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	<title>Famija Arciunesa &#187; Comissione pari Opportunità</title>
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		<title>Il colore fa la differenza</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 14:44:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Comissione pari Opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[IL COLORE FA LA DIFFERENZA
Tre cittadine riccionesi, ma che non sono italiane. E’ interessante verificare, direttamente dalle loro testimonianze, se la nostra cosmopolita città lo sia in concreto, o se invece la proverbiale ospitalità che ci contraddistingue non venga elargita ‘a pagamento’, esclusivamente cioè nei confronti del turista, fondamentale pilastro della nostra economia. Mimoza, albanese. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>IL COLORE FA LA DIFFERENZA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tre cittadine riccionesi, ma che non sono italiane. E’ interessante verificare, direttamente dalle loro testimonianze, se la nostra cosmopolita città lo sia in concreto, o se invece la proverbiale ospitalità che ci contraddistingue non venga elargita ‘a pagamento’, esclusivamente cioè nei confronti del turista, fondamentale pilastro della nostra economia. Mimoza, albanese. Lavorava nel suo paese come ragioniera, il marito ingegnere, un figlio di 2 anni e due genitori; la guerra civile non garantiva tranquillità, e nel ’97 arriva qui con loro, dove già abitano sua sorella e suo cognato con le rispettive famiglie. “Pensavamo di starci un anno, ma abbiamo trovato casa e lavoro… e ne sono passati  già tredici; a me e mio marito piacerebbe anche ritornare là, ma non lo faremo probabilmente per nostro figlio. E’ cresciuto qui e si è perfettamente inserito sia con gli amici che nella scuola. Frequenta il L. Scientifico e va a calcio come tanti ragazzini della sua età. E’ stato aiutato nell’apprendimento della lingua dalle sue maestre d’asilo e io stessa ho frequentato un corso organizzato dalla parrocchia dell’Alba.  Facilitata dall’avere già qui tanti familiari, devo dire che comunque  sono stata accolta bene dai riccionesi. Certo che dipende molto dal modo col quale ci si pone… non nego che all’inizio ho dovuto assumere un atteggiamento ’morbido’, sorvolando qualche piccolo commento col sorriso sulle labbra. Posso ringraziare tante donne del posto che mi hanno aiutata nella mia ricerca di lavoro e d’ambientazione.” Alla domanda se a Riccione cerca i contatti con gli altri albanesi presenti risponde: “Direi di no, anche perché qui ho tutti i miei parenti, e il tempo libero lo dedico a loro; credo che la tendenza a fare gruppo sia legata al fatto di aver lasciato il resto dei propri cari nella nazione dalla quale si è partiti.” Una curiosità: Mimoza racconta che nel suo paese aveva già precedentemente conosciuto una riccionese: Suor Licia, che lì prestava la propria opera solidale presso il Centro… “Alba”. Ludmila, moldava, ingegnere. Vedova e con una figlia adolescente che praticava la danza sportiva ad alto livello, si ritrovava ad affrontare spese troppo esose. Si sposta da sola qui a Riccione, trovando un’occupazione estiva. “Sono arrivata come ospite di una compaesana che lavorava come badante. E’ importante avere un punto di riferimento quando si giunge in un luogo sconosciuto, anche due o tre parole bastano per instradarti. Quando poi mi sono sistemata ho saputo che una signora cercava una ragazza come aiuto parrucchiera; mia figlia aveva già iniziato là un percorso professionale che ha finito qui a Riccione, trovando quasi subito un buon posto.” Il problema della lingua è stato risolto da Ludmila prima di sbarcare in Italia  grazie ad un corso trimestrale, per rendere più facile il proprio inserimento sociale.  