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	<title>Famija Arciunesa &#187; Attualità</title>
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	<description>Famija Arciunesa</description>
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		<title>Aeroporto Fellini</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:12:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Massimo Masini Presidente Aeradria
“Siamo tornati a conquistar le svedesi”
Il boom di viaggiatori registrato dal Fellini che impatto ha avuto, a suo parere, sul turismo riccionese?
“Una considerazione di fondo è d’obbligo: esaminando l’andamento dei mercati turistici esteri sul territorio della provincia di Rimini è stato possibile evincere come alcuni Paesi nel corso degli ultimi anni avessero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Massimo Masini Presidente Aeradria<br />
“Siamo tornati a conquistar le svedesi”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il boom di viaggiatori registrato dal Fellini che impatto ha avuto, a suo parere, sul turismo riccionese?</strong><br />
“Una considerazione di fondo è d’obbligo: esaminando l’andamento dei mercati turistici esteri sul territorio della provincia di Rimini è stato possibile evincere come alcuni Paesi nel corso degli ultimi anni avessero, a livello aeroportuale intendo, assottigliato, quasi fino a scomparire, i numeri di riferimento. Rammento come all’atto del mio arrivo alla presidenza di Aeradria, nel 2005, un mercato strategicamente importante come quello tedesco, in termini di voli fosse praticamente inesistente nella programmazione del “Fellini”. Da qui l’avvio dell’esperienza di Riviera di Rimini Promotions e dunque il primo accordo con il vettore d’oltralpe DBA affinché avvenisse il riposizionamento di Rimini nelle rotte. Un passo decisivo perché il tessuto sociale, politico, imprenditoriale riminese ritrovasse fiducia nell’aeroporto, all’epoca isolato. Altra tappa fondamentale è stato il recupero del rapporto con il vettore low cost leader a livello europeo: Ryanair. Riallacciando contatti e proponendo inizialmente una destinazione non semplice quale East Midlands. Più tardi vi è stato poi l’allargamento a Bristol, Londra Stansted, Liverpool, Francoforte Hahn e Stoccolma… E riparto proprio da Stoccolma per dire che grazie a questi nuove opportunità, siamo riusciti a “rimettere piede” su un terreno, quello del mercato scandinavo, che negli Anni Settanta era particolarmente florido e che via via è andato scemando. Oggi &#8211; molto rimane da fare in questo senso &#8211; oltre alla Svezia vediamo i buoni risultati, attestati dall’ultimo bilancio passeggeri gennaio-giugno 2011, della Danimarca: è tornata ad essere visibile percentualmente in virtù dell’offerta collegata alla low cost italiana Wind Jet, operativa sul “Fellini” dal 27 marzo scorso. C’è pure la buona ripresa dell’Olanda e della Francia, l’exploit della Repubblica Ceca, mentre la Finlandia, seppur in crescita, non può disporre ancora di voli continuativi lungo tutto l’arco dell’anno. Detto ciò, ma avrò modo di fare altre riflessioni più avanti, l’impatto sul turismo riccionese, nell’arco di un anno (maggio 2010-giugno 2011), periodo nel quale abbiamo svolto un sondaggio per comprendere meglio che tipo di percezione hanno avuto i nostri passeggeri dell’Aeroporto in quanto tale, come si sono mossi sul territorio provinciale, regionale e nazionale, come hanno “impiegato” il loro tempo, come hanno speso il loro denaro, dove hanno soggiornato, è così riassumibile: Riccione è stata scelta dal 12,9% dei passeggeri incoming della provincia di Rimini. Di questi passeggeri, il 67,1% ha scelto Riccione per turismo, il 21,2% per lavoro; l’11,8% per altre ragioni. Il 29,4% di questi passeggeri è di nazionalità russa, il 24,4% inglese, il 24,4% tedesca, l’8,2% italiana, il 12,9% di altri Paesi”.<br />
<strong>Ha portato nuove presenze straniere? Se sì da che Paesi soprattutto?</strong><br />
“Abbiamo ritrovato il mercato rumeno: rispetto al primo semestre 2010 l’incremento del traffico da e per la Romania (voli diretti Wind Jet da e per Bucarest) è pari ad un +536%. Il boom di viaggiatori ha riguardato e riguarda altresì l’Albania, +22,5% sul primo semestre 2010. Abbiamo di fatto, rispetto ad esperienze non continuative del passato, aperto un traffico regolare da e per l’Ucraina, sempre con i voli diretti della siciliana Wind Jet, da e per Kiev; abbiamo confermato le destinazioni tedesche e svizzere a prevalente caratteristica incoming: Monaco, Norimberga, Stoccarda, Hannover, Karlsruhe-Baden Baden, Colonia, Berlino, Basilea, Zurigo. Capitolo a parte merita la Russia, con un +68% sul semestre 2010. La stabilità dei voli di linea verso Mosca, San Pietroburgo, Rostov, Samara, la forte attività charter verso altre destinazioni quali Ekaterinburg, Cheliabinsk, Kazan, Nizhny Novgorod, Ufa, Krasnodar, Kaliningrad, Novosibirsk, contribuiscono al mantenimento di un primato in termini di passeggeri e collegamenti difficilmente replicabile da altri aeroporti italiani di medie dimensioni”.<br />
<strong>Quali rotte sogna per il Fellini?</strong><br />
“Battute a parte – ho più volte dichiarato che lascerò la Presidenza di Aeradria quando da questo aeroporto partiranno i voli per l’isola di Tonga – devo dire che buona parte del lavoro è stata fatta per cercare di accogliere le tante richieste di nuove rotte. Consolidiamo i voli per la Sardegna (Olbia e Cagliari); riprendiamo i voli per l’Egitto con I Viaggi del Turchese (Sharm e Marsa Alam); ampliamo notevolmente il raggio d’azione e le proposte sulla Grecia sulla base della collaborazione con il tour operator bolognese My Sun Sea; proponiamo per la prima volta Cipro e Turchia in chiave outgoing; guardiamo con grande interesse all’intensificazione delle rotte da e per i Paesi dell’Est Europa, del Centro e Nord Europa. Il tutto senza azzardare programmazioni che non trovano reale conferma nel nostro bacino d’utenza che pesca lungo tutta la dorsale adriatica a sud di Venezia e fino a Pescara con il relativo entroterra delimitato a nord da Bologna, ad ovest da una parte della provincia di Arezzo, a sud da Perugia. Infine, collegare, dopo la breve esperienza del 2007, un grande ed importante Paese europeo come la Polonia e avviare quanto prima collegamenti aerei con la Cina, sui quali stiamo lavorando, quale nuovo mercato turistico, già aperto per l’Europa e l’Italia, che si allargherà certamente nei prossimi anni in quantità e qualità”.<br />
