100anni Dell’Amarissimo

martedì, febbraio 12, 2013
da famijarciunesa

I cent’anni “Dell’Amarissimo”

Fin dal 1912, quando fu aperta dal dottor Cruari, è stata punto di riferimento per turisti e residenti che, oltre ad acquistare farmaci, avevano bisogno di semplici consigli. La farmacia dell’Amarissimo, tra amarcord e momenti culturali, lo scorso dicembre ha festeggiato il suo primo secolo di vita. Anniversario che ha coinciso con  il centenario dell’intitolazione del viale, in cui si trova, a  Maria Boorman Wheeler Ceccarini. Momento cruciale della celebrazione è stato l’incontro al Palazzo del Turismo con lo storico, giornalista e scrittore Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione  Vittoriale degli italiani, intervenuto sul tema:  “D’Annunzio e L’Amarissimo”. Il nesso tra il Vate e la storica farmacia riccionese? Come ha ricordato Guerri: “D’Annunzio, durante un banchetto d’anteprima della sua nave, fece un brindisi con personalità importanti, rischiando di far cadere il Governo. Per l’occasione disse: sono astemio, ma bevo all’Amarissimo dell’Adriatico”. Questo in riferimento al dominio austriaco in queste acque. Così, quando Arnaldo Passerini, figlio di Vittorio (farmacista di Finale Emilia) nel 1922 rilevò la farmacia da Cruari per 58mila lire, da convinto dannunziano, la ribattezzò Dell’Amarissimo. Nome che, ha raccomandato nel suo testamento “non dovrà mai essere cambiato”. Un particolare: all’incontro con il noto storico ha partecipato anche Luigi Albore Mascia, sindaco di Pescara, città che ha dato i natali a D’Annunzio. Una pillola di storia. Come racconta Anna Innocenti, ora al timone dell’attività con i figli Giulio e Federico Mignani, a suo suocero Passerini con il passare degli anni in farmacia si è affiancato il padre Enzo Innocenti, nativo di Mondaino. Si deve a lui la costruzione della palazzina, dove poi si è trasferita la farmacia, che si trovava a pochi metri di distanza, sempre in viale Ceccarini.  La dottoressa Innocenti ricorda il padre Enzo come uomo “coscienzioso, corretto, un professionista che ha ascoltato, aiutato e consigliato tante persone, anche quando la farmacia era chiusa e di notte”.  L’Amarissimo sottolinea, ha pure un altro merito: “quello di essersi adattata nel tempo alle diverse esigenze della società, passando attraverso cinque generazioni di farmacisti, tante vicissitudini e due guerre”.  Durante il secondo conflitto la casa degli Innocenti venne addirittura requisita dagli inglesi, tant’è che diverse cose vennero disperse. Furono trafugate anche le foto, per fortuna ritrovate in spiaggia. “Sono felice di festeggiare questo anniversario, non per apparire, ma per ricordare  mio padre e mio nonno, dei quali mi sembrava si fosse persa la memoria”, sottolinea Anna Innocenti che ha raccontato queste “pillole” di storia in municipio, affiancata dal sindaco Pironi e dall’assessore Gobbi. Al di là di tutto, resta l’esempio di servizio e di umiltà del dottor Innocenti che proveniva da una famiglia nobile.

Nives Concolino

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