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	<title>Famija Arciunesa &#187; Solidarietà</title>
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	<description>Famija Arciunesa</description>
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		<title>Centro 21</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 07:58:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amici e generosità per il Centro 21
Venerdì 1° aprile si è svolta l’ormai tradizionale CENA DI BENEFICENZA con LOTTERIA organizzata dall’associazione Centro 21 per raccogliere fondi a sostegno delle attività di educazione alle autonomie per ragazzi con disabilità intellettiva presso il Centro Educativo Daniela Conti. Fra le realtà di Riccione e del circondario che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Amici e generosità per il Centro 21</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì 1° aprile si è svolta l’ormai tradizionale CENA DI BENEFICENZA con LOTTERIA organizzata dall’associazione Centro 21 per raccogliere fondi a sostegno delle attività di educazione alle autonomie per ragazzi con disabilità intellettiva presso il Centro Educativo Daniela Conti. Fra le realtà di Riccione e del circondario che hanno contribuito alla realizzazione della serata offrendo i premi per la lotteria ricordiamo Aeroporto Federico Fellini, Gioielleria Bartorelli, Hotel Mediterraneo,  Parrucchiere Della Rosa Giuliano, Gioielleria Adamantos, Caffè ABC le realtà di Riccione, Flli Muccioli, Salumificio Torsani, Ristorante La Conchiglia di Misano, Parrucchiera Elisir a Centro Benessere Aesthetica di Coriano, Aromatica Essenza del Benessere Naturopatia di Morciano.. Come sottolinea Maria Cristina Codicè, Presidente di Centro 21 “E’ la presenza di tante persone che condividono le finalità educative dell’associazione a renderne possibile le attività, molti dei progetti che stiamo realizzando, il più conosciuto è quello di danza e teatro che ha portato alla realizzazione degli spettacoli Italiangrease e I Fratelli Blues, sono sostenuti dalle famiglie ma i progetti “Ciao mamma guarda come mi diverto” (week end di educazione alle autonomie), “Vicini-vicini” (percorsi di educazione alle autonomie metacognitive)  e “Per mangiare devo lavorare” (educazione al senso e al valore del lavoro) non sarebbero possibili senza il sostegno continuo di realtà economiche e privati che ci aiutano in questa grande avventura. Durante la cena sono state premiate alcune persone e realtà che dallo scorso anno ed in maniera continuativa hanno contribuito a sostenere il nostro lavoro: Vela Club Marano, Gelateria Panna&amp;Cioccolato, Lions Club, l’Hotel Bristol e l’Architetto Donatella Fini”</p>
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		<title>Settimana missionaria</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 15:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[I Missionari di Villaregia
L’ultima settimana del mese di Gennaio, Don Maurizio e Don Alessio, parroci di San Martino, hanno organizzato una settimana di animazione missionaria, condotta dalla Comunità di Villaregia, un piccolo paese di poche case a ridosso dell’argine del Po, in provincia di Rovigo. Fondata nel 1981 da Padre Luigi Prandin e da Maria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>I Missionari di Villaregia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’ultima settimana del mese di Gennaio, Don Maurizio e Don Alessio, parroci di San Martino, hanno organizzato una settimana di animazione missionaria, condotta dalla Comunità di Villaregia, un piccolo paese di poche case a ridosso dell’argine del Po, in provincia di Rovigo. Fondata nel 1981 da Padre Luigi Prandin e da Maria Luigia Corona, riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa durante il Pontificato di Giovanni Paolo II, si è estesa prima in Italia con varie sedi, poi in Africa e in America Latina, per mettersi al servizio dei “fratelli” più bisognosi di aiuto spirituale e materiale. Dal 25 al 31 Gennaio scorso, cinque Missionari, guidati da Padre Luca, sono stati gli animatori di una “settimana speciale”, in cui sono entrati nel tessuto parrocchiale, rivolgendosi ad adulti, giovani, famiglie, ammalati, Centri di Ascolto al Vangelo, studenti e bambini del catechismo. Sono stati ospitati con gioia dalle Famiglie, con le quali hanno condiviso il pranzo, la