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	<title>Famija Arciunesa</title>
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		<title>Primo sindaco</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:15:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Silvio Lombardini è il primo sindaco
La prima riunione del consiglio comunale di Riccione si tiene nella «sala delle adunanze dell&#8217;edificio scolastico municipale» ii 4 novembre 1923 alle ore 15. Qui, tra gli applausi scroscianti dei consiglieri e del pubblico, Silvio Lombardini è eletto sindaco; nella stessa seduta è conferita la cittadinanza onoraria al Capo dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Silvio Lombardini è il primo sindaco</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La prima riunione del consiglio comunale di Riccione si tiene nella «sala delle adunanze dell&#8217;edificio scolastico municipale» ii 4 novembre 1923 alle ore 15. Qui, tra gli applausi scroscianti dei consiglieri e del pubblico, Silvio Lombardini è eletto sindaco; nella stessa seduta è conferita la cittadinanza onoraria al Capo dello Stato, sua eccellenza il cavaliere Benito Mussolini, «animatore della rivolta ideale del popolo italiano», e a Aldo Oviglio, per il contributo dato alla realizzazione del municipio. I particolari della &#8220;storica&#8221; seduta li troviamo incisi su &#8220;La Riviera Romagnola&#8221; di giovedì 8 novembre 1923 e da quelle colonne estrapoliamo la cronaca che segue. I lavori del consiglio vengono introdotti dal commissario prefettizio Augusto Marani attraverso una «elaborata relazione» illustrativa del lavoro svolto dal 12 giugno al 4 novembre 1923. Dopo di lui l&#8217;onorevole Sitta, in qualità di consigliere anziano, assume la presidenza e in tale veste pronuncia «un elevato discorso improntato al più nobile patriottismo, incitando all&#8217;amore e alla concordia per l&#8217;avvenire di Riccione». A Sitta succede Basigli. Il farmacista «rende omaggio all&#8217;opera diligente e solerte» del commissario Marani. Questi, tra le tante cose buone fatte per Riccione, ha anche la &#8220;paternità&#8221; dell&#8217;istituto Tecnico Inferiore, una scuola privata, ma «sorvegliata» dell&#8217;amministrazione comunale e con «le norme ed i programmi delle Scuole Regie e Pareggiate». L&#8217;istituto, nato sotto gli &#8220;auspici&#8221; di Marani nel settembre del 1923, annovera nel «comitato ordinativo» il prof. Camillo Manfroni della regia università di Padova, il parroco di San Lorenzino don Giovanni Montali, il capo stazione aggiunto Cassio Crescentini e il direttore della succursale del Credito romagnolo Lazzaro Sorci&#8221;. Basigli propone di dare alle stampe la relazione del commissario prefettizio e il consiglio approva. A questo punto si procede alla elezione del sindaco per scrutinio segreto. All&#8217;unanimità è eletto il com. rag. Silvio Lombardini, pubblicista e imprenditore tipografico di Forli, cittadino emerito di Riccione e onorario per acclamazione. Questi fa una rapida sintesi delle vicende turistiche che si legano alla storia della «sua&#8221; città, valorizzando soprattutto «le virtù del risparmio e del lavoro di tutti i suoi figli»; accenna «alla necessità di formare una nuova coscienza dell&#8217;industria balnearia e marinara, ed esaltando il nuovo spirito nazionale e i grandi conterranei che lo animano, Benito Mussolini ed Aldo Oviglio, li propone, ed il Consiglio li acclama, cittadini onorari di Riccione». Scelto il sindaco, si procede alla nomina della giunta comunale. Sono eletti «membri effettivi» Donini, Sirocchi, Tontini e Basigli; supplenti: Sitta e Papini. Quando si attribuiranno gli incarichi, il sindaco avrà le deleghe per affari generali, piano regolatore, acquedotto, separazione patrimoniale e personale; Donini per viali, porto, ponti e strade, stato civile ed edilizia; Sirocchi per opere pie, beneficenza, espropri, polizia urbana e tasse; Tontini per reclami, costituzione pro Riccione, pensioni, esercizi pubblici; Basigli per igiene, sanità e istruzione pubblica. Papini, pur essendo «supplente», si occuperà di agricoltura, provvista di alberi per viali, pesa pubblica, mercati e fiere, forniture, prezzi generi alimentari, indirizzo agricolo del comune, tasse bestiame”. Prima di chiudere l’adunanza di consiglio Donini, nella sua qualità di assessore comunale, ma anche di membro del direttorio del fascio, «traccia il compito del fascismo locale», affinché anche Riccione «porti il suo contributo all’opera della restaurazione nazionale». Da quest’ultimo intervento si capisce che la giunta, d’ora in avanti, dovrà sempre rapportarsi con il fascio. Fascio a parte, spetta a Silvio Lombardini il compito di mettere in moto la macchina amministrativa del comune; ma prima ancora di avviarla, egli deve inventare uffici, servizi, impiegati, statuti, regolamenti&#8230; tutto. Per il momento il municipio ha solo una casa. Una casa provvisoria, rimediata, modesta&#8230; ma pur sempre una “sede comunale”. Ed è questo che conta e che inorgoglisce la popolazione. A margine della prima memorabile seduta consiliare riferiamo alcuni particolari di cronaca. Lombardini è eletto sindaco con 16 voti e una scheda bianca: i presenti, infatti, sono 17. All‘appello mancano, perché dimissionari, Pio Della Rosa, Roberto Mancini e Camillo Corazza. I primi due, nonostante gli inviti del sindaco a recedere dai loro propositi, confermeranno la loro decisione: Della Rosa «per il modo oltremodo spiacevole in cui si svolsero le elezioni»; Mancini per come «venne impostata e diretta la lotta elettorale amministrativa». Corazza, ritirerà le dimissioni e parteciperà attivamente in qualità di consigliere alla vita pubblica di Riccione.Domenica 2 dicembre all’Hotel Lido si svolge un banchetto in onore di Lombardini e Marani. Presenti al pranzo 60 invitati. Parlano per primi l’assessore Basigli, che illustra l’opera del commissario «fatta di coscienza, di diligenza e di rettitùdine» e il sindaco Lombardini, che invita tutti a valorizzare le bellezze di Riccione e ad avere consapevolezza delle grandi potenzialità dell’industria balneare. Il primo cittadino dice anche «di essere ben lieto di lavorare per l’avvenire di Riccione e di avere a collaboratori persone di senno e che ardentemente amano il loro Paese». Intervengono poi, l’assessore Donini, che «porta una vibrante ed applaudita nota fascista», e il segretario comunale Trebbi, che «ricorda l’opera di appassionata assistenza data da Lombardini ai combattenti ed ai mutilati durante la guerra e assicura che tutti gli impiegati collaboreranno per l’avvenire di Riccione». In ultimo parla il dottor Serafini che dopo aver rinnovato «il saluto della cittadinanza al Sindaco e all’ex Commissario, ricorda il grande cittadino onorario di Riccione, Benito Mussolini, il cui nome viene salutato da un lungo applauso». La cronaca redatta da “La Riviera Romagnola” non va oltre le parole dei “relatori”: non ci fornisce notizie, per esempio, sul menù offerto ai commensali. Eppure un tempo, quando l’Hotel Lido era poco più che una baracca e i “clienti» erano socialisti e anarchici, la sua cucina era rinomata per le tagliatelle, gli “strozzapreti” e il coniglio in porchetta; lì, in quell’osteria, si brindava alla lotta di classe e si cantava l’Internazionale. Erano altri tempi! Erano i tempi di Domenico Galavotti.</p>
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		<title>Don Carlo Tonini</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:14:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[133 anni fa moriva don Carlo Tonini,
un instancabile promotore di Riccione.
