Libri

Ultime pubblicazioni

Nelle librerie di Riccione o presso la sede di Famija Arciunesa

Via Montebianco 27 – Tel. 0541 643 884

Conoscere Libri

FA Tosi libro Libri

Il 10 Giugno 1940, iniziava…

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

I 1557 giorni dal 10 giugno 1940 al 16 settembre 1944 della guerra vissuta a Riccione

ricostruita nei suoi aspetti salienti attraverso le memorie dl un ragazzo di 15 anni*

che vi è cresciuto dentro, una voce narrante, con i supporti e l’ausilio di documenti i ricordi

delle persone e la testimonianza dei protagonisti. Una memoria storica da non mandare dispersa.

*Dante Tosi autore di questo opuscolo fu sindaco di Riccione dal 3/11/1957 al 5/12/1959

Il volumetto verrà omaggiato durante la presentazione dei libri “Riccione in bicicletta” il 13 Giugno alle 18,30 (vedi immagine sopra)


pullè pag Libri

Zirudele Libri

Zirudèle

di Giuseppe Lo Magro


Lentamente ma inesorabilmente il dialetto va scomparendo. Oramai i luoghi e le occasioni per parlarlo si fanno sempre  più rari e spesso chi si “avventura” in un dialogo che va oltre il semplice scambio “telegrafico” di notizie sul quotidiano, lo fa in modo approssimativo, “sgangherato”, cadendo in errori ed “orrori”. Anche al mercato, luogo che dovrebbe essere deputato all’espressione vernacolare sia nel magnificare i prodotti che nel contrattare gli acquisti, si ascoltano strafalcioni di ogni risma. A discolpa si può evidenziare che la provenienza dei venditori è la più disparata cosicchè le parole si mescolano e si imbastardiscono. Ghiotte occasioni per seguire dialoghi di una certa consistenza, così da stuzzicare il pensiero e “rimpolpare” la memoria, potrebbero venire dalle rappresentazioni teatrali di commedie dialettali; ma i registi non sembrano inclini a curare la correttezza del parlato e tanti attori che lo “masticano” poco si preoccupano esclusivamente della parte mnemonica e delle pose recitative. Dobbiamo rimpiangere la generazione dei nonni (anagraficamente in via di estinzione) che lo tramandava? Sgridare la scuola che lo ha sempre osteggiato?… o il turismo che ha deviato le energie sulle lingue straniere? Incolpare le nuove tecnologie che ci riempiono di neologismi ed inglesismi? Non mi reputo adatto per rispondere a questi interrogativi. Nel mio piccolo vorrei provare ad innalzare una diga, un argine per contenere il “fiume” dialetto, per evitarne lo scorrere verso un mare che mescola tutto indiscriminatamente. Quindi il pubblicare queste raccolta di zirudele è un timido tentativo per non dimenticare. Queste “storielle” in rima, facilmente memorizzabili, di facile lettura, potranno essere un valido contributo all’assorbimento delle parole meno usate (e più vere) e al comprenderle nei molteplici significati che assumono a seconda delle circostanze. Almeno è quello che mi auguro.


Bolle di sapone a Riccione

88 anni di progetti svaniti nel nulla

Bolle Nella genesi della Riviera Adriatica di Romagna, ai primi del ‘900, si è distinta una “perla” insofferente alla costrizione del filo della collana, desiderosa di splendere di luce propria in virtù della sua vocazione turistica originale. Quella “perla” è Riccione; ai tempi un piccolo borgo, frazione di Rimini, che quasi insorge per staccarsi, emanciparsi, novella Eva costola di Adamo, impudicamente trasgressiva (coi bagni di mare promiscui), alla ricerca di quel qualcosa in più, della novità, senza reticolati, ostacoli, imposizioni. Sempre convinta che la scelta migliore sia quella di decidere del proprio destino. Dalla sua raggiunta autonomia (19 Ottobre 1922) Riccione è stata un fermento di idee moderne, all’avanguardia nel lanciare le mode, lasciando agli altri la sola possibilità di imitarla accodandosi. E si è distinta anche nell’inventarsi i luoghi, sognando e progettando senza sosta. Dai tanti sogni e progetti sono nati il Parco della Resistenza; il Centro Sportivo, col fiore all’occhiello dello Stadio del Nuoto con due splendide piscine olimpioniche (coperta e scoperta); il Lungomare pedonale, che coi suoi due chilometri ricchi di fontane, piante, fiori e panchine è tra i più belli (e invidiati) d’Italia. E ci sono stati anche annunci di opere clamorose, di modernizzazioni ultravveniristiche, di investimenti miliardari (ieri) e milionari (oggi), di progetti strombazzati ai quattro venti e svaniti nel nulla… come bolle di sapone. Da qui l’idea di attingere a piene mani dalle pagine di “Una rotta nel vento “ di Dante Tosi e nel serbatoio del nostro bimestrale “Famija Arciunesa” pullulante delle “cronache” di Nives Concolino, delle “visioni” di Adriano Prioli e delle “riflessioni” di Carlo Andrea Barnabè. Un viaggio di 88 anni (1925-2012)  traboccante di estrosità e fantasia, per rinverdire la memoria o per solleticare la curiosità, a seconda delle conoscenze. 80 pagine in formato A4.