<strong>Quanto costa ai contribuenti riccionesi l’Aeroporto Fellini?</strong><br />
“Le quote di capitale sociale (pari al 6,48%) versate dal Comune di Riccione nel corso degli anni ammontano a 859.401 euro. In attuazione del nuovo capitale sociale, per complessivi 6 milioni euro, deliberato dall’Assemblea di Aeradria il 19 maggio scorso, qualora il Comune di Riccione intendesse partecipare l’impegno sarà di 388.847 euro. Inoltre, il Comune di Riccione sta sostenendo il Piano delle attività di Promozione &amp; Marketing di Aeradria con un impegno annuo di 74mila euro, che si andrà ad esaurire nei prossimi anno in base a quanto previsto dal Piano di sviluppo pluriennale”.<br />
<strong>Da ex sindaco che giudizio dà delle politica turistica riccionese?</strong><br />
“Con l’assoluta limitatezza, di questi ultimi anni, delle risorse finanziarie a disposizione per la promozione turistica, è apprezzabile e merita il pieno consenso l’attivismo in corso per mantenere il posizionamento di profilo e tendenza della città di Riccione, nonché il rinnovato impegno, anche in collaborazione con Aeradria, sui mercati esteri. Condivido il costante e forte impegno di coinvolgimento di tutte le parti private turistiche della città con riferimento anche alla crescita dei filoni turistici congressuali e sportivi”.<br />
<strong>Riporterebbe la tivù a Riccione?</strong><br />
“Anzitutto rilevo che una serie di presenze televisive vi sono state anche in questi ultimi anni seppure con diverso impatto rispetto al passato. Risorse finanziarie permettendo e tenendo conto che occorre una maggiore presenza promozionale sul web rispetto al passato per assecondare i mutamenti di mercato, per una località che comunque lavora sui grandi numeri ritengo ancora di particolare efficacia la forte presenza su tv e radio”.</p>
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		<title>Confcommercio</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:04:47 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Caldari porta nuova linfa
Un intraprendente ed entusiasta Stefano Caldari da pochi mesi è alla guida della Confcommercio. Un 36enne sempre in corsa verso nuovi obiettivi a cominciare dagli sport praticati, dalla Maratona al Nuoto all’Ironman (nuoto-bici-corsa). Da 12 anni è titolare assieme al socio Giorgio del Coka Club, una piccola eccellenza nel campo dell’abbronzatura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Stefano Caldari porta nuova linfa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un intraprendente ed entusiasta Stefano Caldari da pochi mesi è alla guida della Confcommercio. Un 36enne sempre in corsa verso nuovi obiettivi a cominciare dagli sport praticati, dalla Maratona al Nuoto all’Ironman (nuoto-bici-corsa). Da 12 anni è titolare assieme al socio Giorgio del Coka Club, una piccola eccellenza nel campo dell’abbronzatura e del beauty. Da circa quattro è appassionato di formazione, per la quale sta studiando e con la quale intende insegnare in futuro: formazione nel senso di potenziamento mentale sia sportivo che lavorativo, management, comunicazione. Si è occupato di pubbliche relazioni per locali e di gestione d’eventi.<br />
<strong>Perché la tua candidatura alla direzione della Confcommercio di Riccione?</strong><br />
“Perché prima di tutto amo profondamente la mia città, e ho pensato quindi che fosse l’ora di impegnarmi in prima persona per cercare di migliorarla. Molte volte mi sono lamentato, come tanti, di come le cose non funzionassero, sempre critico rispetto alle scelte intraprese, ma non facendo però nulla per cercare di cambiarle.”<br />
<strong>Un nuovo direttivo molto giovane in generale? </strong>“Direi proprio di sì, il più grande ha 43 anni. Ho apprezzato molto il fatto che la Confcommercio abbia accettato la mia sfida, perché quando si è giovani può sembrare che non si sia all’altezza; penso invece che un direttivo così possa risultare dinamico ed elaborare soluzioni innovative. Il periodo della resa deve finire, è ora di rimboccarsi le maniche e riappropriarsi di quello spirito pionieristico che ha caratterizzato le generazioni precedenti.”<br />
<strong>Da dove e come pensi di incominciare?</strong><br />
“In questa prima fase voglio ascoltare. Parlare con tutti e capire bene il punto in cui siamo, raccogliendo il massimo delle informazioni da chi è da più anni di me sul mercato. Abbiamo la fortuna di disporre di imprenditori di grande qualità, e voglio un confronto che nasca non solo dall’ascolto ma anche dalla condivisione.”<br />
Qual è, secondo te, la situazione economica riccionese? “Stiamo attraversando in Italia un periodo di crisi endemica e strutturale molto più profonda di quanto si potesse pensare. Anche se Riccione vanta comunque una sua solida difesa, essendo località turistica e pertanto potendo contare su flussi di gente che comunque sia viene qui da noi, anche se con tempi e modalità diverse e con un diverso approccio al consumo. Chi si è rinnovato lavora bene, chi invece ‘sopravvive’ fa da freno alla crescita.”<br />
<strong>Da dove si dovrebbe cominciare a rinnovare?</strong> “Una struttura alberghiera vecchia e che fa pagare trenta euro una pensione completa non può attirare il cliente che Riccione merita; e quei negozi che si sviluppano su trenta metri quadri non possono diventare appetibili se non per modeste proposte commerciali&#8230; come accade in modo inequivocabile ad esempio in viale Dante. Spero che questa mancanza si possa superare grazie ad un nuovo strumento legale che il Comune ha appena approvato, e che conferisce la possibilità d’ accorpamento di piccoli spazi; perché una grande firma cerca ambienti grandi, da svilupparsi secondo più nuove ed articolate espressività.”<br />
<strong>Credi che la spiaggia abbia bisogno di un riassetto?</strong> “Anche i gestori delle zone spiaggia devono rimodernarsi… non avendo noi un mare all’altezza. Cosa per altro che in tanti stanno incominciando a fare: mi vengono in mente alcune zone dell’Alba e vicino al porto dove i bagnini hanno investito in maniera importante, rendendole all’avanguardia; piccole gestioni familiari che dispongono di capacità imprenditoriali proprie di una grande azienda.”<br />