Nei primi tempi qualche pregiudizio l’ha dovuto affrontare, sul lavoro e non: “Ma cercavo di fregarmene, e quando rientravo in casa di dimenticare. Mi sono pian piano rasserenata, e ora le persone che mi sono più vicine sono italiane: dice una mia amica che più che straniera sembro una ‘napoletana’; questo per dire che l’integrazione dipende anche molto dal carattere.” Il desiderio di Ludmila è quello di ritornare nella propria terra? “No, no, io voglio stare qui a Riccione, guadagnare, comprare una casa. Anche perché non ho più nulla che mi attira là: i miei genitori sono morti e qui ho mia figlia… ed ora anche mio marito, che ho sposato in Municipio un anno fa. Lei, invece, nonostante qua stia bene e abbia legato con le sue colleghe, non esclude di farlo; ora sta prendendo la patente, e da noi non è facile comprarsi una macchina…” Betty, nigeriana, laureata in Scienze. Qui è tutto un altro paio di maniche. L’accettazione infatti che in generale si rivolge agli stranieri… è rivolta agli stranieri ‘bianchi’. “Il colore della pelle è ancora un problema: il riccionese, e non solo, preferisce avere a che fare con uno straniero meno bravo ma con la pelle simile alla sua, piuttosto che uno bravissimo ma di pelle scura! Questo non vuol dire che nei vent’anni che ho abitato qui non mi sia inserita… ma è stato molto difficile. I pregiudizi legati all’aspetto hanno avuto il proprio peso inizialmente anche nei confronti dei miei due figli; per fortuna sono ragazzini molto bravi, sia a scuola che nello sport, se no sarebbe stata molto più dura per loro.” Da tenere conto poi che Betty dal 2003 è riuscita ad acquisire anche la nazionalità italiana, essendo nel nostro paese dall’80, quando raggiunse quello che sarebbe diventato poi suo marito, laureato in Italia, e che a Riccione è restato per diverso tempo prima di ritornare in Nigeria per un interessante lavoro. “E’ stato più facile per me trovare delle occupazioni, mentre lui  qui era finito a lavare le pentole. Ora sono sola coi miei figli e mi piacerebbe riunire la famiglia, ma voglio restare ancora perché il livello delle scuole pubbliche in Nigeria non è dei migliori e quelle private sono inaccessibili. Adesso, comunque, la discriminazione è un po’ meno prepotente: è un ricordo lontano lo spiacevole momento quando un albergatore che cercava personale mi disse &#8211; va bene… posso prenderti… ma nessuno deve vederti! &#8211; Accanto a tante persone liberali, che quando ti conoscono bene ti rispettano e ti diventano amiche, purtroppo c’è qualcuno che ancora teme l’uomo nero!”</p>
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		<title>C.P.O.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 13:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comissione pari Opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritratto:
LA “PROF” GIOCONDA MANCINI, DONNA COLTA ED EMANCIPATA
Nata il 05 luglio del ‘18 a Riccione e figlia di Giovanni Mancini e Laura Cecchini, Gioconda era l’unica femmina tra due maschi: Fino ed Enzo. Laureatasi in Lettere nel ‘42 presso l’ Università di Urbino, conobbe Ben-Hur  Reali di Novafeltria,  che impiegò quattro giorni nell’arrivare a Riccione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ritratto:</strong><br />
<strong>LA “PROF” GIOCONDA MANCINI, DONNA COLTA ED EMANCIPATA</strong><br />
Nata il 05 luglio del ‘18 a Riccione e figlia di Giovanni Mancini e Laura Cecchini, Gioconda era l’unica femmina tra due maschi: Fino ed Enzo. Laureatasi in Lettere nel ‘42 presso l’ Università di Urbino, conobbe Ben-Hur  Reali di Novafeltria,  che impiegò quattro giorni nell’arrivare a Riccione oltrepassando la Linea Gotica per portarle il ‘pegno d’amore’. La loro storia culminò con le nozze e la nascita di Grazia e Licia. Nel frattempo Gioconda aveva iniziato la carriera scolastica che l’avrebbe portata ad insegnare Italiano e Latino alla Scuola Media Manfroni per più di vent’anni, e successivamente al Liceo Scientifico A.Volta dove divenne anche preside. Non era facile conciliare insegnamento e famiglia: di lì a poco l’unione naufragò, e si ritrovò da sola a crescere le figlie ancora molto piccole. Erano anni duri: la legge sullo scioglimento del matrimonio ancora non era stata emanata, e le donne separate ricevevano pochissime tutele legali ed economiche. Ma non si perse d’animo, e con la grinta che la contraddistingueva andò avanti: di mattina insegnava a scuola