E con 50 bambini bolognesi nasceva il turismo sociale
Don Carlo Tonini nasce a Rimini nella Parrocchia di S. Agnese nel 1807. A nove anni è già in seminario, orfano di entrambi i genitori, con due sorelle ed un fratello più giovane nella miseria più nera. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>133 anni fa moriva don Carlo Tonini,<br />
un instancabile promotore di Riccione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E con 50 bambini bolognesi nasceva il turismo sociale</em></p>
<p style="text-align: justify;">Don Carlo Tonini nasce a Rimini nella Parrocchia di S. Agnese nel 1807. A nove anni è già in seminario, orfano di entrambi i genitori, con due sorelle ed un fratello più giovane nella miseria più nera. Il padre Francesco e la madre Caterina Mercatelli, morirono probabilmente di stenti, erano anni di grandi carestie, con gli eserciti di mezza Europa che si inseguivano lungo la Penisola e a questo bambino pio ed intelligentissimo, sebbene poco dedito allo studio, tale orribile sorte venne evitata per l’intercessione del parroco Don Gaetano Frioli e la benevolenza del vescovo Monsignor Valfardo Ridolfi che gli permisero l’accesso gratuito in seminario. E’ nominato parroco a Riccione nel ‘32 a 25 anni. Il suo è un tempo difficile, intervengono mutamenti di ordine economico e sociale, tali da far cadere in profonda crisi l’economia extragricola della parrocchia. Siamo nel 1850 e, contrariamente a quanto si possa credere, la metà della popolazione si dedica ad attività non agricole e tale popolazione è concentrata nella fascia a mare e soprattutto lungo la via Maestra (C.so F. Cervi); là sono attive tre locande, le stalle per il cambio dei cavalli, attività legate all’indotto commerciale delle produzioni dell’entroterra, in quanto solo in quel punto queste possono confluire su una strada di collegamento. Riccione è in posizione strategica, fuori della cerchia urbana, è il passaggio obbligatorio di tutte le merci e persone che dalla legazione delle Romagne attraverso l’Emilia e l’Adriatica vogliono confluire verso Ancona seguendo l’Adriatica stessa, oppure il Furlo e Roma seguendo la Flaminia, la distanza da Bologna e da Ferrara è tale da obbligare il cambio dei cavalli. C’è fermento anche in agricoltura, sulla base del catasto Calindri, si imponevano le imposte al terreno non in base al reddito ma alle redditività potenziali, costringendo i grandi proprietari terrieri ad aumentare le produzioni e a bonificare le ultime paludi a monte della Flaminia. I «casanoli» ebbero lavoro continuativo per bonificare la piana della Colombarina e quella di Fagnano. II predecessore di Don Tonini, Don Pietro Grandicelli censisce attorno al 1830, 800 persone, il sucessore, Don Luigi Bugli, 1300. Quanto sopra detto toglie il paese dall’indecenza: la mortalità infantile non è più al 50% e la vita media a 23 anni come prima del ‘30. Si forma a Riccione anche la nuova borghesia locale, che timidamente si affianca all’aristocrazia terriera riminese. II capomastro Giovanni Mazzocchi alloggia 14 famiglie nelle sue case, Francesco Papini agricoltore e commerciante acquista una barca al parone Settimio Mercatelli, il figlio Giovanni finanzierà la prima colonia al mare a capitale riccionese. Don Tonini riprende la parrocchia alla fine di questo periodo, c’era già stato dal ‘32 al ‘37, prima d’essere chiamato in duomo, ritorna nel’48 per restare fino alla morte avvenuta trent’anni esatti dopo. Viene richiamato per far dimenticare la triste esperienza di Don Antonio Fiorani Ronci, che venne addirittura espulso e processato, e per gestire un periodo difficile della chiesa e della comunità parrocchiale. Dal ‘48 al ‘60 l’instabilità politica e il brigantaggio rallentavano i traffici, una serie di naufragi con perdite di barche e molte vite umane fa maturare nei padroni delle barche migliori la volontà di trasferirsi. La foce del Melo non dà garanzia; non si esclude anche una riduzione dei mercati, la fine delle bonifiche lascia i «casanoli» senza lavoro continuativo. Ma il colpo mortale avverrà nel ‘61 &#8211; un anno dopo l’unificazione &#8211; quando la ferrovia costruita a tempo di record azzera il lavoro della Flaminia. Bologna è città d’Italia, può comunicare con il sud anche attraverso la Toscana e allacciare rapporti commerciali liberi col nord, Roma è isolata e in definitiva Riccione è tagliata fuori. Don Tonini non s’arrende, fa della risoluzione dei problemi economici dei suoi parrocchiani il motivo terreno della sua missione. Inizia col far progettare la palificazione del Melo, ma non trova i finanziamenti, pur cercandoli ovunque. Ci penserà la Ceccarini nel 1897, 19 anni dopo la sua morte, stanziando le 60.000 lire che necessitano. Questa sconfitta non lo ferma, va spesso in biblioteca a Rimini, è un buon storico, sa dove e come cercare, s’informa su tutto ciò che può destare le sue curiosità, compresa quella benedetta macchina a vapore che ha permesso la ferrovia. Si prefigge un secondo obiettivo, far fermare il treno al casello di Riccione: solo attraverso i collegamenti sarà possibile cercare un’attività ai suoi paesani. Va a Torino, va a Firenze, muove tutte le persone influenti che può. Non sappiamo cosa abbia potuto raccontare in quelle sedi, sappiamo di certo che la prima fermata di un treno omnibus è autorizzata nel 1865 quale prova. Dal numero dei passeggeri, si vedrà se sarà il caso di tenerla o sopprimerla: un passeggero al casello di Riccione c’era sempre, era Don Tonini- che a sue spese faceva il pendolare con Rimini. Ottenuti i collegamenti, c’era da trovare una nuova attività e qui è la sua grandezza. Dalle sue letture sa che in Europa ci sono studi attorno alla cura di una malattia dei nodi linfatici della scrofola, la terapia migliore è lo iodio contenuto nell’acqua di mare. A Bologna si è formato un comitato con lo scopo di inviare i bambini al mare, il nostro parroco ne forma uno a Riccione, ne diventa vicepresidente prende contatti con Bologna e nell’estate del 1867 cinquanta bambini ammalati di quella provincia iniziano ufficialmente il turismo riccionese, ospiti delle nostre migliori massaie, divisi in base all’età ed al tipo di linfatismo. La retta è di 2,30 lire giornaliere, il trasporto al mare su carri trainati dai buoi, lungo la carraia Viola dell’Insegna. Assistente e ‘animatore culturale’ gratuito l’onnipresente Don Tonini. A questo gruppo ne seguì un secondo di 57 bambini e l’ispettore inviato da Bologna, dottor Verardini, rimase stupefatto dall’efficienza e dallo zelo dei riccionesi: probabilmente non sapeva che c’era una tradizione di secoli lungo la Flaminia in quanto ad ospitalità di viaggiatori e pellegrini. Dietro i bambini vennero i genitori e chi altro, dando origine al turismo balneare. I riccionesi alla sua morte lo definirono «il precursore del movimento dei ferrovieri», di lui sopravvivono i suoi diari ed un libro divulgativo scritto nel 1868 «Cenni sul paese di Riccione e i suoi bagni marittimi di Don C. Tonini, parroco di detto luogo» citato dal Borghi ma irreperibile. Quello che stupisce maggiormente è che è ancora vivo il suo operato nella memoria storica dei riccionesi. E’ tempo di onorare la memoria a 133 anni dalla morte di questo sacerdote dedicandogli qualcosa di veramente importante, non solo si salderebbe un debito di riconoscenza ma si mirerebbe anche al recupero della nostra storia.</p>
<p style="text-align: justify;">
Alberto Ciotti</p>
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		<title>Aeroporto Fellini</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:12:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Masini Presidente Aeradria
“Siamo tornati a conquistar le svedesi”
Il boom di viaggiatori registrato dal Fellini che impatto ha avuto, a suo parere, sul turismo riccionese?