il don Libri

Il Don, il Conte e il giardiniere

di Giuseppe Lo Magro

Vita morte e miracoli di Carlo Tonini, Giacinto Matinelli, Giuseppe Angelini

Mi sto avviando ai settant’anni e questo libro è un “atto d’amore” per Riccione. Riccione è la mia città e ci sono sempre vissuto, a parte le parentesi dello studio all’Istituto Tecnico Industriale di Fermo e del servizio militare a Napoli e Monza. Sono nato, nel Gennaio 1945, al “Minerva” in Viale Ceccarini, esercizio commerciale sorto negli anni ‘20 del 1900, pubblicizzato con lo slogan “Di tutto un pò”. Mia mamma Dolores lavorava lì, alle dipendenze della proprietaria, che era sua sorella Virginia, vendendo cartoline illustrate e matasse di lana, automobiline di latta e quotidiani, cappelli di paglia e biglie di vetro, guadini e pastelli colorati, libri e carta da lettere. Quando giunse il momento pensò bene di darmi alla luce senza correre all’ospedale. Al piano superiore del negozio c’erano tutte le comodità del caso e a quei tempi si nasceva in casa. Dicevo dell’amore per Riccione. In confidenza, sino ai quarant’anni ho amato la mia città in maniera epidermica. Era lì coi giardini, i viali, la spiaggia, il mare; il tutto da vivere con la famiglia e gli amici, nel lavoro e nel divertimento. Poi è arrivato l’amore forte, quello che è andato in profondità, grazie ad un libro “galeotto”: “I Pionieri” di Dante Tosi. Che personaggi magnifici e irripetibili!
Maria Boorman Ceccarini, conte Felice Pullè, Girolamo Fabbri, conte Giacinto Soleri Martinelli, Severo Savioli, don Carlo Tonini, Luigi Valcarenghi, Giuseppe Angelini “Finèin”, Domenico Galavotti, Pietro Tontini, don Giovanni Montali, Secondo Savioli, Giovanni Cecchini, Luigi Fabbri, Ettore Tonini, Domenico Mancini, Giuseppe Angelini “ e Biènch”, Leonilde Conti, Sebastiano Amati, Lodovico Cicchetti: benefattori o lungimiranti, nobili o popolani, possidenti o nullatenenti, hanno dato la loro anima a Riccione e ne hanno fatto una città diversa da tutte le altre. Una città che ci nasci e la ami, una città che ci vieni a vivere e t’innamori: perchè è permeata dall’anima di quei personaggi che l’hanno creata e poi modellata. Tre di questi mi sono entrati nel cuore: Carlo Tonini “il Don”, Giacinto Martinelli “ il Conte”, Giuseppe “Finèin” Angelini “ il Giardiniere”. Tre sognatori  determinati a concretizzare i loro sogni, tre altruisti determinati a risollevare chi si trova in difficoltà, tre innamorati determinati a rendere migliore la loro città. Magnifici e irripetibili.  Un prete che firma petizioni chiedendo servizi pubblici, invoca donazioni per aiutare i poveri, fa fermare il treno per portare bambini scrofolosi a curarsi coi bagni di mare. Un nobile che rifugge la mondanità della città, costruisce l’ospizio marino, dona terreno per costruire la chiesa, realizza una lottizzazione facendo nascere “La città giardino”. Un popolano che, nato orfano, si sottrae alla miseria inventandosi i mestieri di custode-giardiniere, bagnino, commerciante d’olio di oliva. E tenendo sempre posto alla sua tavola. Clero, nobiltà e popolo: una “catena alimentare” per Riccione e i suoi abitanti. In queste pagine si parla di loro in maniera semplice e gioiosa come è stata la loro vita. Pagine “ravvivate” dai disegni di Luciano Luzzi per raccontare un pezzetto della nostra storia gioiosamente, come merita Riccione: una città con l’anima.

