Riccionesi nel mondo

mercoledì, marzo 31, 2010
da famijarciunesa

Chiara nel terremoto di Haiti

Una situazione apocalittica come quella del terremoto di Haiti ha visto anche una riccionese coinvolta sul posto, e che lì è restata per circa un mese prima di ritornarsene al sicuro a Riccione, il 10 febbraio. Si tratta di Maria Chiara Mussoni (Mantellato da parte materna), una giovane 33enne, raffinatamente bella, impegnata …e soprattutto coraggiosa. Racconta con compostezza e lucidità.
Come ti senti dopo un’esperienza così terribile? “Quando sono tornata a casa ho avuto certamente momenti di sconforto per le emozioni accumulate durante l’ultimo mese, per le cose brutte che ho visto e sentito. Ora mi sto riprendendo, anche se ancora faccio un po’ fatica a parlarne. Sono comunque pronta il primo marzo a ritornare al mio lavoro; non potrei non farlo, voglio essere lì per prestare il mio contributo, ora più di prima.”
Come sei arrivata a lavorare ad Haiti? “Mi sono laureata in Legge, e dopo aver lavorato a Milano in studi legali internazionali per circa quattro anni, ho inviato il mio curriculum online alle Organizzazione delle Nazioni Unite; dopo soli due mesi mi hanno proposto di trasferirmi ad Haiti, a Port-au-Prince, dove per circa tre anni e mezzo ho lavorato nell’ufficio del Programma Alimentare Mondiale.”
Come è stato percepito il terremoto? “Sentivamo le cose cadere attorno a noi; siamo stati fatti uscire nel cortile che si trova al centro di tutti gli edifici del quartier generale dell’ONU; e lì abbiamo trascorso la notte. Il nostro, a differenza di altri accanto, ha retto abbastanza bene; l’entità del terremoto si è percepita poi dai terribili nuvoloni di polvere che salivano da dietro le mura attorno gli stabili e dalle strazianti urla della gente. Il cancello ad un certo punto è stato aperto e una parte di persone ferite sono state fatte entrate e soccorse dai medici che erano presenti. Guardando fuori ci siamo resi conto dell’entità di un disastro indescrivibile.”
Come si è comportata la popolazione del posto? “La popolazione ha dimostrato un atteggiamento dignitosamente positivo, riscontrato anche nei miei colleghi haitiani; ferma determinazione ad aiutare gli altri associata ad una grande religiosità, sicuramente fortificata dalle tante calamità naturali e la povertà estrema che l’affliggevano anche prima.”
Come avete ricominciato a darvi da fare? “Il giorno dopo ci hanno tutti trasferiti in edifici più bassi e sicuri e da lì abbiamo ripreso. La prima distribuzione è stata quella di biscotti, facili da mangiare ed energetici, per soddisfare l’impellente bisogno alimentare. Poi siamo passati alla distribuzione massiva di riso, sacchi da 25 Kg. Il mio lavoro consisteva nel recarmi sul posto dove assieme ai miei colleghi, e con l’aiuto del militari, dovevamo individuare le famiglie alle quali consegnarli, provvedendo ad avvisarle prima e controllare poi l’avvenuta consegna.”
Come sei riuscita ad avvisare i tuoi che stavi bene? “Per fortuna già la stessa sera sono stati predisposti dei cavi che arrivavano nel cortile tramite i quali abbiamo potuto collegarci con i nostri computer e comunicare via e.mail con i nostri parenti. Ho continuato a chiamarli anche tre volte al giorno, da una parte per rassicurarli ma anche perché per me era fondamentale sentirmi vicine le persone care, per poter acquisire un sostegno affettivo indispensabile.
Ora te la senti di ritornare in una situazione così impegnativa? “Mi sento di ritornare sì, anche se richiede convinzione e forza d’animo.
Ma io ci voglio essere, non riuscirei neanche a pormi la domanda se andare o no. E’ una sensazione bellissima poter prestare il proprio aiuto, per quanto faticoso sia.
Paura? No, perché quando devi affrontare dei momenti così ti si forma addosso una corazza particolare; e anche se ciò che vedi ti può commuovere ed angosciare, devi  farti coraggio ed andare avanti. E comunque quando sono andata ad Haiti sapevo che non sarebbe stato un incarico facile.”
Vuoi dire qualcosa in più ai cittadini riccionesi? “Chiunque si senta di dare il proprio aiuto alla popolazione haitiana lo faccia, nelle modalità che più ritiene opportune. Nei giorni che sono stata qui a Riccione ho avuto il piacere di partecipare alla giornata del 14 febbraio in cui sono stati raccolti fondi che Martina Colombari, testimonial della Fondazione Francesca Rava, ha detto porterà personalmente sul posto. Spero di avere l’occasione di incontrarla là.”

Maria Grazia Tosi

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