<strong>Quali sono le scelte pubbliche che condividi e quelle non?</strong> “Il lungomare mi piace moltissimo, anche se forse andavano valutati meglio i costi anche nella gestione dei parcheggi. Non mi piace invece il respiro che toglie l’eccessivo ingombro del Palace, e mi da molta preoccupazione il non capire in che modo rientreremo dal debito che l’affligge. Sono molto soddisfatto di quanto si stia facendo per il controllo dell’alcool ai minori e dell’abusivismo commerciale… ed edilizio. E’ giusto applicare regolamenti che debbano valere per tutti rispetto alle strutture ricettive presenti sul territorio, al fine di stimolare una sana concorrenza e mantenere un impatto ambientale congruo. Il TRC è un progetto di 15 anni e penso segnerebbe una negativa linea di demarcazione tra quello che c’è sotto e sopra la ferrovia.”<br />
<strong>Essendo avvezzo all’organizzazione di eventi, come vedi quelli organizzati?</strong> “Secondo me vanno riformulati, e diventare di caratura superiore. Quello ad esempio della Notte Rosa è sicuramente un’ottima opportunità per promuovere la città, e attraverso la presentazione di prestigiosi nomi potrebbe attirare i turisti giusti che saprebbero rivolgersi così alla nostra variegata offerta commerciale; eviterei magari spettacoli che attirino solamente una marea di giovanissimi, che per forza di cose non dispongono dell’adeguato potere d’acquisto e spesso degli adeguati comportamenti.”<br />
<strong>Come è il rapporto dell’attuale Direttivo con l’Amministrazione?</strong> “Ottimo. Anche se sono appena entrato , dai miei primi contatti ho riscontrato attenzione alle nostre osservazioni e voglia di collaborare. Personalmente farò di tutto affinché si possa ben interagire, a favore ovviamente del benessere di Riccione… e dei riccionesi.”</p>
<p>Maria Grazia Tosi</p>
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		<title>Presidente Rotary Club</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:51:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; Giorgio Leardini il nuovo Presidente
Lunedi 27 agosto presso la sede del Rotary Club Riccione Cattolica (Ristorante Il Mulino di Misano Adriatico) si è svolta la cerimonia di cambio della presidenza. Per l’annata rotariana 2011-20012 è stato eletto presidente il M° GIORGIO LEARDINI musicista riccionese, ideatore del Concerto degli Auguri che si svolge da ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; Giorgio Leardini il nuovo Presidente</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lunedi 27 agosto presso la sede del Rotary Club Riccione Cattolica (Ristorante Il Mulino di Misano Adriatico) si è svolta la cerimonia di cambio della presidenza. Per l’annata rotariana 2011-20012 è stato eletto presidente il M° GIORGIO LEARDINI musicista riccionese, ideatore del Concerto degli Auguri che si svolge da ormai sedici anni e che è diventato un appuntamento di fine anno istituzionale.<br />
Durante la cerimonia di insediamento il nuovo presidente ha tenuto il suo discorso all’interno del quale ha annunciato i suoi obiettivi per le azioni rotariane da portare avanti in questo suo anno di presidenza. Oltre al Premio Rotary Scuola, il premio professionale Jimmy Monaco, l’impegno più importante che il suo nuovo presidente intende portare avanti è il “PRESTITO SOLIDALE”. Il Rotary Club metterà a disposizione una cifra piuttosto consistente per aiutare quelle famiglie che sono in oggettive difficoltà economiche dando loro un aiuto senza pretendere alcun interesse se non una promessa di restituzione del debito a seconda delle possibilità, in modo che questa cifra possa passare poi a un’altra famiglia in difficoltà. Il progetto vedrà coinvolte le Parrocchie del territorio di competenza del Rotary Club Riccione Cattolica e contatti sono già stati presi con alcuni parroci come Don GIORGIO DELL’OSPEDALE e Don TARCISIO GIUNGI che si sono detti molto contenti dell’iniziativa.</p>
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		<title>Occupazione alberghiera</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:44:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ALL-INCLUSIVE 
Cosa non ci si inventa per affascinare un cliente sempre più esigente e sfuggente, e che seleziona l’offerta alberghiera a seconda degli optional a lui proposti?! Pare che la cucina nostrana e la proverbiale ospitalità non siano che obsolete peculiarità, appartenenti ad un passato ormai remoto, perché si sa, i tempi cambiano… e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ALL-INCLUSIVE </strong><br />
Cosa non ci si inventa per affascinare un cliente sempre più esigente e sfuggente, e che seleziona l’offerta alberghiera a seconda degli optional a lui proposti?! Pare che la cucina nostrana e la proverbiale ospitalità non siano che obsolete peculiarità, appartenenti ad un passato ormai remoto, perché si sa, i tempi cambiano… e le crisi anche. In maniera esponenziale si prolificano infatti le tante cose in più che volenterosi albergatori si inventano al fine di convincere. La formula ‘all-inclusive’, che di certo non appartiene alla nostra tradizione balneare, si è prepotentemente imposta, equiparandoci così al resto del mercato turistico internazionale. Ed ecco lo srotolarsi di una miriade di servizi in più, che per forza di cose stanno piegando la volontà degli ultimi paladini della pensione completa, i quali non potranno probabilmente far altro che adeguarsi per non restare penalizzati dalla sbilanciata concorrenza. Ma non si parla solo di spiaggia–bevande–parcheggio inclusi nel prezzo… ma di biciclette, feste a tema, massaggi, palestra, gratuità selvagge, wireless, servizio transfert,  mini-club, baby-menu, biglietti dei Parchi, biglietti del treno, biglietti di autobus, benzina, gita in barca, gita nell’entroterra… e chi più ne ha più ne metta. Oltretutto ai romagnoli e ai riccionesi in particolare la fantasia non manca, e così neanche quel guizzo ingegnoso che ha fatto sì che un paese di pescatori diventasse una rinomata località balneare, in sole tre generazioni. E così andando avanti, tra altre tre chissà … magari si  arriverà ad aggiungere anche un’escursione sulla luna, tutina spaziale e packed lunch ipocalorico tutto compreso, ovviamente!<br />
<strong>IL TRIPADVISOR</strong><br />
