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	<title>Famija Arciunesa</title>
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	<description>Famija Arciunesa</description>
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		<title>Parla il Sindaco</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 15:12:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bilancio di Massimo Pironi
La pagella? Me la daranno i riccionesi
Sindaco, è passato un anno dalla sua elezione. Dove crede di aver sbagliato e in che cosa?
Nel merito dell’azione amministrativa non credo di aver commesso grandi errori, in questi primi dodici mesi l’impegno principale è stato quello di portare a compimento pratiche avviate dalla precedente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il bilancio di Massimo Pironi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">La pagella? Me la daranno i riccionesi</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sindaco, è passato un anno dalla sua elezione. Dove crede di aver sbagliato e in che cosa?</strong><br />
Nel merito dell’azione amministrativa non credo di aver commesso grandi errori, in questi primi dodici mesi l’impegno principale è stato quello di portare a compimento pratiche avviate dalla precedente amministrazione e istruire il percorso per poter realizzare i primi obiettivi contenuti nel mio programma di mandato. Nel metodo con cui invece sono state affrontate alcune questioni, sicuramente, qualche errore può esserci stato; da parte mia probabilmente ho sbagliato nell’aver sottovalutato la complessità delle relazioni interistituzionali.<br />
<strong>Dove ritiene invece di aver fatto bene?</strong><br />
Sono convinto che aver messo mano subito alla riorganizzazione della struttura amministrativa sia stata una mossa giusta, probabilmente i risultati saranno evidenti all’esterno solo fra qualche tempo ma intanto questa scelta ha consentito alla “macchina” di superare senza traumi momenti di imprevista difficoltà ed ha già introdotto un approccio innovativo ed efficace anche nell’affrontare le questioni più spinose. A poco più di quattro mesi dall’insediamento abbiamo chiuso il bilancio comunale, cosa non semplice con i chiari di luna che stanno vivendo in questo momento le entrate degli enti locali. Per la prima volta dopo tanti anni abbiamo approvato il bilancio entro l’anno. Siamo riusciti nel giro di otto mesi a risollevare le sorti del Palazzo dei Congressi: a settembre 2009 eravamo ad un passo dalla consegna dei libri in tribunale e siamo dovuti intervenire d’urgenza con un prestito di qualche milione di euro per evitare il peggio, oggi – aprile 2010 – abbiamo venduto tutti gli spazi commerciali, abbiamo offerte d’acquisto per il terrazzo e soggetti diversi che si contendono la gestione congressuale vera e propria e di fatto siamo in grado di azzerare il debito entro quattro cinque anni. Siamo intervenuti con determinazione sul problema dell’erosione richiamando la Regione alle sue responsabilità ottenendo risorse e impegni nella programmazione comune con gli altri comuni costieri. Siamo intervenuti da subito sull’arredo urbano, sul decoro e su tutte quelle piccole opere che interessano la quotidianità di tutti noi senza attendere la programmazione economica del nuovo esercizio; lo abbiamo fatto per dare un segnale immediato d’attenzione al cittadino: “questa amministrazione si occuperà ANCHE di piccole cose”.<br />
Abbiamo lavorato per il sostegno della famiglia e dei diritti dell’infanzia con i primi provvedimenti per le famiglie numerose e con la destinazione a casa famiglia, promuovendo l’istituto dell’affido, dell’abitazione del custode della residenza municipale. Abbiamo dato un segno forte di attenzione ai settori produttivi con l’approvazione dell’area di Via Piemonte e con l’adozione delle modifiche al RUE per migliorare la qualità edificatoria e incentivare le strutture alberghiere. Presto partiremo con il Piano Operativo Comunale, lo strumento che disegnerà lo sviluppo urbanistico della città, e subito dopo l’estate aprirà il cantiere per trasformare l’ex fornace in teatro.<br />
<strong>Che voto si dà?</strong><br />
Il voto lo daranno i cittadini, io mi limito a dire che in questi undici mesi ci ho messo anima e corpo e che più di così non avrei potuto dare.<br />
<strong>La funicolare è stata solo una bufala elettorale?</strong><br />
La teleferica è un’idea, naturalmente prima di trasformarsi in progetto vero e proprio e quindi in proposta politica necessita di essere verificata sul piano tecnico ed economico. Dal punto di vista tecnico i primi approfondimenti ci dicono che è un’idea realizzabile adesso e dovremmo valutarne la sostenibilità economica.<br />
Le remano più contro l’opposizione o alcuni suoi compagni di partito? Che ci siano stati problemi anche all’interno del partito è cosa risaputa, soprattutto oggi dopo l’incidente di percorso che è successo nel Consiglio comunale del 15 aprile. Problemi che non sono mai stati insuperabili e che finalmente ora sono definitivamente superati. L’opposizione svolge il ruolo che le compete e che gli elettori le hanno assegnato. Prendo atto però che in questi mesi in consiglio c’è chi si oppone politicamente all’azione della maggioranza votando contro alle nostre proposte e c’è chi oltre a questo sta cercando anche di mandare in panne la macchina amministrativa con iniziative che di politico hanno ben poco.<br />
<strong>Le chiediamo una battuta per ciascuno: Fabio Galli, Daniele Imola, Guglielmo Zaffagnini.</strong><br />
Fabio è un lavoratore meticoloso e componente importante del nostro partito ed è un pilastro importante della classe dirigente del nostro territorio, quando fu chiamato a collaborare in segreteria facemmo un lavoro molto proficuo assieme. Imola è prima di tutto un amico ed è un “consulente/consigliere” a cui ricorro volentieri. Zaffagnini è un viscerale…interista.<br />
<strong>Cosa ci dobbiamo aspettare dal secondo anno dell’era Pironi.</strong><br />
Concretezza e quell’umanità che penso tutti riconoscano nei miei tratti.</p>
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		<title>Nuovo Lungomare</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 15:09:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Lungomare della Repubblica già a metà.
