Donne di talento

lunedì, febbraio 13, 2012
da famijarciunesa

Donne di talento che hanno segnato
la storia di Riccione

Leonilde Conti
una donna in un mondo di uomini. Nata nel 1860, figlia di Antonio e Filomena Serafini, sposata in seconde nozze con Giuseppe Bologna, Leonilde mise alla luce ben 8 figli e per la sua verve imprenditoriale che nulla toglieva alla grazia, divenne una portabandiera delle donne di talento di un tempo. A Riccione Paese, snodo importante dei traffici della via Flaminia, gestì una grande Osteria, significativo punto d’incontro conviviale del cuore di una città che non era ancora città di turismo. Al consolidarsi negli anni dell’attività balneare in zona mare, assieme al marito aprì un locale estivo con camere sulla via Viola (ora Ceccarini) denominato “Ristorante Bologna”, diventando ben presto un’attività di successo. Un esempio antico di donna moderna, che ha contribuito non solo a valorizzare se stessa ma anche la nostra comunità cittadina.

M. Boorman Wheleer
non nativa riccionese, ma riccionese ‘ad onorem’, per il tanto valore che apportò alla città e alla sua gente. Venuta a Riccione col marito Dott.Giovanni Ceccarini per godere delle bellezze del nostro territorio del quale acquistò importanti aree urbane, animata da un grande spirito filantropico si dedicò ad importantissime opere benefiche. Iniziò con la costruzione di un asilo d’infanzia e, in memoria del marito ormai scomparso, concretizzò un progetto grandioso: l’Ospedale civile. Ma non solo: sostenne economicamente la costruzione del porto, elemento indispensabile per lo sviluppo della marineria locale. La Boorman dimostrò uno speciale talento nell’individuare le strutture straordinarie che avrebbero permesso alla nostra città di evolversi, mettendo a frutto non solo le proprie risorse finanziarie ma prima di tutto quelle umanitarie.

Talenti ‘anonimi’
che non si devono associare solo a quei nomi ricollegabili ad opere che hanno lasciato un segno tangibile per una precisa attività o progetto. A ben guardare indietro nella nostra storia locale, sono state tante le donne che, anche se non ufficialmente riconosciute ‘pioniere’, sono state invece per lei fondamentali. Le donne della Riccione a mare, che quando gli uomini erano al fronte in sostituzione di mariti o padri si sostituirono nella pesca riuscendo a sfamare i propri numerosi figli; le donne della Riccione a monte che da abili arzdore  si distinguevano quali intelligenti e laboriose gestrici di grandi nuclei familiari; per non parlare poi di quelle che negli anni, zitte zitte, portarono avanti cucine e lavanderie di numerosissime piccole pensioni,  e che da una posizione di ‘retrovia’ furono fondamentali per l’incremento dell’attività balneare.

Maria Grazia Tosi

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