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	<title>Famija Arciunesa &#187; Libri</title>
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	<description>Famija Arciunesa</description>
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		<title>Il mio principe</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 13:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’amore per un figlio diversamente amabile
Prosegue,  impreziosendosi mano a mano,   il percorso de “Il mio Principe”,  il libro edito da “Itaca” che la riccionese Gina Codovilli ha presentato lo scorso dicembre al Palazzo del Turismo; pomeriggio onorato dalla presenza del Vescovo di Rimini Monsignor Lambiasi,  dal Neuropsichiatra infantile Filippo Muratori,  dal sindaco Pironi e da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L’amore per un figlio diversamente amabile</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prosegue,  impreziosendosi mano a mano,   il percorso de “Il mio Principe”,  il libro edito da “Itaca” che la riccionese Gina Codovilli ha presentato lo scorso dicembre al Palazzo del Turismo; pomeriggio onorato dalla presenza del Vescovo di Rimini Monsignor Lambiasi,  dal Neuropsichiatra infantile Filippo Muratori,  dal sindaco Pironi e da uno spropositato numero di pubblico con gli occhi lucidi e il sorriso sulle labbra. Un diario di vita vera che narra la storia dei primi 23 anni di Andrea,  il terzo figlio di Gina,  un figlio diversamente… amabile come lei spesso lo definisce,  e di tutte le affettuose peripezie che la sua famiglia ha messo in atto per  ‘risvegliarlo’ dall’autismo. L’autrice è stata invitata a presentare il suo lavoro presso il Liceo G.Cesare -M.Valgimigli di Rimini,  presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Rimini,  in programmi televisivi e radiofonici,  nonché in  occasione di incontri associativi o solidali; occasioni importanti per far sì che la trattazione di un ‘ disturbo pervasivo dello sviluppo’ di grave entità divenga un’opportunità per prendere coscienza del problema e allo stesso tempo migliorarsi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da cosa è partita la tua intenzione di scrivere questo libro?</strong> “Un po’ per dar voce ad Andrea che voce non ha.  Andrea non parla ma sente e comprende tutto,  e si fa capire usando un linguaggio corporeo e gestuale; però,  proprio perché temo che lui non potrà mai raccontare la sua storia,  l’ho fatto io per lui. E poi perché sentivo che era giunto il momento di testimoniare questa mia esperienza,  pensando possa essere d’aiuto a chi si trova davanti allo stesso problema vivendolo magari nella solitudine e nel silenzio: in tanti non hanno il coraggio di esporsi e abbattere l’ultimo tabù della nostra società,  che credo  sia proprio quello di parlare del dolore. Non in ultimo,  nella scrittura ci si ritrova anche un aspetto liberatorio,  quasi terapeutico: infatti mentre scrivevo rivivevo i momenti vissuti,  belli o brutti,  provando i medesimi sentimenti ,  con tanto di lacrime e batticuore… ”<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto è stata importante la famiglia per affrontare un percorso così arduo?</strong> “La presenza di mio marito Walter è stata fondamentale per fronteggiare la disperazione che in certi momenti mi coglieva. Ci siamo sostenuti a vicenda: quando lui capiva che andavo in crisi mi aiutava a superare il momento,  ed altrettanto facevo io con lui. Oltretutto  quando Andrea ha cominciato a crescere non sarei stata in grado di gestire situazioni che richiedono una fisicità prettamente maschile. Anche i miei due figli più grandi,  Simone e Giacomo,  hanno ricoperto un ruolo molto importante,  nonostante fossero anche loro colpiti dal dolore e dall’impotenza nel rapportarsi con un fratellino col quale era impossibile interagire.”<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma chi sono gli ‘angeli’ che spuntano fuori  in tante pagine dello scritto?</strong> “Gli angeli sono quelle persone speciali che ho trovato lungo il nostro tortuoso cammino: dagli amici,  agli insegnanti,  ai dirigenti scolastici,  agli educatori,  agli esperti dei servizi sociali e alle figure religiose che ho avuto la fortuna d’incontrare. Questi angeli hanno apportato un incredibile sostegno a noi familiari nel farlo crescere senza che a lui mancasse nulla. E sicuramente hanno vegliato su Andrea in tante situazioni,  che ha vissute appieno e,  spero,  con una propria personalissima consapevolezza.”<br />