Completato a giugno col p.le S. Martino.
Da settembre i lavori sul Lungomare Costituzione
E’ prevista entro la prima metà di giugno il taglio del nastro dei parcheggi interrati sotto il Lungomare della Repubblica e piazzale San Martino. In programma un evento con testimonial di fama nazionale. Nel frattempo, per rendere più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Lungomare della Repubblica già a metà.<br />
Completato a giugno col p.le S. Martino.<br />
Da settembre i lavori sul Lungomare Costituzione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ prevista entro la prima metà di giugno il taglio del nastro dei parcheggi interrati sotto il Lungomare della Repubblica e piazzale San Martino. In programma un evento con testimonial di fama nazionale. Nel frattempo, per rendere più appetitose le vendite che procedono a rilento, lungo nel tunnel si stanno realizzando 50 box chiusi con pareti per veicoli di pregio. Scelta che ha fatto storcere il naso ai commercianti di viale Ceccarini, convinti che quegli spazi si trasformino in garage. La giunta comunale li ha, comunque, concessi alla ditta costruttrice, a patto che non spariscano oltre dieci posti auto. Nel tunnel, da piazzale Roma al San Martino se ne contano 630, dei quali 220 a rotazione. I restanti 410 privati, in piena proprietà restano sempre del Comune, ma per 89 anni godono del diritto di superficie, messo in vendita.  Alla scadenza della data stabilita, l’amministrazione tornerà in possesso delle sue superfici e anche dell’opera realizzata con 16.520.000 euro. E’ costato, invece, 7.106.200 euro, l’intervento in piazzale San Martino, dove sono stati ricavati 305 posti auto su due piani interrati. Di questi 85 sono a rotazione e 220 in diritto di superficie. A fine settembre, intanto, come annunciato dall’assessore Loretta Villa e dal suo dirigente Ivo Castellani, partiranno i lavori del nuovo boulevard con parcheggio interrato sotto il Lungomare della Costituzione. A metà aprile è stato, pubblicato il bando che consente di presentare le offerte entro il 30 giugno 2010.  Il project financing è ghiotto, anche perché, a differenza del Lungomare della Repubblica che ha una bassa densità di alberghi, in prima linea, il Lungomare della Costituzione ha tanti hotel che hanno bisogno di posti auto. E qui se ne prevedono 350 su un unico piano, contro i 150 pubblici e gli 80 privati esistenti. Stando alle previsioni, le ditte in gara dovrebbero  essere diverse. Un particolare. L’impresa che vincerà il bando potrà progettare anche un ponte panoramico in vetro e acciaio leggero, come quello dell’Hotel Corallo in viale Milano, da erigere all’Alba su viale D’Annunzio. Per non gravare sulle spese dei parcheggi, a realizzarlo dovrebbe essere il Comune, in un secondo momento. L’opera, che fungerà da belvedere per chi, salito sui giardini pensili del parcheggio multipiano con negozi, volgerà lo sguardo verso il mare, dovrà ottenere il placet della Sovrintendenza. Per il resto, il bando comprende anche i parcheggi interrati su tre piani dei piazzali Mascagni e Ponchielli, nonché l’arredo di piazzale Azzarita per un totale ci circa 15/16milioni di euro. Si arriva a 17milioni se si include il ponte. Previsto il rifacimento dei chioschi degli edicolanti. Il cantiere, salvo complicazioni aprirà a fine settembre. Al massimo si slitta a gennaio, mese in cui dovranno, comunque essere spostati i sottoservizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nives Concolino</p>
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		<title>Polizia di prossimità</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 15:08:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Riccione lancia la Polizia di prossimità
A Riccione è all’opera  “la Polizia di prossimità”, nuova versione del vigile di quartiere. Il progetto, partito all’inizio di aprile, mira a controllare la città a 360 gradi, sotto vari profili, attraverso una nuova “rete” formata da un nucleo di cinque/sei agenti della Polizia municipale, supportati da amministratori comunali, singoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riccione lancia la Polizia di prossimità</strong></p>
<p>A Riccione è all’opera  “la Polizia di prossimità”, nuova versione del vigile di quartiere. Il progetto, partito all’inizio di aprile, mira a controllare la città a 360 gradi, sotto vari profili, attraverso una nuova “rete” formata da un nucleo di cinque/sei agenti della Polizia municipale, supportati da amministratori comunali, singoli cittadini, rappresentanti di zona e associazioni. Obiettivo del progetto, nello specifico, è quello di favorire la segnalazione di problemi che riguardano la sicurezza cittadina, situazioni di decoro, e persino disagio e  povertà delle persone. Si delineerà così il profilo di ogni zona, per poi intervenire in modo capillare e dare quindi delle risposte ad hoc. Non a caso le divise dedicate a questo servizio sono state prescelte in base alla loro buona predisposizione al dialogo e al rapporto con gli altri. A loro il compito di tessere relazioni nei luoghi di aggregazione, a partire da bar e centri di Buon vicinato. Secondo quanto previsto, tutte le informazioni vengono inserite in una banca dati  dei Servizi informatici comunali, per poi essere smistate ai vari settori di competenza, dalla stessa Polizia municipale che nei casi più seri si avvarrà anche delle forze dell’ordine, ai Servizi sociali, fino ad altri settori.  