cena, la casa, momenti di scambio su esperienze personali, illuminati dalla Parola di Dio. Sono andati a trovare gli ammalati a cui hanno portato una Parola di speranza e di conforto. Al mattino, per tutta la settimana, nonostante in quei giorni sia fioccata un’abbondante neve, hanno incontrato diciotto classi delle Scuole Elementari e ventotto delle Medie, grazie al consenso dei Dirigenti scolastici, Ing. Antonio Montemaggi, Dott. Carmelo Vita, Suor Domenica dell’Istituto Maestre Pie e alla sensibilità di tanti Docenti, che hanno aperto loro le porte della Scuola.Attraverso un programma di “educazione alla mondialità”, hanno mostrato ai ragazzi come operano, con una condivisione di vita, nelle periferie estremamente povere e densamente popolate di sette grandi città del Brasile, Messico, Perù, Portorico, Costa d’Avorio e Mozambico. Hanno raccontato ai ragazzi come vive una parte dei loro coetanei più poveri, costretti a condurre un’esistenza sotto i ponti, sulla strada, sui marciapiedi delle città, completamente abbandonati a se stessi, per sfuggire alla violenza e alla miseria delle famiglie; o nelle “favelas” (baraccopoli), prive di corrente elettrica, acquedotti e fognature. Quando vivono in famiglia, per aiutare i genitori, sono costretti ad abbandonare la scuola dell’obbligo per entrare nel mondo del lavoro, dove spesso sono sfruttati e costretti ad uno stato di schiavitù. Gli studenti, colpiti dalle argomentazioni, hanno seguito con vivo interesse i Missionari, che hanno arricchito la programmazione didattica, lasciando intravedere la possibilità di costruire un mondo “più bello” e migliore per tutti. Per i Parrocchiani di San Martino è risultata  significativa la testimonianza di quale sia la gioia e la bellezza di vivere la Parola e l’annuncio del Vangelo. La presenza dei Missionari, impegnati tutta la giornata, fino a tarda sera, è stata un tempo cristiano di speranza, di grazia, di contemplazione del “Bello” per la Comunità parrocchiale, sollecitata ad approfondire la coscienza comunitaria, mettendosi in ascolto, aprendosi all’”altro” e alla realtà di un’umanità povera che, nonostante viva in Paesi potenzialmente ricchi, soffre per le discriminazioni e l’ingiusta distribuzione dei beni.</p>
<p>Emanuela Cicchetti</p>
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		<title>Un compleanno speciale</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 15:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Jenny sarai sempre nei nostri cuori
Una serata per ricordare Jenny non basta. Il 15 novembre ci siamo ritrovati tutti al Palaterme per festeggiare quello che avrebbe dovuto essere il suo diciottesimo compleanno. Ho già scritto più e più volte quello che provavo per Jenny, la mia cara amica, che se ne è andata da ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Jenny sarai sempre nei nostri cuori</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una serata per ricordare Jenny non basta. Il 15 novembre ci siamo ritrovati tutti al Palaterme per festeggiare quello che avrebbe dovuto essere il suo diciottesimo compleanno. Ho già scritto più e più volte quello che provavo per Jenny, la mia cara amica, che se ne è andata da ormai un anno. Forse sono la persona meno indicata per scrivere di lei, per raccontare in maniera oggettiva quella serata di Novembre, il giorno della sua festa, di come mi sono emozionato davanti ad Andrea Tosi e Massimo Montanari che hanno cantato per Jenny, che sono miei amici, che sono stati suoi amici. Forse sono la persona meno indicata per scrivere di lei anche perché sono molto amico dei suoi genitori, di Mirco e Roby, cui voglio molto bene, che mi hanno e mi vogliono bene come degli zii. E, infine, non sono la persona più adatta a parlare di quella sera perché il “giornalismo” di tendenza, quello che piace ai giornali, alla cronaca di internet, è quello sterile e oggettivo, quello che non permette emozioni, che non tollera che non si rispetti la regola delle cinque W (e cioè la prima regola del giornalismo, ossia raccontare Chi ha fatto Cosa, Dove e Quando e Perché), questo tipo di giornalismo classico, non mi è mai piaciuto. Io, nelle cose che faccio, nelle persone che incontro, nei rapporti di amicizia, ci lascio brandelli d’anima. Non posso essere oggettivo, non ci riesco. Ecco perché voglio tralasciare il fatto che in quella serata c’erano, lì