E’ stata determinante l’acquisizione di un più forte sentimento religioso? “Senza di esso oggi non sarei qui a parlare del mio principe. Quando il dolore era più violento e mi faceva stare molto male è nata spontaneamente in me la preghiera,  il chiedere aiuto al Signore. Credo che il sentimento religioso sia innato in noi,  magari rimane assopito o non vogliamo farlo emergere per mille motivi… ma lui è lì,  pronto a venirti in soccorso,  devi solo aprirgli il cuore.“<br />
Maria Grazia Tosi</p>
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		<title>Libro Arcioun</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 08:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[7 Luglio la presentazione
L’Associazione riccionese “Famija Arciunesa”, senza fini di lucro, da tempo è promotrice di varie attività benefiche e culturali, aventi l’intento di cercare, salvare e conservare le testimonianze storiche di una giovane città, Riccione. Fino al 1922 borgo di contadini e pescatori del Comune di Rimini, da cui si staccò raggiungendo, per opera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>7 Luglio la presentazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’Associazione riccionese “Famija Arciunesa”, senza fini di lucro, da tempo è promotrice di varie attività benefiche e culturali, aventi l’intento di cercare, salvare e conservare le testimonianze storiche di una giovane città, Riccione. Fino al 1922 borgo di contadini e pescatori del Comune di Rimini, da cui si staccò raggiungendo, per opera dei Padri fondatori, la sua autonomia, si è trasformata nel tempo in una rinomata località turistica nazionale ed internazionale. Famija Arciunesa ha iniziato dal 1994 la pubblicazione di diversi volumi che ricordano personaggi locali, piccole storie, aneddoti, proverbi e leggende del suo borgo, il cui ricavato è stato devoluto a favore dell’Ospedale “Giovanni Ceccarini” per l’acquisto di avanzate apparecchiature sanitarie e a favore delle Famiglie in difficoltà che, purtroppo, non sono poche. Mercoledì 7 Luglio, in un radioso pomeriggio estivo, è stato presentato il libro “Arcioun. Riccione, la Perla verde”, nella suggestiva cornice dei Giardini di Villa Mussolini, a cui è seguito un gradito aperitivo. Il libro è stato presentato dal sempre ricco di idee e iniziative Presidente di Famija Arciunesa Giuseppe Lo Magro, quel pomeriggio particolarmente elegante in un raffinato completo bianco, alla presenza del Signor Sindaco Massimo Pironi, sempre gioviale, aperto e sorridente, della gentile e cordiale Assessore alla Cultura Dott.ssa Iole Pelliccioni e del grafico Paolo Santovito. Il Presidente Giuseppe Lo Magro, curatore della raccolta dei testi, ha presentato Paolo Santovito, che ha sviluppato la bella ed interessante parte grafica, corredata da fotografie attuali e d’epoca e di illustrazioni pubblicitarie degli anni 20-50, che ricordano il profumo e il sapore di anni irripetibili. Il Presidente ha puntualizzato che il testo non ha la presunzione di essere un volume di storia, ma ha lo scopo di far conoscere la crescita, l’evoluzione, le tappe fondamentali dello sviluppo di Riccione, da arenile selvaggio a spiaggia attrezzata, dall’unità d’Italia (1862) fino ai giorni nostri. Sono ricordati, con commossa gratitudine, i benefattori Maria Boorman Wheleer, il Conte Felice Pullè, Don Carlo Tonini, primo promotore del turismo cittadino, con i Pionieri riccionesi, a partire dal Conte Giacinto Soleri Martinelli fino a Severo Savioli. Le preziose foto d’epoca del volume, abbinate a quelle odierne, hanno l’intento di documentare le trasformazioni degli alberghi, degli stabilimenti balneari, dei Viali Ceccarini, Gramsci e San Martino, del Porto, dei Piazzali Roma, San Martino e del Lungomare. Alcune pagine sono dedicate alle vacanze al mare della Famiglia Mussolini che, con la sua presenza, ha contribuito