Come spiega l’assessore alla Polizia municipale Lanfranco Francolini “gli agenti fungono da anello di congiunzione, tra cittadini e istituzioni. Questo sistema permette di monitore la città e di eliminare i fattori critici. E’ un’operazione di controllo, ma parimenti di ascolto”. Per capirci, i riccionesi possono segnalare tutto ciò che interessa la sicurezza e l’ordine pubblico, movimenti e persone sospette, nonché eventuali furti ed episodi vandalici, ma anche situazioni di disagio dei singoli residenti. Vale a dire che “con discrezione ci si potrà interessare anche del vicini che vivono in stato di povertà, come pure di chi abusa dell’alcool e fa uso delle droghe. Situazioni che, spesso per pudore, vergogna o altro si segnalano ai Servizi sociali e Ausl, solo quando s’incancreniscono. “Portiamo avanti questo progetto  per avere una città più armoniosa e tranquilla _ sottolinea Francolini  _. Gli agenti e i loro interlocutori nei vari quartieri sono i nostri occhi sulla città. Smistiamo i casi e li segnaliamo ai settori di competenza e anche ai carabinieri con i quali abbiamo ottimi rapporti”.</p>
<p>Nives Concolino</p>
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		<title>Viale Aosta</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 15:06:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[A giugno v.le Aosta apre verso Rimini
Pronta la strada mediana che collegherà in tempi più veloci il centro di Riccione a quello di Rimini. L’inaugurazione di Viale Aosta, prolungata per 800 metri fino alla nuova rotatoria di Viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto, a Miramare, sarà inaugurata entro giugno. Ad annunciarlo sono i Lavori pubblici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>A giugno v.le Aosta apre verso Rimini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pronta la strada mediana che collegherà in tempi più veloci il centro di Riccione a quello di Rimini. L’inaugurazione di Viale Aosta, prolungata per 800 metri fino alla nuova rotatoria di Viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto, a Miramare, sarà inaugurata entro giugno. Ad annunciarlo sono i Lavori pubblici, che già dal mese scorso hanno chiuso il cantiere, aperto l’anno scorso. Ultimata anche la pista ciclopedonale che scorre su entrambi i lati. Resta, invece indietro Rimini, che ha dovuto fare i conti con i titolari dei terreni espropriati, ricorsi al Tar. Scoglio superato, ma l’opera, secondo quanto si apprende dal Comune di Riccione, non sarà ultimata prima del 2011. La strada, anche se tra alcune strettoie, sarà comunque percorribile fino a viale Roma. Un particolare. L’opera, compreso gli espropri, costa 3.107.000 euro, dei quali 2.431.000 a carico di Rimini e 676.000 di Riccione. Dell’intervento fa parte anche la nuova rotatoria, all’incrocio con il viale Cavalieri di Vittorio Veneto, il rifacimento dell’impianto d’illuminazione pubblica, l’arredo verde e la costruzione di un ponticello sul Rio dell’Asse, al  confine tra Rimini e Riccione.</p>
<p style="text-align: justify;">ni.co.</p>
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		<title>Cassonetti di proprietà</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 15:04:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Via i cassonetti dalla zona mare
Controlli e multe per i trasgressori
Colpo di spugna sui cassonetti di Hera disseminati su strade e marciapiedi nella zona a mare della ferrovia. I riccionesi che li hanno richiesti alla Spa, possono tenerli ancora in dotazione, ma solo in proprietà privata. In caso contrario scatteranno le multe da 50 euro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Via i cassonetti dalla zona mare<br />
