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	<title>Famija Arciunesa</title>
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	<description>Famija Arciunesa</description>
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		<title>Stile Liberty</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:38:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Riaffiorano i disegni dei villini Piva e Lampo
Giovane, tenace e intraprendente, ma soprattutto innamorato di quello stile Liberty che fino alla metà del secolo scorso ha caratterizzato le località turistiche della Riviera Romagnola. Andrea Speziali, (Riccione 28 settembre 1988), studente dell’Accademia di Belle Arti di Rimini, dopo la pubblicazione del Libro “Una Stagione del Liberty [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -0.9px;"><strong>Riaffiorano i disegni </strong></span><span style="letter-spacing: -0.9px;"><strong>dei villini Piva e Lampo</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Giovane, tenace e intraprendente, ma soprattutto innamorato di quello stile Liberty che fino alla metà del secolo scorso ha caratterizzato le località turistiche della Riviera Romagnola. Andrea Speziali, (Riccione 28 settembre 1988), studente dell’Accademia di Belle Arti di Rimini, dopo la pubblicazione del Libro “Una Stagione del Liberty a Riccione”, dedicato a Villa Antolini e all’architetto Mirko Vucetich, ha progettato una serie di mostre. Nel frattempo ha scoperto i carteggi di due storici villini riccionesi, Piva e Lampo, finiti in macerie intorno alla metà del secolo scorso. “I disegni del Villino Piva &#8211; racconta Andrea &#8211; erano custoditi nell’Archivio di Stato di Rimini, come pure il progetto di Villa Lampo che un tempo sorgeva all’angolo tra i viali Milano e dei Fiori (attuale viale Cesare Battiti). Cercavo questo materiale da cinque anni!”, quindi spiega: “Villa Lampo fu costruita nel 1922 per le famiglie Vucetich e Campanini di Modena. A progettarla furono gli ingegneri Alessandro Vucetich (fratello di Mirko) che esegui le decorazioni esterne della villa, rifacendosi ai motivi dei tempi Samurai, nonché Tito e Achille Franceschi (probabilmente imparentati con l’omonima famiglia della villa che ospita la Galleria d’arte moderna di Riccione). Achille, che poi fece l’albergatore, nel 1929 inaugurò la Capannina a Forte dei Marmi. Rinvenimenti a parte, nella sala Nervi di Torino Esposizioni, nell’ambito della 54esima esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi, come artista Speziali ha esposto la scultura ‘’Totem Riccione”, opera alta un metro e 60 centimetri, realizzata con vari tipi di gesso, come l’alabastrino, il ceramico e il dentistico. Quanto basta a richiamare alcuni elementi decorativi dei villini riccionesi descritti nella sua pubblicazione.  Per quest’estate, intanto, il giovane artista sta preparando un nuovo allestimento della mostra “Romagna Liberty”. Patrocinata dal Ministero, dalla Regione e da tutte le Province emiliano-romagnole, é in programma ai Magazzini del Sale di Cervia dal 23 luglio al 12 agosto. Si tratta della stessa mostra, già presentata all’Hotel de la Ville di Riccione e al 15<sup>esimo</sup> salone dei Beni Culturali di Venezia, che per l’occasione, amplierà il suo repertorio di cartoline e foto d’epoca ingrandite, con alcune  “chicche”. Tra queste un’immagine del Gran Hotel di Rimini in costruzione. E’ in fase d’organizzazione anche una mostra di Vucetich che si dovrebbe tenere a Marostica, in settembre, in occasione della famosa partita di scacchi.</p>
<p style="text-align: justify;">
Nives Concolino</p>
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		<title>Libri</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[I Pullè: Una grande famiglia
Frangiotto Pullè, mio padre, ha lasciato alla famiglia un ricordo prezioso: la testimonianza della nostra storia, racchiusa in un libro che dà forma ai materiali, alle carte, ai ricordi, agli antichi documenti che suo padre Felice, con appassionata indagine, aveva ricercato e sottratto al tempo. Ma, da una parte, il tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -0.9px;"><strong>I Pullè: Una grande famiglia</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Frangiotto Pullè, mio padre, ha lasciato alla famiglia un ricordo prezioso: la testimonianza della nostra storia, racchiusa in un libro che dà forma ai materiali, alle carte, ai ricordi, agli antichi documenti che suo padre Felice, con appassionata indagine, aveva ricercato e sottratto al tempo. Ma, da una parte, il tempo continua a scorrere e nuova memoria si aggiunge; dall’altra, mio padre stesso riteneva che ancora qualcosa del passato dovesse ricercarsi e che dunque quel suo lavoro dovesse essere proseguito. E chiude la prefazione a quel libro con una speranza, che «le nuove generazioni si assumeranno il compito di continuare l’opera, con volitiva passione degna della tenacia e dell’orgoglio di una nobile stirpe». Voglio esaudire il desiderio di mio padre. E così mi accingo a completare il suo lavoro con un secondo volume, che avrà particolare riguardo alla linea di