“Una considerazione di fondo è d’obbligo: esaminando l’andamento dei mercati turistici esteri sul territorio della provincia di Rimini è stato possibile evincere come alcuni Paesi nel corso degli ultimi anni avessero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Massimo Masini Presidente Aeradria<br />
“Siamo tornati a conquistar le svedesi”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il boom di viaggiatori registrato dal Fellini che impatto ha avuto, a suo parere, sul turismo riccionese?</strong><br />
“Una considerazione di fondo è d’obbligo: esaminando l’andamento dei mercati turistici esteri sul territorio della provincia di Rimini è stato possibile evincere come alcuni Paesi nel corso degli ultimi anni avessero, a livello aeroportuale intendo, assottigliato, quasi fino a scomparire, i numeri di riferimento. Rammento come all’atto del mio arrivo alla presidenza di Aeradria, nel 2005, un mercato strategicamente importante come quello tedesco, in termini di voli fosse praticamente inesistente nella programmazione del “Fellini”. Da qui l’avvio dell’esperienza di Riviera di Rimini Promotions e dunque il primo accordo con il vettore d’oltralpe DBA affinché avvenisse il riposizionamento di Rimini nelle rotte. Un passo decisivo perché il tessuto sociale, politico, imprenditoriale riminese ritrovasse fiducia nell’aeroporto, all’epoca isolato. Altra tappa fondamentale è stato il recupero del rapporto con il vettore low cost leader a livello europeo: Ryanair. Riallacciando contatti e proponendo inizialmente una destinazione non semplice quale East Midlands. Più tardi vi è stato poi l’allargamento a Bristol, Londra Stansted, Liverpool, Francoforte Hahn e Stoccolma… E riparto proprio da Stoccolma per dire che grazie a questi nuove opportunità, siamo riusciti a “rimettere piede” su un terreno, quello del mercato scandinavo, che negli Anni Settanta era particolarmente florido e che via via è andato scemando. Oggi &#8211; molto rimane da fare in questo senso &#8211; oltre alla Svezia vediamo i buoni risultati, attestati dall’ultimo bilancio passeggeri gennaio-giugno 2011, della Danimarca: è tornata ad essere visibile percentualmente in virtù dell’offerta collegata alla low cost italiana Wind Jet, operativa sul “Fellini” dal 27 marzo scorso. C’è pure la buona ripresa dell’Olanda e della Francia, l’exploit della Repubblica Ceca, mentre la Finlandia, seppur in crescita, non può disporre ancora di voli continuativi lungo tutto l’arco dell’anno. Detto ciò, ma avrò modo di fare altre riflessioni più avanti, l’impatto sul turismo riccionese, nell’arco di un anno (maggio 2010-giugno 2011), periodo nel quale abbiamo svolto un sondaggio per comprendere meglio che tipo di percezione hanno avuto i nostri passeggeri dell’Aeroporto in quanto tale, come si sono mossi sul territorio provinciale, regionale e nazionale, come hanno “impiegato” il loro tempo, come hanno speso il loro denaro, dove hanno soggiornato, è così riassumibile: Riccione è stata scelta dal 12,9% dei passeggeri incoming della provincia di Rimini. Di questi passeggeri, il 67,1% ha scelto Riccione per turismo, il 21,2% per lavoro; l’11,8% per altre ragioni. Il 29,4% di questi passeggeri è di nazionalità russa, il 24,4% inglese, il 24,4% tedesca, l’8,2% italiana, il 12,9% di altri Paesi”.<br />
<strong>Ha portato nuove presenze straniere? Se sì da che Paesi soprattutto?</strong><br />
“Abbiamo ritrovato il mercato rumeno: rispetto al primo semestre 2010 l’incremento del traffico da e per la Romania (voli diretti Wind Jet da e per Bucarest) è pari ad un +536%. Il boom di viaggiatori ha riguardato e riguarda altresì l’Albania, +22,5% sul primo semestre 2010. Abbiamo di fatto, rispetto ad esperienze non continuative del passato, aperto un traffico regolare da e per l’Ucraina, sempre con i voli diretti della siciliana Wind Jet, da e per Kiev; abbiamo confermato le destinazioni tedesche e svizzere a prevalente caratteristica incoming: Monaco, Norimberga, Stoccarda, Hannover, Karlsruhe-Baden Baden, Colonia, Berlino, Basilea, Zurigo. Capitolo a parte merita la Russia, con un +68% sul semestre 2010. La stabilità dei voli di linea verso Mosca, San Pietroburgo, Rostov, Samara, la forte attività charter verso altre destinazioni quali Ekaterinburg, Cheliabinsk, Kazan, Nizhny Novgorod, Ufa, Krasnodar, Kaliningrad, Novosibirsk, contribuiscono al mantenimento di un primato in termini di passeggeri e collegamenti difficilmente replicabile da altri aeroporti italiani di medie dimensioni”.<br />
<strong>Quali rotte sogna per il Fellini?</strong><br />
“Battute a parte – ho più volte dichiarato che lascerò la Presidenza di Aeradria quando da questo aeroporto partiranno i voli per l’isola di Tonga – devo dire che buona parte del lavoro è stata fatta per cercare di accogliere le tante richieste di nuove rotte. Consolidiamo i voli per la Sardegna (Olbia e Cagliari); riprendiamo i voli per l’Egitto con I Viaggi del Turchese (Sharm e Marsa Alam); ampliamo notevolmente il raggio d’azione e le proposte sulla Grecia sulla base della collaborazione con il tour operator bolognese My Sun Sea; proponiamo per la prima volta Cipro e Turchia in chiave outgoing; guardiamo con grande interesse all’intensificazione delle rotte da e per i Paesi dell’Est Europa, del Centro e Nord Europa. Il tutto senza azzardare programmazioni che non trovano reale conferma nel nostro bacino d’utenza che pesca lungo tutta la dorsale adriatica a sud di Venezia e fino a Pescara con il relativo entroterra delimitato a nord da Bologna, ad ovest da una parte della provincia di Arezzo, a sud da Perugia. Infine, collegare, dopo la breve esperienza del 2007, un grande ed importante Paese europeo come la Polonia e avviare quanto prima collegamenti aerei con la Cina, sui quali stiamo lavorando, quale nuovo mercato turistico, già aperto per l’Europa e l’Italia, che si allargherà certamente nei prossimi anni in quantità e qualità”.<br />
<strong>Quanto costa ai contribuenti riccionesi l’Aeroporto Fellini?</strong><br />
“Le quote di capitale sociale (pari al 6,48%) versate dal Comune di Riccione nel corso degli anni ammontano a 859.401 euro. In attuazione del nuovo capitale sociale, per complessivi 6 milioni euro, deliberato dall’Assemblea di Aeradria il 19 maggio scorso, qualora il Comune di Riccione intendesse partecipare l’impegno sarà di 388.847 euro. Inoltre, il Comune di Riccione sta sostenendo il Piano delle attività di Promozione &amp; Marketing di Aeradria con un impegno annuo di 74mila euro, che si andrà ad esaurire nei prossimi anno in base a quanto previsto dal Piano di sviluppo pluriennale”.<br />
<strong>Da ex sindaco che giudizio dà delle politica turistica riccionese?</strong><br />
“Con l’assoluta limitatezza, di questi ultimi anni, delle risorse finanziarie a disposizione per la promozione turistica, è apprezzabile e merita il pieno consenso l’attivismo in corso per mantenere il posizionamento di profilo e tendenza della città di Riccione, nonché il rinnovato impegno, anche in collaborazione con Aeradria, sui mercati esteri. Condivido il costante e forte impegno di coinvolgimento di tutte le parti private turistiche della città con riferimento anche alla crescita dei filoni turistici congressuali e sportivi”.<br />