apposta per ricordare Jenny, tutte le autorità possibili e immaginabili: dal Sindaco a tanti altri. Certo, la loro presenza è stata importante. Ma quella sera, se posso permettermi di dire, è stata molto di più di una serata “in ricordo” di Jenny. Almeno, è stato così per tutti quelli che Jenny l’hanno conosciuta bene, che con lei hanno vissuto, cantato, scherzato. Devo confessare una cosa: ogni volta che mi affeziono a qualcuno, ho l’abitudine, man mano che il tempo passa, a cercare di ricordare il momento esatto in cui ho incontrato quella determinata persona, sia esso un amico, un’amica, un professore. Un po’ come per cercare di mettere a fuoco il momento esatto, quell’istante particolare che ha permesso scoccasse tra noi una scintilla particolare, che si creasse una magia, un qualcosa di unico e irripetibile. In fondo, quando nasce un’amicizia particolare, funziona un po’ come per l’innamoramento: c’è un qualcosa, un gesto, uno sguardo, una frase, delle circostanze particolari che fanno sì che con quella determinata persona si sviluppi un qualcosa destinato a durare per sempre. Ricordo come fosse ieri il momento preciso in cui io e Jenny ci siamo accorti l’uno dell’altro. Era una calda giornata di sole, nel campetto della chiesa degli Angeli Custodi, a Riccione. Stavamo mettendo in piedi i preparativi per il campeggio di settembre, poco prima che Jenny si ammalasse. Lei era seduta sul tavolo esterno, io in piedi davanti a lei e alle sue amiche. Rideva tanto Jenny, rideva come una matta mentre io le facevo le imitazioni dei prof. del Liceo. E più io imitavo più rideva, più io facevo il verso ai prof che avevamo in comune, imitandone la voce, il modo di fare, la camminata, più lei si divertiva. Ci sono due occasioni in cui due esseri umani raggiungono uno stato di simbiosi quasi perfetta: quando si ride insieme e quando si mangia insieme. A me e Jenny era capitato di mangiare spesso insieme, a casa sua. Durante un pranzo in cui c’eravamo io e i suoi genitori e il mio migliore amico di sempre, mi ha persino dato l’ispirazione per uno dei miei articoli, che poi ho scritto, e su cui poi il don ci ha fatto un’ora di catechismo ai giovani. Ironizzavamo sull’uso dei cellulari. E quando si mangiava insieme, a pranzo, o la sera, giù in cortile, con i bomboloni caldi della pasticceria, io, lei e i nostri amici, accadeva sempre la stessa cosa: ridevamo le ore, e giù con le imitazioni, le prese in giro dei trailer dei film più strani che ci inventavamo lì sul momento. E quella sera di novembre, al Palaterme, quando tutte quelle persone si sono strette attorno ai genitori di Jenny, ascoltando Andrea e Massimo suonare e cantare le canzoni che a lei piacevano di più, insieme al coro del mitico Fabio Pecci, non ho potuto non commuovermi, perché mi sembrava di vederla lassù, con quei suoi occhietti da Birba, oltre la mascherina, che portava quando stava male in ospedale. Un bacio cara Je. Grazie a te sono diventato anche io un po’ più grande.</p>
<p>Andrea Usai</p>
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		<title>Daniele Gusella in Zambia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 10:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Attività del Rotary
Da Riccione all’Africa: Daniele Gusella in Zambia
Tutto cominciò quando Daniele frequentava le elementari , che allora si trovavano  dietro il fabbricato che ora ospita la Cassa di Risparmio in Viale Ceccarini, e aveva quale  maestra la signora Del Bianco Pignocchi, persona eccezionale che molti ricordano con affetto e nostalgia. Daniele non ha dimenticato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">Attività del Rotary</span><br />
Da Riccione all’Africa: Daniele Gusella in Zambia</strong></p>