Controlli e multe per i trasgressori</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Colpo di spugna sui cassonetti di Hera disseminati su strade e marciapiedi nella zona a mare della ferrovia. I riccionesi che li hanno richiesti alla Spa, possono tenerli ancora in dotazione, ma solo in proprietà privata. In caso contrario scatteranno le multe da 50 euro in su. Previste sanzioni, in questo caso salate, anche per chi abbandona i rifiuti ingombranti, mobili, materassi, vasi, elettrodomestici e altro, accanto ai cassonetti, contestando anche il danno ambientale. Un gruppo di addetti stà già effettuando controlli mirati per rintracciare chi ha questo brutto vizio, attraverso l’identificazione di etichette e altri indizi. Si fa, intanto, piazza pulita di cassonetti sotto la ferrovia. Ristoratori, commercianti e cittadini sono avvisati. Lo staff del sindaco, che già in ottobre aveva messo in guardia operatori e semplici cittadini, ha fatto affiggere una cinquantina di cartelli in altrettanti punti in cui si trovano i contenitori dei rifiuti solidi urbani. A caratteri cubitali si legge: “In questa zona la raccolta viene effettuata porta a porta. Dopo lo svuotamento riposizionare i cassonetti all’interno della proprietà privata”. Quindi in rosso: “I trasgressori saranno multati”. Fa seguito l’invito a non abbandonare i rifiuti fuori dai contenitori e il NUMERO VERDE DI HERA (800 999 500) per informazioni. Dal tavolo di sicurezza e decoro, che fa capo a Riziero Santi, avvertono che “i cassonetti su strade, marciapiedi e altri luoghi pubblici non saranno tollerati, soprattutto d’estate”. Sotto controllo soprattutto i piazzali Azzarita, dove la giunta per l’alto numero di contenitori ha esaminato un progetto ad hoc, Roma e San Martino. Nel frattempo si adegua l’isola ecologica in viale Massaua, davanti alla vecchia fornace, che puntualmente si trasforma in discarica. Sarà delimitata e posta vicino alla strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Nives Concolino</p>
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		<title>Bike sharing</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 15:02:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro progetti per pedalare. Arriva anche il “Bike sharing”
Per dare un taglio al traffico e all’inquinamento e migliorare la qualità ambientale, Riccione punta sulla bicicletta e sui percorsi pedonali. E’ l’obiettivo del  “Progetto di mobilità dolce” che prevede quattro iniziative: “La Perla in bici” con il bike sharing, ciclostazioni, comodato d’uso gratuito di biciclette per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Quattro progetti per pedalare. Arriva anche il “Bike sharing”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per dare un taglio al traffico e all’inquinamento e migliorare la qualità ambientale, Riccione punta sulla bicicletta e sui percorsi pedonali. E’ l’obiettivo del  “Progetto di mobilità dolce” che prevede quattro iniziative: “La Perla in bici” con il bike sharing, ciclostazioni, comodato d’uso gratuito di biciclette per chi lavora nelle zone a traffico limitato, e “Bimbibus pedibus”. Per incentivare l’uso delle ruote l’assessore alla Polizia municipale Lanfranco Francolini ha acquistato 40 nuove rastrelliere per parcheggiare oltre 350 bici e ha fatto stampare una mappa delle piste ciclabili con i luoghi in cui si possono parcheggiare le bici e i cinque percorsi consigliati: naturalistico per raggiungere i parchi, culturale per visitare ville, musei e pinacoteca, protetto per i bambini, panoramico, per i più atletici, e dello shopping per recarsi nei centri commerciali naturali, dal Paese all’Abissinia e dall’Alba a San Lorenzo. Il 9 maggio, in concomitanza della Giornata nazionale della bici, sono partiti i due primi progetti “C’entro in bici”.   Bike sharing “La Perla in bici”. E’ inserito nel piano “C’entro in bici”, al quale hanno aderito un centinaio di comuni italiani, tra i quali Bologna, Cesena, Faenza, Modena Ferrara, Roma, Verona. Su cauzione di 10 euro, le persone riceveranno una chiavetta da lasciare inserita in una colonnina durante l’uso del mezzo. Attraverso la lettura dei dati personali impressi, questo sistema consentirà di sapere sempre chi usa le due ruote. I forestieri, aderenti al progetto, partito nel 2001 da Ravenna, se in possesso di una chiavetta, potranno usarla anche a Riccione. Il mezzo però non si potrà trattenere oltre quattro ore al giorno e sarà concesso solo dalle 6/7 di mattina, fino all’una di notte. A disposizione 32 bici in otto rastrelliere, posizionate nei piazzali Ceccarini, Cadorna, Matteotti e San Martino, nonché all’incrocio tra i viali Dante e Boito, in via Giulio Cesare a San Lorenzo e sulla Statale all’angolo con via Matera. Riconoscibili anche per i loro colori intensi, le biciclette sono dotate di ruote  antiforatura e di doppi cestini. Bici in comodato d’uso gratuito. Il servizio è stato rilanciato  per i lavoratori delle zone a traffico limitato. Per usare questi mezzi, si  dovrà presentare domanda alla Polizia municipale che ha previsto due postazioni: nella zona delle terme e davanti al comando di via Cortemaggiore. A disposizione circa 30 bici, ma l’assessore, se serviranno, ne commissionerà altre 70. La ciclostazione. E’ stata ricavata in un deposito concesso dalle Ferrovie dello Stato in stazione. Munita di telecamere, servirà soprattutto agli studenti e ai pendolari.  Se il servizio decollerà, sarà dotato pure di un’officina. La gestione è stata affidata a una cooperativa. “Bimbibus e pedibus”. Con questo progetto, sin dal prossimo anno scolastico, si vuole incentivare l’uso della bici e delle proprie gambe. In soldoni, a turno, i genitori potranno accompagnare sette/otto scolaretti per volta nello stesso plesso scolastico, in bici o a piedi, seguendo un percorso, identificato con gli agenti della Polizia municipale. Le quattro iniziative, messe a punto con la dirigente Graziella Cianini e altri assessorati, tramite delle ricerche effettuate da David Aguzzi, dovranno far lievitare il numero di persone che usano la bici. Che in provincia vengono usate da oltre il 30 per cento dei residenti, ma solo dal 10 per cento per andare a lavorare.</p>
