Nazzareno Trappoli

lunedì, dicembre 7, 2009
da famijarciunesa

Nome di battaglia: Emilio

Una testimonianza rara e molto interessante quella di Nazzareno Trappoli, per tutti Emilio. Nato a Fossombrone ma naturalizzato riccionese da mezzo secolo, porta i suoi 91 anni con lucidità e vivacità, restando sul ‘fronte’ politico con perseveranza: alle scorse elezioni comunali era presente ai seggi del suo PD. Un uomo la cui fede politica è stata uno dei motivi conduttori della propria vita, oltre alla numerosa famiglia, naturalmente, e all’attività di macellaio, esercitata da sempre in fondo a via Romagna. Una fede che l’ha visto in prima linea durante la seconda guerra, nel ruolo temerario del partigiano. E’ un’avventura ascoltarne i racconti avvincenti e minuziosi di particolari, che anche in alcune scuole di Riccione hanno trovato un’attenta platea di studenti avidi di conoscere dal vivo un pezzo di storia.
Ce ne racconta uno stralcio? (“La città invisibile” di F.G. Galli la descrive per intero). “Era il 1940, avevo quattro fratelli già arruolati, e siccome ero il più piccolo con due genitori anziani mi avevano lasciato a casa. Nel gennaio del 1944 arrivò la cartolina anche per me… ma disertai. Già dopo l’8 settembre avevo incominciato assieme ad altri a prepararmi per una ribellione ai fascisti e ai tedeschi, e a marzo entrai nella prima formazione partigiana, sulle montagne del Passo del Furlo. I primi giorni eravamo in 26… dopo una settimana circa 110, di diverse regioni italiane ma anche qualche slavo, francese, polacco, russo: i “banditen”, come ci chiamavano i tedeschi. E’ stata una prova molto dura, si pativa fame e gelo. Con l’appoggio dei Comitati di Liberazione, l’organizzazione degli ex antifascisti liberati prima dell’8 settembre, ci eravamo suddivisi in gruppi d’intervento e andavano nelle diverse frazioni a disarmare le caserme: dei carabinieri pacificamente, ma coi repubblichini servivano le armi. C’erano poi altre azioni per contrastare il nemico, come svuotare un silos degli 8500 quintali di grano da dare alla gente, per lasciarlo poi distruggere da lui… ma vuoto!”
Riccione partecipò direttamente a questa impresa?
“Qui non c’è stata una vera Resistenza, e i partigiani furono pochissimi. Ma ci fu un’importante collaborazione per staffette, informazioni, furti di armi che poi venivano fatte arrivare ai partigiani su in collina: un fabbro riccionese costruiva chiodi a tre punte da disseminare sulla strada per forare le ruote dei camion tedeschi! A Riccione era più difficile, anche perché  Mussolini vi aveva abitato per tanto e per questo era forse meno sentito e condiviso un sentimento di opposizione. Quando nel ’60 mi sono stabilito qui sono entrato nella sezione locale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), che adesso ha sede a San Lorenzo. Prima eravamo tanti e ci riunivamo di frequente, ma dal 1981 siamo rimasti in pochissimi (7-8 partigiani riconosciuti e una ventina di giovani): sono diventato il Presidente e tutt’ora faccio parte del comitato circondariale dell’ANPI e dell’Istituto Storico della Resistenza di Rimini.”
Come ha coltivato i suoi interessi in una Riccione che in 50 anni si è trasformata?
“Con quattro figli all’inizio è stato abbastanza difficile per me e mia moglie, ma poi abbiamo lavorato bene, e quando verso il ’70 sono entrato in Cooperativa con altri colleghi è andata molto meglio; questo sino all’83, per diventare poi presidente del Conad Romagna qui accanto. Ho assistito ad un cambiamento incredibile di Riccione, sia economico che politico. Sono stato sempre attivo nel partito, che da Garibaldino è diventato PCI poi DS ed ora PD, e ho interagito con le varie amministrazioni e sindaci. Oltre a Daniele Imola che ha dimostrato una buona sensibilità verso la storia della nostra associazione, è con il sindaco Biagio Cenni che mi ero trovato davvero in sintonia, perchè avevamo la stessa età, lui era molto politicizzato e anche reduce di guerra. Ai giovani di oggi dico sempre che bisogna continuare a lottare per i propri ideali guardando avanti, ma che i cambiamenti devono avvenire in altri modi… non con le armi!”.

Maria Grazia Tosi

Commenti non consentiti.

Marcar Rimini
Ceccaroli
Composet
Michelotti Santini
Guest.it
Spazio Assiamica
cd arredamenti
ediltutto
riccionese tendaggi
carrozzeria artigiana
ranch saloon
Muccioli
cavalluccio marino
bottega imbianchino