ed al pomeriggio impartiva lezioni di Latino. Era “la Prof” per antonomasia, di quelle vecchio stampo;  era severa,  ma con grande pazienza sapeva trasmettere passione per lo studio ai suoi ragazzi considerati come figli, al punto che la sua casa ne era sempre affollata. Non faceva distinzione tra ‘secchioni’ e ‘somari’, a tutti riservava  abnegazione e comprensione: i loro problemi erano i suoi problemi e, pur mantenendo la sua innata riservatezza, diventava loro amica e confidente. Affrontava il lavoro con tenacia ed energia, e accadeva di frequente che saltasse i pasti se il giorno dopo dovevano affrontare un’interrogazione o un compito in classe. La totale dedizione, dolcezza e capacità educativa, risultano indimenticabili per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di condividerle.<br />
<strong><br />
Curiosità:</strong><br />
<strong>ISTRUZIONE: UN’OPPORTUNITA’ NON PER TUTTI</strong><br />
“Era il ‘43 e avevo finito l’ultimo anno delle elementari a Secchiano, dichiara una riccionese ora ottantenne, dove eravamo sfollati. Ritornando a Riccione mi sarebbe piaciuto iscrivermi alle Medie Manfroni, ma era una meta un po’ snob, per i figli delle famiglie più benestanti . Mi piaceva studiare, e chiedemmo alla piccola scuola dell’Alba se potevo rifare la quinta, ma niente. L’istruzione in quei tempi non era per tutti… e forse per delle ragazze non così indispensabile?! Mia mamma aveva fatto la seconda,  e mia nonna a scuola non era proprio andata!”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Progetto:</strong><br />
<strong>A SCUOLA DI AIUTO</strong><br />
Una nostra consigliera ha partecipato al Corso di formazione per operatrici del Centro Anti-violenza di Rimini, gestito dall’Associazione “Rompi il silenzio”, ed organizzato secondo i principi seguiti da tutti gli altri del territorio nazionale con particolare riferimento al Coordinamento regionale. L’Associazione nasce nel 2005 da un gruppo di volontarie che creano un luogo dove vittime di violenze possano rivolgersi liberamente, sapendo di essere ascoltate ed aiutate. Il Corso, indispensabile per preparare ad affrontare con gli adeguati mezzi conoscitivi ed operativi  donne disorientate e disperate, si è rivolto ad una quindicina di partecipanti, con  48 ore di teoria e 40 di stage. Oltre alle nozioni fondamentali relative al funzionamento del Centro, e la conoscenza approfondita del  fenomeno violenza, sono stati  insegnati gli aspetti giuridici ricollegabili, le modalità di accoglienza, e i collegamenti con la rete di servizi della Provincia coi quali interagire. “La formazione – testimonia la Consigliera – mi ha conferito  una maggior consapevolezza del ruolo assunto da chi opera  come volontaria in un Centro contro la violenza, ed insegnato una miglior capacità nel dare aiuto a tutte le donne che nelle nostre zone, Riccione compresa, ne sono vittime”. CONTATTI: Centro Anti-violenza “Rompi il Silenzio”: V. Caduti di Marzabotto, 30 Rimini &#8211; tel 346 5016665 info@rompiilsilenzio.org</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Documentazione:</strong><br />
<strong>I DATI DI “DAFNE”</strong><br />
Nel 2009 ben  331 si sono rivolte alla rete  “Dafne”di Rimini, che dal 2004 si occupa di donne maltrattate, avvalendosi della collaborazione con Pronto Soccorso, sportelli sociali, forze dell’ordine, avvocati. La riccionese Dott.ssa Maria Maffia Russo, responsabile del progetto, ha recentemente reso noti alcuni significativi dati riferiti alla Provincia: le vittime nel 2009 sono aumentate del 22% rispetto al 2008; i loro aguzzini per  l’89%  sono partner, coniugi ed ex; la tipologia di violenza usata è per il 61,3% fisica e psicologica; chi compie violenza è per il 64% italiano, età media di 45 anni; il 65% di questi ha un lavoro stabile, dipendente o imprenditoriale ( a smentire lo stereotipo del  violentatore extracomunitario, disoccupato o ubriacone); la donna violata nel 52,9% è italiana, e la sua età è progressivamente crescente con un picco a 38 anni. La rete Dafne sta valutando di aprire prossimamente a Rimini uno sportello d’ascolto per gli stessi autori di violenza, con lo scopo di renderli consapevoli di quello che hanno fatto ed aiutarli a cambiare.<br />