E Bufa cop Libri

In dono ai soci 2013 di F.A.

Riccione sotto la neve…ma dai! Riccione è bagni in mare, è crogiolarsi al Sole, è un bikini striminzito, è un bermuda colorato, è andare al largo in moscone con una ragazza, è mostrarsi vanitosamente in Viale Ceccarini… Eppure, ogni tanto, anche Riccione si trova sotto la neve. Sicuramente meno di altri luoghi della Romagna; forse perchè il promontorio di Gabicce a sud  e il trittico turrito di San Marino a ovest  creano una specie di culla protettiva?  Quante volte la spruzzata di bianco si è fermata a Rimini lasciandoci un po’ delusi e molto soddisfatti? Perchè poi in fin dei conti la neve qua dura poco, e dopo, è tutto un “paciugo” che sporca strade e automobili. Camminare è problematico e la neve intralcia e ostacola oltre misura le nostre ataviche viziate abitudini. Si, d’accordo, se arriva alla vigilia di Natale, crea una bella atmosfera. I bambini si imbacuccano ben bene e poi si scatenano a fare a pallate e di una collinetta  fanno una “pista nera” ansimando su e giù fino a sera. Ma poi, siamo sinceri, desideriamo che il Sole splenda a Santo Stefano. Allora, come si fa a prendere solo il bello della neve? Si sfoglia questo volumetto! E si percorre in lungo e in largo tutta Riccione, grazie agli scatti di Pico e Gianni Zangheri archiviati negli ultimi anni, per la nostra egoistica gioia di essere “immersi” nella neve mentre siamo, ben protetti, nel calduccio di casa nostra. Libro di 64 pagine a colori in formato 17×24cm.

Giuseppe  Lo Magro

sghetle libro Libri

E sghetle e 90° Autonomia Comunale

Il doppio libro della Famija!

Sturièle, zirudèle, rasunamènt, patachède in quèl d’Arcioun da una parte mentre dall’altra ci sarà una breve storia dell’Autonomia Comunale della Perla verde ottenuta nel 1922 con l’elenco dei Sindaci che l’hanno governata sino ad oggi. Verrà donato a tutti i partecipanti alla 2ª Festa di Fine Estate al Parco Oltremare domenica 23 Settembre p.v.  La consegna al momento dell’acquisto del biglietto per la  sottoscrizione a premi “ Splendore in Laguna” valido per l’entrata.

Libro Biroun Libri

A Biroun

Sturièle, Zirudele, Rasunament per capì la vita… in quel d’Arciuon

“Andè a biroun” nel tempo frenetico che stiamo vivendo è un lusso per  pochi “fortunati”. Lavoro sempre più complesso, famiglia con crescenti bisogni, contatti sociali con implicazioni  di ogni genere, per non parlare delle ultime, infinite, diavolerie elettroniche per comunicare o socializzare, ci avvinghiano coi loro tentacoli che, a guisa dei suadenti richiami delle mitiche Sirene di Ulisse, non ci consentono quei momenti di pura evasione, da tutto e da tutti, che solo “l’andè a biroun” può farci vivere. Il volumetto “A biroun”, che Famija Arciunesa offre in dono con  l’occasione della grande festa 2011“ A Oltremare con la Famija”, nasce con l’ambizione di mandarvi a zonzo tra gli scritti di alcuni riccionesi col vizietto del “nerosubianco”, siano essi storielle un po’ romanzate vivacizzate da personaggi  caricaturati, spassose zirudèle ruspanti o arguti aforismi dialettali. Il tutto senza grandi pretese, nessuno vuol fare il “saputone”; è solo una proposta di lettura “scanzonata” che ci auguriamo porti a minime riflessioni esistenziali, risvegli assopiti ricordi,  spalanchi finestre affacciate sulla fantasia. Che sia come la scintilla di una candela da motore a scoppio di  quelle primordiali motociclette, non ancora soffocate dall’elettronica, che all’avvio facevano po… po… po… e poi mordevano la  strada con un rombo pennellato da nuvolette di fumo.

Andè a biroun= andare a zonzo, senza una meta precisa, senza impegni, senza programmi, per rilassarsi, senza pensare al tempo che scorre. Termine in uso esclusivo nella Perla verde. Nel circondario (Cesena, Valmarecchia, Rimini) si usa girandloun, strasinun, sbruvaldun, zirandlun e in ziroun (questo di Rimini il più simile).

