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Libro Biroun LibriA BIROUN

Sturièle, Zirudele, Rasunament per capì la vita… in quel d’Arciuon

“Andè a biroun” nel tempo frenetico che stiamo vivendo è un lusso per  pochi “fortunati”. Lavoro sempre più complesso, famiglia con crescenti bisogni, contatti sociali con implicazioni  di ogni genere, per non parlare delle ultime, infinite, diavolerie elettroniche per comunicare o socializzare, ci avvinghiano coi loro tentacoli che, a guisa dei suadenti richiami delle mitiche Sirene di Ulisse, non ci consentono quei momenti di pura evasione, da tutto e da tutti, che solo “l’andè a biroun” può farci vivere. Il volumetto “A biroun”, che Famija Arciunesa offre in dono con  l’occasione della grande festa 2011“ A Oltremare con la Famija”, nasce con l’ambizione di mandarvi a zonzo tra gli scritti di alcuni riccionesi col vizietto del “nerosubianco”, siano essi storielle un po’ romanzate vivacizzate da personaggi  caricaturati, spassose zirudèle ruspanti o arguti aforismi dialettali. Il tutto senza grandi pretese, nessuno vuol fare il “saputone”; è solo una proposta di lettura “scanzonata” che ci auguriamo porti a minime riflessioni esistenziali, risvegli assopiti ricordi,  spalanchi finestre affacciate sulla fantasia. Che sia come la scintilla di una candela da motore a scoppio di  quelle primordiali motociclette, non ancora soffocate dall’elettronica, che all’avvio facevano po… po… po… e poi mordevano la  strada con un rombo pennellato da nuvolette di fumo.

Andè a biroun= andare a zonzo, senza una meta precisa, senza impegni, senza programmi, per rilassarsi, senza pensare al tempo che scorre. Termine in uso esclusivo nella Perla verde. Nel circondario (Cesena, Valmarecchia, Rimini) si usa girandloun, strasinun, sbruvaldun, zirandlun e in ziroun (questo di Rimini il più simile).

Giuseppe Lo Magro
Presidente di Famija Arciunesa


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DALL’AQUADÈCIA… ALLA ZLAJA

Compito in classe in dialetto

Da tempo uno degli impegni di Famija Arciuesa è quello di dare alle stampe libri che trattano della storia di Riccione oppure racconti, poesie e raccolte di modi di dire e proverbi scritti nel dialetto nostrano. C’è un tale fermento di documentare e di rendere gli altri partecipi di tanti ricordi che il numero di tali volumi ha superato le trenta unità. Ora con “Dall’Aquadécia …alla Zlaja”di Giuseppe Lo Magro, diamo alla luce un altro tassello di riccionesità e lo facciamo per continuare una simpatica tradizione nata nel 2006 quando Famija Arciunesa ebbe l’idea di festeggiare il 19 ottobre – Compleanno di Riccione Comune autonomo- presso l’incantevole Laguna dei delfini del Parco Oltremare e il C.d.A. pensò che, oltre allo spettacolo, alla classica torta e spumante per il brindisi, sarebbe stato opportuno donare ai riccionesi un segno tangibile che rimanesse a ricordo dell’avvenimento. Così  nacque il primo opuscolo omaggio per tutti i partecipanti alla festa: “Le Città di Riccione” di Bruno Santini, ricerca storica sui luoghi caratteristici della Perla verde visti “ieri” e “oggi”. Si è continuato nel 2007 con le poesie dialettali “Tatarcord?” di Giuseppe Lo Magro, nel 2008 con “E nascundèin de tèmp” ricordi e aneddoti di vita riccionese di Rosita Fabbri Nicoletti, e nel 2009 con “Coj sò che ghéfle saltrèin” zirudelle e storielle di Riccione di vari autori. Il volumetto di quest’anno è un simpatico viaggio in centinaia di parole dialettali alla scoperta dei diversi significati che ognuna possiede a seconda delle situazioni. Molte sono cadute in disuso perchè la cosiddetta “globalizzazione” ha cambiato i nostri modi di vivere e pensare con la diretta conseguenza che ci esprimiamo più con i messaggini che con le parole appropriate e men che meno con quelle dialettali. Ed è un vero peccato perchè con un vocabolo i nostri nonni spiegavano vita, morte e miracoli di un tipo o di una tipa; con una frase secca e concisa si narrava una storia. Il tutto con una musicalità ed una immediatezza che rispecchiavano il personaggio in questione. Un esempio su tutti. “Sbartavlèda”= Derivato da bartavèla (abbottonatura dei calzoni) designa cosa che ha subìto deformazione nel tempo per lungo uso: una vecchia tasca pendente, una maglia slabbrata. Per estensione indica una donna anziana dalle carni pendule e anche una più giovane con evidenti  rughe e pieghe dovute a vita sessuale intensa, con annessi e connessi. Le numerose  tappe di questo itinerario vernacolare sono rese ancora più piacevoli dalle  illustrazioni dell’estroso “ Izzul” al secolo Luciano Luzzi, vero e unico “disegnatore dialettale”. Buon viaggio nella lettura.