successione di Felice Pullè, mio nonno. E, se anche questo libro non risultasse completo, il testimone, ne sono sicura, passerà nelle mani dei tanti giovani Pullè. Loro sanno quanto sia importante per le generazioni che verranno conoscere le radici della propria famiglia; e lasciarne memoria non solo nel cuore, ma anche attraverso lo scritto. Così, nel ricordo dei miei amati fratelli Roberto ed Enrico, scomparsi prematuramente, e nello spirito e secondo l’insegnamento di mio nonno Felice e di mio padre Frangiotto, inizio questo lavoro. Un affettuoso ringraziamento va ai miei nipoti: Eleonora Santini, che si è sobbarcata il compito del redattore; Giovanna Pullè, per il sostegno e la presenza; e Filippo Forlani, per le sue magiche capacità tecniche, e soprattutto per avermi “imposto” questo lavoro, che senza di lui non avrebbe mai visto la luce.</p>
<p style="text-align: justify;">
Lina Pullè</p>
<div><span style="letter-spacing: -0.9px;"> </span></div>
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		<title>120 anni fa</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Posa della prima pietra per l’Ospedale Ceccarini
Il 25 aprile 1892, veniva posta la prima pietra dell’ospedale di Riccione, dedicato al medico patriota  Giovanni Ceccarini. Il 120esimo anniversario sarà festeggiato nell’ambito di “Riccione 90” che nel 2012 celebrerà altri tre importanti ricorrenze: l’autonomia comunale, concessa con Regio Decreto, firmato da Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -1.0px;"><strong>Posa della prima pietra per l’Ospedale Ceccarini</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il 25 aprile 1892, veniva posta la prima pietra dell’ospedale di Riccione, dedicato al medico patriota  Giovanni Ceccarini. Il 120esimo anniversario sarà festeggiato nell’ambito di “Riccione 90” che nel 2012 celebrerà altri tre importanti ricorrenze: l’autonomia comunale, concessa con Regio Decreto, firmato da Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini, i 150 anni della fermata del primo treno e i 100 dell’intitolazione del viale Viola alla grande benefattrice Maria Boorman Wheeler in Ceccarini. Non poteva passare inosservata la costruzione dell’ospedale, tuttora fiore all’occhiello della città. Maria Boorman volle che la nuova struttura, da lei finanziata, fosse dedicata  al marito, scomparso il 3 dicembre 1888, a 65 anni, nella villa Torre Rossa, al confine tra Riccione e Misano. Per l’occasione la colta e magnanima signora ricevette il diploma e una medaglia d’oro dal Ministero della Pubblica Istruzione per aver fatto costruire l’asilo, che tuttora si trova sul lato sud dell’ospedale, dove nel frattempo era stata scoperta una lapide a suo merito. Come riportato nel libro  “I Ceccarini per Riccione” di Patrizia Bebi e Oreste Delucca: “Lo stesso consiglio comunale di Rimini volle adeguatamente riconoscere le benemerenze e, nella seduta del 24 agosto 1892, le attribuì la cittadinanza onoraria. Il relativo diploma le venne consegnato il successivo primo novembre, durante i festeggiamenti per l’anniversario d’inaugurazione dell’asilo d’infanzia”. A distanza di un anno e mezzo, il 23 ottobre del 1893, seguì il taglio del nastro dell’ospedale, destinato a curare gratuitamente  i più bisognosi, affetti da malattie acute, non epidemiche, domiciliati nelle sette parrocchie di Riccione. Come riportato nella pubblicazione di Giuseppe Borghi, nell’elenco oltre al vecchio borgo marinaro riccionese, figuravano San Lorenzo in strada, Casalecchio e San Lorenzo in Correggiano, (incluse nel Comune di Rimini), Sant’Andrea in Besanigo (Coriano), Misano e Santa Maria di Scacciano (Misano). I festeggiamenti furono solenni e si aggiunsero a quelli dell’inaugurazione dell’impianto elettrico d’illuminazione pubblica, allacciato al generatore dell’ospedale. Per sostenere e rendere autosufficiente la sua opera filantropica, la Ceccarini due anni dopo  cominciò ad acquistare  diversi poderi. Una nota particolare. Pur essendo una cristiana protestante, la Boorman volle che l’ospedale fosse benedetto dal vescovo di Rimini che, però, nel giorno dell’inaugurazione era impegnato in altre faccende. La Ceccarini lo rinvitò e pochi giorni dopo lo accolse calorosamente con una festa. Per la benefattrice, infatti, un’opera di carità senza la benedizione di un’autorità ecclesiale era incompiuta. A proposito, come riportano la Bebi e Delucca, Maria volle che nel nosocomio fosse assicurato il servizio religioso, per chiunque lo richiedesse, prevedendo anche un compenso per l’arciprete incaricato. L’attività partì subito a pieno ritmo. Nel primo anno i ricoveri furono un centinaio. Da tenere presente che nell’anno prima le parrocchie di San Martino e di San Lorenzo (le altre ancora non esistevano) contavano in complesso 2.228 abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">
Nives Concolino</p>
<div><span style="letter-spacing: -1.0px;"> </span></div>
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		<title>Ex fornace</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:33:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il muro del pianto!