Giuseppe Lo Magro
Presidente di Famija Arciunesa

Libro acquadicia Libri

Dall’Aquadècia… alla zlaja

Compito in classe in dialetto

Da tempo uno degli impegni di Famija Arciuesa è quello di dare alle stampe libri che trattano della storia di Riccione oppure racconti, poesie e raccolte di modi di dire e proverbi scritti nel dialetto nostrano. C’è un tale fermento di documentare e di rendere gli altri partecipi di tanti ricordi che il numero di tali volumi ha superato le trenta unità. Ora con “Dall’Aquadécia …alla Zlaja”di Giuseppe Lo Magro, diamo alla luce un altro tassello di riccionesità e lo facciamo per continuare una simpatica tradizione nata nel 2006 quando Famija Arciunesa ebbe l’idea di festeggiare il 19 ottobre – Compleanno di Riccione Comune autonomo- presso l’incantevole Laguna dei delfini del Parco Oltremare e il C.d.A. pensò che, oltre allo spettacolo, alla classica torta e spumante per il brindisi, sarebbe stato opportuno donare ai riccionesi un segno tangibile che rimanesse a ricordo dell’avvenimento. Così  nacque il primo opuscolo omaggio per tutti i partecipanti alla festa: “Le Città di Riccione” di Bruno Santini, ricerca storica sui luoghi caratteristici della Perla verde visti “ieri” e “oggi”. Si è continuato nel 2007 con le poesie dialettali “Tatarcord?” di Giuseppe Lo Magro, nel 2008 con “E nascundèin de tèmp” ricordi e aneddoti di vita riccionese di Rosita Fabbri Nicoletti, e nel 2009 con “Coj sò che ghéfle saltrèin” zirudelle e storielle di Riccione di vari autori. Il volumetto di quest’anno è un simpatico viaggio in centinaia di parole dialettali alla scoperta dei diversi significati che ognuna possiede a seconda delle situazioni. Molte sono cadute in disuso perchè la cosiddetta “globalizzazione” ha cambiato i nostri modi di vivere e pensare con la diretta conseguenza che ci esprimiamo più con i messaggini che con le parole appropriate e men che meno con quelle dialettali. Ed è un vero peccato perchè con un vocabolo i nostri nonni spiegavano vita, morte e miracoli di un tipo o di una tipa; con una frase secca e concisa si narrava una storia. Il tutto con una musicalità ed una immediatezza che rispecchiavano il personaggio in questione. Un esempio su tutti. “Sbartavlèda”= Derivato da bartavèla (abbottonatura dei calzoni) designa cosa che ha subìto deformazione nel tempo per lungo uso: una vecchia tasca pendente, una maglia slabbrata. Per estensione indica una donna anziana dalle carni pendule e anche una più giovane con evidenti  rughe e pieghe dovute a vita sessuale intensa, con annessi e connessi. Le numerose  tappe di questo itinerario vernacolare sono rese ancora più piacevoli dalle  illustrazioni dell’estroso “ Izzul” al secolo Luciano Luzzi, vero e unico “disegnatore dialettale”. Buon viaggio nella lettura.

Libro Biblioteca Libri

Biblioteca riccionese

Tutto o quasi sulla Perla Verde

“A l’ho… a l’ho… a l’ho… osta quèst um’amènca…”. E allora iniziava la trattativa, appartandosi alla guisa di “carbonari”, perchè il pezzo raro vedeva la sua quotazione lievitare come un barile di petrolio in tempi di crisi. Ricordo che il rettangolino cartaceo  del portiere Pizzaballa dell’Atalanta, in un certo periodo, non veniva più barattato con una quantità astronomica di suoi simili ma ceduto esclusivamente in cambio di lire sonanti. I più, o almeno quelli della mia generazione, avranno capito che parlo delle figurine dei calciatori, oggetti che animarono la nostra giovanile “fame” di collezionismo. Ora, da adulti figli del benessere,  ci gingilliamo con auto, moto e orologi d’epoca… Il sottoscritto, molto più modestamente, colleziona libri…quelli che “parlano” di Riccione; dalla storia alla iconografia, dallo sport al turismo, dai racconti di fatti e personaggi al dialetto. Tempo fa, in una periodica fase di riordino, mi sono accorto con stupore che il loro numero superava abbondantemente le cento unità… così è nata istantaneamente l’idea di catalogarli. Per informare, soddisfare la curiosità, favorire la ricerca e meravigliarsi di quanto è già stato scritto di una città che, in fin dei conti, ha appena festeggiato l’88° Compleanno della sua Autonomia comunale.