<p>Nives Concolino</p>
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		<title>Luciano Luzzi</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 14:59:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[All’artista Luzzi il Premio “Baleani” 2010
E’ stato assegnato a Luciano Luzzi, fotografo, pittore e regista teatrale, il premio “Enzo Baleani” 2010, conferito dal Consorzio d’area di Viale Ceccarini alle persone che si contraddistinguono nella loro professione, nel loro stile di vita e impegno sociale.  La cerimonia si è tenuta il giorno delle Palme, nella piazzetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>All’artista Luzzi il Premio “Baleani” 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ stato assegnato a Luciano Luzzi, fotografo, pittore e regista teatrale, il premio “Enzo Baleani” 2010, conferito dal Consorzio d’area di Viale Ceccarini alle persone che si contraddistinguono nella loro professione, nel loro stile di vita e impegno sociale.  La cerimonia si è tenuta il giorno delle Palme, nella piazzetta del Faro, alla presenza del sindaco Massimo Pironi e della signora Rita, moglie del noto gioielliere Enzo Baleani che nel 1999, anno prima della sua scomparsa, assegnò il primo premio all’operatore ecologico Letiziano Vandi. Presenti anche le figlie Polly, Anna e Lucia Baleani. Al loro fianco il presidente del consorzio Giorgio Mignani che, sulle note dei cori Paperotti e Diapasonic di Budrio, ha consegnato il premio al poliedrico artista, subito impegnato in un duetto teatrale con l’attrice Francesca Airaudo.  A Luzzi, in arte Izzul, nato a Morciano l’8 aprile del 1933, va il merito di aver immortalato sin dal 1955, anno del suo trasferimento a Riccione, fino al 2006, soprattutto i personaggi del mondo dello spettacolo che d’estate si esibivano nei locali notturni, come il Metropol e il Florida. La sua professione, come fotografo, si è sempre intrecciata all’arte, tant’è che dopo la scomparsa della moglie Silvana, ha trasformato il suo studio fotografico, in viale Virgilio, in galleria. E’ stata proprio la passione per la pittura e per la creatività, inclinazioni coltivate sin da bambino, a indurlo a studiare a Urbino. Ma nel dopoguerra fare il pittore non era facile. E’ così che Luzzi ha deciso di aprire il suo studio fotografico a Riccione. Il noto artista, tuttora, alterna la pittura al palcoscenico. Scrive testi teatrali, in collaborazione con il maestro pianista riminese Franco Benedetto Morri. Da circa dieci anni è il “perno” della compagnia “Attori per caso”, che lo vede impegnato come interprete e regista per serate in beneficenza. Il suo obiettivo, e quello dei suoi amici, è stato sempre quello di aiutare chi soffre e ha bisogno d’aiuto, regalando a tutti un sorriso. Quest’anno i proventi delle serate sono andati alle associazioni di distrofia muscolare e sclerosi multipla, Comitato locale della Cri e parrocchia dei Ss.Angeli Custodi di Riccione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nives Concolino</p>
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		<title>Lino Ghinelli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 13:51:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un bassorilievo in memoria del dottor Lino Ghinelli
Un gruppo di riccionesi ha voluto onorare la memoria dello stimatissimo dottor Lino Ghinelli, Aiuto della Divisione di Medicina dell’Ospedale Ceccarini, donando al nosocomio cittadino un artistico bassorilievo in marmo che ritrae il viso del medico in una della sue dolci espressioni. La cerimonia ufficiale si è svolta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Un bassorilievo in memoria del dottor Lino Ghinelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di riccionesi ha voluto onorare la memoria dello stimatissimo dottor Lino Ghinelli, Aiuto della Divisione di Medicina dell’Ospedale Ceccarini, donando al nosocomio cittadino un artistico bassorilievo in marmo che ritrae il viso del medico in una della sue dolci espressioni. La cerimonia ufficiale si è svolta il 6 marzo 2010, in una sala dell’ospedale affollatissima, alla presenza del direttore sanitario dr. Giannei, di numerosi colleghi medici fra i quali l’ex primario medico del Ceccarini, dr. prof. P. Pasini, e il direttore sanitario della AUSL Rimini dr. Saverio Lo