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BIBLIOTECA RICCIONESE

Tutto o quasi sulla Perla Verde

“A l’ho… a l’ho… a l’ho… osta quèst um’amènca…”. E allora iniziava la trattativa, appartandosi alla guisa di “carbonari”, perchè il pezzo raro vedeva la sua quotazione lievitare come un barile di petrolio in tempi di crisi. Ricordo che il rettangolino cartaceo  del portiere Pizzaballa dell’Atalanta, in un certo periodo, non veniva più barattato con una quantità astronomica di suoi simili ma ceduto esclusivamente in cambio di lire sonanti. I più, o almeno quelli della mia generazione, avranno capito che parlo delle figurine dei calciatori, oggetti che animarono la nostra giovanile “fame” di collezionismo. Ora, da adulti figli del benessere,  ci gingilliamo con auto, moto e orologi d’epoca… Il sottoscritto, molto più modestamente, colleziona libri…quelli che “parlano” di Riccione; dalla storia alla iconografia, dallo sport al turismo, dai racconti di fatti e personaggi al dialetto. Tempo fa, in una periodica fase di riordino, mi sono accorto con stupore che il loro numero superava abbondantemente le cento unità… così è nata istantaneamente l’idea di catalogarli. Per informare, soddisfare la curiosità, favorire la ricerca e meravigliarsi di quanto è già stato scritto di una città che, in fin dei conti, ha appena festeggiato l’88° Compleanno della sua Autonomia comunale.

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ARCIOUN. LA PERLA VERDE

Un libro che non può mancare nella nostra libreria

“ARCIOUN. Riccione. La Perla verde” che non ha la presunzione di essere un volume di storia, anzi, volutamente non ha un ingessato schema temporale, vuole solo offrire l’opportunità di poter conoscere la città per come è cresciuta ed evoluta… trasformandosi da borgo di ortolani-pescatori in centro rinomato di villeggiatura a caratura internazionale. Lo fa attraverso una carrellata di immagini e notizie dei luoghi più conosciuti raffrontandoli nel loro mutare nel tempo, a partire dalla fermata del primo treno 150 anni fa, così da vedere come una modesta locanda di allora sia ora un quattro stelle o un viottolo di campagna sia uno dei Viali più conosciuti in Italia e in Europa. È dedicato a tutti i riccionesi che qui sono nati, a tutti i riccionesi diventati tali perchè di Riccione si sono innamorati, a tutti i riccionesi che lo diventeranno aiutati, nell’innamoramento, dallo sfogliare queste pagine. Rispetto ai volumi precedenti stampati in formato 16,5×24 cm, Arcioun è in formato A4 (21×29,7), la decisione di stamparlo più grande è nata  per dare risalto alle belle immagini contenute al suo interno. La Famija Arciunesa è “orgogliosa” di avere nella sue pubblicazioni un libro che “parla” della nostra città. Lo potete trovare presso  le librerie e le edicole di Riccione.

come2 Libri

COME ERAVAMO 2

I riccionesi aprono i cassetti dei ricordi

Una nuova perla arriva ad arricchire la collana editoriale di Famija Arciunesa: la pubblicazione del secondo “Come eravamo”. Al lancio dell’idea decine di cassetti dei ricordi si sono aperti  lasciando che tanti rettangolini bianco-neri, simili a note musicali nel volo mano- occhio, componessero un libro-concerto pregno di emozioni e nostalgie. Come gamberi vivacissimi nella corsa a ritroso, le immagini di ieri …e dell’altro ieri, hanno risvegliato nomi assopiti, rimesso a fuoco luoghi annebbiati, riscritto date dimenticate di innumerevoli piccole storie; quelle del nostro vissuto. Nascite e matrimoni, lavori e passatempi, gite e scampagnate, partenze e ritorni, personaggi singoli e gruppi eterogenei, famiglie e amicizie, classi scolastiche e festeggiamenti, si susseguono casualmente e sono così fonte di continue sorprese. Pagine da scorrere con attenzione, col dovuto rispetto, per ampliare la conoscenza del nostro pur breve passato. E non è poco.

ALTRE PUBBLICAZIONI

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Nelle librerie di Riccione o presso la sede di Famija Arciunesa

Via Montebianco 27 – Tel. 0541 643 884

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