Pesaresi Lazzaro

venerdì, gennaio 28, 2011
da famijarciunesa

Medaglia d’Onore a Pesaresi Lazzaro

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

COMITATO PER LA CONCESSIONE DI UNA MEDAGLIA D’ONORE AI CITTADINI ITALIANI, MILITARI E CIVILI DEPORTATI E INTERNATI NEI LAGER NAZISTI E DESTINATI AL LAVORO COATTO PER L’ECONOMIA DI GUERRA

Ho il piacere di comunicarLe che l’istanza presentata dalla S.V. è stata accolta dal Comitato da me presieduto nella seduta del 7 settembre 2010. È stato così disposto il conferimento a Suo nome della medaglia d’onore prevista dalla normativa in oggetto.
Alla consegna della medaglia provvederà la Prefettura della Provincia in cui Lei risiede, che la riceverà dal Dipartimento per il coordinamento amministrativo dopo il conio da parte dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

L’occasione mi è gradita per inviarLe i migliori saluti.

IL PRESIDENTE DEL COMITATO
Ammiraglio di Squadra
Alessandro Picchio

Pesaresi Lazzaro nasce a Cerasolo di Coriano nel 1920 da Pesaresi Natale e Lotti Elisabetta, nono di dodici figli di una tipica famiglia contadina dell’epoca. Nel 1940 parte per il servizio militare che da li a breve lo porta sul fronte Albanese. Come tanti suoi compagni, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 Viene deportato nel campo di raggruppamento tedesco di Bergen‑Belsen,dove per sua “fortuna” a differenza di molti altri rimane solo per dieci giorni. La sua “fortuna”deriva dal fatto di essere contadino,infatti,per questo viene “spedito” presso una famiglia di contadini tedesca, i cui figli erano tutti in guerra. Qui rimane fino all’arrivo dei Russi che lo liberarono l’8/5/1945. Arrivo’ a casa il 25/7/1945 dopo un viaggio pieno di peripezie usando ogni tipo di mezzo disponibile. In questi cinque anni di guerra e prigionia torno’ a casa solo una volta in licenza, scoprendo purtroppo che la mamma Elisabetta era morta qualche giorno prima. Ii 25/8/1946 sposa Righetti Maria,che conosceva fin dall’adolescenza, dal loro matrimonio nascono tre figli Mario nel ‘47, Marna nel ‘50 e Mauro nel ‘60. Nel dicembre del 1960 tutta la famiglia si trasferisce dalle campagne di S.Andrea in Besanigo al viale Mameli nella zona Fogliano di Riccione,in una casa che Lazzaro aveva acquistato con il fratello Giuseppe nel 1950. La sua vita cambia ancora una volta, in estate lavora come tutto fare all’Hotel Vittoria, ed in inverno come operaio nell’impresa edile di Semprini Orazio. A Lazzaro piace ricordare e raccontare con orgoglio che ogni sottopasso della ferrovia costruito tra Rimini e Pesaro, lo ha visto protagonista.La sua intraprendenza lo spinge nel 1972 a prendere in gestione l’Hotel Quick in viale Trento Trieste,con l’aiuto e l’esperienza maturata all’estero dal figlio maggiore Mario, ed il resto della famiglia. L’esperienza alberghiera purtroppo duro’ solo cinque anni, perché Mario si trasferì a Dalmine (BG) per gestire un bar‑ristorante, e soprattutto perchè un ictus bloccò le sue ambizioni. Da allora, Lazzaro passa le giornate nella casa di via Mameli, che divide con il figlio Mauro. La sua passione è l’orto fuori casa, che cura con amore dividendone i frutti con famigliari e vicini. Il 3/7/2010 la vita lo mette alla prova ancora una volta, alla clinica Montanari di Morciano la moglie Maria chiude gli occhi per sempre, lasciando nei dolore tutta la famiglia. Oggi, a 90 anni, Lazzaro è attorniato dai suoi tre figli, nuore, genero, sette nipoti e sette pronipoti per festeggiare la medaglia d’onore per tutto quello che ha dovuto vedere e subire negli anni di prigionia, ma anche una medaglia d’onore a tutta la sua vita.

Mauro Pesaresi

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