Su richiesta di ARPA, AUSL e Sovraintendenza
E’ peggio il muro o quello che sta dall’altra parte? Se lo stanno chiedendo da alcuni mesi i riccionesi di fronte alla barriera &#8211; esteticamente discutibile, ad essere buoni &#8211; sorta nell’area dell’ex Fornace. Non è la prima volta che Famija Arciunesa ne parla. Alle domande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -1.0px;"><strong>Il muro del pianto!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Su richiesta di ARPA, AUSL e Sovraintendenza<br />
</strong>E’ peggio il muro o quello che sta dall’altra parte? Se lo stanno chiedendo da alcuni mesi i riccionesi di fronte alla barriera &#8211; esteticamente discutibile, ad essere buoni &#8211; sorta nell’area dell’ex Fornace. Non è la prima volta che Famija Arciunesa ne parla. Alle domande girate ai tecnici comunali le risposte sono state fumose. &lt;Il muro che recinta l’area dove sorgerà la scuola media è stato richiesto dall’Arpa per proteggere l’edificio dal traffico&gt;. Anche la Sovrintendenza di Ravenna ci ha messo lo zampino, imponendo la &lt;muraglia cinese&gt; per alleggerire l’impatto visivo e acustico prodotto dalla strada adiacente. &lt;Una cosa di questo genere non l’avrei mai immaginata&gt;, ha tuonato il consigliere comunale del Pdl, Luciano Tirincanti. In Rete e nei bar la faccenda del muro non è passata inosservata. Si sprecano i commenti, sul genere &lt;Mancano solo le torrette e il filo spinato&gt;. Insomma, un lager dove verranno accolti gli studenti. A ben vedere il muro è davvero brutto. Serve, assicurano gli enti, ma sorprende che a pronunciarsi per la barriera siano proprio quelli che dovrebbero avere a cuore la cura del paesaggio e l’estetica. Una bestemmia, di questi tempi, basta dare un’occhiata agli interventi realizzati da un capo all’altro della città. Il cemento, amatissimo, offende la vista e il buon gusto. Il verde, invece, sembra dare fastidio, progettisti e amministratori pubblici da intere generazioni sembrano essere allergici ad alberi e giardini. Sarà perché valgono molto meno al metro qudrato? Chissà. Certo il muro di Berlino che corre lungo via Massaua è lì, eretto velocemente a differenza di tante opere che da anni languono, arrancano, si spengono. Si vede che tirar su una parete di mattoni è una tentazione troppo forte. Sembra già di vederli, gli ignari scolaretti, affacciarsi alla finestra della classe e lanciare lo sguardo lontano&#8230;. si fa per dire, visto che a pochi metri troveranno il muro. Se la strada era così invadente perché non progettare la scuola e tutto il resto in modo da nasconderla in più possibile alla vista? Perché non prevedere una barriera visiva e sonora più decente, meno invasiva, più ecocompatibile? Non siamo né geometri né ingegneri, ma abbiamo gli occhi. Per piangere.</p>
<p>La redazione</p>
<p style="text-align: justify;">
<span style="color: #ed1c24;"><strong>Perché la fornace di viale Massaua, che ora potrà essere demolita e ricostruita, è stata nascosta da due muri  alti tre metri e mezzo?</strong></span> Da dove sono spuntati fuori e perché, visto che nei rendering esposti all’esterno del fabbricato, in occasione dell’apertura ufficiale del cantiere, non c’erano? A darne spiegazioni, fornendo dati tecnici e motivazioni ambientali, è il dirigente dei Lavori Pubblici del Comune di Riccione Ivo Castellani. I muri rivestiti in laterizio (mattoncini che richiamano la vecchia fornace) sono stati eretti  per una duplice esigenza, su richiesta sia della Sovrintendenza di Ravenna, sia dell’Ausl e dell’Arpa. La Sovrintendenza lo ha imposto per evitare che chi circola sulla pista ciclabile del rio Melo eviti di vedere la strada e il traffico (inquinamento visivo). L’Ausl e l’Arpa oltre a confermare questo aspetto hanno voluto il muro per evitare l’inquinamento  acustico, ossia per proteggere la scuola, soprattutto nel momento in cui si attiverà la nuova strada parallela a viale Massaua”. Quella che allaccerà viale Castrocaro a viale Berlinguer. I due muri, uno lungo 30 metri e l’altro 20, sul versate sud sono stati muniti di pensilina per i parcheggi, mentre sul lato opposto verranno riempiti con la terra per creare un pendio, coperto di verde. Su quello più a nord sarà realizzata l’arena, progettata al posto del teatro, bloccato dal patto di stabilità. Dalla Regione, però, non è stata data ancora conferma del finanziamento di 1.800.000 euro che dovevano servire al teatro. Sembra intanto rientrata la querelle tra Comune e impresa costruttrice per i ritardi accumulati nei lavori. Le motivazioni addotte sono di ordine geologico. Per il momento la ditta resta in forze e non viene mandata a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">
Nives Concolino</p>
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		<title>Un po&#8217; di storia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo Comune nelle guide turistiche