Arcioun libro Libri

Arcioun. La Perla verde

Un libro che non può mancare nella nostra libreria

“ARCIOUN. Riccione. La Perla verde” che non ha la presunzione di essere un volume di storia, anzi, volutamente non ha un ingessato schema temporale, vuole solo offrire l’opportunità di poter conoscere la città per come è cresciuta ed evoluta… trasformandosi da borgo di ortolani-pescatori in centro rinomato di villeggiatura a caratura internazionale. Lo fa attraverso una carrellata di immagini e notizie dei luoghi più conosciuti raffrontandoli nel loro mutare nel tempo, a partire dalla fermata del primo treno 150 anni fa, così da vedere come una modesta locanda di allora sia ora un quattro stelle o un viottolo di campagna sia uno dei Viali più conosciuti in Italia e in Europa. È dedicato a tutti i riccionesi che qui sono nati, a tutti i riccionesi diventati tali perchè di Riccione si sono innamorati, a tutti i riccionesi che lo diventeranno aiutati, nell’innamoramento, dallo sfogliare queste pagine. Rispetto ai volumi precedenti stampati in formato 16,5×24 cm, Arcioun è in formato A4 (21×29,7), la decisione di stamparlo più grande è nata  per dare risalto alle belle immagini contenute al suo interno. La Famija Arciunesa è “orgogliosa” di avere nella sue pubblicazioni un libro che “parla” della nostra città. Lo potete trovare presso  le librerie e le edicole di Riccione.

Tutte le pubblicazioni di F.A. (Totale 40 volumi)

Proseguendo le iniziative sotto la Presidenza di Manaresi

Quaderni 1 (1989) 2 (1990)  3 (1991)  4 (1992)  5 (1993)

in collaborazione con Dante Tosi

Poi da una mia idea nel 1994 – Ristampa de “La Perla verde” di Albo Casadei

seguita dalla stesura di testi di autori scomparsi, quindi ideazione, correzione, impaginazione

da bozze a volte manoscritte e da altri lavori

1997 -  Al nuse ad Bacòch  – A. Angelini

1998 – Le Storie di Dolfo – D. Tosi

Storie di Porto – D. Tosi

1999 – Lèngh la strèda – A.Bagli

Pidriul e i su fiul – G.Lo Magro

per un totale di 11 volumi

2001

Quand us giughiva a paloun – A. Angelini

J’a bù i bù? – E.Vandi

Se una notte rubano il mare – D. Tosi

2002

Riccione. Origini…. G. Borghi RISTAMPA

Per cmanzè a zchèr e a scriv – T. Spadoni e G. Lo Magro

2003

Fat, fatac, fatarel – Autori vari

2004

Ritorno alle case – D. Tosi

E mi Non Panzanèla – A. Conti

2005

Sangue e lacrime su Riccione – C.Ghilardi RISTAMPA

Piccole e grandi storie di mare – A. Casadei

2006

Taca banda – D. Tosi

Le città di Riccione – B. Santini

Boia d’un birichin 1  – G. LoMagro

2007

L’andare del tempo – E. Vandi

Tatarcord? – G. Lo Magro

Boia d’un birichin 2 – G. Lo Magro

2008

E nascundein de temp – R. Nicoletti

Come eravamo 1 – G. Lo Magro

2009

Come eravamo 2 – G. Lo Magro

Coj so che ghéfle saltrèin – G. Lo Magro

2010

Dall’aquadècia alla zlaja – G. Lo Magro

Arcioun. La Perla verde – G. Lo Magro

Biblioteca riccionese – G. Lo Magro

2011

Arcioun- Riccione La Perla verde – G. Lo Magro

A Biroun- Autori vari

2012

E sghétle +Autonomia Comunale – Autori Vari

Il Don, il Conte e il Giardiniere- G. Lo Magro

2013

E bufa – Epimaco “Pico” e Gianni Zangheri

Bolle di sapone – N. Concolino, A. Prioli, C.A. Barnabè


Marcar Rimini
Ceccaroli
Composet
Michelotti Santini
Guest.it
Spazio Assiamica
cd arredamenti
ediltutto
riccionese tendaggi
carrozzeria artigiana
ranch saloon
Muccioli
cavalluccio marino
bottega imbianchino