Non è un organismo cibernetico, ma il portale che ad oggi conta oltre 20 milioni di recensioni realizzate da viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo… e una delle più recenti fonti di stress per i titolari di hotel; perché il 30% dei turisti, prima di prenotare una camera d’albergo, verifica quelle lasciate da chi prima di lui. E finché le recensioni sono positive tutto bene. Ma niente di più facile averne di negative: basta un bambino che venga ripreso dal bagnino in piscina perché si tuffa fuori orario, o una signora servita a tavola non per prima… che ecco scattare la recensione perfida. Che può risultare all’albergatore come una  sorta di ‘delusione d’amore’, avendo lui investito per il benessere della propria clientela tutta la devozione possibile. Nessuno è al riparo da questa sciagura, capace anche di generare una perdita effettiva di fatturato, nonché della propria sudata reputazione. Ma può succedere anche il contrario: recensioni positive scritte a doc dai gestori stessi o chi per loro, per promuovere il proprio operato anche se non meritevole, o addirittura per danneggiare la concorrenza. Perché lasciare recensioni su Tripadvisor è semplice, e soprattutto non esiste un controllo accurato sulla veridicità delle informazioni (secondo alcune statistiche si stima che un terzo di queste siano false). L’inquietante fenomeno mediatico ha messo al lavoro esperti di profili aziendali, maghi dell’hacking, ed associazioni. Il consorzio “Riccione Turismo”, importante club di prodotto, ha organizzato per i suoi iscritti un corso incentrato su come rispondere alle recensioni, di qualsivoglia natura, mantenendo alto il proprio savoir-faire. In sintesi alcuni loro consigli: mai ribattere con una risposta ‘copia e incolla’, perché ogni caso è a sé e merita adeguata replica; tale risposta deve essere non commerciale, perché non vuole vendere ma comunicare; deve essere in lingua, senza abbreviazioni di parole o faccine varie; e non deve mai risultare aggressiva e polemica. Alcuni numeri di un sondaggio effettuato: per il 78% degli intervistati la risposta della direzione ad una recensione positiva fa pensare bene dell’hotel; il 79% sostiene che quella ad una recensione negativa rassicura sull’hotel; per il 71% è importante vedere che l’hotel ne tiene una gestione regolare. E, soprattutto, il 68% asserisce che se deve scegliere tra due strutture simili… la presenza di recensioni facilita la decisione.</p>
<p><strong>MIDDLE-WEEK</strong><br />
In realtà un termine inedito, per dare così una strampalata definizione ad un nuovo modo di prenotare la vacanza. Per ‘middle-week’ si potrebbe intendere l’occupazione delle camere non nel week-end, nella parte finale cioè della settimana, e neanche nei due giorni infrasettimanali (“short break”), ma nella sua parte centrale: chek-in lunedì – chek-out venerdì. Un soggiorno che in alcuni casi può slittare a un giorno prima o a un giorno dopo; un periodo ibrido ed insolito, che se da una parte sta a bilanciare e completare quello della chiusura di settimana alleggerendolo da una situazione overbooking, dall’altro aumenta il lavoro dell’albergatore e dello staff, che naturalmente un doppio movimento comporta. L’avvicendamento infatti di due famiglie in periodo molto breve richiede più lavoro di segreteria, di sala e di camere. Ben lontani i tempi quando i bagnanti si fermavano a Riccione dai primi di luglio a dopo ferragosto, con enormi bauli che li precedevano! Non è certo  però il caso di lamentarsi: la bizzarria di una prenotazione… sempre prenotazione é.</p>
<p>Maria Grazia Tosi</p>
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		<title>Riccione Futura</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 08:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo porto: posti barca, chioschi e piazzette
Gli operatori del porto di Riccione l’hanno spuntata. La darsena sarà riqualificata, ma senza devastare i due stabilimenti balneari che si trovano a Levante, ossia l’89 e il 90. L’idea è stata accantonata per sempre, come quella di utilizzare l’intera piazzetta, davanti al Cavalluccio marino. Gli amministratori comunali ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nuovo porto: posti barca, chioschi e piazzette</strong></p>
<p>Gli operatori del porto di Riccione l’hanno spuntata. La darsena sarà riqualificata, ma senza devastare i due stabilimenti balneari che si trovano a Levante, ossia l’89 e il 90. L’idea è stata accantonata per sempre, come quella di utilizzare l’intera piazzetta, davanti al Cavalluccio marino. Gli amministratori comunali ora intendono occuparne solo metà per ricavare quindici/venti posti barca, contro i circa settanta, dei quali si parlava prima dell’estate. Lo spazio rimanente, soprattutto nei mesi freddi, dovrebbe essere riservato a parcheggio. Il disegno, che mentre andiamo in stampa è in fase di definizione, prevede anche dei chioschi in legno, a ridosso del canale su viale Bellini. Si parla di sette, ma gli uffici tecnici, stanno valutando se è possibile limitarsi a cinque/sei. Come ha annunciato il sindaco Massimo Pironi agli operatori dell’area portuale “non si tratta di ristoranti, ma di attività che offriranno prodotti differenziati, non in concorrenza con gli esistenti”. Questi moduli, serviranno a ripagare l’intervento, assieme a 1.600 metri quadri di residenziale, sopra via Dei Mille, da concedere alla ditta che eseguirà i lavori. Ed è proprio su questi due punti, soprattutto sull’ulteriore cemento, usato come “moneta” per ripagare il project financing da 13/15milioni di euro, che va avanti la polemica con la minoranza. In quanto ai chioschi, saranno realizzati su due piani: il magazzino, alto 2,40 metri, sotto il livello della strada, e il piano superiore che si eleva di altri tre metri (con terrazza panoramica?). Se confermati tutti sette, i moduli misureranno complessivamente 600 metri quadri. Tre di questi dovrebbero misurare in pianta 8 metri per 3.  Non è tutto. Si conta, infatti, di arricchire il porto con due nuove piazze, da costruire sulle scogliere lungo i moli di Levante e di Ponente. Si tratta di due strutture, larghe circa otto metri, capaci di creare un vero e proprio effetto “agorà”. Questo è un altro intervento da sostenere, dal punto di vista economico, con la realizzazione dei chioschi, che saranno intervallati da tre ponticelli tra i viali Bellini e Parini,  per favorire la movida da una sponda all’altra del rio Melo.</p>
<p>Nives Concolino</p>
<p><strong>Brilla di nuovo l’idea dell’atollo</strong></p>