L’estate del 1923 non poteva iniziare sotto migliori auspici. Nelle edicole due nuovi opuscoli per la prima volta accennano alla “città” di Riccione: la “Guida storico-artistica di Rimini” di Luigi e Carlo Tonini e lam”Guida di Rimini e dintorni” di Mario Becca. Rendiamoci conto, sfogliando le loro pagine, come viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -0.9px;"><strong>Il nuovo Comune nelle guide turistiche</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’estate del 1923 non poteva iniziare sotto migliori auspici. Nelle edicole due nuovi opuscoli per la prima volta accennano alla “città” di Riccione: la “Guida storico-artistica di Rimini” di Luigi e Carlo Tonini e lam”Guida di Rimini e dintorni” di Mario Becca. Rendiamoci conto, sfogliando le loro pagine, come viene presentato ai turisti il nuovo comune. Scrivono i Tonini: «Municipio di Riccione. Riccione dista da Rimini Km. 10 e conta 5.500 abitanti all’incirca. Ha Stazione Ferroviaria con fermata di tutti i treni ed altra comodissima utilità di avere un servizio elettromobile Rimini-Miramare-Riccione e viceversa; ha servizio medico, ostetrico, farmacia e Stazione di bagni di molto nome, con due ospizi marini per la cura dei fanciulli inviati da Mantova e da varie città dell’Emilia e della Romagna. Vi è uno Stabilimento idroterapico ed ottimi hotel e vari ristoranti. Vi è pure il Grand Hotel Lido Galavotti, l’unico sul mare. La signora Maria Boorman ved. Ceccarini fece erigere l’Ospedale per i poveri infermi, ed un Giardino Infantile per l’educazione dei fanciulli poveri e molte altre benemerenze; per ciò dal Ministro della P. I. ebbe la Medaglia d’Oro e dal municipio di Rimini la cittadinanza. I Riccionesi la ricordano ancora con affetto e riconoscenza»”. Come si può notare, tolto il titoletto iniziale -dove il termine «Municipio» sostituisce la vecchia locuzione di «Borgata»- nulla traspare del nuovo stato giuridico e amministrativo di Riccione. Qualcosa di “fresco”, invece, figura nella guida curata da Becca. Leggiamola: «Riccione. In ordine di importanza, questa Stazione balneare viene seconda dopo Rimini. È a 10 chilometri da questa, sulla linea Rimini-Ancona. Vi si giunge anche seguendo la Litoranea al mare (non consigliabile agli automobilisti) sulla quale, si spera, correrà fra non molti anni la tranvia elettrica che congiungerà Rimini a Riccione e a Cattolica, il che renderà queste ridenti Stazioni di più facile accesso e più intimamente legate alla sorella maggiore, Rimini. Del resto Rimini e Riccione stanno già congiungendosi col sorgere qua e là, sul litorale, di piccoli raggruppamenti di ville. Il più importante agglomerato è Miramare, a circa mezza strada. Riccione ha formato il proprio Comune autonomo il l gennaio 1923. La Sede Comunale è nel vecchio paese, che è esteso sui lati della via Flaminia; il nuovo (Riccione Marina) comincia al passaggio livello della Ferrovia, composto di ville e case ridentissime, intersecate da diversi vialetti ombrosi. La spiaggia è bellissima ed ogni anno gremita di bagnanti. Ha numerosi alberghi e pensioni di carattere famigliare, un teatro, una arena all’aperto e parecchi simpatici ed attraenti ritrovi di divertimento e di ballo». L’accenno alla tranvia elettrica, che congiungerà Riccione a Rimini, fa riferimento ai patti stabiliti tra i due comuni nel momento della separazione; un’opera grandiosa, questa, che avrà compimento qualche anno dopo la costruzione del ponte sul Marano. Un’altra curiosità che emerge nel volumetto del Becca è la sede del municipio, al numero civico 15 di via De Vito, di fronte alla stazione ferroviaria”, un fabbricato di proprietà della contessa Martinelli, che si compone di 10 piccoli ambienti adibiti ad uffici. Preso in affitto nel 1922, appena Riccione si costituì comune autonomo, l’edificio resterà sede provvisoria del municipio fino al 31 dicembre del 1923; dal primo gennaio del 1924, il comune si trasferirà nella villa di Maria Innocenti, moglie del medico condotto Federico Riccioni, situata in via Piva all’angolo di viale Ceccarini. Questa seconda residenza municipale, acquistata per 180.000 lire e pagata dall’amministrazione in sette anni con rate semestrali, col tempo sarà opportunamente ristrutturata (1926) e ampliata (1929).</p>
<p>Tratto da: Dall’Internazionale a Giovinezza di Manlio Masini</p>
<div><span style="letter-spacing: -0.9px;"> </span></div>
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		<title>Nuova statua</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:31:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova statua per il Papa Beato
La statua di Giovanni Paolo II, ridotta in frantumi dai vandali nella notte di Capodanno, sarà rifatta in bronzo per resistere meglio alle intemperie e ad altri ignobili gesti. La sua ricollocazione, nell’omonimo parco, all’incrocio tra i viali Ceccarini e delle Magnolie, è prevista per Pasqua, ma non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -0.9px;"><strong>Una nuova statua per il Papa Beato</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La statua di Giovanni Paolo II, ridotta in frantumi dai vandali nella notte di Capodanno, sarà rifatta in bronzo per resistere meglio alle intemperie e ad altri ignobili gesti. La sua ricollocazione, nell’omonimo parco, all’incrocio tra i viali Ceccarini e delle Magnolie, è prevista per Pasqua, ma non si esclude sia anticipata al 2 aprile, giorno della  scomparsa del Pontefice. Lo scorso gennaio, intanto, é stato costituito un comitato promotore, che ha dato il via alla  sottoscrizione pubblica per sostenere la spesa della  nuova statua. A realizzarla nel suo laboratorio di Treviso è sempre la scultrice Elena Ortica che, recuperati i pezzi di pietra, in particolare la testa, il braccio destro, la mano sinistra e parte dell’orlo del manto, li ha ricomposti per ricavare il calco in “cera persa”, necessario per realizzare la nuova scultura. L’opera costerà 29.200 euro. Cifra che include il compenso dell’artista (6.000 euro), della  fonderia (20.000), imballaggi e trasporti (1450), montaggio, 100 manifesti, 10mila volantini e altre spese (1.750).  