Laura Brioli

venerdì, settembre 24, 2010
da famijarciunesa

Un canto da incanto

La bellezza estetica di Laura Brioli rispecchia quella del suo talento. Un talento che nasce lontano nel tempo e che l’ha portata lontano nello spazio, dove l’affascinante mezzo soprano continua ad esibire qualità canore nel campo sofisticato della musica operistica. Figlia di Fausto Brioli, per tanti anni estroverso gestore dell’ex Calderone, e di Clara Leardini, sorella del direttore d’orchestra Giorgio, Laura è un mix d’intraprendenza, musicalità e grazia che sin dall’età di 12 anni l’anno vista appassionarsi al bel canto.
Quale è stato il LA della sua prestigiosa carriera? “Dopo aver studiato pianoforte col maestro Gualdi ho iniziato a cantare nella chiesa di Don Giorgio, per entrare poi nel Coro di Riccione come voce solista. Non frequentai il Conservatorio ma mi iscrissi all’Università di Urbino. Gestivo in estate assieme alla famiglia l’albergo “Villa Linda”, dove spesso la sera per i clienti intonavo brani di musica leggera. Ero molto timida e solo così riuscivo ad esprimere le  mie emozioni più profonde. Una sera un musicista di Roma mi disse se avessi mai provato con la lirica, e dopo la stagione feci un’audizione. Mi dividevo così tra Riccione e Roma, e dopo un anno esordii  con il “Don Carlo “ di Verdi. Nel ’95 mi laureai e i miei vendettero l’albergo, così mi dedicai totalmente al canto. Il debutto ufficiale a Sassari con “Le nozze di Figaro”, nel ’96.”
Perché proprio la musica lirica? “Forse l’aver iniziato con la polifonia del Coro mi ha spinto in quella direzione; e comunque ho sempre amato affrontare e superare sfide difficili. Credo sia legato al mio profondo desiderio di farmi amare, di essere accettata senza riserve… il mio lato d’insicurezza. E’ stata fondamentale per me la vicinanza continua di mia mamma Clara, tenace figura di riferimento che mi ha sempre stimolato a dare il meglio: una donna di grande forza interiore, che nonostante le tante avversità della vita è riuscita a guardare avanti con serenità. Atteggiamento che mi ha trasmesso.”
E’ impresa difficile conciliare famiglia e lavoro? “Una fatica non da poco, anche perché non ho voluto delegare il mio ruolo di madre: quando il mio bellissimo bambino era più piccolo spesso me lo portavo dietro. Ora che ha incominciato la scuola deve restare a Livorno dove abito, con mia mamma o la baby-sitter. Cantare in teatro è un lavoro pesante, tante ore di prove, sia di canto che recitazione. Quando si è prossimi alla prima, poi, di deve sottostare ad una severa disciplina: parlare poco, dormire tanto e restare concentrati.”
Una carriera che può presentare insidie per una donna? “Per una donna giovane è un campo, quello artistico, che può presentare anche situazioni brutte; ma c’è da dire, fortunatamente, che se non hai qualità canore nella lirica non ce la fai. E’ una disciplina artistica che non comporta compromessi… e se ci fossero durerebbero poco.

Cosa porta in tournée  della sua ‘riccionesità’? Noi riccionesi abbiamo un atteggiamento verso la vita ‘di apertura’; forse per il fatto di confrontarci in estate con gente di tutti i paesi, nel metterci a servizio del cliente,  propositivi ed accoglienti. Sappiamo stare in mezzo alla gente, insomma. Quando sono lontana e penso alla mia terra… mi viene subito alla mente la gioia di vivere, con una certa leggerezza e solarità.”

Quali sono gli obiettivi artistici che intende ancora raggiungere? “Ho calcato tanti palcoscenici, collaborato con grandi direttori d’orchestra e registi, cantato accanto a straordinari colleghi. Il 2009 è stato però un ‘anno nero’; il 2010 invece si prospetta bene e lavorerò tanto all’estero, dove la crisi si sente meno. Ad Amburgo interpreterò ancora una volta Amneris nell’Aida, un ruolo impegnativo… un ruolo della maturità. Il mio obiettivo è continuare sempre a cantare: lo puoi fare anche a 60 anni, se amministri bene l’organo vocale e studi affinando le tecniche. Mi piacerebbe anche insegnare. Magari aprire una scuola a Riccione… chissà! Sarei orgogliosa di mettere la mia esperienza a frutto di qualche giovane che voglia coltivare questa passione.

Maria Grazia Tosi

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