<p>A Riccione torna in auge l’atollo, da realizzare davanti al porto. Non a caso, il sindaco Massimo Pironi, supportato dallo Studio Buldrini, studia la strada per consentire al Comune di far parte della società del nuovo colosso. L’idea è quella di levare le ancore della parte burocratica entro l’anno. D’altra parte, come tutte le categorie economiche, il primo cittadino è convinto che quest’opera vada realizzata “perché può essere un’opportunità, un elemento di sviluppo per tutta la città, da sempre apripista per le nuove tendenze”.  Di recente, intanto, per mettere a fuoco il bando pubblico, che serve a individuare la società alla quale sarà affidata la realizzazione dell’atollo, con il sindaco si sono ritrovati la dirigente al Demanio, Graziella Cianini, lo Studio Buldrini, l’avvocato Franco Fiorenza e il docente universitario Luca Emanueli, direttore di Sealine, laboratorio di ricerca permanente, al quale il Comune aveva destinato 100mila euro per effettuare una serie di studi tra il 2008 e il 2010. Mentre si definiscono gli aspetti legali, l’assessore al Turismo Simone Gobbi mostra la bozza da utilizzare per la gara e fa sapere che “l’Università di Southampton, città sulla costa meridionale del Regno Unito, tempo fa ha elaborato un primo studio di fattibilità per l’atollo riccionese”. I particolari sono riportati in un rendering che riproduce un isolotto esagonale energetico, imperniato sull’ “Otec”, impianto capace di rendere autonoma per tre quarti la città, sotto il profilo dell’energia. A formarlo sono turbine eoliche e per le correnti marine, campi eliostatici, un convertitore per l’energia dalle onde, un forno solare e una torre per la stessa energia che riflette i suoi raggi su un campo con specchi. Questa idea progettuale tecnico-meccanica, elaborata in modo scientifico con la collaborazione del professore Louis Vega di New York, secondo Gobbi va fuso con quella che i fratelli Andrea e Stefano Matteoni di Riccione avevano già presentato, quand’era sindaco Daniele Imola. L’atollo, che dovrà fungere anche da barriera antierosione, dovrà essere dotato di attracchi  per navi da crociera e altre imbarcazioni (200/300 posti in tutto), alloggi per il personale, fabbriche, uffici, serre e, persino, gabbie per la pescicoltura. L’idea è di costruire anche due strutture alberghiere di alta classe, bar, negozi, un punto di ristorazione, un centro di ricerca marittima con annesso museo Archeomarino e sede di Cetacea.</p>
<p>Nives Concolino</p>
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		<title>Occhio alla spiaggia</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 08:31:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parola d’ordine: rinnovare
La spada di Damocle che pende sul rinnovo delle concessioni demaniali a Riccione non frena il processo d’innovazione dell’arenile. Sono diversi i bagnini che quest’inverno hanno cambiato completamente l’immagine delle proprie zone con servizi all’avanguardia, realizzati con materiali e impianti ecosostenibili. Tra questi, i concessionari delle zone 135 e 136, 110, 109 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Parola d’ordine: rinnovare</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La spada di Damocle che pende sul rinnovo delle concessioni demaniali a Riccione non frena il processo d’innovazione dell’arenile. Sono diversi i bagnini che quest’inverno hanno cambiato completamente l’immagine delle proprie zone con servizi all’avanguardia, realizzati con materiali e impianti ecosostenibili. Tra questi, i concessionari delle zone 135 e 136, 110, 109 e 108,  85 e 24. Partendo da Nord, la prima novità è “Balnèa. Goduria da Riccione”, realizzata nelle zone unificate 135 e 136 che hanno eliminato il 20 per cento di cabine e passerelle. In quest’ultima parte è stata realizzata la nuova area wellness &amp; relax con microambienti marini, ricavati in una serie di cabine allineate e con loggetta. Così quella mediterranea con il bagno di vapore tipico delle giornate di Libeccio (tepidarium) e quella col mare d’inverno (frigidarium). Simulano piogge leggere e temporali, nebbia fredda e cascata di ghiaccio, nonché la pioggia battente estiva. Realizzate anche tre vasche di idromassaggio, un percorso plantare con i sassi di Gabicce monte, il bagno di sale e l’area relax con spazio per la lettura, computer e musica. Poi l’altra novità: “Il sole nel cassetto”. Nella zona 135, la casetta del bagnino si è trasformata in un centro estetico, affidato a un’estetista professionale, che con le lampade garantirà l’abbronzatura in spiaggia anche con il cattivo tempo. A pochi passi dalla piscina, ampia 49 metri per 20, è rinata anche la spiaggia dei bimbi con mini cabine e minimoscone.  Ricostruiti ex novo i bagni 108 e 109  sul lungomare della Costituzione, dove i rispettivi concessionari, Flavio Muccioli e Paolo Zavoli, unificate le loro spiagge su un fronte lungo 90 metri, hanno realizzato il progetto, firmato dall’architetto Andrea Matteoni. A caratterizzare il nuovo stabilimento balneare é una piscina a forma di otto, ampia cento metri quadri. E’contornata da una passeggiata &#8211; belvedere che si eleva da terra per un metro e venti. Le nuove cabine, una trentina in tutto, vale a dire metà delle precedenti, sono state inglobate in due nuove strutture, a forma di ventaglio, che includono anche cinque/sei bagni per i bimbi con tutti i servizi e mini accessori. Una “Sunbeach”, a dimensione di bambino. Tra le cabine sono stati installati anche quattro gazebo ampi 4,70 metri per 5, riservati a palestra, lettura e relax, punto internet e animazione per bimbi. Poi l’area benessere con tre vasche idromassaggio. Quanto basta a intrattenere piacevolmente i turisti per i quali, come annunciano i due bagnini, si organizzeranno iniziative d’intrattenimento, performance teatrali, corsi e laboratori.  E’ realizzata dall’A alla Z con sistemi e materiali ecocompatibili la zona 85 di Matteo Giovanardi, dove le cabine sono state disposte, in parte a ventaglio, dietro la casetta, e in parte in senso longitudinali rispetto la battigia, Queste ultime sono dotate di veranda. Particolare attenzione per i portatori dio handicap che disporranno di passerelle fin sotto l’ombrellone.</p>