Vecchio, nonché dei familiari del medico scomparso. I colleghi hanno avuto parole di affettuosa stima per il dr. Ghinelli, che ha lasciato all’Ospedale di Riccione una eredità rappresentata non solo dalla conoscenza dell’arte medica, ma, in misura maggiore, dalla esigenza di avere col malato, ed anche con i suoi familiari, quello stretto rapporto di vicinanza e di affetto necessario per arrivare alla sconfitta della malattia, laddove questo fine – naturalmente &#8211; poteva essere raggiunto. L’attività del dottor Ghinelli è stata sempre improntata a questi principi ed è per questa ragione che Egli sarà sempre ricordato con affetto dai riccionesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Olivieri</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il dottor Lino Ghinelli (Rimini 1924-1990) è stato uno di quei rarissimi medici che segnano per sempre in modo benefico, e con un rimpianto costante, la vita dei propri pazienti e di una intera comunità. Era eccellente come medico, un diagnosta assoluto, ed era eccellente come uomo. Entrava nelle famiglie portando sempre, se non la guarigione, la speranza e la forza di continuare: portava la terapia. Scriveva Galeno, trasmettendo il pensiero di Ippocrate, padre della medicina greca, che se uno è ottimo medico, deve essere anche “filosofo”. Ossia deve conoscere l’anima delle persone, avere principi di etica, “essere un sapiente”. Quando giunse all’Ospedale di Riccione, nei primi anni sessanta, divenendovi Aiuto-primario, veniva da una buonissima scuola. Quella bolognese dove si era laureato a pieni voti, quella del prof. Luigi Silvestrini all’Ospedale di Rimini. La carriera non gli interessava. Non volle mai diventare “professore”. Era un umanista. Gli interessava la cura reale, a disposizione di tutti. Ti accoglieva sempre nel suo studio, veniva sempre, se ne avevi bisogno, con la sua valigetta, perché sapeva che il medico deve entrare nelle case, visitare le persone nel loro ambiente, non solo in ambulatorio. La sua finissima intelligenza del cuore lo rendeva quasi infallibile nel percorso clinico e terapeutico. La sua cultura ben radicata, mai esibita, era amica della semplicità più virtuosa. In ricordo di un medico che dispensava con estrema grazia le doti di una santità naturale, un gruppo di amici ha voluto ricordarlo con una lapide nell’Ospedale Ceccarini.</p>
<p style="text-align: justify;">Rosita Copioli</p>
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		<title>C.P.O.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 13:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comissione pari Opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritratto:
LA “PROF” GIOCONDA MANCINI, DONNA COLTA ED EMANCIPATA
Nata il 05 luglio del ‘18 a Riccione e figlia di Giovanni Mancini e Laura Cecchini, Gioconda era l’unica femmina tra due maschi: Fino ed Enzo. Laureatasi in Lettere nel ‘42 presso l’ Università di Urbino, conobbe Ben-Hur  Reali di Novafeltria,  che impiegò quattro giorni nell’arrivare a Riccione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ritratto:</strong><br />
LA “PROF” GIOCONDA MANCINI, DONNA COLTA ED EMANCIPATA<br />
Nata il 05 luglio del ‘18 a Riccione e figlia di Giovanni Mancini e Laura Cecchini, Gioconda era l’unica femmina tra due maschi: Fino ed Enzo. Laureatasi in Lettere nel ‘42 presso l’ Università di Urbino, conobbe Ben-Hur  Reali di Novafeltria,  che impiegò quattro giorni nell’arrivare a Riccione oltrepassando la Linea Gotica per portarle il ‘pegno d’amore’. La loro storia culminò con le nozze e la nascita di Grazia e Licia. Nel frattempo Gioconda aveva iniziato la carriera scolastica che l’avrebbe portata ad insegnare Italiano e Latino alla Scuola Media Manfroni per più di vent’anni, e successivamente al Liceo Scientifico A.Volta dove divenne anche preside. Non era facile conciliare insegnamento e famiglia: di lì a poco l’unione naufragò, e si ritrovò da sola a crescere le figlie ancora molto piccole. Erano anni duri: la legge sullo scioglimento del matrimonio ancora non era stata emanata, e le donne separate ricevevano pochissime tutele legali ed economiche. Ma non si perse d’animo, e con la grinta che la contraddistingueva andò avanti: di mattina insegnava a scuola ed al pomeriggio impartiva lezioni di Latino. Era “la Prof” per antonomasia, di quelle vecchio stampo;  era severa,  ma con grande pazienza sapeva trasmettere passione per lo studio ai suoi ragazzi considerati come figli, al punto che la sua casa ne era sempre affollata. Non faceva distinzione tra ‘secchioni’ e ‘somari’, a tutti riservava  abnegazione e comprensione: i loro problemi erano i suoi problemi e, pur mantenendo la sua innata riservatezza, diventava loro amica e confidente. Affrontava il lavoro con tenacia ed energia, e accadeva di frequente che saltasse i pasti se il giorno dopo dovevano affrontare un’interrogazione o un compito in classe. La totale dedizione, dolcezza e capacità educativa, risultano indimenticabili per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di condividerle.<br />