<strong>Riporterebbe la tivù a Riccione?</strong><br />
“Anzitutto rilevo che una serie di presenze televisive vi sono state anche in questi ultimi anni seppure con diverso impatto rispetto al passato. Risorse finanziarie permettendo e tenendo conto che occorre una maggiore presenza promozionale sul web rispetto al passato per assecondare i mutamenti di mercato, per una località che comunque lavora sui grandi numeri ritengo ancora di particolare efficacia la forte presenza su tv e radio”.</p>
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		<title>Omar Montanari</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:08:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Omar Montanari: dalle Fontanelle a Salisburgo… tutto d’un fiato
Se è vero che la musica classica è il più grande e raffinato strumento di comunicazione, Omar Montanari ne è la prova reale. Giovane baritono, dalle grandi qualità interpretative, nato a Riccione, cresciuto “orgogliosamente” nel quartiere Fontanelle, dall’inizio della sua carriera ha contribuito immediatamente a portare alto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Omar Montanari: dalle Fontanelle a Salisburgo… tutto d’un fiato</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se è vero che la musica classica è il più grande e raffinato strumento di comunicazione, Omar Montanari ne è la prova reale. Giovane baritono, dalle grandi qualità interpretative, nato a Riccione, cresciuto “orgogliosamente” nel quartiere Fontanelle, dall’inizio della sua carriera ha contribuito immediatamente a portare alto il nome della città in tutto il mondo. Tutto comincia per Omar intorno agli undici anni, ascoltando per caso un vecchio disco in vinile, “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi, “fu un vero e proprio colpo di fulmine”. Diplomato poi al Conservatorio Rossini di Pesaro in canto lirico, nel 2000 debutta con successo all’Auditorium della città marchigiana. Una parabola in ascesa la sua, dopo la vittoria al Concorso Europeo di Spoleto nel 2000 per giovani cantanti lirici, i più grandi teatri del mondo lo hanno visto calcare le scene con oltre 30 opere in repertorio, entusiasmando e appassionando gli ascoltatori. Una voce capace di “mettere le ali”  ma anche animo sensibile e modesto, è quel che viene da pensare immediatamente quando lo si incontra. Il 13 maggio ha ricevuto il premio internazionale Gianni Poggi quale migliore interprete esibitosi negli ultimi due anni al teatro Municipale di Piacenza. L’autorevole riconoscimento, che prima di lui avevano ricevuto grandi della lirica, ha coinciso con il debutto al Festival di Salisburgo, uno degli appuntamenti culturali più significativi in tutto il mondo, in una produzione di grande prestigio: “I due Figaro o sia il soggetto di una commedia”, sotto la direzione del maestro Riccardo Muti, opera che verrà riproposta a Madrid il prossimo anno. Un  bel traguardo per il cantante riccionese, che fa apparire l’episodio come la cosa più naturale al mondo. Omar comunque riparte sempre dalla musica: tantissimi gli appuntamenti, con la fierezza di riuscire a coniugare la propria voce con i dettami dell’interpretazione.Un grazie a Omar Montanari per rappresentare così bene la nostra città e la musica: il linguaggio universale che unisce gli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">
Cinzia Bauzone</p>
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		<title>Don Pietro</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:07:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Don Pietro ha lasciato Riccione Era la “Quercia” dell’ospedale
Durante la messa pomeridiana di domenica 27 giugno, don Pietro Cannini (classe 1919) si è congedato dal “Ceccarini”, dov’era cappellano dal 1952, e ha ceduto il testimonial a don Angelo Rubaconti, parroco di Misano. Dopo mezzo secolo il granitico sacerdote si è trasferito nella Casa del Clero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Don Pietro ha lasciato Riccione Era la “Quercia” dell’ospedale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Durante la messa pomeridiana di domenica 27 giugno, don Pietro Cannini (classe 1919) si è congedato dal “Ceccarini”, dov’era cappellano dal 1952, e ha ceduto il testimonial a don Angelo Rubaconti, parroco di Misano. Dopo mezzo secolo il granitico sacerdote si è trasferito nella Casa del Clero a Rimini per godersi il meritato riposo. Un passo obbligato, ma davvero sofferto per l’anziano sacerdote che, nonostante i suoi 92 anni, con passo lesto e felpato, si aggirava ancora tra un reparto e l’altro, offrendo assistenza spirituale e conforto sempre con massima discrezione e umiltà. L’ospedale per don Pietro era ormai diventato la sua casa. Qui svolgeva il suo apostolato e qui viveva con l’essenziale in un piccolo locale all’ultimo piano. Nato a Vecciano (Coriano), dove sono venuti alla luce anche gli altri suoi dieci fratelli, ha cantato messa nel 1952. E’ stato cappellano per due anni a Scacciano (Misano), e per altri quattro nella parrocchia di San Martino, finché nel 1960 è entrato per sempre al “Ceccarini”. Dirigenti, medici, infermieri, operatori e autorità, assieme ad alcuni semplici cittadini e al direttore dell’ospedale Romeo Giannei, hanno salutato lo storico cappellano nel corso di una cerimonia ad hoc. Con un tenue sorriso don Pietro ha esordito, dicendo: “Voglio fare un duplice ringraziamento. Il primo, verticale,va a Dio che mi ha conservato la vita così a lungo e mi ha dato tanti doni per condurre la missione evangelica. Ho trascorso la mia vita prima per i bambini, poi per i poveri, gli anziani e gli ammalati, qui in ospedale, e quando c’era bisogno, a Casa Serena. Il secondo grazie, orizzontale, va alle persone. I miei sessant’anni di sacerdozio li ho spesi in comune collaborazione, mai uno screzio con nessuno. In questo ospedale ci siamo sempre aiutati reciprocamente in tutto e con rispetto”. Parole confermate dalle numerose e toccanti testimonianze anche “Don Pietro è stato una presenza amorosa per malati e medici. La mattina alle 6 l’ho visto tante volte, con il Santissimo sacramento, in giro per le camere a portare la comunione”, ricordo il cardiologo Pierangelo Del Corso. “Alle 7 ci davamo subito il buongiorno in ascensore, questo mi mancherà!”, esclama il primario Luca Garulli. La collega Marina Gambetti ricorda i tragici incidenti, quando non si trovava il coraggio di comunicare i decessi dei giovani ai genitori “mi chiudevo nel Pronto soccorso e chiamavo don Pietro, per darne notizia insieme e offrire un po’ di conforto”, racconta. “Don Pietro per la sua umanità è stato un punto di riferimento prezioso per il malato che, spesso, ha bisogno di una parola in più e di una medicina in meno”, testimonia il primario Andrea Grossi. “Ho compiuto trent’anni di “Ceccarini” da poco e posso ben dire che don Pietro è stato una presenza che ci ha accompagnato sempre e ovunque, encomiabile!”, fa eco il medico Manlio Sanseverino. Poi la nota di Gloria Monticelli. “Conosco don Pietro dal 1980 – conclude &#8211; è stato un aiuto importantissimo, soprattutto di notte, quand’eravamo soli con una trentina di persone e si temeva il decesso, lui ci aiutava in tutto”. A don Pietro va il grazie dell’intera città e anche di Famija Arciunesa.</p>
