Pari… o dispari?

mercoledì, marzo 31, 2010
da famijarciunesa

Eventi:
PROTAGONISTE SEMPRE (8 marzo)
La Giornata Internazionale della Donna intende simboleggiare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche acquisite che le discriminazioni e soprusi cui tuttora essa è soggetta in molte parti del mondo. Nel corso degli anni la ricorrenza ha perduto in parte l’originario significato di lotta e di protesta per assumere una connotazione anche di carattere ludico-commerciale: c’è un modo infatti di interpretare l’8 marzo che va dalla cena con amiche al locale&spogliarello…  oppure ci sono tante opportunità più impegnate, seppur conviviali e godibilissime. Quest’anno la nostra Commissione ha elaborato un progetto su tre giorni, Protagoniste Sempre, che ha visto l’esplorazione di alcune delle potenzialità espressive delle donne esplicitate in riferimento a precise modalità culturali, ed artistiche nello specifico; la pittura, la fotografia, la musica, il cinema sono diventati momenti differenti ma complementari nel valorizzarne il ruolo, sia come protagoniste indirette che consapevolmente propositive. Abbiamo aperto con Il Bacio, al Centro della Pesa col docente di Storia dell’Arte Prof. Riccardo Gresta . Nel secondo giorno al Teatro del Mare, oltre ad una mostra fotografica della riccionese Beatrice Imperato,  il concerto Da Maddalena a Biancaneve  della cantautrice Francesca Romana, prima vincitrice donna del Premio De Andrè 2009. L’ultimo giorno, con il Cineforum Riccionese al Cinema Planet,  il film Lo spazio bianco di Francesca Comencini.

Curiosità:
PICCOLE DONNE CRESCONO
“Ritenete giusto che uomini e donne abbiano gli stessi diritti?” Qualche significativa e buffa risposta da alcuni alunni di una seconda elementare di Riccione. “Non devono essere solo gli uomini a decidere, anche le donne devono fare quello che gli piace” esordisce fiera la piccola Emma. È concreto Lorenzo: ”Se le donne non lavorassero ci sarebbero meno soldi per mangiare”.  Aggiunge Giulia decisa: “Le donne sono più forti di certi uomini”. “E’ vero – conferma Giulio -, a ricreazione le femmine mi vengono addosso e mi assalgono!” Replica lei magnanima: “E’ perché certi uomini non si sanno difendere…” Decisamente più drastica Elisa: “Senza le donne che partoriscono non ci sarebbero neanche gli uomini!”

Progetto:
LO STALKING. UN REATO CONTRO LA LIBERTÀ
Abbiamo recentemente prodotto un pieghevole informativo  che verrà distribuito in ogni occasione d’incontro o potrà essere ritirato presso il Comune. Lo stalking è un termine inglese che indica una serie di atteggiamenti ossessivi tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. Questo tramite l’invio di lettere, biglietti, e-mail, sms e oggetti non richiesti, oppure producendo scritte sui muri o atti vandalici con il danneggiamento di beni. Lo stalker (il persecutore) può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-partner che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito. In altri casi ci si trova invece davanti a persone con problemi di disagio sociale, che agiscono in questo modo con l’intento di stabilire una relazione imponendo la propria presenza, ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta chiara risposta negativa. Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l’atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere effettivamente una relazione con l’altra persona. Il reato di stalking è stato introdotto in Italia con il D.L. 23 febbraio 2009 promosso dalla Ministra delle Pari Opportunità Mara Carfagna e convertito in legge il 23 aprile 2009.

Storia locale:
STRALCI D’EMANCIPAZIONE AGRESTE
L’Esterina non solo era la moglie di Cicòn (Francesco Tosi), ma  l’arzdora della numerosa famiglia riccionese dei  Martlòn . Come secondo la tradizione contadina del tempo  lei era una figura femminile imperiosa, perché sovraintendeva alla casa, all’orto, agli animaletti dell’aia, a nuore, figlie e bambini. Era una donna che si faceva rispettare e la sua parola era legge. Quando la sua famiglia era ancora tutta unita  vantava ben ventisette persone, tra grandi e piccoli: e su tutti dominava lei, l’Esterina. A lei spettavano l’amministrazione dei ricavati della vendita delle uova, di galline e conigli o del latte, ed era solo lei che aveva il potere di decidere chi avesse necessità di un vestito nuovo o di un paio di scarpe. Tutte le sere, dopo aver consumato la modesta cena con la numerosa famiglia, diceva a voce alta il Rosario, in latino, con in mano la grande corona fatta con gli ossi delle olive, che passate una ad una ricevevano le litanie di risposta sempre dagli altri ventisei familiari che le stavano attorno. Ogni sera, per restare lei la protagonista indiscussa, la tirava per le lunghe… tanto da far scalpitare i più giovani che non vedevano l’ora di scappar via per andare a far la veglia dalle belle ragazze che abitavano nelle altre case della tenuta Mattioli. (tratto liberamente da un libro di Gian Carlo D’Orazio)

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