Del comitato fanno parte i rappresentanti di quattordici associazioni cattoliche e di categoria, semplici cittadini, il sindaco Massimo Pironi e l’assessore Simone Gobbi. A loro si affiancano le parrocchie cittadine che convogliano le offerte nel conto corrente aperto per l’occasione: C/C IT 44 F 06285 24202 T 20020002120 Cassa di Risparmio di Rimini, intestato a Comune di Riccione, via Vittorio Emanuele II n.2. Chi intende contribuire, oltre al versamento deve riportare la causale: “Contributo ricostruzione Statua Beato Giovanni Paolo II”. La prima somma, 1.500 euro, è stata versata dal difensore civico Carla Biso. La catena solidale cavalca anche il web. Su Facebook è stata aperta la pagina:  “Città di Riccione – Sottoscrizione pubblica: Non abbiate paura”, dove si può visionare anche un video nel quale si vede l’Ortica durante la creazione dell’opera devastata. “Riccione è una città capace di grande solidarietà – osserva il sindaco Massimo Pironi –. Sono convinto che saprà rispondere all’appello con grande generosità e riparare a questo gesto barbaro. Sono anche sicuro che verranno raccolti fondi in misura superiore all’importo preventivato. In questo caso, come deciso dallo stesso Comitato promotore, i soldi in eccedenza saranno devoluti all’associazione Centro 21, per la costruzione della Casa di via Limentani, riservata ai ragazzi affetti da Sindrome di Down e malattie mentali”. “Sull’opera distrutta a suon di mazzate è intervenuta anche la Diocesi di Rimini che in una nota “ deplora l’accaduto ed esprime tutta l’amarezza per un gesto scellerato e irriguardoso che ferisce profondamente tutta la comunità cristiana e l’intera comunità civile”. In coro, intanto, i riccionesi chiedono che la statua del Beato venga ora posizionata non più di spalle, ma rivolta verso la strada.<br />
Nives Concolino</p>
<div style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -0.9px;"><br />
</span></div>
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		<title>Museo del Territorio</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:30:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Museo del territorio cambia casa?
Per il Museo comunale di Riccione si profila il trasferimento nello storico edificio dell’Enel. Quello a pochi passi dalla stazione, dove si pagavano le bollette. Il Comune conta di acquisire il fabbricato, ampio 850 metri quadri, nell’ambito di un Poc (Piano operativo comunale) in cambio del permesso di costruzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -0.9px;"><strong>Il Museo del territorio cambia casa?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per il Museo comunale di Riccione si profila il trasferimento nello storico edificio dell’Enel. Quello a pochi passi dalla stazione, dove si pagavano le bollette. Il Comune conta di acquisire il fabbricato, ampio 850 metri quadri, nell’ambito di un Poc (Piano operativo comunale) in cambio del permesso di costruzione di un palazzo che la proprietà dell’area intende edificare accanto. A tal proposito, lo scorso febbraio, la giunta comunale ha approvato uno “schema d’accordo”  con la società Excelsia Nove Srl con sede a Milano, che interessa l’intera area tra viale Diaz e viale XIX Ottobre. In soldoni, la nuova proprietà ha chiesto d’intervenire con un Poc, cambiando l’uso della seconda palazzina dell’Enel (quella più a monte), da servizi a residenziale. Una manovra che consentirebbe di costruire un palazzone distribuito su circa 2.700/3.000 metri quadri di superficie disponibile per un totale di circa quaranta appartamenti. Un edificio, insomma, che per grandezza eguaglierebbe quello previsto in piazza Unità, al posto dell’ex sede del Pd. Come si diceva, la contropartita per il cambio d’uso consisterebbe nella cessione al Comune dell’immobile più piccolo, vincolato, perché ritenuto di valore storico architettonico. Sarà ceduto dopo essere stato ristrutturato a carico dei privati. Il Sindaco Massimo Pironi in questo percorso intravvede “un forte interesse pubblico”, in quanto il trasferimento del museo consentirebbe alla biblioteca, in forte crescita, di allargarsi. Dello stesso parere l’assessore all’Urbanistica  Maurizio Pruccoli. Sulla nuova sede del museo, che lascia perplessi gli addetti del settore, dovrà esprimersi la Sovrintendenza ai Beni archeologici di Ravenna. Oltre alla parte espositiva, infatti, il museo di Riccione nell’interrato del Centro della Pesa custodisce decine e decine di casse, zeppe di reperti, provenienti da vari scavi. Qui, si trovano pure nuovi interessanti bassorilievi, restituiti alla città un paio di anni fa e i manufatti rinvenuti nel terreno, dov’è sorto il centro commerciale di viale Berlinguer e nell’ex area dei Conti Spina, ricomposti da uno staff di allievi di Archeologia. A mostrarceli è Monica Miari, funzionaria della Sovrintendenza per i Beni archeologici dell’Emilia Romagna. Come lei stessa fa notare, il magazzino non può essere diviso dal museo, che a questo punto avrebbe necessità di essere ampliato anche con nuove vetrinette.</p>
