At salut… Tonino

giovedì, giugno 7, 2012
da famijarciunesa

Tonino Guerra: essenza della romagnolità

La poesia di Tonino Guerra (Pennabilli 1922) che, assieme al suo immenso talento, ha fatto di lui un gigante della cultura romagnola, a Riccione continuerà a vivere nei riflessi della fontana di piazzale Roma. “Il Bosco della pioggia” che lo sceneggiatore, scomparso il 21 marzo a Santarcangelo proprio nel giorno mondiale della poesia, aveva disegnato ad hoc per Riccione,  è sempre più meta di persone che con un clic intendono catturare un frammento di quel singolare genio, pregno di romagnolità.  A ricordare Guerra, amico di Federico Fellini e di Luchino Visconti, è l’ex sindaco Daniele Imola, che nel 2000 inaugurò quell’opera marinara. “Con Tonino Guerra avevo stretto una bella amicizia – racconta – . Mi affascinava. Solo lui a Riccione poteva immaginare “Il Bosco della pioggia, dove le gocce d’acqua bagnano i pensieri”. Dal momento in cui disegnò quel monumento, ci siamo frequentati spesso. Dopo l’inaugurazione di quella sua creatura, mi telefonò una ventina di volte. Voleva sapere cosa ne pensava la gente” . Imola svela un altro retroscena della fontana: “L’idea di Guerra era quella di realizzarla in modo tale, che la gente potesse passarci sotto per farsi sfiorare dalle gocce d’acqua che bagnano i pensieri. Ma gli ingegneri per paura che le persone scivolassero e si facessero male, ne limitarono il progetto”. Nonostante tutto, l’opera che il Nobel Dario Fo, in visita a Riccione, ha definito “straordinaria”, è comunque diventata simbolo della città. L’ex primo cittadino prosegue: “Credo di essere stato uno dei pochi sindaci che non hanno ricevuto le sue invettive. Ero entrato nelle sue simpatie, parlandogli della mia casa a Ca’Raffaello, poi, di Gattara e di Pennabilli. L’amicizia era tale che mi invitava sempre al suo compleanno. Sono andato tante volte a casa sua. Così un giorno mi diede l’idea del “Bosco dei ciliegi”, realizzato nella parte alta della vecchia fornace di viale Massaua”. Guerra aveva anche altri progetti per Riccione. “Nei pressi di piazzale Roma voleva aprire una pensioncina con quattro camere, alimentata solo con legna e lumi a petrolio – svela Imola -. Intendeva arredarla con i suoi mobili”. Un sogno rimasto nel cassetto!”. Anche dopo la sua scomparsa, l’uomo dell’ “ottimismo, profumo della vita”, continua a darci le emozioni, regalateci anche attraverso i film, che l’hanno portato a lavorare con celebri  registi, come Michelangelo Antonioni, Vittorio De Sica, Andrej Tarkovskij, Francesco Rosi, Mario Monicelli, i fratelli Taviani e Theo Angelopoulos. Sua moglie Lora, le scorse settimane ha ritrovato dei versi che il poeta  aveva scritto sul bordo di un pezzo di giornale, conservato nel libro del poeta persiano Jall al-Dn Rm che negli ultimi tempi leggeva spesso. Forse erano l’inizio di nuove poesie. I primi, scritti in italiano, recitano: “Dio voglio prendere con le mani il cielo e metterlo in tasca, perché so che tu sei anche nell’aria”. I secondi, in dialetto: “Giro per la casa e spero di trovare il tamburo che avevo da bambino”. Del ritrovamento ha parlato Carlo Sancisi, presidente dell’Associazione culturale “Tonino Guerra”, durante la serata promossa dall’associazione “Ex Dipendenti Pubblici di Riccione”, presentata da Edmo Vandi con supporto video fotografico di Secondo Casadei.

Nives Concolino

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