<p>Tutto cominciò quando Daniele frequentava le elementari , che allora si trovavano  dietro il fabbricato che ora ospita la Cassa di Risparmio in Viale Ceccarini, e aveva quale  maestra la signora Del Bianco Pignocchi, persona eccezionale che molti ricordano con affetto e nostalgia. Daniele non ha dimenticato la visita che un missionario fece alla scuola. Il relatore, come lo chiameremmo oggi, era  padre Bianchi allora presso la Parrocchia Mater Admirabilis, che è rimasto nel ricordo dei riccionesi : occhi intelligenti, alto, magro come se fosse stato segnato dalle difficoltà alimentari africane. Le immagini  delle “persone con la pelle nera” sono rimaste indelebili nella memoria del giovanissimo Daniele e dei suoi compagni di scuola. Daniele  Gusella , spinto da questi ricordi, nel 2007 parte per l’Africa in compagnia di Don Marzio Carlini, già parroco a San Martino in Riccione e missionario in Zambia. E’ così che nasce il progetto di acquistare la attrezzatura medicale e i pannelli solari per il nuovo reparto MATERNITA’ dell’Ospedale (si fa per dire) Missionario di Sichili, piccolo e remoto villaggio di capanne, situato nel WestZambia in provincia di Sesheke, nel cuore della foresta che gli indigeni chiamano “bush”. Il Rotary Club  Riccione-Cattolica  (F.Giavolucci,  F.Vico e R.Galassi presidenti in anni successivi) accetta il progetto Gusella e finanzia l’acquisto  di pannelli solari, di letto da parto, di lettini da visita, di aspiratore, di una incubatrice, di bilance, di armadietti porta farmaci, di carrelli per medicazioni, di barelle, di distributore di ossigeno, ecc.  Nel suo viaggio in Africa Daniele rimane affascinato dalla natura dei luoghi che deve visitare, dove Il colore della voce degli abitanti  esprime con i canti  la spiritualità  e l’umanità  quasi a esorcizzare le sofferenze e la miseria  di quella Gente, che vive in un Sud del mondo, dimenticato dai paesi  del benessere,  con una aspettativa di vita media di 40,03 anni (stima del 2003) contro la nostra di 81,45 anni! (stima 2008). Finalmente il 29 agosto 2009 ha luogo la inaugurazione della nuova ala ospedaliera, completata della nuova fornitura medicale italiana, alla presenza della responsabile Suor NIMMI, del personale ospedaliero, di Daniele Gusella e di foltissima e felice partecipazione  degli abitanti del villaggio Sichili e dei villaggi vicini. E così ha avuto compimento il “sogno” di Daniele e una meritoria opera del Rotary Club Riccione-Cattolica, alla quale ne seguiranno certamente molte altre. Per ulteriori informazioni a chi volesse  collaborare, contribuire o semplicemente approfondire la conoscenza dell’intervento segnaliamo il sito <strong>www.sichilimission.org  o contattare d.gusella@alice.it</strong></p>
<p>Giovanni Olivieri</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Daniele Gusella ci racconta:</strong> &#8220;Ero già stato in Tanzania a fotografare gli animali, avevo visitato vari parchi nazionali,  vissuto nel Sahara con il popolo Saharawi  ma entrare nella realtà della vita giornaliera di tribù che vivono a otto ore di fuoristrada, durante la stagione secca, attraverso la foresta dalla strada asfaltata è stata un’esperienza meravigliosa&#8221;. </em></span></p>
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		<title>Cena benefica pro AIL</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 14:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Cavalluccio Marino e Famija Arciunesa 12ª edizione cena benefica pro A.I.L.
Giovedì 12 novembre 2009 – ore 20,30
La lotta alle leucemie non può conoscere soste. La malattia è sempre più subdola e non dà tregua colpendo a tutte le età, per cui  tutti quanti dobbiamo sentire la necessità di contribuire alla ricerca raccogliendo fondi adeguati. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Cavalluccio Marino e Famija Arciunesa 12ª edizione cena benefica pro A.I.L.<br />
Giovedì 12 novembre 2009 – ore 20,30</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La lotta alle leucemie non può conoscere soste. La malattia è sempre più subdola e non dà tregua colpendo a tutte le età, per cui  tutti quanti dobbiamo sentire la necessità di contribuire alla ricerca raccogliendo fondi adeguati. Michela e Stefano del Cavalluccio Marino coadiuvati da Liliana sono tra le persone più sensibili a questo problema e invitano i riccionesi alla 12ª edizione della cena Benefica a favore dell’A.I.L. Associazioe Italiana Lotta alle Leucemie) e della Scuola A.I.L. (purtroppo sono tanti i bambini colpiti e all’interno dell’Ospedale di Pesaro è stata creato un ambiente didattico per consentire il diritto all’istruzione durante le cure). Quale migliore occasione per dare un contributo e nel contempo vivere un momento di aggregazione e gustare buon pesce del nostro mare?<br />
Informazioni e prenotazioni al Ristorante Cavaluccio Marino, P.le del Porto 3 &#8211; Riccione, 0541/693128 oppure Giuseppe 338 430 46 67.</p>
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