CONTATTI: rete provinciale “Dafne”<br />
Tel. 0541 704407<br />
perleiservizidonne@provincia.rimini.it</p>
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		<title>Pari&#8230; o dispari?</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 15:40:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eventi:
PROTAGONISTE SEMPRE (8 marzo)
La Giornata Internazionale della Donna intende simboleggiare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche acquisite che le discriminazioni e soprusi cui tuttora essa è soggetta in molte parti del mondo. Nel corso degli anni la ricorrenza ha perduto in parte l’originario significato di lotta e di protesta per assumere una connotazione anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Eventi:<br />
PROTAGONISTE SEMPRE (8 marzo)<br />
La Giornata Internazionale della Donna intende simboleggiare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche acquisite che le discriminazioni e soprusi cui tuttora essa è soggetta in molte parti del mondo. Nel corso degli anni la ricorrenza ha perduto in parte l’originario significato di lotta e di protesta per assumere una connotazione anche di carattere ludico-commerciale: c’è un modo infatti di interpretare l’8 marzo che va dalla cena con amiche al locale&amp;spogliarello…  oppure ci sono tante opportunità più impegnate, seppur conviviali e godibilissime. Quest’anno la nostra Commissione ha elaborato un progetto su tre giorni, Protagoniste Sempre, che ha visto l’esplorazione di alcune delle potenzialità espressive delle donne esplicitate in riferimento a precise modalità culturali, ed artistiche nello specifico; la pittura, la fotografia, la musica, il cinema sono diventati momenti differenti ma complementari nel valorizzarne il ruolo, sia come protagoniste indirette che consapevolmente propositive. Abbiamo aperto con Il Bacio, al Centro della Pesa col docente di Storia dell’Arte Prof. Riccardo Gresta . Nel secondo giorno al Teatro del Mare, oltre ad una mostra fotografica della riccionese Beatrice Imperato,  il concerto Da Maddalena a Biancaneve  della cantautrice Francesca Romana, prima vincitrice donna del Premio De Andrè 2009. L’ultimo giorno, con il Cineforum Riccionese al Cinema Planet,  il film Lo spazio bianco di Francesca Comencini.</p>
<p>Curiosità:<br />
PICCOLE DONNE CRESCONO<br />
“Ritenete giusto che uomini e donne abbiano gli stessi diritti?” Qualche significativa e buffa risposta da alcuni alunni di una seconda elementare di Riccione. “Non devono essere solo gli uomini a decidere, anche le donne devono fare quello che gli piace” esordisce fiera la piccola Emma. È concreto Lorenzo: ”Se le donne non lavorassero ci sarebbero meno soldi per mangiare”.  Aggiunge Giulia decisa: “Le donne sono più forti di certi uomini”. “E’ vero &#8211; conferma Giulio -, a ricreazione le femmine mi vengono addosso e mi assalgono!” Replica lei magnanima: “E’ perché certi uomini non si sanno difendere…” Decisamente più drastica Elisa: “Senza le donne che partoriscono non ci sarebbero neanche gli uomini!”</p>
<p>Progetto:<br />
LO STALKING. UN REATO CONTRO LA LIBERTÀ<br />
Abbiamo recentemente prodotto un pieghevole informativo  che verrà distribuito in ogni occasione d’incontro o potrà essere ritirato presso il Comune. Lo stalking è un termine inglese che indica una serie di atteggiamenti ossessivi tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. Questo tramite l’invio di lettere, biglietti, e-mail, sms e oggetti non richiesti, oppure producendo scritte sui muri o atti vandalici con il danneggiamento di beni. Lo stalker (il persecutore) può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-partner che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito. In altri casi ci si trova invece davanti a persone con problemi di disagio sociale, che agiscono in questo modo con l’intento di stabilire una relazione imponendo la propria presenza, ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta chiara risposta negativa. Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l’atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere effettivamente una relazione con l’altra persona. Il reato di stalking è stato introdotto in Italia con il D.L. 23 febbraio 2009 promosso dalla Ministra delle Pari Opportunità Mara Carfagna e convertito in legge il 23 aprile 2009.</p>