<p style="text-align: justify;">
Nives Concolino</p>
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		<title>Confcommercio</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:04:47 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Caldari porta nuova linfa
Un intraprendente ed entusiasta Stefano Caldari da pochi mesi è alla guida della Confcommercio. Un 36enne sempre in corsa verso nuovi obiettivi a cominciare dagli sport praticati, dalla Maratona al Nuoto all’Ironman (nuoto-bici-corsa). Da 12 anni è titolare assieme al socio Giorgio del Coka Club, una piccola eccellenza nel campo dell’abbronzatura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Stefano Caldari porta nuova linfa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un intraprendente ed entusiasta Stefano Caldari da pochi mesi è alla guida della Confcommercio. Un 36enne sempre in corsa verso nuovi obiettivi a cominciare dagli sport praticati, dalla Maratona al Nuoto all’Ironman (nuoto-bici-corsa). Da 12 anni è titolare assieme al socio Giorgio del Coka Club, una piccola eccellenza nel campo dell’abbronzatura e del beauty. Da circa quattro è appassionato di formazione, per la quale sta studiando e con la quale intende insegnare in futuro: formazione nel senso di potenziamento mentale sia sportivo che lavorativo, management, comunicazione. Si è occupato di pubbliche relazioni per locali e di gestione d’eventi.<br />
<strong>Perché la tua candidatura alla direzione della Confcommercio di Riccione?</strong><br />
“Perché prima di tutto amo profondamente la mia città, e ho pensato quindi che fosse l’ora di impegnarmi in prima persona per cercare di migliorarla. Molte volte mi sono lamentato, come tanti, di come le cose non funzionassero, sempre critico rispetto alle scelte intraprese, ma non facendo però nulla per cercare di cambiarle.”<br />
<strong>Un nuovo direttivo molto giovane in generale? </strong>“Direi proprio di sì, il più grande ha 43 anni. Ho apprezzato molto il fatto che la Confcommercio abbia accettato la mia sfida, perché quando si è giovani può sembrare che non si sia all’altezza; penso invece che un direttivo così possa risultare dinamico ed elaborare soluzioni innovative. Il periodo della resa deve finire, è ora di rimboccarsi le maniche e riappropriarsi di quello spirito pionieristico che ha caratterizzato le generazioni precedenti.”<br />
<strong>Da dove e come pensi di incominciare?</strong><br />
“In questa prima fase voglio ascoltare. Parlare con tutti e capire bene il punto in cui siamo, raccogliendo il massimo delle informazioni da chi è da più anni di me sul mercato. Abbiamo la fortuna di disporre di imprenditori di grande qualità, e voglio un confronto che nasca non solo dall’ascolto ma anche dalla condivisione.”<br />
Qual è, secondo te, la situazione economica riccionese? “Stiamo attraversando in Italia un periodo di crisi endemica e strutturale molto più profonda di quanto si potesse pensare. Anche se Riccione vanta comunque una sua solida difesa, essendo località turistica e pertanto potendo contare su flussi di gente che comunque sia viene qui da noi, anche se con tempi e modalità diverse e con un diverso approccio al consumo. Chi si è rinnovato lavora bene, chi invece ‘sopravvive’ fa da freno alla crescita.”<br />
<strong>Da dove si dovrebbe cominciare a rinnovare?</strong> “Una struttura alberghiera vecchia e che fa pagare trenta euro una pensione completa non può attirare il cliente che Riccione merita; e quei negozi che si sviluppano su trenta metri quadri non possono diventare appetibili se non per modeste proposte commerciali&#8230; come accade in modo inequivocabile ad esempio in viale Dante. Spero che questa mancanza si possa superare grazie ad un nuovo strumento legale che il Comune ha appena approvato, e che conferisce la possibilità d’ accorpamento di piccoli spazi; perché una grande firma cerca ambienti grandi, da svilupparsi secondo più nuove ed articolate espressività.”<br />
<strong>Credi che la spiaggia abbia bisogno di un riassetto?</strong> “Anche i gestori delle zone spiaggia devono rimodernarsi… non avendo noi un mare all’altezza. Cosa per altro che in tanti stanno incominciando a fare: mi vengono in mente alcune zone dell’Alba e vicino al porto dove i bagnini hanno investito in maniera importante, rendendole all’avanguardia; piccole gestioni familiari che dispongono di capacità imprenditoriali proprie di una grande azienda.”<br />
<strong>Quali sono le scelte pubbliche che condividi e quelle non?</strong> “Il lungomare mi piace moltissimo, anche se forse andavano valutati meglio i costi anche nella gestione dei parcheggi. Non mi piace invece il respiro che toglie l’eccessivo ingombro del Palace, e mi da molta preoccupazione il non capire in che modo rientreremo dal debito che l’affligge. Sono molto soddisfatto di quanto si stia facendo per il controllo dell’alcool ai minori e dell’abusivismo commerciale… ed edilizio. E’ giusto applicare regolamenti che debbano valere per tutti rispetto alle strutture ricettive presenti sul territorio, al fine di stimolare una sana concorrenza e mantenere un impatto ambientale congruo. Il TRC è un progetto di 15 anni e penso segnerebbe una negativa linea di demarcazione tra quello che c’è sotto e sopra la ferrovia.”<br />
<strong>Essendo avvezzo all’organizzazione di eventi, come vedi quelli organizzati?</strong> “Secondo me vanno riformulati, e diventare di caratura superiore. Quello ad esempio della Notte Rosa è sicuramente un’ottima opportunità per promuovere la città, e attraverso la presentazione di prestigiosi nomi potrebbe attirare i turisti giusti che saprebbero rivolgersi così alla nostra variegata offerta commerciale; eviterei magari spettacoli che attirino solamente una marea di giovanissimi, che per forza di cose non dispongono dell’adeguato potere d’acquisto e spesso degli adeguati comportamenti.”<br />
<strong>Come è il rapporto dell’attuale Direttivo con l’Amministrazione?</strong> “Ottimo. Anche se sono appena entrato , dai miei primi contatti ho riscontrato attenzione alle nostre osservazioni e voglia di collaborare. Personalmente farò di tutto affinché si possa ben interagire, a favore ovviamente del benessere di Riccione… e dei riccionesi.”</p>
<p>Maria Grazia Tosi</p>
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		<title>Anni &#8216;60/&#8217;80</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fascino di Riccione “Perla verde” dell’Adriatico
Prezioso gioiello fra tutte le spiagge italiane
Divenuta comune autonomo nel 1922, dopo che la sua fama aveva richiamato l’imperatore romano Diocleziano con la sua corte fastosa e godereccia e la regina Cristina di Svezia. Era la meta preferita di Benito Mussolini, dei figli e parenti del dittatore. Richiamava numerosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il fascino di Riccione “Perla verde” dell’Adriatico<br />