<p style="text-align: justify;">Nives Concolino</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Pontile: novità e nodi da sciogliere</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nuova versione per il pontile che allungherà in mare la passeggiata di viale Ceccarini. Dopo l’assemblea con le categorie economiche e i tecnici di parte, la piattaforma è stata ridisegnata in senso longitudinale rispetto alla battigia, e non più obliqua, come si presentava prima. Nel frattempo i pubblici esercizi hanno chiesto all’amministrazione comunale di sostituire il bar e il ristorante con un centro benessere. Proposta che il sindaco Massimo Pironi ha tenuto in considerazione, tant’è che questa possibilità sarà inserita tra i punti del bando, da pubblicare a breve per individuare la ditta esecutrice del Project financing. Se poi la gara andrà deserta, i lavori se li aggiudicherà il Consorzio Romagnolo che, per ora è solo proponente.  Al di là delle questioni burocratiche, il primo cittadino dove fare i conti con il suo partito. Mentre ci accingiamo ad andare in stampa, sono ben cinque i consiglieri del Pd che continuano a opporsi all’intervento. Sicché al momento del voto, in consiglio comunale, per il pontile potrebbe scattare il disco rosso. Tanto più che il capogruppo dei socialisti Stelio Bossoli, più volte pubblicamente, ha annunciato voto contrario. Nessuna speranza d’aiuto dall’opposizione. Al sindaco il compito di vestire i panni del “sarto” e ricucire le fratture. A spostare l’ago della bilancia potrebbero essere i chioschi che i bagnini riccionesi chiedono da anni per vendere almeno le bibite nei loro bagni. Proposta cassata per le resistenze dei baristi. I chiringuiti si potrebbero ottenere con una variante al Piano spiaggia che, però, essendo legato al pontile, rischia di rimanere al palo, come, di conseguenza, la stessa variante. Tornando alla piattaforma, è  stato messo in pratica il suggerimento del professore Alessandro Mancinelli, ordinario di Costruzioni marittime all’Istituto di Idraulica della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Ancona, ingaggiato dalla Cooperativa Bagnini per verificare l’insorgenza di eventuali erosioni. Il professore aveva assicurato che: “I pontili  non hanno grande effetto erosivo”. Ha poi specificato che nel caso di Riccione “a creare problemi potrebbe essere la piattaforma che, se realizzata in senso longitudinale,  avrà sicuramente un impatto inferiore sulla sabbia. In questo caso le  ripercussioni sono pressoché inesistenti”. La vecchia posizione della piattaforma rischiava di creare erosione, perché “essendo inclinata rispetto il pontile, poteva formare una barriera permeabile e, quindi, un tombolo, cioè un deposito di sabbia che avrebbe messo in crisi la parte a nord dell’arenile”.  Per il resto, secondo Alberto Lamberti, docente di Idraulica all’Università di Bologna, incaricato dal Comune a eseguire un ulteriore studio su eventuali effetti erosivi, ha fatto sapere che l’erosione non interesserà la spiaggia, ma i pilastri dell’opera, per un diametro variabile tra i 60 centimetri e un metro. Ecco perché come annunciato dal comandate della Capitaneria di porto, Saverio Trani “ per motivi di sicurezza, bisognerà vietare la balneazione lungo un corridoio largo 20 metri”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nives Concolino</p>
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		<title>Intervista al Sindaco</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 13:31:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sviluppo secondo Pironi
E ricordatevi che l’urbanistica è l’anima di un paese
Sindaco Pironi, vi accusano di aver cementificato quel poco che resta ancora da occupare. Come si difende?
La nostra città deve la sua fortuna, cioè la sua ricchezza, al rapporto sano e stretto che c’è sempre stato tra cittadini, imprenditori e amministrazione. Questo circuito virtuoso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Lo sviluppo secondo Pironi</strong><br />
E ricordatevi che l’urbanistica è l’anima di un paese</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sindaco Pironi, vi accusano di aver cementificato quel poco che resta ancora da occupare. Come si difende?</strong><br />
La nostra città deve la sua fortuna, cioè la sua ricchezza, al rapporto sano e stretto che c’è sempre stato tra cittadini, imprenditori e amministrazione. Questo circuito virtuoso ha portato ad uno sviluppo sostenuto fatto prevalentemente di numeri. Uno sviluppo relativamente graduale che ha consentito ai riccionesi di non smarrire quel senso di appartenenza tipico delle piccole comunità. E’ una città vivace, impegnativa, esigente, in continuo movimento e costringe chi è chiamato ad amministrarla a spingere sui pedali senza sosta, se non vuole cadere dalla sella. Da dieci/quindici anni a questa parte la trasformazione della domanda turistica sta cambiando le dinamiche tra cittadini, operatori e amministrazione e ci spinge , non più e non solo ad assecondare le necessità degli operatori ma ad immaginare e mettere in atto un disegno di sviluppo organico di medio-lungo periodo. Solo in questo modo infatti è possibile dare certezza a chi intende fare investimenti importanti per rinnovare e qualificare le strutture e solo in questa prospettiva è possibile far convergere gli interessi della collettività con quelli dei singoli attori. Credo che lo sforzo che su questo fronte si sta facendo sia visibile alla gran parte dei cittadini. Va in questa direzione la scelta fatta dalla precedente amministrazione di realizzare il Palacongressi, il completamento del Polo sportivo, i nuovi tratti di lungomare, per citare alcuni esempi.<br />
<strong>Quali sono le linee d’azione della sua amministrazione?</strong><br />
La realizzazione del Palacongressi e la pedonalizzazione di gran parte del lungomare impone un ripensamento dell’intero sistema di viabilità per consentire da un lato una facile accessibilità di quelle zone della città ad alta densità commerciale e dall’altro ridurre drasticamente il traffico veicolare di attraversamento dalle aree pregiate dedicate allo svago e allo shopping. Poi c’è il tema del verde pubblico. Lo sforzo che stiamo facendo è quello di mettere in atto un progetto organico di vasta portata che arriverà a compimento nell’arco di qualche anno ma che consentirà alla nostra città di avere un vero e proprio sistema di verde urbano e una vasta rete di percorsi ciclo-pedonali protetti che consentiranno di spostarsi da nord a sud e da mare a monte senza soluzione di continuità.<br />
<strong>C’è poi il capitolo delle strutture alberghiere.</strong><br />
Gli alberghi rappresentano l’ossatura del nostro sistema turistico e sulla loro capacità di riqualificarsi e rinnovarsi si gioca la competitività dell’offerta turistica. Anche su questo versante il ruolo dell’Amministrazione non può più essere quello di assecondare le esigenze del singolo operatore ma deve spingersi ad immaginare e promuovere uno sviluppo complessivo che sia strettamente legato anche alle trasformazioni dello spazio urbano. A questo fine stiamo dando avvio ad un progetto importante che si chiama proprio “La Città e l’albergo” e che ha l’ambizione di rendere Riccione il luogo in cui annualmente si confrontano le migliori idee e le migliori pratiche su questo tema, dal punto di vista urbanistico, architettonico, gestionale e comunicativo.<br />
