Cioa Raul

martedì, marzo 26, 2013
da famijarciunesa

Ciao carissimo Raul

L’ultimo dribbling del dicembre scorso non ti è riuscito al meglio. Purtroppo. In pensione dalla scuola, dopo ben 43 anni di insegnamento mai banale, avevi appena lasciato il “tuo” Angel e Devil Pub in eredità ai “tuoi”alunni entusiasti e già ti apprestavi  a trasportare il fermento culturale che ti ha sempre animato presso Famija Arciunesa, con la proposta di dirigere un corso d’inglese per pensionati. Subito mi avevi “contagiato” e, con entusiasmo, ipotizzavo tempi e modi di realizzazione, felice di questa collaborazione. Poi, costernato per la tua repentina scomparsa, mi sono soffermato a pensare alle cose che, in cinquant’anni di amicizia, abbiamo avuto in comune oltre alla professione che già era motivo di mutuo confronto. Ed è stato uno scorrere di immagini, il film della passione per lo sport, o meglio di quegli sport che abbiamo praticato nella loro più pura essenza, De Coubertin docet : nuoto negli anni ‘60, calcio ‘70-’80, pallavolo sino a qualche anno fa. Sbracciate in mare, dalla riva ai trampolini e ritorno e gare nelle acque del porto canale, già allora plumbee per quanto vi navigava in sospensione (era assicurato però un ottimo galleggiamento),  ricche di ubriacanti chiazze di nafta e di fogliame che ti si spiaccicava sul volto (quando eri fortunato) con partenze da una traballante piattaforma galleggiante e arrivi al “buio”. A seguire il calcio: coi campanilistici tornei dei bar e gli “strafottenti” incontri tra scapoli e sposati. Si giocava su campi definiti tali solo grazie alla nostra smisurata voglia di correre e calciare, tante le gibbosità a temprare le caviglie alle cui estremità calzavamo scarpe di cuoio così dure da essere catalogate come armi improprie tanto erano permeate di fanghi e sudori. Per non soffermarsi sui bitorzoluti palloni che ad ogni colpo di testa ti facevano  raccomandare per la tua integrità cranica a tutti i santi del creato. E negli ultimi anni la pallavolo da spiaggia: nella nostra cerchia meglio conosciuta come Brock-volley, dove l’unica regola era rinviare la palla oltre la rete. Corpi infuocati su sabbie bollenti nei pomeriggi estivi, a saltare, tuffarsi e rotolarsi; un affinare le armi in attesa del classico torneo ferragostano per la grande sfida, che serviva a sfogo per piccole sfide personali e a classificarsi nelle particolari tabelle di merito: Il + bravo, il + brocco, Il + sclerotico; piccanti come il peperoncino. Naturale sorgessero divergenze, discussioni, interpretazioni agli antipodi. E allora era la tua parola, la parola di Raul, quella che “contava”. Perchè tra tutti gli infervorati e gli scalmanati tu eri quello che manteneva la calma ed esprimevi un giudizio sereno, anche a tuo sfavore se lo ritenevi giusto, tanto è vero che i soprannomi che ci caratterizzavano  erano Winchester, Tentacolo, Ghostbuster, Quattro Schiaffi, Ironman, Che Guevara, Annabella,  mentre tu eri “Sir Raul del Conti d’Inghilterra”.Ci mancherai. Tanto.
Giuseppe Lo Magro

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