Giovanni Braga

giovedì, giugno 7, 2012
da famijarciunesa

Giovanni Braga, fotografo riccionese

Tutti i riccionesi sanno che l’evento più vistoso di storia cittadina è stato, attorno agli anni trenta, la presenza del Duce e della sua famiglia. Fortunatamente, non per motivi politici ma, semplicemente, per trascorrere le vacanze al mare. Tutti gli italiani di quel tempo sapevano dove il capo del governo viveva i giorni di canicola, ma la fanfara della propaganda di regime, di solito molto vivace ad ogni mossa del personaggio, non si era mai attivata. Infatti, per quanto se ne sa, non esistono cinefoto reportages dell’evento. Di tutti i famosi film-LUCE che hanno stordito le pupille degli spettatori cinematografici di allora, non se ne ricorda uno girato interamente a Riccione. Solo un bel servizio sulla vita di spiaggia termina con l’inquadratura dell’idrovolante del Duce parcheggiato in mare davanti alla sua villa. Poi qualche presenza famigliare nelle colonie estive e niente più. La ragione di ciò è forse la più semplice che si possa immaginare: voleva essere lasciato in pace. Eppure, per ogni evenienza, un suo fotografo la famiglia Mussolini l’aveva: si chiamava Giovanni Braga, riccionese d’importazione, che aveva il suo negozio-laboratorio a neanche cento metri dalla villa del Duce, in viale Ceccarini, con la scritta “Foto Italia”. Per questo incarico gli era stato fornito un apposito tesserino dell’Istituto LUCE di Roma con il quale poteva effettuare ogni prestazione richiesta e varcare indisturbato i cancelli di villa Mussolini. Non era stato scelto perchè fascistone locale: si trattava infatti di un uomo schivo e riservato, tutto famiglia e lavoro e non si occupava per niente di politica. Ma aveva partecipato, a Bologna, a importanti corsi di fotografia, specializzandosi in ingrandimento e ritocco. Era stato scelto, infatti, per la sua serietà e per le sue qualità professionali. Ma dove sono finite, allora, tutte le sue foto?

Giovanni Braga nasce a Ferrara nel 1896, da una modesta famiglia numerosa. Frequenta gli studi dell’obbligo e combatte in Francia nella prima Guerra mondiale. Al ritorno, si dedica al lavoro che gli è più congeniale: la fotografia. Negli anni venti sposa una riccionese puro sangue, Elsa Pari e nel 1925 nasce il primo figlio: William. Questo nome è forse più noto ai riccionesi di oggi di quello del padre: estroverso e vivace, William Braga ai tempi del liceo diventa amico, assieme ad altri ragazzi del luogo, del penultimo rampollo del dittatore, Romano, e bazzica villa Mussolini dove, tra l’altro, si proiettano film. E’ lui che, come è stato scritto più volte, dopo aver vinto una occasionale partitina di tennis con il capo famiglia, si sente dire: “Con te non gioco più”. Nel 1939, proprio la “Notte delle stelle”, nasce la figlia Anna Maria, che vive tuttora a Riccione e conserva la memoria di famiglia. Dunque, per i servizi fotografici riguardanti la presenza della famiglia Mussolini a Riccione, si richiede l’opera di Giovanni Braga. Anche molte cartoline di Riccione, stampate a cura di privati, sono opera di questo valente artigiano che non di rado si rivela un vero artista, tant’è che a volte firma le sue opere. Nel 1944, nel periodo cruciale della guerra, Giovanni Braga cerca di sottrarre il figlio alla chiamata alle armi della Repubblica Sociale Italiana e per questo subisce una odiosa delazione alle autorità fasciste. Ma William riesce comunque a darsi alla macchia ed a congiungersi alla famiglia, che in quella circostanza deve sfollare in quel di Gabicce. Al ritorno a casa una sgradita sorpresa: la casa è occupata dalle truppe canadesi e quando può finalmente rientrare, l’intero archivio fotografico è sparito. Si ritiene che il fatto sia da attribuire al Comando britannico, ma non si è potuta stabilire alcuna certezza in merito. Per questo, forse, tracce del passaggio del dittatore e della sua famiglia a Riccione si potranno trovare presso l’Istituto LUCE o l’Imperial War Museum di Londra. Nel dopoguerra Giovanni Braga prosegue la sua attività e negli anni cinquanta si trasferisce in piazzale Ceccarini  di fianco al Palazzo del Turismo. Molti concittadini e turisti visitano Foto Italia, tra cui qualche celebrità: dal re dell’Afghanistan, affezionato ospite della Perla verde, alla famiglia di Peppino di Capri. Nei primi anni sessanta, sistemati i figli, cede il negozio e nel 1968 lascia questo mondo. In punta di piedi, come ha vissuto.

Isidoro Lanari

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