Marino Macina

lunedì, febbraio 13, 2012
da famijarciunesa

Marino Macina e i “Piccoli Stati d’Europa”

Nella vita si incontrano personaggi che possono essere definiti con un semplice aggettivo e altri per i quali “eclettico” è riduttivo e non esaustivo, perché ricchi di abilità non comuni e interessi disparati. E poi ci sono i personaggi “Uovo di Pasqua”. Quelli che ogni volta che li “apri” hanno una sorpresa diversa. Marino Macina, ”minotaurescamente” metà riccionese e metà sammarinese, per nascita, matrimonio, lavoro e abitazioni, appartiene a questi ultimi. A dispetto di un fisico XXL, tipo rude camionista “duiliopizzocchiano” con rifiuto ancestrale per giacca e cravatta (camicia a mezze maniche, più gilè per la cattiva stagione sono la sua divisa), che potrebbe indurre a riduttivi giudizi, ha un animo gentile, facilità di comunicazione (nelle occasioni giuste è affabulatore di pregio), cultura dai vasti orizzonti e, come si dice qui da noi, “l’è un cumpagnoun da matirie e giuvache”. Spesso indossa il grembiule bianco e dipinge: quadri a olio, acquarelli, disegni ad inchiostro di china. In essi racconta il quotidiano, spesso, fiabescamente, ricordi della sua fanciullezza. E’ un naif-istintivo che quando ha l’ispirazione la fa “esplodere”. E’ anche ritrattista. Monumentale la sua fatica lunga 25 anni – 1986/2011- di immortalare i Capitani Reggenti di San Marino. Due ogni sei mesi fa un totale di 100 quadri, esposti nella visitatissima mostra “ Eccellentissimi ritratti” del luglio 2011 presso il Palazzo del Mutuo Soccorso della piccola repubblica. Altro grande amore, dopo la sua Angela, è viaggiare low cost sulle ali della “sua” lambretta: una femmina di 44 anni (ben portati) che, pudicamente, non rivela i chilometri percorsi, si lascia guidare docilmente in “cavalcate impossibili” già in passato all’onore della cronaca su queste pagine e ambiziosa al punto da mettersi in posa per le fotografie dei turisti giapponesi. Essendo Marino un impenitente Archimede, che una ne fa e mille ne pensa, stavolta l’ospitalità che gli dobbiamo è per una impresa memorabile: il Tour dei Piccoli Stati di Europa, naturalmente in sella alla sua mitica compagna di viaggi. Dal 16 al 31 luglio 2011 i due eroi hanno “nuotato” per 4.300 chilometri ( su 16 giorni ce ne sono stati 11 di pioggia e due di nubifragio) toccando : per necessità, Italia, Svizzera, Francia, Spagna e per gemellaggio, San Marino, Liechtenstein, Lussemburgo, Andorra e Principato di Monaco. Paesaggi incantevoli, il treno Rosso del Bernina, castelli turriti, cattedrali, strade linde colorate di fiori, impettiti militari di guardia nelle loro sfarzose divise, paesani francesi con la baguette sottobraccio, due vespisti tedeschi, un ciclista solitario che da bambino veniva in vacanza a Riccione, un portoghese in Francia che vende lasagne alla bolognese nel suo chiosco, sono stati i loro compagni d’avventura, dispensatori di emozioni uniche che Marino, con innata simpatia, ha contraccambiato elargendo sorrisi romagnoli e souvenir sammarinesi. Al ritorno, quando all’orizzonte si è stagliato il trittico turrito, la lambretta ha avuto un’accelerata con mini impennata, al che Marino ha esclamato: “Cus t’còr, tzì straca e tè voja ad chèsa? Me inveci ha stagh già pansand da fè un’ènt girèt!”. “ E duv’è che’t vò andè? A ém già vést totnicò!” “Cus ca sò… la Transiberiana am l’ém ancora fata. E la Roma-Pechino dla Isotta-Franchini? La sa fè mu me…lasa fè…”

G.L.M.

Commenti non consentiti.

Marcar Rimini
Ceccaroli
Composet
Michelotti Santini
Guest.it
Spazio Assiamica
cd arredamenti
ediltutto
riccionese tendaggi
carrozzeria artigiana
ranch saloon
Muccioli
cavalluccio marino
bottega imbianchino