a rendere la “Perla Verde”, una località famosa e prestigiosa. Il volume si chiude con foto risalenti ai tempi dell’ante e dopoguerra di giovani e brillanti riccionesi, che esprimono gioia di vivere, entusiasmo e speranze tipiche della giovinezza. L’incontro si è chiuso con parole di apprezzamento e di stima del Sindaco Pironi, che ha ricordato tutti coloro che si sono prodigati per trasformare Riccione in una riposante ed amena “città giardino”. La Dott. ssa Pelliccioni si è unita al Sindaco nelle valutazioni di encomio, anticipando l’intento dell’Amministrazione Comunale di pubblicare un testo approfondito sulla ricostruzione di Riccione, dal dopoguerra fino ai giorni nostri. Nei Giardini di Villa Mussolini, tra il numeroso pubblico, erano presenti anche discendenti di alcune vecchie Famiglie che, venendo in villeggiatura, hanno contribuito con la loro presenza allo sviluppo economico della nostra città. Profondamente commossi, hanno acquistato il libro, il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza.<br />
Emanuela Cicchetti</p>
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		<title>Chiesa Mater Admirabilis</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cent’anni di Fede
In occasione de! centenario delta costruzione della chiesa di Mater Admirabiiis di Riccione, si è ritenuto di raccogliere i ricordi delle persone legate a questa parrocchia e ciò per poter offrire ai fedeli, a tutti i riccionesi ed ai numerosi turisti una sintesi della storia di questi cento anni. Ripercorrere i tratti salienti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cent’anni di Fede</strong></p>
<p>In occasione de! centenario delta costruzione della chiesa di Mater Admirabiiis di Riccione, si è ritenuto di raccogliere i ricordi delle persone legate a questa parrocchia e ciò per poter offrire ai fedeli, a tutti i riccionesi ed ai numerosi turisti una sintesi della storia di questi cento anni. Ripercorrere i tratti salienti della vita di una comunità cristiana non ha soltanto una valenza storica, ma comporta anche un approfondimento delle radici della fede cristiana vissuta in un determinato territorio. A questo proposito sono significative le parole che papa Giovanni Paolo II pronunciò in occasione della consacrazione del Santuario di Krzeptòwki (Polonia), il 7 giugno 1997: “La Chiesa non è soltanto un edificio sacro. Il Signore Gesù dice che la Chiesa è costruita sulla pietra, e la pietra è la fede di Pietro. La Chiesa è una comunità di uomini credenti, che professano il Dio vivo ed attestano  come Pietro  che Cristo è il Figlio di Dio, il Redentore de! mondo”. E’ in tal senso che i parrocchiani di Mater Admirabilis in occasione del centenario, sono chiamati a rinnovare la propria fede in Cristo morto e risorto che vive nella Chiesa e che si è fatto presente nei momenti fondamentali della vita di tanti. L’evento del centenario è sicuramente un’occasione significativa per tutta Riccione, per fare memoria della propria storia, per andare alle radici di quel patrimonio culturale e di valori che caratterizzano la nostra città, quali l’accoglienza, la disponibilità, l’operosità, la creatività. Tutto questo è un patrimonio per credenti e non credenti di cui siamo debitori alle generazioni passate. E’ con questi intenti che è stata realizzata la presente pubblicazione. Essa è divisa in tre parti: nella prima è riportata la storia della costruzione della chiesa; la seconda riguarda l’attività della parrocchia dagli inizi e. per tutto il periodo “comboniano”. La terza parte descrive la vita parrocchiale dal 1961, anno in cui la parrocchia è affidata al clero diocesano, ai nostri giorni. Per rendere ancora più viva la descrizione si è preferito riportare una serie di   interviste con i parroci che si sono succeduti. In primis don Mario Molari, che essendo stato il primo parroco, ha fornito ed esteso le notizie più importanti  sulla Chiesa e la vita di parrocchia; a seguire don Romano Nicolini, che ha   tracciato un ricordo di don Carlo Bianchi (deceduto nel 1990) e che lo ha sostituito sulla guida della parrocchia fino al 2007.</p>
<p>Don Matteo Donati</p>
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