<strong>E sul residenziale come intendete muovervi? </strong><br />
Riccione è una città di 35.700 abitanti in cui risiedono 15.972 famiglie (con una dimensione media di 2,2 componenti a nucleo). Fortunatamente se, da un lato, il mercato immobiliare continua a premiare la qualità del nostro territorio mantenendo il valore degli immobili ai livelli più alti in Regione, dall’altro questo ha ripercussioni dirette sulla possibilità delle giovani famiglie e delle fasce meno abbienti di poter trovare delle soluzioni abitative adeguate sul nostro territorio. Proprio per far fronte a questo problema abbiamo deciso che nel Piano Operativo Comunale di prossima attuazione andremo a dare priorità a quegli interventi che prevedono la realizzazione di edilizia convenzionata. Questi sono solo alcuni esempi per rendere l’idea dell’approccio con cui stiamo affrontando le scelte di fondo che determineranno lo sviluppo futuro della nostra città. Posso sintetizzarlo in un assunto: il cambiamento attraverso la partecipazione. Che non significa unanimismo ma impegno e determinazione nel perseguire obbiettivi di sviluppo armonici e coerenti. La società e il territorio presentano oggi una maggiore complessità e la sfida è per noi internazionale. Riccione è una città che più di altre ha la necessità e il privilegio di essere il frutto di una sintesi collettiva, di un processo incessante di stratificazioni di spazi e di ambiti culturali e sociali che arricchiscono la memoria della nostra collettività consolidandone riferimenti e valori. Questa costante azione selettiva permette di interpretare la città preservando e aggiornando una precisa identità nella quale nessuno è in grado di attribuire definizioni e schematizzazioni chiuse. L’architetto Massimiliano Fuksas ha scritto che “l’urbanistica di una città è la geografia dell’anima di un paese”. Ecco perché i monumenti i palazzi i dettagli di una città raccontano com’è la gente che ci vive quale passato ha avuto e quale futuro immagina.”</p>
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		<title>Associazione Albergatori</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 13:29:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Riccione tiene&#8230;
ma non passa lo straniero
Il pensiero di Luca Cevoli
Luca Cevoli da anni è il direttore dell’Associazione albergatori di Riccione. La sua  esperienza,  e  l’osservatorio privilegiato in cui si muove,  ne fanno uno dei più titolati a parlare di turismo.
Gli effetti della crisi economica hanno penalizzato pesantemente il settore congressuale. Qual è stato,  direttore,  l’impatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riccione tiene&#8230;<br />
ma non passa lo straniero</strong><br />
Il pensiero di Luca Cevoli</p>
<p>Luca Cevoli da anni è il direttore dell’Associazione albergatori di Riccione. La sua  esperienza,  e  l’osservatorio privilegiato in cui si muove,  ne fanno uno dei più titolati a parlare di turismo.<br />
Gli effetti della crisi economica hanno penalizzato pesantemente il settore congressuale. Qual è stato,  direttore,  l’impatto sul comparto alberghiero riccionese? &lt;La crisi c’è,  si sente,  ma Riccione tiene! Molti alberghi hanno migliorato la struttura e la gestione,  in particolare hanno imparato a comunicare e vendersi attraverso “le risorse del territorio” presentando quello che c’è o accade intorno all’albergo. Siamo cresciuti nel segmento business,  molto in quello sportivo,  discretamente bene sul termale/benessere,  mentre sul balneare si deve rinnovare il prodotto e ringiovanire la comunicazione. Serve un atollo,  un parco marino,  insomma un altro colpo di tacco per far diventare Riccione la capitale del turismo d’Italia. Per affrontare la crisi occorrono persone coraggiose (noi albergatori lo siamo ) e a mio parere servirebbe un tourist- manager di esperienza per dare continuità ai progetti e programmi dei politici&gt;.<br />
Siete in gradio di stimare le perdite in ternini occupazionali nelle strutture ricettive?&lt;L’occupazione è molto cambiata,  si è passati dal buon senso e volontà,  a preparazioni specifiche,  nuove mansioni soprattutto nel ricevimento e ristorazione. Ci sono nuove forme di lavoro previste dal nuovo contratto come il lavoro a chiamata,  lavoro extra,  i voucher,  l’apprendistato stagionale,  i tirocini formativi che permettono gestioni più flessibili ed ordinate,  in regola con i diritti del lavoratori. Il dato provinciale è del +2% di occupazione nel settore alberghi e nessuno ha approfittato della crisi per licenziare e ricorrere alla cassa integrazione in modo strumentale&gt;.<br />
Come si stanno attrezzando gli hotel per affrontare la crisi di presenze?<br />
&lt;La creatività,  l’orgoglio e la spericolatezza hanno segnato il cambiamento degli ultimi 20 anni. Per necessità si è partiti con piccole piscine in giardino,  poi i mini club,  centri benessere,  sale congressuali,  parcheggi interrati,  suite… miracoli dell’imprenditoria riccionese. Il nuovo Rue ha fatto tirare il freno a tanti. Ci rimane un grande rimpianto: lo straniero non arriva! Qui Apt,  Aeroporto,  Provincia,  CCiAA e categorie dovrebbero organizzare una “bocca di fuoco” di comunicazione mai vista prima. Ci prenderemmo volentieri la fascia del capitano della squadra&gt;.<br />
L’estate è alle porte. Che aria tira per gli albergatori? &lt;Difficile prevedere! La vacanza la si pensa,  la si cerca e la si prenota sempre più in prossimità della partenza. Solo a ottobre si potrà rispondere alla fatidica domanda: com’è andata la stagione? Nel frattempo l’impegno e la passione sono gli elementi che ci fanno sperare in tanti,  tanti amici turisti tutto l’anno&gt;.</p>
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		<title>Riccione verde</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 13:28:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Boulevard dei paesaggi: come una collana