<p>Storia locale:<br />
STRALCI D’EMANCIPAZIONE AGRESTE<br />
L’Esterina non solo era la moglie di Cicòn (Francesco Tosi), ma  l’arzdora della numerosa famiglia riccionese dei  Martlòn . Come secondo la tradizione contadina del tempo  lei era una figura femminile imperiosa, perché sovraintendeva alla casa, all’orto, agli animaletti dell’aia, a nuore, figlie e bambini. Era una donna che si faceva rispettare e la sua parola era legge. Quando la sua famiglia era ancora tutta unita  vantava ben ventisette persone, tra grandi e piccoli: e su tutti dominava lei, l’Esterina. A lei spettavano l’amministrazione dei ricavati della vendita delle uova, di galline e conigli o del latte, ed era solo lei che aveva il potere di decidere chi avesse necessità di un vestito nuovo o di un paio di scarpe. Tutte le sere, dopo aver consumato la modesta cena con la numerosa famiglia, diceva a voce alta il Rosario, in latino, con in mano la grande corona fatta con gli ossi delle olive, che passate una ad una ricevevano le litanie di risposta sempre dagli altri ventisei familiari che le stavano attorno. Ogni sera, per restare lei la protagonista indiscussa, la tirava per le lunghe… tanto da far scalpitare i più giovani che non vedevano l’ora di scappar via per andare a far la veglia dalle belle ragazze che abitavano nelle altre case della tenuta Mattioli. (tratto liberamente da un libro di Gian Carlo D’Orazio)</p>
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		<title>Pari&#8230; o dispari?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentazione: Rubrica gestita da una realtà istituzionale di Riccione che annovera al suo interno rappresentanti donne di tutti i partiti, le quali si occupano del tema dell’uguaglianza di diritti tra uomo-donna ma anche delle discriminazioni in assoluto. Una pagina che intende offrire agli attenti e curiosi  lettori di Famjia Arciunesa una nuova …opportunità di lettura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Presentazione: Rubrica gestita da una realtà istituzionale di Riccione che annovera al suo interno rappresentanti donne di tutti i partiti, le quali si occupano del tema dell’uguaglianza di diritti tra uomo-donna ma anche delle discriminazioni in assoluto. Una pagina che intende offrire agli attenti e curiosi  lettori di Famjia Arciunesa una nuova …opportunità di lettura, alternando impegno a leggerezza, nuove tendenze a tradizione.</p>
<p>Evento:<br />
UNA LEGGERA SERATA IMPEGNATA<br />
La serata del 25 novembre, “A FUOCO” LA VIOLENZA,  è stata importante occasione di esordio della nostra Commissione. Una serata impegnata, vista la drammaticità del tema affrontato, ma alla quale non sono mancate sfumature di leggerezza: non solo per i gustosi assaggi a chiusura delle serata o per la drammatizzazione sul tema interpretata da cinque delle consigliere che con piglio da vere teatranti  hanno letto titoli di quotidiani riguardanti casi violenti, per gettarli poi  ‘a fuoco’ in un grande braciere… ma anche per il modo col quale sono stati suddivisi i tempi e articolati i molteplici stimoli a tema proposti ad una ricca ed incantata platea, non solo di donne, per fortuna. La serata è stata avviata da due filmati, uno sulla violenza in strada e uno su quella domestica, gentilmente prestati dal Premio Giornalistico Ilaria Alpi di Riccione. Un’intensa poesia letta dalla conduttrice Isabella Leardini ha preceduto il forum  LE QUOTIDIANITA’ DI BARBABLU’.  