Leonardo Mariani

venerdì, settembre 24, 2010
da famijarciunesa

Il Cav. Leonardo Mariani: un “Pilastro” della nostra storia

Un compleanno importante quello che nel luglio scorso Leonardo Mariani ha festeggiato con più di 200 invitati tra amministratori, collaboratori e tanti familiari. In realtà un doppio compleanno: per i suoi 80 anni, portati con inalterata vivacità mentale e buona forma fisica, e per i 60 di una attività, quella dell’Imprenditoria edile, che si schiera tra le protagoniste principali dello sviluppo economico locale. Un uomo decisamente intraprendente il quale, nonostante il suo lavoro sia stato per lui totalizzante, non gli ha impedito di ricoprire significativi incarichi pubblici e sociali, diventando per questo, ad ampio raggio, un autentico pioniere della storia riccionese.
Quali sono state le fondamenta del suo successo? “La mia famiglia era originaria di Sogliano al Rubicone; l’attività svolta dalle ultime generazioni maschili era quella di impiegato comunale, alla quale eravamo destinati anche mio fratello Gastone ed io. Ma in realtà sin da bambino il mio idolo era un certo Armanni detto Michlen, impresario edile: lo osservavo attentamente affascinato da un lavoro per il quale già allora cercavo di rendermi utile, ricevendo persino una piccola paga settimanale. Per questioni politiche però, nel 1944  mio padre Luigi venne allontanato dall’ufficio nel quale lavorava, e con cinque figli da mantenere. L’amica Giovanna Amati, figlia del noto industriale riccionese  e che aveva sposato il Dott. Salvatori di Sogliano, ci venne in aiuto: e così nel ’44 ci trasferimmo a Riccione.”
Quanto tempo le occorse per ‘diventare qualcuno’? “La mia ascesa nel mondo del lavoro fu rapida: manovale a 14 anni, muratore a 15, capo cantiere a 16… e a 17, mentre mio fratello era nei militari, mi trasferii 6 mesi a Montetauro, una comunità religiosa dell’entroterra. Seguii la ristrutturazione di due case coloniche distrutte dalla guerra. Tornato a Riccione costruii negozi per la famiglia Berlini e incominciai la mia casa in via Foscolo, trasformata dopo due anni nell’Hotel Novalba, con l’aiuto di Gastone che nei militari aveva conosciuto il fondatori delle ACLI che cercavano una struttura per le ferie. Nel ’50 assieme a Gastone fondammo l’Impresa Mariani; la prima costruzione di rilievo fu l’Hotel Maddalena, un grande albergo all’Alba della famiglia Cenni. La nostra attività si amplificava a vista d’occhio: tanti posti di lavoro in più per i residenti e un incremento di abitazioni e alberghi. L’agevolare nei pagamenti i riccionesi che fremevano dalla voglia di buttarsi nell’investimento turistico, fu la nostra mossa vincente, che nel giro di 10 anni ci acclamò quale una delle più importanti imprese edili del riminese, con oltre 20 cantieri aperti e una forza lavoro di oltre 200 dipendenti; nei mitici anni del boom il 40% delle costruzioni a Riccione era firmato Mariani.”
Quali sono stati i segreti del successo dell’Impresa? “Una grande determinazione e voglia di impegnarsi a fondo, senza alcuna riserva o limite di tempo. La presenza di una figura forte, risoluta e tanto carismatica e nello stesso tempo attenta e premurosa che era nostra madre Anita: quando ci vedeva perplessi nell’affrontare un nuovo lavoro che ritenevamo troppo difficile e rischioso, lei ci spronava senza timore. L’innovazione tecnologica poi è stata fondamentale; l’acquisto di gru, betoniere e tante attrezzature d’avanguardia rendevano più facile e veloce la realizzazione delle opere. Il buon rapporto con i nostri dipendenti è stato anche un elemento indispensabile: erano per lo più marchigiani senza alcuna conoscenza dell’attività edilizia, e per questo si facevano corsi serali per preparare i più volenterosi a diventare capi squadra e capi cantiere. Un forte spirito di appartenenza, comunque, ha sempre caratterizzato il loro impegno per il bene dell’azienda.”
La famiglia Mariani ha lavorato sempre in armonia? “La mia famiglia ha sempre svolto le proprie attività imprenditoriale in perfetta armonia e coesione, sotto la guida mia e di Gastone. Purtroppo nel ’99 a causa di un tragico incidente automobilistico mio fratello ha perso la vita e così mi sono ritrovato a dirigere da solo; fino a quando ho lasciato le redini dell’impresa edile a mio figlio Giovanni. Attualmente continuo a seguire le altre attività imprenditoriali, in collaborazione anche con i figli di Gastone, i cari nipoti Rossella, Monica, Fabio e Luca. Ma non posso non parlare di quella che è stata la preziosa persona che con la sua riservatezza mi è sempre stata accanto, vigile nella tutela della mia salute e del mio benessere: Natalina… mia moglie.”

Maria Grazia Tosi

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