<em>Prezioso gioiello fra tutte le spiagge italiane</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Divenuta comune autonomo nel 1922, dopo che la sua fama aveva richiamato l’imperatore romano Diocleziano con la sua corte fastosa e godereccia e la regina Cristina di Svezia. Era la meta preferita di Benito Mussolini, dei figli e parenti del dittatore. Richiamava numerosi industriali: da Olivetti a Borghi, dal conte Rognoni, proprietario del Guerin Sportivo e potente dirigente calcistico, ai Barilla, ai Campari, ai Marzotto, agli Zegna, ai Piaggio, dai banchieri ai più famosi stilisti. Soggiorno prediletto dei maggiori campioni sportivi. Il magico Pelè era venuto a trascorrere a Riccione una fetta della luna di miele. Riccione bella e peccaminosa, splendida con i suoi sei chilometri di spiaggia con il verde, difeso con grande accanimento fino all’irrefrenabile invasione del cemento. Questa fascinosa Perla Verde era l’unica cittadina di mare in cui si poteva attendere l’alba bevendo champagne o Chinotto Neri, oppure brindando con un stuzzicante Trebbiano dei colli, mangiando un risotto sul porto, tra scosciate bionde filanti in minigonna cullati dagli ultimi successi sul juke box, attorniati da implacabili seduttori che non conoscevano concorrenti. Riccione era la regina del divertimento, il più famoso centro di seduzione in cui le donne passeggiavano quasi danzando con atteggiamenti fatali. Dalle nobildonne che nella notte ballavano a piedi nudi il “cha cha cha” sulla stola di visone in viale Ceccarini alle seducenti indossatrici, alle decine e decine di miss felici della loro generosità, alle attrici svenevoli e maliziose fino alle splendenti fanciulle che puntavano tutto sulla loro avvenenza. Una conturbante contessina toscana amava ripetere: “vorrei svenire sdraiata” mentre tutte cercavano di dare ancor più impeto alla loro esuberanza con amori vorticosi, imitate dalle commesse della Standa o dalle impiegate della Stipel agghindate a festa. Splendide come fossero principesse insaziabili, distributrici d’amore e di “cha cha cha” ritmato da Xavier Cugat la cui moglie Abbe Lane aveva sinuosi ancheggiamenti che toglievano il respiro e spingevano i romani alla disperata invocazione “Abbe pietà di noi “. I locali da ballo si rubavano a colpi di milioni le maggiori attrazioni del momento. Viale Ceccarini era il salotto prestigioso nel quale imperava lo Zanarini, un bar tavola calda condotto con grande abilità dalla famiglia Bartolini con cuochi di sicuro talento che alle prime ore del mattino fingevano di servirti due uova al tegamino . Erano invece due mezze pesche sciroppate circondate da panna. Per quei tempi l’eleganza era al top. Abiti lunghi imbevuti da scie di profumi e smoking per i gran gala al Savioli, che hanno aperto la strada al Saviolino, a Villa Alta, alla Panoramica. Il Vallechiara lanciato dalla famiglia Spadini era il più gioioso il più divertente e presentava le più grandi stars del momento: da Caterina Valente a Mina, da Modugno a Nico Fidenco dalla indemoniata Joe Collins a Ornella Vanoni, a Massimo Ranieri, a Rita Pavone a Carla Boni. Celebre in tutto il mondo la pista a goletta che aveva reso famosi i Savioli. Bepi Savioli ricordava con orgoglio di aver incontrato sulla Quinta di New York un petroliere che gli raccontava con gioia d’aver ballato sulla pista del Savioli. Dagli anni 60 agli 80, grazie anche al boom economico, Riccione ha vissuto il periodo di maggior splendore. Quando il Savioli organizzava il “Gran Premio Riccione” e il “Bal in tete” c’erano due ali di folla ad applaudire i partecipanti e dovevano intervenire i carabinieri a disciplinare il traffico. Accorrevano i grandi attori: Mastroianni, Sophia Loren, Claudia Cardinale, De Sica, Totò, Sordi, Gassman, Vitti, Eleonora Rossi Drago, Lollobrigida, Ekberg&#8230; molti arrivavano in carrozza.<br />
Altrettanto avveniva al Vallechiara. Il Florida organizzava feste particolari, soprattutto in maschera dedicate agli stregoni, agli indovini mentre il grazioso “Punta dell’Est” che si avvaleva di complessi internazionali teneva le luci soffuse e il gestore l’ex campione dei mediomassimi Montebelli guardava compiaciuto le coppie avvinghiate in balli densi di promesse e di notti gonfie di stordimenti. Un clima di grande festa, di innamoramenti mozzafiato, di carezzevoli abbandoni. Un’iniziativa curiosa e divertente l’aveva presa il cantante Paolo Bacilieri che aveva aperto un locale chiamandolo “La Stalla” sotto al Mediterraneo, hotel di lusso, con la partecipazione di una mucca che dormiva davanti al dancing. A mezzanotte la mucca, lucidata a festa, veniva condotta all’interno del locale con il suo campanaccio suscitando l’ilarità dei presenti. Una sera la mucca si era fermata davanti a un tavolino ed aveva muggito all’indirizzo di Celentano nel locale con alcuni amici. Un nobile antiquario marchigiano aveva organizzato una festa per un Sottosegretario ai Beni Culturali a cui prevedeva di vendere alcuni quadri pagando un conto di 820.000 lire e al momento di pagare estrasse un assegno, invece di chiedere lo sconto disse: faremo 850.000 lire. Il complesso che suonava costava tre pezzi da 10.000 lire. E se ne era andato prima di mezzanotte per raggiungere Villa Alta accompagnato da alcune bellissime per incantesimare il Sottosegretario. Erano i tempi delle voci carezzevoli di Bruno Martino e Fred Bongusto. Il maestro Paolo Zavallone, famoso per il suo fiuto musicale, mi aveva portato al Saviolino promettendomi: “ascolterai un cantante più bravo di Bruno Martino”, a quei tempi una specie di oracolo. Aveva ragione. Suonavano i Loris il cantante era Fred Bongusto. Nando Pucci Negri, marito di Anna Maria Mussolini presentava al Savioli, Alvaro Alvisi al Vallechiara, Daniele Piombi un po’ ovunque e iniziava la sua serata con “Sotto questo meraviglioso cielo di stelle”. Un’introduzione che non cambiava mai. Si ballava anche al “Milan de not” sopra l’attuale Canasta e il Clan di Celentano aveva aperto, il dancing Park, nel parco di viale Ceccarini oltre la Ferrovia in cui si esibivano nella stessa serata Pippo Baudo, Fausto Leali e i Novelty, Bruno Martino e la vedette francese Silvy Vartan. Mille lire il prezzo d’ingresso che per quei tempi in cui si consumava un buon pasto con qualche centinaia di lire era piuttosto elevato.Ancora più costoso ballare al Saviolino e a Villa Alta in cui a un’ora della notte venivano offerti piatti di spaghetti o di maccheroncini a quelle coppie che non si erano ancora inoltrate nel verde della natura ad attendere l’alba. Beppe Brili si arrampicava sugli alberi davanti al Canasta ed emetteva fischi dalle fantasiose variazioni, attirando ilarità ed applausi. C’era il Caffè Concerto all’angolo tra viale Ceccarini e via Virgilio in cui si esibivano le voci più famose. L’ora dell’aperitivo in viale Ceccarini era il momento della parata delle bellezze di casa nostra o estere. Molta eleganza: abiti bianchi di lino per gli uomini e vestiti dalle generose scollature per le fanciulle che si apprestavano alle notti goderecce. Auto spyder, Ferrari e Maserati rosse fiammanti parcheggiate sul marciapiede del salotto di Riccione. Ne avevo una anch’io. Un mondo scomparso lentamente con l’avvento delle discoteche, dei camping, con il mutamento delle mode e delle tendenze e con l’emigrazione dei nomi più prestigiosi verso le località della Sardegna e di altre spiagge frequentate da politici e dalle loro corti. Erano in arrivo, seppur in lontananza, le veline, le letterine sino alle escort che prediligevano i lussuosi cabinati, mentre la gioventù dei figli dei fiori riempiva con un