<p>Nives Concolino</p>
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		<title>Nives Concolino</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nives: una riccionese da prima pagina
Sono passati  trent’anni da quando Anna Maria Nives Concolino (ni.co.) inizia a firmare articoli su varie testate giornalistiche anche molto prestigiose. Il lavoro con la carta stampata si affianca a quello radiofonico nella conduzione di trasmissioni musicali e giornalistiche, ma non solo: l’arte pittorica, scultorea e musiva, come pure la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -0.9px;"><strong>Nives: una riccionese da prima pagina</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono passati  trent’anni da quando Anna Maria Nives Concolino (ni.co.) inizia a firmare articoli su varie testate giornalistiche anche molto prestigiose. Il lavoro con la carta stampata si affianca a quello radiofonico nella conduzione di trasmissioni musicali e giornalistiche, ma non solo: l’arte pittorica, scultorea e musiva, come pure la musica, la fotografia, il collezionismo filatelico-numismatico e di dischi in vinile sono altre passioni che la entusiasmano. Perché Nives è un’entusiasta, una donna solare e molto curiosa di tutto ciò le ruota attorno, peculiarità imprescindibili per una giornalista. E’ praticamente impossibile non ritrovarla sul posto a raccogliere la notizia: lei è lì, sia che si tratti dell’inaugurazione di una rotatoria che dell’evento cittadino più spettacolare, sia che intervisti una scienziata da Nobel che un ragazzino vincitore di una campestre. Costantemente cortese ma incalzante nel chiedere o provocare commenti e rivelazioni, schietta e semplice ma anche scaltra e puntigliosa, comunica simpatia per quel certo non so che di ‘intraprendenza  serafica’ che ne contraddistingue il temperamento. Dopo la miriade di domande poste agli altri… toccherà ora a Nives rispondere.<br />
<strong>La tua prima occupazione, il giornalismo, come si è sviluppata nel tempo?<br />
</strong>“Ho sempre amato scrivere e sono sempre stata molto curiosa. La passione per il  giornalismo credo me l’abbia trasmessa il mio maestro Vincenzo Migliaccio, che in quinta elementare pubblicò alcuni miei articoletti sul giornalino scolastico. Così, dopo il Liceo Classico, ho cominciato a collaborare con il settimanale Il Ponte. Nel 1985 sono stata chiamata dalla redazione di Famija Arciunesa, finché nel 1887 è cominciata l’avventura con i quotidiani. Prima con le Gazzette di Longarini, poi con Avvenire e Il Messaggero, finché diciotto anni fa sono approdata a Il Resto del Carlino.”<br />
<strong>E’ risultato un percorso facile e coniugabile con gli altri tuoi  interessi?<br />
</strong>“Non è stato tutto semplice, perché al giornalismo per anni ho intrecciato altri impegni: gli studi di Lettere classiche e poi quelli del quinquennio di Teologia, nonché l’insegnamento per undici anni nelle scuole superiori  Iti , Fellini e Volta. Nel frattempo ho continuato a lavorare nelle radio: avevo solo 15 anni quando mi chiamarono ad aprire le trasmissioni di Radio Tiriolo Due mari, esperienza ripetuta nel 1981, assieme agli amici di San Lorenzo, con Radio Icaro che ho seguito fino al 1994. Nel frattempo ho lavorato per Radio city one, Radio Riviera, Radio Sabbia e Radio Miramare.”<br />
<strong>Ti rigiro una domanda che regolarmente tu poni agli altri: da chi hai ereditato questi interessi?<br />
</strong>“Forse dai miei avi. Il mio bisnonno materno, Salvatore Grossi, fu sindaco di San Clemente, e quello paterno Achille Concolino un attivissimo garibaldino, partecipò anche alla presa di Gaeta e alla breccia di Porta Pia.”<br />
<strong>Se non fossi riuscita a perseguire con successo la strada del giornalismo, cosa avresti preferito fare?<br />
</strong>“Il successo, emergere… sono aspetti relativi. Quello che conta è svolgere la propria professione con serietà, passione, rispetto, deontologia e spirito di verità,  per cui avrei comunque lavorato nel campo della comunicazione.  Basta raggiungere degli obiettivi, poi dove si arriva, si arriva…”<br />
<strong>Quanta storia di Riccione ti sei annotata sul taccuino e quali riccionesi rammenti con nostalgia?<br />
</strong>“Ho sempre seguito tutti gli eventi e l’evoluzione della città, dall’era del sindaco Pierani a quella di Pironi, passando attraverso le giunte Masini e Imola. Ricordo tante querelle su arredi urbani, lottizzazioni, polemiche che oggi si ripetono con il Trc, piazza Unità e piscina. D’altra parte la storia è ciclica. A imbastire quella di Riccione sono stati anche grandi eventi televisivi e d’intrattenimento, battaglie politiche, episodi di cronaca, nonché illustri personaggi come Bepi Savioli, il conte Enrico Pullé, i cavalieri Emilio Amati e Augusto Cicchett, ma anche persone semplici, che hanno dato tanto alla città, lavorando nel silenzio.”<br />
