Palazzo del Turismo

lunedì, dicembre 7, 2009
da famijarciunesa

Palazzo del Turismo: non sarà un “tempio” del commercio

Il noto antiquario Alberto Verni rinuncia all’affitto del Palazzo del Turismo che doveva essere trasformato in un mega store. A convincerlo con una trattativa certosina è stato il sindaco Massimo Pironi, deciso a mantenerne l’uso pubblico. Funzione che ha svolto sempre nei suoi settant’anni di vita. L’imprenditore riccionese si era aggiudicato il fabbricato in locazione lo scorso febbraio, dopo aver partecipato come Sa. di San Marino Fine Arts, alla gara pubblica, indetta dalla giunta dell’ex sindaco Daniele Imola. L’operazione era stata messa a punto per un duplice motivo: sostenere il business plan dell’indebitatissimo palacongressi, con un canone di 250mila euro all’anno per 30 anni, ed evitare la concorrenza dello stesso Turismo, che da sempre ospita convegni. Si fa, dunque, marcia indietro. Ma cosa otterrà Verni in cambio della rinuncia? In conferenza stampa il sindaco Pironi si è limitato a dire che con il noto antiquario “si potranno promuovere importanti operazioni, facendo di Riccione un luogo di maggior attrazione, attraverso la forte innovazione anche del commercio”. Ha poi aggiunto: “Credo che Verni abbia delle idee. Certo il suo gesto non è quello di un filantropo o un benefattore. Noi terremo conto di questo gesto e del diritto acquisito”. Anche se, di fatto, l’affitto non era ancora del tutto scontato, visto che la Sovrintendenza non aveva ancora dato il suo placet sull’uso commerciale del palazzo. Le parole del sindaco portano, comunque, alla mente un progetto dello Studio Tausani e Ferrini che Verni aveva presentato in Comune nel 2006. Riguardava la piazzetta del Faro in viale Ceccarini e con esattezza una piramide di vetro che dava accesso all’interrato con attività commerciali. Annunciato sui giornali, è poi finito nel dimenticatoio. Ma ora se ne riparla. In quanto al Turismo, come assicura Pironi, verrà utilizzato per attività, mostre, convegni minori, come supporto del Palas, ma anche per ospitare parte degli uffici comunali, in particolare tutta la struttura dello Sport, Cultura e Turismo, settori che presto saranno accorpati in un’unica dirigenza. “Il piano economico del Palas non aveva possibilità di usare quelle somme _ sottolinea il primo cittadino -. Nessuna banca in cambio di questo contratto avrebbe concesso i 4milioni di euro previsti nel business plan. Oltretutto ci sono piccole associazioni, gruppi e manifestazioni che non sono in grado di sostenere i costi previsti dal nuovo colosso, ma che hanno bisogno di sale a prezzi moderati”. Quelli che può offrire la vecchia struttura, firmata settant’anni fa dall’architetto Ossani.

Nives Concolino

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