Quattro le competenti  relatrici. La Dott.ssa Marina Gambetti, primario del Pronto Soccorso di Riccione, che ha portato un allarmante quadro dei casi di donne che hanno subito maltrattamenti pesanti nella nostra città, 170 nel 2008 e il 64,3% italiane; la Dott.ssa Elisabetta Pillai, operatrice del Progetto Dafne di Rimini che dal 2004 si occupa dell’accoglienza delle donne maltrattate per accompagnarle nel loro percorso di autonomia, grazie alla collaborazione  in rete con Pronto Soccorso, sportelli sociali, forze dell’ordine, avvocati; la dott.ssa Valentina Baroni, portavoce dell’Associazione “Rompi il silenzio”, unico centro antiviolenza di Rimini, luogo di accoglienza gestito da volontarie con formazione legale, e sanitaria; la Dott.ssa Lucia Mantuano della Questura di Rimini, che ha portato la sua testimonianza dei casi sempre in crescita nella Provincia. Un concetto è scaturito ‘violento’ dalla serata: la violenza si può combattere, ma bisogna avere il coraggio di denunciarla.</p>
<p>Ritratto:<br />
UNA DONNA MODERNA DEL 1860<br />
Era praticamente un secolo e mezzo fa quando nacque una riccionese ‘dei nostri tempi’, Leonilde Conti , che resta emblematico esempio di emancipazione femminile in un mondo che era allora a misura maschile. Sposata con Giuseppe Bologna e madre di ben otto figli, Leonilde riuscì a gestire la loro rinomata locanda nella piazzetta di Riccione paese, punto focale di transito e ritrovo della comunità.  Nel 1885, quando iniziarono i primi movimenti turistici, aprì assieme al marito il Ristorante Bologna in fondo all’attuale viale Ceccarini (ex Viola).  Essendo probabilmente il primo ristorante a mare, ebbe un enorme successo, e i turisti che in estate lì si ritrovavano venivano da lei seguiti con grande professionalità ed eleganza. Leonilde può essere definita  portabandiera di un piccolo esercito di donne che da quel momento in poi ricoprirà un ruolo insostituibile nell’evoluzione economica della  nostra realtà balneare.</p>
<p>Servizio: SPORTELLO DONNA<br />
Uno sportello dedicato alle donne, quello che da un decennio le Pari Opportunità di Riccione mettono a disposizione gratuitamente. Un momento di ascolto importante per tutte coloro che necessitino di una migliore informazione ed un corretto orientamento su come muoversi per risolvere questioni in materia di famiglia, lavoro e tutela dei diritti. Sempre maggiore sarà dal 2010 la collaborazione ‘in rete’ dello sportello riccionese con quelli della Provincia, che offrono una serie di consulenze mirate a specifici problemi (violenza, stalking, immigrazione, mobbing…). Il servizio dello Sportello Donna è seguito da un’avvocata che riceve  ogni martedì, dietro appuntamento, presso il Comune di Riccione o il Centro d’Impiego di Riccione.</p>
<p>Costume: L’ANTIGA<br />
Tradotto in italiano: zitella. Il ruolo della ragazza in una famiglia riccionese che già a 25 anni se ‘non era andata su’ si trovava a rischio, a 35 anni compiuti era definitivamente “antiga”, è certamente stato discriminante e scomodo. Diventata così, la maggior parte delle volte non per scelta, ma per una sfortuna nell’aver incontrato uomini inadatti o per piccole imperfezioni fisiche, l’antiga se rappresentava un ingombro per la famiglia che si era regolarmente diramata allargandosi, diventando una sorta di giudiziosa e a volte un po’ scorbutica pecora… bianca, a lungo andare la sua posizione pareva diventare fondamentale. Perché era lei che restava con i vecchi genitori, occupandosi delle faccende di casa, era lei la zia a cui i fratelli lasciavano i nipotini per andare a ballare e magari era ancora lei che si doveva buttare in un’attività familiare rimasta sguarnita, anche se non le interessava affatto. “Era considerata un po’ meno degli altri – racconta una matura riccionese -, lavorava più degli altri ma restava un po’ sempre nell’ombra, perché lei non aveva compiuto il percorso che le ragazze allora dovevano compiere: moroso, matrimonio, figli. Era un po’ una ‘schiavetta’, sicuramente anche amata, ma che disponendo di molto più ore vuote degli altri… ” Incredibile come i tempi che cambiano abbiano trasformato l’antiga in single… una donna libera!</p>
<p>Per info o suggerimenti:<br />
pariopportunita@comune.riccione.rn.it<br />
Commissione Pari Opportunità:<br />
Comune di Riccione Viale V. Emanuele II<br />
SPORTELLO DONNA: tel. 0541-473140</p>
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