<strong>La scrittura di un libro, come quello che hai dedicato a Villa Mussolini, sarà un’esperienza da ripetere?<br />
</strong>“Non lo escludo…”<br />
<strong>Ti ricordi le interviste più emozionanti  o divertenti che ti sia capitato di scrivere?</strong> “Ho provato emozione nell’intervistare Rita Levi Montalcini e Dario Fo, ma anche la Lollobrigida, Vecchioni e Morandi. Ma non dimenticherò  mai le interviste a Fabrizio De Andrè, Ivan Graziani, Augusto Da Olio dei Nomadi e ai campioni Pantani e Simoncelli. Le più divertenti, invece, sono state quelle di Fiorello, Bonolis, Cevoli e Chiambretti.”<br />
<strong>E gli articoli che più ti hanno gratificato come professionista?<br />
</strong>“L’intervista al presidente della Repubblica Francesco Cossiga: con le mie domande andai fuori dai soliti schemi, e il Premier compiaciuto si congratulò con me. Divertente è stato  poi lo scoop che riguardava la questione della spiaggia riservata alle donne arabe, rimbalzata su tutte le testate nazionali e finita in un concitato Consiglio comunale; infine, la conquista della prima pagina nazionale del Carlino, affiancata dalle firme di Romano Prodi e Bruno Vespa.”<br />
<strong>Credi che nel tuo lavoro l’essere donna ti possa avere in qualche modo penalizzata?<br />
</strong>“Nel lavoro di routine non più di tanto. Ma se si parla di responsabilità è palese che i ruoli di direzione, salvo rarissimi casi, non portano la gonnella. Collaboro con più testate, ma l’unica diretta dal gentil sesso é Rimini Donna.”<br />
<strong>L’esperienza con lo straletto Famija Arciunesa ha segnato la tua carriera di giornalista e come?<br />
</strong>“Di certo  ha contribuito ad allargare la mia rete di relazioni con i riccionesi e di conseguenza a penetrare meglio nelle radici della storia, della cultura e dei costumi della città.”<br />
Maria Grazia Tosi</p>
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		<title>Riccione si festeggia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un anno lungo un secolo e mezzo
Per Riccione il 2012 sarà l’anno delle ricorrenze: i 150 anni dalla prima fermata del treno (1 gennaio 1862), i 120 anni dalla posa della prima pietra dell’ospedale Ceccarini (25 aprile 1892), i 100 anni dalla titolazione di viale Viola a Maria Ceccarini (11 ottobre 1912) e i 90 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -1.0px;"><strong>Un anno lungo un secolo e mezzo</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per Riccione il 2012 sarà l’anno delle ricorrenze: i 150 anni dalla prima fermata del treno (1 gennaio 1862), i 120 anni dalla posa della prima pietra dell’ospedale Ceccarini (25 aprile 1892), i 100 anni dalla titolazione di viale Viola a Maria Ceccarini (11 ottobre 1912) e i 90 anni di Riccione quale Comune autonomo (19 ottobre 1922). Per celebrarle è nata “Riccione 90”, un progetto che vuole raccontare la nostra storia usando il passato come ponte per il futuro.<br />
Iniziative ed eventi già esistenti e nuove iniziative sono il fulcro del progetto, che vuole essere una grande festa lunga un anno. A dare inizio alle celebrazioni è stato lo spettacolo di Capodanno in piazzale Roma, si proseguirà con altri tre momenti: la primavera, l’estate e il 90° compleanno, il 19 ottobre.</p>
<p><strong>LA PRIMAVERA DI “RICCIONE 90”<br />
</strong>Le parole chiave sono creatività, talento, moda, design e cultura. Tanto gli appuntamenti, da quello con il premio “Talentuosa”, andato in scena l’8 marzo, poi la mostra-mercato dedicata al giardinaggio Giardini d’autore; la moda e l’intrattenimento con Riccione Moda Italia (7-8-9 aprile), Castello Titilla (8 aprile) e Beautiful fashion night (28 e 29 aprile); la rassegna di incontri Parole tra noi (aprile-maggio), La giornata della legalità (5 maggio) con un convegno dal titolo “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Quale eredità? Venti anni dalle stragi del 1992”. L’appuntamento è rivolto alla cittadinanza e alle scuole, prevede la presenza di magistrati, giornalisti e persone vicine affettivamente ai due giudici assassinati. Il 13 maggio la riflessione su un nuovo concetto di paesaggio attraverso la valorizzazione degli spazi verdi urbani e l’incremento della mobilità lenta si esprimerà nella biciclettata del 13 maggio, alla riscoperta dei suggestivi percorsi ciclabili dell’entroterra riccionese. Tappa principale sarà l’area dell’ex mattatoio che per l’occasione sarà animata da degustazioni enogastronomiche, musica dal vivo e creatività con la partecipazione dei giovani artisti writers .<br />
Il 18 maggio Riccione ospiterà, sul palco di Piazzale Roma, 600 giovani musicisti che si esibiranno in una lunga maratona di live performance della manifestazione “Allegro mosso” all’interno del Festival Europeo della Musica per la Gioventù.</p>
<p><strong>L’ESTATE DI “RICCIONE 90”<br />
