Palariccione tutta la verità

lunedì, dicembre 7, 2009
da famijarciunesa

Tutta la verità, nient’altro che la verità
Intervista a Matteo Bartolini A.D.

Matteo Bartolini ha 43 anni. E’ sposato con la giornalista Susanna Vicarelli che gli ha dato due figlie Sara e Allegra. Laureatosi nel 1989, in soli tre anni e mezzo, in Economia e commercio all’Università di Bologna, è dottore Commercialista Si è iscritto all’Albo professionale di Rimini nel 1990 a 24 anni. Già revisore dei conti presso i Comuni di  Riccione e Santarcangelo, in almeno quindici società  è membro dei consigli di amministrazione e sindaco revisore. E’ curatore fallimentare del Tribunale di Rimini e commissario liquidatore Fincolor Group. La sua notorietà è dovuta pure a una serie di successi sportivi: figura tra i primi 250 tennisti italiani nel 1985, è sette volte campione sociale di tennis a Riccione, e al momento è campione del mondo di beach tennis Ifbt 2009. A 26 anni è stato presidente del Tennis Club Riccione, e consigliere regionale Fit nel 1996.

Sanare un debito di 47milioni e mezzo di euro, costituire una società mista di gestione, ridurre da sei a due le sale cinematografiche, quindi vendere gli spazi commerciali e buona parte dei posti auto. E’ l’arduo compito affidato a Matteo Bartolini, neo amministratore delegato della PalaRiccione, impegnato a far quadrare in un triennio il disastroso business plan, ereditato lo scorso agosto. E già arrivano i primi segnali dell’inversione di rotta. Il debito del Palas è salato, com’è ripartito? “Quello attuale lordo, che tiene conto anche dei fornitori e dei professionisti, è di 45milioni di euro dei quali 40 dovuti alle banche. A questa somma vanno aggiunti altri 2milioni e mezzo di euro, da accantonare prudenzialmente per i contenziosi in corso”.
In quanto tempo si sanerà la “voragine”?
“Con il presidente Lucio Berardi e al Cda abbiamo preparato un programma triennale. Il precedente business plan prevedeva di avere oggi un debito di 12milioni di euro. Quello nuovo conta di ridurlo dagli attuali 45 milioni a 8 in tre anni, ma non bisogna sbagliare un colpo, occorre lavorare a testa bassa”.
Come si appianerà il debito?
“I soci, com’ era già previsto, devono versare 10 milioni di euro. Noi, invece, dobbiamo vendere per 20 milioni la galleria commerciale e i posti auto al secondo piano interrato, nonché per 7 milioni  quattro sale del cinema. Poi non bisogna perdere colpi nella gestione annuale dei congressi e rivedere i contratti di manutenzione e servizi.
Caleranno anche i costi di manutenzione, quanto da ieri a oggi?
“Passeranno da  250.000 a 170.000, euro ma diminuirà anche la spesa per consulenze e servizi esterni”.
I soci quanto sborseranno per la ricapitalizzazione?
“Si erano impegnati a darci 10milioni di euro che dovevamo aver già incassato. Ma non sono arrivati, perché ognuno ha problemi interni che cercherà di risolvere. La Camera di Commercio e la Provincia hanno versato 2 milioni e  dilazionato il pagamento dei residui 2milioni di euro nel 2010. La Fondazione Cassa di risparmio di Rimini, invece, ha fatto mezzo passo indietro. Ha promesso di dare la sua parte nei prossimi anni”.
E il Comune di Riccione?
“Grazie al sindaco Massimo Pironi ne ha concessi cinque in prestito, ma la precedente amministrazione comunale ne doveva sborsare sei in via definitiva e non l’aveva fatto”.
Quanti soldi devono incassare le ditte che hanno lavorato al Palas?
“Dei 45milioni di debito complessivo, gliene spettano cinque. Intanto, abbiamo incontrato tutte le ditte. Tranne tre, hanno accettato tutte le nostre condizioni.”
La società mista per la  gestione congressuale quando si formerà?
“Entro l’anno verrà costituita con quote al 100 per cento della PalaRiccione. Chiunque poi potrà partecipare all’acquisto di una quota del 50 per cento, ma con un bando pubblico, entro il 2010, che terrà conto dell’offerta in base alla valutazione economica, progettuale e di garanzia professionale”.
La Millennium, gestore del cinema,  ha ricevuto lo sfratto esecutivo, cos’è successo?
“E’ stata sfrattata per morosità. Doveva pagare 220mila euro all’anno, cifra poi ridotta a 154mila per agevolare l’inizio attività della multisala cinematografica, ma non ha mai versato un euro. Non si esclude  un accordo bonario ma una cosa è certa: non si possono occupare spazi della Palariccione senza pagare. Al massimo entro giugno 2010, la questione sarà risolta bonariamente o per via giudiziaria.”
Saranno tagliate le sale cinematografiche?
Si, da sei diventeranno due, resteranno quelle su viale Catullo. Tutti i piani industriali, redatti da esperti del settore, hanno confermato che sei sale a Riccione sono insostenibili. Sia per la storia culturale della città, sia perché ovunque sono sorte come funghi”.
Progetti per le salette?
“Le due che rimarranno aperte saranno rivoluzionate e si proietteranno anche film d’essai per cultori del cinema. Spariranno le poltrone, installate dalla Millennium, che tra l’altro sono una sottomarca della Frau. L’arredo, anche per la nuova gestione, sarà a spese degli affittuari. E’ ora che i riccionesi al cinema stiano comodi!”
Al posto delle altre quattro sale che si farà?
“Su due livelli si ricaveranno uffici e studi professionali. Così speriamo di incassare 7 milioni e mezzo di euro.
Riuscirete a vendere gli spazi commerciali?
“Abbiamo in corso moltissime trattative soprattutto per l’affitto. Entro dicembre speriamo di chiuderne qualcuna, intanto apriremo il bar  su Via Virgilio. Il prezzo di un negozio di 100 metri quadri, con soppalco di 30, ora è di circa 730mila euro, un buon affare!”
Perché nessuno finora ha acquistato?
“La vendita non era stata affidata a nessun venditore professionale, agenzia o mediatore. Ora tutti hanno in mano i negozi, anche grossi interlocutori di Milano e di Bologna. Non è facile, ma sono 20 anni che vedo nascere immobili da vendere  e come diceva mio padre, costruttore edile, basta non avere fretta e far contento il compratore. Gli affari si fanno in due.”
Sul mercato anche i posti auto, quanti?
“Al secondo piano ne venderemo 50 a 34mila euro ciascuno.  Poi si cederanno gli altri 60 sullo stesso piano, ma costeranno di più. A uso pubblico rimarranno gli altri 110 al primo piano”.
Ma in tutto non erano 350?
“Bisogna smetterla di parlare di 350 posti auto. Chi li ha visti sa di cosa parlo. Le strisce saranno tutte ridisegnate, e non più anguste, fuori standard,  come prima,”.

Nives Concolino

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