Guglielmo Salvatori

lunedì, giugno 3, 2013
da famijarciunesa

Salvatori, ultimo pronipote di Vincenzo Ceccarini

Ha tanto amato la sua professione da farne un’autentica missione, sempre lontano dai riflettori, ma vicino ai sofferenti e ai bisognosi. Stile di vita che gli ha procurato notorietà e stima, come le radici del suo casato: quelle dei Ceccarini. Giancarlo Salvatori (88 anni), medico di base, se n’è andato per sempre lo scorso 7 aprile, lasciando un incolmabile vuoto tra quanti l’hanno conosciuto. Una perdita per tutta la città non solo per il suo impegno sociale, ma anche per la sua memoria storica. Ancora in ottima forma, il noto medico di base aveva portato in pubblico il suo ultimo contributo con piccole, ma significative “pillole” di storia, lo scorso 11 ottobre per l’inaugurazione della statua di Maria Boorman Wheeler Ceccarini. Nato a Roma il 26 aprile 1924 da Marianna Ceccarini e Guglielmo Salvatori, anche lui medico come i fratelli Adolfo e Luciano, il noto camice bianco era l’ultimo pronipote di Vincenzo Ceccarini, che ha dato il nome al piazzale del Palazzo del Turismo. Suo fratello Giovanni Ceccarini (medico al quale è dedicato l’ospedale di Riccione) era il marito della grande benefattrice Maria Boorman Wheeler, tuttora ricordata dal celebre viale. Il dottor Giancarlo si era trasferito a Riccione nel 1963, nella villa di Viale Orazio (sorta su una vigna di uva fragola), dopo aver lavorato negli ospedali “Forlanini” di Roma e al pneumologico “Achille De Giovanni” di Sacca Sessola (l’isola delle Rose) a Venezia. A Riccione è sempre stato medico di base e primo medico del Tennis Club, ma ha lavorato anche come pneumologo in diversi dispensari della zona. Innamorato del lavoro e della famiglia, soprattutto della moglie Rossana e del figlio Enrico che con la sua consorte Francesca e la piccola Maria Vittoria, gli sono stati accanto fino all’ultimo respiro, è vissuto con modestia e discrezione. Schivo della vita mondana, ha dedicato la sua vita alla gente, rendendosi disponibile 24 ore su 24. Come ricordano in tanti, Salvatori era sempre pronto a correre con il suo borsone da chiunque stesse male. Anche quando con la moglie Rossana si concedeva un po’ di relax al Cinema Turismo. E non si limitava a visitare e a ordinare terapie. Spesso s’intratteneva con i pazienti per portare conforto e aiuto psicologico. Diversi decenni fa, determinante è stato il suo intervento per scongiurare la drammatica fine di una donna che, oltre a lanciare oggetti dall’alto, minacciava di buttarsi nel vuoto. Alla base della sua missione c’era sempre l’aiuto verso il prossimo. Salvatori era ogni giorno pronto a offrire il suo sostegno umano con professionalità e a superare tutte le difficoltà della vita con entusiasmo e dignità”. Già rotariano, il noto medico è andato in pensione alla fine degli anni Ottanta. Nonostante l’età e la decisione di non prestare servizio in altri studi, ha continuato ad aggiornarsi, studiando. Ogni sua attenzione era rivolta alla nipotina Maria Vittoria. Per il resto dedicava il tempo ai suoi hobby: fiori, musica e orologi a pendolo, ma sempre accanto alla sua Rossana con la quale ha condiviso 59 anni di matrimonio e quattro di fidanzamento.

Nives Concolino

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