</strong>A partire da luglio fino ad agosto inoltrato, i luoghi, la spiaggia, le strade, il lungomare, i viali, le ville, i parchi, il paese, i giardini, le piazze di Riccione saranno teatro di incontri, spettacoli, esposizioni, performance ed iniziative. Il rapporto tra reale e virtuale, le tecnologie digitali, i new-media e le nuove forme espressive, comunicative e artistiche, saranno oggetto di happening, opere, installazioni nella città. Luoghi e spazi appartenenti al patrimonio storico-artistico di Riccione verranno reinterpretati dalle opere, dalle performance e dalle installazioni di artisti; spettacoli musicali, teatrali, rassegne, reading ed iniziative verranno pensate e proposte da autori della scena nazionale e internazionale. L’estate sarà presentata in partnership con media nazionali come Il Resto del Carlino, Radio Deejay e altre importanti realtà del territorio.</p>
<p><strong>L’AUTUNNO DI “RICCIONE 90”<br />
</strong>A ridosso del giorno di nascita del Comune autonomo (19 ottobre) una serie di eventi condurrà i cittadini e gli ospiti fino al compleanno della città curato ed organizzato proprio da Famija Arciunesa. L’autunno è anche il momento dedicato alla cultura con la presenza del Ttv Festival e del Premio Ilaria Alpi.</p>
<p><em>“Riccione 90 è l’opportunità per dare un filo conduttore a tutte le iniziative di qualità che la città è in grado di proporre &#8211; spiega il sindaco Pironi &#8211; C’è un’effervescenza di iniziative, proposte da decine e decine di soggetti e associazioni cittadine, che chiedono solo di essere valorizzate. Questa è l’occasione per dare loro una carica comunicativa nuova e potente. Riccione ha alle sue spalle una storia importante, grazie alla quale continuare ad essere ai primi posti e rimanere un fattore di tendenza”.</em></p>
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		<title>Viale San Martino</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>famijarciunesa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuovo look per viale San Martino 
Dopo una ventina di anni, Viale San Martino cambia di nuovo aspetto. Lo scorso gennaio sono stati eliminati i maestosi portali in legno che caratterizzavano la passeggiata. Le maestranze di Hera Luce li  hanno smontati e riposti nei magazzini comunali per lasciare spazio a un nuovo e semplice arredo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="letter-spacing: -0.9px;"><strong>Nuovo look per viale San Martino </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una ventina di anni, Viale San Martino cambia di nuovo aspetto. Lo scorso gennaio sono stati eliminati i maestosi portali in legno che caratterizzavano la passeggiata. Le maestranze di Hera Luce li  hanno smontati e riposti nei magazzini comunali per lasciare spazio a un nuovo e semplice arredo urbano. Intervento  per il quale il Comune, con tre rate annuali, investe 140mila euro, compreso l’impianto elettrico, le opere edili, panchine, cestelli per rifiuti e fioriere. Smontati gli archi in legno massiccio, che sostenevano i lampioni, si installa il nuovo impianto d’illuminazione con Led orientabili. Progettato dall’ingegnere comunale Maurizio Diotallevi, il sistema luminoso, a grande impatto scenografico, comporterà pure una consistente diminuzione dei consumi elettrici. Per il resto il progetto prevede anche una pista ciclo-pedonale, da tracciare sul lato sud del viale, prima in via provvisoria e poi definitiva. Ultimata la sperimentazione, in autunno il percorso sarà realizzato con pezzi di selciati a porfido e nuovo asfalto. La pista, pomo della discordia tra gli operatori del viale, si allaccerà a quella del nuovo lungomare, collegando anche il centro commerciale di viale San Martino.  Il primo blocco di lavori  è previsto entro marzo, ma nel viale divampano le polemiche sulla  pista ciclopedonale, contestata da una sessantina di commercianti, albergatori, residenti, personale del poliambulatorio e della farmacia, che a proposito hanno presentato una petizione. I portavoce, tra cui Dimitri Eugenidis, sbottano: “Il commercio è in ginocchio, per cui gli interventi devono valorizzare e non per penalizzare le nostre attività. Condividiamo in pieno il nuovo arredo urbano, ma non capiamo l’utilizzo di una pista ciclopedonale lungo un asse commerciale, dove, comunque, d’estate alle 18 scatta l’isola. Oltretutto, il percorso, unico per entrambi i sensi di marcia, sarà  largo solo due metri, (contro i tre previsti dalla norma), per cui sarà pericoloso sia per i pedoni, sia per i ciclisti. Una trappola”.<br />
“Bisogna intervenire in funzione del turista che deve camminare in sicurezza e tranquillità in un viale elegante e innovativo_ sostiene Ivan Severini, presidente di Riccione Abissinia _. La pista è importante anche perché si collegherà con altri tratti, per cui la gente che si muove in bicicletta potrà raggiungere anche il nostro viale. Così quei commercianti che lamentano un calo d’affari del 4/5 per cento per via della pedonalizzazione del lungomare che ha eliminato il via vai di veicoli, potranno recuperare, se non aumentare,  la percentuale persa”. L’estate dirà chi ha ragione.<br />
Nives Concolino</p>
<div><span style="letter-spacing: -0.9px;"> </span></div>
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