Riccione disegna la “collana verde” che, da Fontanelle al Marano, prenderà corpo con cinque progetti, inclusi nel Piano triennale dei Lavori pubblici. La “nervatura” dell’intervento, firmato dall’architetto paesaggista Andreas Kipar, consiste in un serpentone ciclo-pedonale, lungo 12 chilometri. In ballo 1.434.000 metri quadrati di terreno, corrispondenti a 240 campi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Boulevard dei paesaggi: come una collana</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Riccione disegna la “collana verde” che, da Fontanelle al Marano, prenderà corpo con cinque progetti, inclusi nel Piano triennale dei Lavori pubblici. La “nervatura” dell’intervento, firmato dall’architetto paesaggista Andreas Kipar, consiste in un serpentone ciclo-pedonale, lungo 12 chilometri. In ballo 1.434.000 metri quadrati di terreno, corrispondenti a 240 campi di calcio. Si tratta di aree da acquisire soprattutto dai privati attraverso il Poc (Piano operativo comunale). Per intenderci chi otterrà il permesso di costruire, attraverso questo piano urbanistico cederà parte dell’area in possesso al Comune. Il progetto comprende anche aree demaniali e dell’Esercito, come l’ex polveriera, per la quale il Comune ha già avviato le trattative a Roma con il Ministero della Difesa. Si tratta di 54mila metri quadrati di terreno, a ridosso dell’aeroporto che il sindaco Massimo Pironi promette di “non cementificare, anche perché l’intera superficie si trova a ridosso del rio Marano, per cui è tutelata dalla Legge “Galasso”. L’investimento complessivo per il Boulervard dei paesaggi è considerevole, supera i 4milioni di euro. Cifra che il Comune, in tempi di magra, intende racimolare in buona parte attraverso gli sponsor, com’è successo con le rotatorie. La “collana” comprenderà percorsi ciclopedonali e sentieri, ma anche angoli per l’orticoltura, micro serre, pergolati con gazebo e giochi per bambini e per adulti. Previsti luoghi di sosta in punti panoramici, attrezzati per picnic e percorsi vita. Si parte con tre progetti. Il primo, compreso tra i viali Torino e Puglia, misurerà 2, 6 chilometri e costerà 900mila euro. Il secondo, da realizzare tra i viali Venezia e Piemonte sarà lungo due chilometri e mezzo e richiederà una spesa di un milione di euro, mentre il terzo, da 700mila euro, scorrerà per un chilometro e 200 metri tra i viali Tortona e D’Annunzio. Per il 2012 la giunta, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Loretta Villa, ha già approvato altri due progetti preliminari da un milione e 900 mila euro. Il percorso ciclopedonale fiancheggerà un tratto del rio Melo, passando accanto alla vecchia fornace in viale Massaua. Partito da viale Castrocaro, arriverà sulla Flaminia, percorrendo circa 600 metri. La pista si allaccerà al percorso parallelo, già in uso sull’altra sponda, attraverso un piccolo ponte da costruire vicino alla vecchia fornace Piva. Il costo di questo singolo intervento è di 1.200.000,  incluso Iva e oneri per espropri. Il secondo progetto prevede una pista ciclabile, lunga circa un chilometro, tra viale Veneto e l’ex fornace “Vannoni” in viale Murano, accanto al rio Melo. L’opera da 700mila euro, tutto incluso, sarà caratterizzata da nuove alberature e orti urbani. Per lo studio del “Boulevard dei paesaggi” l’architetto Kipar, già autore della Forestazione urbana di Milano e del Parco delle Sabine a Roma, sarà compensato dal Comune con 20mila euro più Iva. Nel lavoro è affiancato dal suo staff e da quello dei dirigenti comunali Ivo Castellani e Baldino Gaddi.</p>
<p>Nives Concolino</p>
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		<title>Gossip Telematico</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 13:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando i politici cadono nella rete
All’inizio fu Obama. Poi è stato un crescendo, di contatti e scivoloni. La politica, anche quella locale, è stata praticamente travolta dal fenomeno Facebook. A Riccione più che altrove, stando alla fitta ragnatela di relazioni, post, agguati telematici, sputtanamenti tutt’altro che virtuali. Il caso più celebre è quello di tal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Quando i politici cadono nella rete</strong></p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio fu Obama. Poi è stato un crescendo, di contatti e scivoloni. La politica, anche quella locale, è stata praticamente travolta dal fenomeno Facebook. A Riccione più che altrove, stando alla fitta ragnatela di relazioni, post, agguati telematici, sputtanamenti tutt’altro che virtuali. Il caso più celebre è quello di tal Alberto Nardelli, nome d’arte del nemico numero uno del sindaco Pironi. Non era mai accaduto fino ad oggi che un avversario di fantasia scatenasse tanti mal-di-pancia tra gli inquilini del municipio. Da mesi Nardelli bersaglia Pironi e compagni, colpisce e fugge, fa spesso male ma si guarda bene dal superare il limite. Del lecito o per meglio dire del penalmente rilevante. Nardelli ha tanti amici e qualche imitatore, alcuni noti come Lucia Baleani, altri clandestini come lui. In Rete sono spuntati gli anti-nardelli, imperversa un certo Randazzo, serpeggia pure un tipo che sostiene di essere spagnolo e fa il verso a Filippo Airaudo. Insomma, una corrida. Ma non è finita qui. Tra le vittime di Facebook va annoverato anche Riziero Santi (nella foto), l’ex segretario del Pd ora nello staff del sindaco, che dopo esser stato bersagliato dal ‘Carlino’ per via del gommone della Protezione civile ha deciso di tagliare i ponti con le tastiere e cancellarsi dal social network. Ma qualcuno sospetta che abbia solo deciso di cambiare identità per navigare in libertà. Anche il partito contro il mattone, che a febbraio ha convocato i suoi stati generali al Teatro del mare, deve molto alla Rete. E’ su internet che prospera, arringa e si rigenera, che lancia il grido di guerra e arruola adepti. Neppure il sindaco e i suoi pretoriani sono immuni alla febbre del mouse. Rintuzzano le critiche, tentando di arginare il popolo degli arrabbiati, che ha trovato su Facebook la prateria dove correre a briglia sciolta. Meno impegnativo che una dichiarazione sui giornali, col rischio poi di finire in graticola. Su Fb spari poi ti nascondi, al fuoco avversario si ribatte colpo su colpo, e nessuno vigila sulla correttezza e il bon ton. Ne sa qualcosa l’assessore Simone Gobbi, preso di mira per via di un messaggio equivocato perché un tantino ambiguo. Voleva dare una mano alla fidanzata a cercare hostess, è passato invece come un seguace dell’arzillo signore di Arcore. E Gobbi, offeso, se l’è presa con la stampa. Un po’ di ragione l’aveva pure, ma è la politica virtuale, bellezza!</p>
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