C.P.O.

giovedì, giugno 10, 2010
da famijarciunesa

Ritratto:
LA “PROF” GIOCONDA MANCINI, DONNA COLTA ED EMANCIPATA
Nata il 05 luglio del ‘18 a Riccione e figlia di Giovanni Mancini e Laura Cecchini, Gioconda era l’unica femmina tra due maschi: Fino ed Enzo. Laureatasi in Lettere nel ‘42 presso l’ Università di Urbino, conobbe Ben-Hur  Reali di Novafeltria,  che impiegò quattro giorni nell’arrivare a Riccione oltrepassando la Linea Gotica per portarle il ‘pegno d’amore’. La loro storia culminò con le nozze e la nascita di Grazia e Licia. Nel frattempo Gioconda aveva iniziato la carriera scolastica che l’avrebbe portata ad insegnare Italiano e Latino alla Scuola Media Manfroni per più di vent’anni, e successivamente al Liceo Scientifico A.Volta dove divenne anche preside. Non era facile conciliare insegnamento e famiglia: di lì a poco l’unione naufragò, e si ritrovò da sola a crescere le figlie ancora molto piccole. Erano anni duri: la legge sullo scioglimento del matrimonio ancora non era stata emanata, e le donne separate ricevevano pochissime tutele legali ed economiche. Ma non si perse d’animo, e con la grinta che la contraddistingueva andò avanti: di mattina insegnava a scuola ed al pomeriggio impartiva lezioni di Latino. Era “la Prof” per antonomasia, di quelle vecchio stampo;  era severa,  ma con grande pazienza sapeva trasmettere passione per lo studio ai suoi ragazzi considerati come figli, al punto che la sua casa ne era sempre affollata. Non faceva distinzione tra ‘secchioni’ e ‘somari’, a tutti riservava  abnegazione e comprensione: i loro problemi erano i suoi problemi e, pur mantenendo la sua innata riservatezza, diventava loro amica e confidente. Affrontava il lavoro con tenacia ed energia, e accadeva di frequente che saltasse i pasti se il giorno dopo dovevano affrontare un’interrogazione o un compito in classe. La totale dedizione, dolcezza e capacità educativa, risultano indimenticabili per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di condividerle.

Curiosità:

ISTRUZIONE: UN’OPPORTUNITA’ NON PER TUTTI
“Era il ‘43 e avevo finito l’ultimo anno delle elementari a Secchiano, dichiara una riccionese ora ottantenne, dove eravamo sfollati. Ritornando a Riccione mi sarebbe piaciuto iscrivermi alle Medie Manfroni, ma era una meta un po’ snob, per i figli delle famiglie più benestanti . Mi piaceva studiare, e chiedemmo alla piccola scuola dell’Alba se potevo rifare la quinta, ma niente. L’istruzione in quei tempi non era per tutti… e forse per delle ragazze non così indispensabile?! Mia mamma aveva fatto la seconda,  e mia nonna a scuola non era proprio andata!”

Progetto:
A SCUOLA DI AIUTO
Una nostra consigliera ha partecipato al Corso di formazione per operatrici del Centro Anti-violenza di Rimini, gestito dall’Associazione “Rompi il silenzio”, ed organizzato secondo i principi seguiti da tutti gli altri del territorio nazionale con particolare riferimento al Coordinamento regionale. L’Associazione nasce nel 2005 da un gruppo di volontarie che creano un luogo dove vittime di violenze possano rivolgersi liberamente, sapendo di essere ascoltate ed aiutate. Il Corso, indispensabile per preparare ad affrontare con gli adeguati mezzi conoscitivi ed operativi  donne disorientate e disperate, si è rivolto ad una quindicina di partecipanti, con  48 ore di teoria e 40 di stage. Oltre alle nozioni fondamentali relative al funzionamento del Centro, e la conoscenza approfondita del  fenomeno violenza, sono stati  insegnati gli aspetti giuridici ricollegabili, le modalità di accoglienza, e i collegamenti con la rete di servizi della Provincia coi quali interagire. “La formazione – testimonia la Consigliera – mi ha conferito  una maggior consapevolezza del ruolo assunto da chi opera  come volontaria in un Centro contro la violenza, ed insegnato una miglior capacità nel dare aiuto a tutte le donne che nelle nostre zone, Riccione compresa, ne sono vittime”. CONTATTI: Centro Anti-violenza “Rompi il Silenzio”: V. Caduti di Marzabotto, 30 Rimini – tel 346 5016665 info@rompiilsilenzio.org

Documentazione:
I DATI DI “DAFNE”
Nel 2009 ben  331 si sono rivolte alla rete  “Dafne”di Rimini, che dal 2004 si occupa di donne maltrattate, avvalendosi della collaborazione con Pronto Soccorso, sportelli sociali, forze dell’ordine, avvocati. La riccionese Dott.ssa Maria Maffia Russo, responsabile del progetto, ha recentemente reso noti alcuni significativi dati riferiti alla Provincia: le vittime nel 2009 sono aumentate del 22% rispetto al 2008; i loro aguzzini per  l’89%  sono partner, coniugi ed ex; la tipologia di violenza usata è per il 61,3% fisica e psicologica; chi compie violenza è per il 64% italiano, età media di 45 anni; il 65% di questi ha un lavoro stabile, dipendente o imprenditoriale ( a smentire lo stereotipo del  violentatore extracomunitario, disoccupato o ubriacone); la donna violata nel 52,9% è italiana, e la sua età è progressivamente crescente con un picco a 38 anni. La rete Dafne sta valutando di aprire prossimamente a Rimini uno sportello d’ascolto per gli stessi autori di violenza, con lo scopo di renderli consapevoli di quello che hanno fatto ed aiutarli a cambiare.
CONTATTI: rete provinciale “Dafne”
Tel. 0541 704407
perleiservizidonne@provincia.rimini.it

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