rumore assordante i grandi raduni di musica rock e successivamente perdevano la vita nei party rave con droga e grandi ubriacature. Si indossavano per moda jeans strappati e magliette scolorite. La droga scorreva a fiumi E il poetico fare all’amore si trasformava nel realistico quanto metallico “fare sesso”. L’atmosfera poetica era svanita. Condomini cancellavano il Savioli, il Florida, e gli altri locali. Era la stagione dei saccopelisti, delle donne vestite di stracci. E ai tempi nostri emergevano le escort a 10.000 euro alla notte. Tutto meccanico, tutto frenetico fra volgarità tuonanti, insolenti battute e sgangherati commenti. Imperavano le parolacce nelle loro infinite coniugazioni. Rimane sempre la bellezza di Riccione, l’affabilità dei suo abitanti, i tortellini fatti dall’arzdora, il Sangiovese delle colline, l’eleganza di viale Ceccarini e dei suoi prestigiosi negozi. Il sindaco e i suoi amministratori oggi parlano di riqualificazione della sempre attraente stazione balneare in cui è ancora possibile ammirare un bel lato B, passeggiare sui moderni lungomare, orgoglio e vanto di questa seducente città che nel pieno dell’estate diventa una metropoli festosa e pirotecnica, ancor capace di calorosi abbracci e d’incantevoli dondolii.</p>
<p style="text-align: justify;">
Valentino Fioravanti<br />
giornalista scrittore</p>
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		<title>Nordic Walking</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[UN POPOLO CHE CAMMINA
Il desiderio di mettersi in forma, il contatto con la natura, la voglia di socializzare: questo è il Nordic Walking, una nuova e sana passione che ha contagiato Riccione. Ma che cos’è in concreto? Semplice: una camminata sportiva che si pratica con l’ausilio di bastoncini. La tecnica d’utilizzo è simile a quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>UN POPOLO CHE CAMMINA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il desiderio di mettersi in forma, il contatto con la natura, la voglia di socializzare: questo è il Nordic Walking, una nuova e sana passione che ha contagiato Riccione. Ma che cos’è in concreto? Semplice: una camminata sportiva che si pratica con l’ausilio di bastoncini. La tecnica d’utilizzo è simile a quella dello sci da fondo:  vengono appoggiati al terreno in corrispondenza della proiezione del baricentro del corpo, permettendo così una notevole riduzione del carico delle articolazioni delle ginocchia, delle caviglie e delle anche. Applicandola correttamente si riesce a coinvolgere gran parte della muscolatura corporea, migliorando le prestazioni di cuore e polmoni. Originario della Finlandia sin dagli anni ’30, è arrivato in Italia nel 2003 spopolando dal 2007, e da poco ha contagiato anche le nostre zone, dove l’iperattivo ed entusiasta Massimiliano Villa, paladino riccionese della specialità, ha coinvolto nelle sue camminate anche tantissimi residenti con la voglia di muoversi. Dal maggio scorso inoltre Riccione si è candidata quale ‘capitale del Nordik Walking’, ospitando quello che è stato il padre della disciplina, il finlandese Marko Kantaneva, e proponendo una serie di eventi, tra corsi educativi, presentazione libri, promozioni commerciali… e naturalmente lunghe camminate, al Marano, a Portoverde, lungo la Valconca.<br />
Il fascino vivace del Nordic Walking ha catturato anche i nostri cittadini da subito? “Direi proprio di si – risponde Massimiliano Villa -, e dopo qualche timida camminata in solitaria nelle campagne o in spiaggia, ora il gruppo è numeroso e ben affiatato, ed è proprio il nucleo dei Riccionesi uno dei punti di riferimento della Scuola Italiana Nordic Walking Riviera di Rimini e Valle del Conca. Ci sono poi le nostre brave istruttrici, Elena Battarra e Milena Morri, che coordinano tutta la parte fotografica e di racconto, creando attorno al noi una bella atmosfera di ricordi, colori ed atmosfere.”<br />
La varietà del nostro territorio ha contribuito al successo di tale recente disciplina? “La meraviglia del nostro territorio è stata fondamentale. Ma l’altro elemento del successo è stato il riscoprirlo a passo d’uomo, percependo quegli scorci e quelle emozioni  che il muoversi veloce di oggi ci aveva tolto. Camminare con i bastoncini è un po’ come rallentare il tempo, riscoprire ed assaporare luci, profumi e suoni che sempre erano rimasti li ad attendere il nostro passaggio. E’ proprio nel fermarsi ad ascoltare la natura che si fanno nuove scoperte e si aprono diverse prospettive, dentro noi e attorno a noi. Tornando al nostro territorio, la magia dell’imbrunire sui colli o l’incanto di un’alba sul mare, il canto dei nostri torrenti o il salto nel tempo nell’attraversare un antico borgo, rendono ogni camminata un volo unico; e dico volo perché camminare con i bastoncini, nell’armonia del movimento, è un po’ come volare.”<br />
Quanto la voglia di stare insieme assume un ruolo significativo? “Quando vedi un bimbo camminare con a fianco i genitori insieme al nonno, capisci quanto aggregativa sia questa attività, che non solo toglie ogni competizione ma anzi avvicina tutti i partecipanti con un unico denominatore comune: la bellezza dello stare insieme nella natura. E così si bruciano grassi senza fatica, si fanno decine di chilometri tra salite e discese, tra sabbie e terre, e l’essere insieme diviene una componente primaria. Forse a fine camminata arriva anche un po’ di stanchezza… ma è poi un semplice bicchiere d’acqua fresca bevuto in compagnia ed una pacca sulla spalla che fanno riporre i bastoncini in auto già pensando all’uscita successiva. Insieme.”</p>
<p>Maria Grazia Tosi</p>
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		<title>Medicina d&#8217;avanguardia</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Medicina d’avanguardia: Riccione in prima linea
Nella Perla verde è arrivata la prima macchina in tutta l’Emilia Romagna che applica le scoperte della Medicina Quantistica
Non stiamo parlando di fantascienza, ma di fatti concreti che rivoluzionano il concetto di cura della salute e del benessere di tutti noi. Che ne direste di una macchina che attraverso trattamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Medicina d’avanguardia: Riccione in prima linea<br />
<em>Nella Perla verde è arrivata la prima macchina in tutta l’Emilia Romagna che applica le scoperte della Medicina Quantistica</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non stiamo parlando di fantascienza, ma di fatti concreti che rivoluzionano il concetto di cura della salute e del benessere di tutti noi. Che ne direste di una macchina che attraverso trattamenti piacevoli, assolutamente non invasivi e senza effetti collaterali, si prende cura del vostro benessere e va progressivamente a combattere le malattie più insidiose e non solo? Questo è quello che succede quando la Fisica Quantistica incontra la Medicina: nasce così la Medicina Quantistica e l’apparecchiatura Quec-Phisis. Ebbene, qui a Riccione è da poco arrivata presso lo Studio Medico del Dott. Denis Ugolini questa apparecchiatura, all’avanguardia nel campo della medicina, del recupero sportivo, del benessere e della riabilitazione. Questo è il primo apparecchio presente in Emilia Romagna.<br />