<strong><br />
Curiosità:</strong><br />
ISTRUZIONE: UN’OPPORTUNITA’ NON PER TUTTI<br />
“Era il ‘43 e avevo finito l’ultimo anno delle elementari a Secchiano, dichiara una riccionese ora ottantenne, dove eravamo sfollati. Ritornando a Riccione mi sarebbe piaciuto iscrivermi alle Medie Manfroni, ma era una meta un po’ snob, per i figli delle famiglie più benestanti . Mi piaceva studiare, e chiedemmo alla piccola scuola dell’Alba se potevo rifare la quinta, ma niente. L’istruzione in quei tempi non era per tutti… e forse per delle ragazze non così indispensabile?! Mia mamma aveva fatto la seconda,  e mia nonna a scuola non era proprio andata!”</p>
<p><strong>Progetto:</strong><br />
A SCUOLA DI AIUTO<br />
Una nostra consigliera ha partecipato al Corso di formazione per operatrici del Centro Anti-violenza di Rimini, gestito dall’Associazione “Rompi il silenzio”, ed organizzato secondo i principi seguiti da tutti gli altri del territorio nazionale con particolare riferimento al Coordinamento regionale. L’Associazione nasce nel 2005 da un gruppo di volontarie che creano un luogo dove vittime di violenze possano rivolgersi liberamente, sapendo di essere ascoltate ed aiutate. Il Corso, indispensabile per preparare ad affrontare con gli adeguati mezzi conoscitivi ed operativi  donne disorientate e disperate, si è rivolto ad una quindicina di partecipanti, con  48 ore di teoria e 40 di stage. Oltre alle nozioni fondamentali relative al funzionamento del Centro, e la conoscenza approfondita del  fenomeno violenza, sono stati  insegnati gli aspetti giuridici ricollegabili, le modalità di accoglienza, e i collegamenti con la rete di servizi della Provincia coi quali interagire. “La formazione – testimonia la Consigliera – mi ha conferito  una maggior consapevolezza del ruolo assunto da chi opera  come volontaria in un Centro contro la violenza, ed insegnato una miglior capacità nel dare aiuto a tutte le donne che nelle nostre zone, Riccione compresa, ne sono vittime”. CONTATTI: Centro Anti-violenza “Rompi il Silenzio”: V. Caduti di Marzabotto, 30 Rimini &#8211; tel 346 5016665 info@rompiilsilenzio.org</p>
<p><strong>Documentazione:</strong><br />
I DATI DI “DAFNE”<br />
Nel 2009 ben  331 si sono rivolte alla rete  “Dafne”di Rimini, che dal 2004 si occupa di donne maltrattate, avvalendosi della collaborazione con Pronto Soccorso, sportelli sociali, forze dell’ordine, avvocati. La riccionese Dott.ssa Maria Maffia Russo, responsabile del progetto, ha recentemente reso noti alcuni significativi dati riferiti alla Provincia: le vittime nel 2009 sono aumentate del 22% rispetto al 2008; i loro aguzzini per  l’89%  sono partner, coniugi ed ex; la tipologia di violenza usata è per il 61,3% fisica e psicologica; chi compie violenza è per il 64% italiano, età media di 45 anni; il 65% di questi ha un lavoro stabile, dipendente o imprenditoriale ( a smentire lo stereotipo del  violentatore extracomunitario, disoccupato o ubriacone); la donna violata nel 52,9% è italiana, e la sua età è progressivamente crescente con un picco a 38 anni. La rete Dafne sta valutando di aprire prossimamente a Rimini uno sportello d’ascolto per gli stessi autori di violenza, con lo scopo di renderli consapevoli di quello che hanno fatto ed aiutarli a cambiare.<br />
CONTATTI: rete provinciale “Dafne”<br />
Tel. 0541 704407<br />
perleiservizidonne@provincia.rimini.it</p>
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		<title>Stagioni del turismo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 13:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[4 stagioni del turismo straniero
Per i 50 di collaborazione quale agente di viaggi, quest’anno il riccionese Luciano Sabbatelli è stato premiato dall’Aereoporto “Fellini” di Miramare. “Già dal ‘58 lavoravo coi Charter tedeschi – racconta -. A quei tempi le agenzie erano rare e con orgoglio posso dire che in pochi anni avevo già partner in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>4 stagioni del turismo straniero</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per i 50 di collaborazione quale agente di viaggi, quest’anno il riccionese Luciano Sabbatelli è stato premiato dall’Aereoporto “Fellini” di Miramare. “Già dal ‘58 lavoravo coi Charter tedeschi – racconta -. A quei tempi le agenzie erano rare e con orgoglio posso dire che in pochi anni avevo già partner in tutta la Germania, che mi hanno permesso di lavorare per tanto tempo con le più grandi agenzie, di Stoccarda, Francoforte, Dortmund, Essen… e tanti Bus Operator. Riccione negli anni del boom era affollata di tedeschi: da Monaco arrivavano tre voli alla settimana con la Compagnia Bavaria. Dopo due decenni quel particolare turismo si è decisamente impoverito; sicuramente la nostra località che tanto andava di moda è risultata troppo cara rispetto ad altre in giro per il mondo. Personalmente mi sono interessato al mercato belga e lussemburghese già dal ’74, quando ho incominciato ad interagire con la Luxair che aveva introdotto un nuovo volo per Rimini; sono stato scelto da loro per la buona ‘renomè’ che avevo acquisito presso le agenzie tedesche. E tuttora è questo il mercato del quale mi occupo.” E i tedeschi che fine hanno fatto? Ne arriva ancora qualche famiglia di ‘affezionati’ con la propria auto ed in bassa stagione, sporadici pullman di sportivi o di agenzie che ancora apprezzano le nostre offerte, e solo qualcuno con l’aereo, ma con voli di linea.</p>
