Riccione Futura

mercoledì, giugno 29, 2011
da famijarciunesa

Nuovo porto: posti barca, chioschi e piazzette

Gli operatori del porto di Riccione l’hanno spuntata. La darsena sarà riqualificata, ma senza devastare i due stabilimenti balneari che si trovano a Levante, ossia l’89 e il 90. L’idea è stata accantonata per sempre, come quella di utilizzare l’intera piazzetta, davanti al Cavalluccio marino. Gli amministratori comunali ora intendono occuparne solo metà per ricavare quindici/venti posti barca, contro i circa settanta, dei quali si parlava prima dell’estate. Lo spazio rimanente, soprattutto nei mesi freddi, dovrebbe essere riservato a parcheggio. Il disegno, che mentre andiamo in stampa è in fase di definizione, prevede anche dei chioschi in legno, a ridosso del canale su viale Bellini. Si parla di sette, ma gli uffici tecnici, stanno valutando se è possibile limitarsi a cinque/sei. Come ha annunciato il sindaco Massimo Pironi agli operatori dell’area portuale “non si tratta di ristoranti, ma di attività che offriranno prodotti differenziati, non in concorrenza con gli esistenti”. Questi moduli, serviranno a ripagare l’intervento, assieme a 1.600 metri quadri di residenziale, sopra via Dei Mille, da concedere alla ditta che eseguirà i lavori. Ed è proprio su questi due punti, soprattutto sull’ulteriore cemento, usato come “moneta” per ripagare il project financing da 13/15milioni di euro, che va avanti la polemica con la minoranza. In quanto ai chioschi, saranno realizzati su due piani: il magazzino, alto 2,40 metri, sotto il livello della strada, e il piano superiore che si eleva di altri tre metri (con terrazza panoramica?). Se confermati tutti sette, i moduli misureranno complessivamente 600 metri quadri. Tre di questi dovrebbero misurare in pianta 8 metri per 3.  Non è tutto. Si conta, infatti, di arricchire il porto con due nuove piazze, da costruire sulle scogliere lungo i moli di Levante e di Ponente. Si tratta di due strutture, larghe circa otto metri, capaci di creare un vero e proprio effetto “agorà”. Questo è un altro intervento da sostenere, dal punto di vista economico, con la realizzazione dei chioschi, che saranno intervallati da tre ponticelli tra i viali Bellini e Parini,  per favorire la movida da una sponda all’altra del rio Melo.

Nives Concolino

Brilla di nuovo l’idea dell’atollo

A Riccione torna in auge l’atollo, da realizzare davanti al porto. Non a caso, il sindaco Massimo Pironi, supportato dallo Studio Buldrini, studia la strada per consentire al Comune di far parte della società del nuovo colosso. L’idea è quella di levare le ancore della parte burocratica entro l’anno. D’altra parte, come tutte le categorie economiche, il primo cittadino è convinto che quest’opera vada realizzata “perché può essere un’opportunità, un elemento di sviluppo per tutta la città, da sempre apripista per le nuove tendenze”.  Di recente, intanto, per mettere a fuoco il bando pubblico, che serve a individuare la società alla quale sarà affidata la realizzazione dell’atollo, con il sindaco si sono ritrovati la dirigente al Demanio, Graziella Cianini, lo Studio Buldrini, l’avvocato Franco Fiorenza e il docente universitario Luca Emanueli, direttore di Sealine, laboratorio di ricerca permanente, al quale il Comune aveva destinato 100mila euro per effettuare una serie di studi tra il 2008 e il 2010. Mentre si definiscono gli aspetti legali, l’assessore al Turismo Simone Gobbi mostra la bozza da utilizzare per la gara e fa sapere che “l’Università di Southampton, città sulla costa meridionale del Regno Unito, tempo fa ha elaborato un primo studio di fattibilità per l’atollo riccionese”. I particolari sono riportati in un rendering che riproduce un isolotto esagonale energetico, imperniato sull’ “Otec”, impianto capace di rendere autonoma per tre quarti la città, sotto il profilo dell’energia. A formarlo sono turbine eoliche e per le correnti marine, campi eliostatici, un convertitore per l’energia dalle onde, un forno solare e una torre per la stessa energia che riflette i suoi raggi su un campo con specchi. Questa idea progettuale tecnico-meccanica, elaborata in modo scientifico con la collaborazione del professore Louis Vega di New York, secondo Gobbi va fuso con quella che i fratelli Andrea e Stefano Matteoni di Riccione avevano già presentato, quand’era sindaco Daniele Imola. L’atollo, che dovrà fungere anche da barriera antierosione, dovrà essere dotato di attracchi  per navi da crociera e altre imbarcazioni (200/300 posti in tutto), alloggi per il personale, fabbriche, uffici, serre e, persino, gabbie per la pescicoltura. L’idea è di costruire anche due strutture alberghiere di alta classe, bar, negozi, un punto di ristorazione, un centro di ricerca marittima con annesso museo Archeomarino e sede di Cetacea.

Nives Concolino

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