione vedere il pianterreno vivo e sperare di migliorarlo ancora.”

Nives Concolino

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