Riccione così si distingue come punto di riferimento trainante anche in questo settore.<br />
<strong>Un po’ di storia</strong><br />
Dominio di coerenza dell’acqua: tutto è nato con questa teoriaGetullio Talpo (morto nel 2006), ricercatore all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, incontra nel 1999 altri due fisici, Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice, che avevano formulato nel 1988 la teoria del “dominio di coerenza dell’acqua”, secondo la quale le attività e gli scambi di molecole nell’organismo non avvengono per caso, ma seguono uno “schema” basato sul campo magnetico prodotto dall’acqua, che costituisce il 99 per cento delle molecole totali dell’organismo. Solo le molecole che reagiscono alla frequenza di questo campo magnetico interagiscono tra di loro, avviando in modo ordinato le reazioni chimiche. In caso di patologia, lo “schema” è alterato, e lo si può recuperare applicando onde Elf (a bassissima frequenza) dall’esterno. Nel 2009, Luc Montagnier, scopritore del virus Hiv e Premio Nobel per la Medicina, ha riconosciuto la validità della teoria del dominio di coerenza, dichiarando come l’acqua non è affatto una sostanza inerte, ma può assumere configurazioni particolari che emettono onde elettromagnetiche. Alla figura di Talpo e alle ricerche che hanno portato alla Quec-Phisis (Qph), è dedicato il libro di Renzo Mazzaro, giornalista veneto del Gruppo L’Espresso, Viviamo tutti sulla cresta dell’onda (Aliberti editore) presentato lo scorso 28 giugno 2011 presso Villa Mussolini, nella ormai nota rassegna “Parole tra Noi” organizzata dal Block60 con l’Assessorato alla Cultura di Riccione.<br />
<strong>Che cos’è la tecnologia Quec-Phisis</strong><br />
La tecnologia Quec-Phisis è la risposta più all’avanguardia nell’applicazione delle ricerche sulla Elettro-Dinamica Quantistica e genera quei segnali magnetici in grado di stimolare l’attivazione delle funzioni enzimatiche compromesse, ripristinando l’efficienza di tutto il sistema corporeo. Molte turbe funzionali e malattie sono riconducibili a squilibri o a blocchi enzimatici. Questi segnali magnetici, vengono erogati in modo estremamente mirato e personalizzato. Ad ogni soggetto da trattare viene fatta una visita  medica nella quale vengono raccolti dati importanti per la programmazione personalizzata dell’apparecchiatura. Questo accelera notevolmente la ripresa fisica ed il riequilibrio fisiologico della persona trattata, con un effetto progressivo e cumulativo nel tempo. Potenzia l’effetto di farmaci ed altri complementi e terapie, accelerando lo smaltimento di eventuali componenti nocivi.  Facilita ed accelera l’operato di medici e terapisti. Eccellente per attività sportiva, benessere e prevenzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RISULTATI</strong><br />
Azione antiossidante e disintossicante dell’organismo, eliminazione radicali liberi, anti-aging<br />
Riequilibrio dei liquidi corporei (eliminazione ritenzione idrica)<br />
Ridotta affaticabilità (ansia, stress, recupero da stati depressivi)<br />
Maggiore energia e vitalità nella vita e nello sport<br />
Miglioramento delle funzioni cardio-respiratorie<br />
Ripristino del corretto assorbimento dei nutrienti delle cellule (ringiovanimento cellulare)<br />
Riduzione del dolore sia acuto che cronico<br />
Miglioramento della qualità di vita nelle malattie degenerative ed oncologiche, rafforza sistema immunitario<br />
Accelerazione della riabilitazione del sistema osteo-articolare sia da degenerazione che da traumi</p>
<p><em>Questi elencati sono i tratti generali cui corrispondono un numero veramente elevato di patologie trattabili che sarebbe molto lungo da dire. </em></p>
<p>Come si vede, pure nel settore del benessere come recupero sportivo, antistress, ed estetica gli effetti ed i benefici sono decisamente importanti. Per la bellezza e benessere della persona la novità risiede, oltre che nella assoluta non invasività dei trattamenti, estremamente rilassanti, nel fatto che cura in modo naturale la salute del corpo, risana contemporaneamente l’equilibrio omeostatico e di membrana cellulare, il sistema enzimatico, il Ph corporeo, detossinando l’organismo ed eliminando i radicali liberi. Quindi i risultati estetici, di rinnovamento e ringiovanimento cellulare e della pelle, di anti-aging reale, richiedono, forse, più tempo di quelli, solo d’effetto, cui siamo da tempo abituati,  ma avvengono progressivamente e stabilmente come conseguenza del risanamento dall’interno di tutto il corpo, con una azione molto potenziata e veloce rispetto al semplice utilizzo di prodotti ed elementi naturali. È un approccio quantistico-tecnologico-olistico anche nella bellezza. Dalla salute vera viene la bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DOVE FARLO</strong><br />
QUEC-PHISIS RICCIONE è presso l’ambulatorio<br />
del Dott. Denis Ugolini in via Carpi, 9 a Riccione.<br />
Per prenotare colloquio medico e trattamenti<br />
telefonare al 392 733 39 70 ai seguenti orari:<br />
LUN &#8211; MER – GIO:    mattino       9,00-12,30<br />
LUN – GIO – VEN:      pomeriggio     15,30-19,00</p>
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		<title>Presidente Rotary Club</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:51:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; Giorgio Leardini il nuovo Presidente
Lunedi 27 agosto presso la sede del Rotary Club Riccione Cattolica (Ristorante Il Mulino di Misano Adriatico) si è svolta la cerimonia di cambio della presidenza. Per l’annata rotariana 2011-20012 è stato eletto presidente il M° GIORGIO LEARDINI musicista riccionese, ideatore del Concerto degli Auguri che si svolge da ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; Giorgio Leardini il nuovo Presidente</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lunedi 27 agosto presso la sede del Rotary Club Riccione Cattolica (Ristorante Il Mulino di Misano Adriatico) si è svolta la cerimonia di cambio della presidenza. Per l’annata rotariana 2011-20012 è stato eletto presidente il M° GIORGIO LEARDINI musicista riccionese, ideatore del Concerto degli Auguri che si svolge da ormai sedici anni e che è diventato un appuntamento di fine anno istituzionale.<br />
Durante la cerimonia di insediamento il nuovo presidente ha tenuto il suo discorso all’interno del quale ha annunciato i suoi obiettivi per le azioni rotariane da portare avanti in questo suo anno di presidenza. Oltre al Premio Rotary Scuola, il premio professionale Jimmy Monaco, l’impegno più importante che il suo nuovo presidente intende portare avanti è il “PRESTITO SOLIDALE”. Il Rotary Club metterà a disposizione una cifra piuttosto consistente per aiutare quelle famiglie che sono in oggettive difficoltà economiche dando loro un aiuto senza pretendere alcun interesse se non una promessa di restituzione del debito a seconda delle possibilità, in modo che questa cifra possa passare poi a un’altra famiglia in difficoltà. Il progetto vedrà coinvolte le Parrocchie del territorio di competenza del Rotary Club Riccione Cattolica e contatti sono già stati presi con alcuni parroci come Don GIORGIO DELL’OSPEDALE e Don TARCISIO GIUNGI che si sono detti molto contenti dell’iniziativa.</p>
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