<p>DIVERSO<br />
I primi anni ’80 diventano testimoni di un turismo diverso che caratterizza una piccola parte della storia riccionese: il turismo gay, che fa storcere il naso dei benpensanti e che colora di stravaganza una città balneare in crisi d’identità. Decisamente eccentrico il pubblico che approda nella nostra città, facendola diventare pari ad Ibiza, Sigez e Mykonos (e tanto da suggerire il cattivo gusto dello storpiamento del nome Riccione, aggiungendo una  H dopo le due C). In viale Ceccarini sono tantissime le coppie di ragazzi che si vedono passeggiare mano nella mano; ben curati, spesso vestiti estrosamente e quasi sempre con baffi. I locali della notte diventano intrigante e trasgressivo punto d’incontro: Club 99, Peter Pan, Villa delle Rose sono i più frequentati, e non bastano i continui e più o meno eclatanti blitz della Polizia a sospenderne l’attività. Visto l’afflusso di questa tipologia di mercato, vengono ventilati  anche eventi mirati, ma già nell’estate del ’85 il fenomeno entra in crisi, sicuramente dietro le polemiche di tanti residenti, operatori turistici e non, che temono un’etichettatura della realtà balneare riccionese che non appartiene storicamente loro. Un segnale significativo parte dall’Amministrazione, che proprio in quei giorni affigge per la città manifesti con uno slogan che la dice lunga: “Riccione città per tutti”.</p>
<p>STORICO<br />
Dopo la grande guerra prolificano le pensioncine, la cui gestione, che oltre a mobilitare nonni, genitori e figli distribuiti nei vari reparti, si snodava su modalità operative tutt’altro che tecnologiche. Si partiva dal retro-cucina, con il lavaggio della biancheria.  Lavatrice, essiccatoio, mangano… o servizio esterno lavanderia? No, grandi mastelli e contenitori di cemento, dove mettere  a bagno l’ingombrante bucato, per sfregarlo con forza e sapone, e dopo averlo sbattuto per il risciacquo, prenderlo  uno da una parte e uno dall’altra e strizzarlo. Una volta asciutto, per stirarlo lo si metteva sul tavolone di cucina, si accendeva un fornello col carbone per scaldare i ferri di ghisa neri. E il reparto notte? Un bagno ogni 7 stanze, in fondo al corridoio e con i clienti che dovevano coordinare i tempi per non ritrovarsi a fare una doccia tutti nello stesso momento; considerato che poi  spesso l’acqua finiva, costringendoli a lavarsi al mare, e ad utilizzare per i  sanitari quella con la quale l’albergatore aveva anticipatamente riempito la vasca del mini bagno. Al ristorante i problemi non c’erano;  le ricette erano nostrane e gustose: lasagne o tagliatelle il giovedi’ e la domenica e così anche il dolce: pesce il venerdì.</p>
<p>FUTURISTA<br />
All’inizio del mio operare nel Marketing turistico – racconta il riccionese Alberto Gnoli -, chiesi ad un vecchio albergatore che lavoro fosse il suo: “un lavor da mat”. Totalizzante: non c’era famiglia, spazio privato, né tempo libero. Credo sia questo che abbia reso unico il nostro turismo. Ma è sufficiente per il futuro tale formula per assicurarne il successo? La mia risposta è tre volte no: occorre avere il cuore nel passato sì, nel mantenimento di genuinità e passione, ma la testa nel futuro, interpretando nuove esigenze, unendo  forze ed investendo. Quattordici anni fa è nato la Riccione Family Hotels il primo Club di Prodotto, alberghi specializzati in servizi per la famiglia… ed è stato subito successo! Ora siamo maturi per arrivare alle ‘catene di prodotto’, ovvero ad imprese alberghiere che si trasformino in modo radicale, dalla struttura architettonica a quella gestionale. A questo proposito è stato recentemente finanziato un progetto dalla Regione attraverso la Provincia di Rimini per la creazione di ‘un incubatore di moderne catene alberghiere’ (Hospitality Factory). Auspico quindi che presto vedremo la nascita dei i-pod hotels, colorati, economici, tecnologicamente all’avanguardia, senza ristorante, aperti tutto l’anno, internazionali; oppure gli you&amp;me hotels, sofisticati e prestigiosi, pensati per persone in cerca di dettagli, e dove ogni cosa viene studiata per stupire; o anche i romagna design hotels, a riscoprire e valorizzare la nostra essenza romagnola.”</p>
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