Piero Serafini

mercoledì, dicembre 1, 2010
da famijarciunesa

Una vita sui campi rossi

Sono nato nel 1928 a Riccione. Figlio del manutentore dei campi da tennis dell’Azienda di Soggiorno, oggi denominati “Villa Mussolini”, già a nove anni ero raccattapalle e, come tale, ho avuto l’occasione di “servire” il Duce durante il suo soggiorno a Riccione e numerosi campioni, italiani e stranieri, che partecipavano al tradizionale torneo estivo. Quest’ultima esperienza mi ha aiutato ad apprendere, prima teoricamente poi praticamente questo sport. Nel giugno del ’45, pochi mesi dopo la fine del secondo conflitto mondiale, ero studente 17enne aspirante geometra, quando venni contattato da un nobile di Mantova che mi propose di sostituire un suo compagno di gioco. Al termine dell’ora, giocata su un campo sistemato alla buona (fino a pochi mesi prima era adibito ad officina all’aperto per la riparazione dei mezzi bellici) questo signore mi volle pagare per quello che per me era stato un gran divertimento e  mi stimolò a fare il “palleggiatore”.  E’ così che  il Marchese Capilupi decise il mio futuro. I successivi “clienti” furono alcuni ufficiali canadesi facenti parte della multietnica ottava Armata alleata, ospitati presso il Grand Hotel di Riccione dove aveva sede il comando di zona. Erano tempi grami ed il pensiero di poter guadagnare, divertendomi, mi convinse a dare l’addio ad un, ancora lontano, diploma di geometra che avevo cercato frequentando un corso serale. Continuai a calcare i campi di terra rossa partecipando anche a vari tornei per ottenere una classifica federale, che mi permise poi di frequentare la Scuola Nazionale Maestri, dove ottenni il sospirato diploma. All’inizio degli anni ’50, dopo aver fondato la prima scuola estiva a Riccione ed in Romagna, cominciai ad emigrare: per tre anni a Forlì presso il Circolo Tennis Marconi, ed otto anni a Parma presso il Circolo Universitario locale e, contemporaneamente, a Piacenza nei due Club della città: “Vittorino da Feltre” e “Nino Bixio”, dove diedi vita ad altrettante Scuole e tra questi giovani, il traguardo più prestigioso l’ha raggiunto il piacentino Giordano Maioli, conquistando il Titolo Italiano Assoluto Individuale sul mitico Nicola Pietrangeli, oltre a quello del Doppio. Questo ragazzo, inoltre, ha fatto parte della Nazionale di Coppa Davis ed in seguito ne fu anche commissario tecnico. Nel 1962, con la nascita del Centro Sportivo Comunale di Riccione, che comprendeva l’impianto dell’attuale Tennis Club, fui contattato dal Rag. Adriano Pietanesi che, assieme ad alcuni appassionati del nostro sport, mi propose di creare una Scuola. Naturalmente accettai e le mie migrazioni ebbero termine. Nello stesso anno fondai la Scuola che ho diretto per oltre 30 anni, quando cedetti le redini a mio figlio Fabrizio, tutt’ora D.T. Negli anni ’60 ho diretto il Centro Federale Estivo per 5 anni fino a che la gestione nel 1970 fu passata al nostro Club, sempre sotto l’egida della Federtennis. Nella mia carriera, non ancora al tramonto, ho “curato” varie decine di migliaia di giovani e non, italiani e stranieri. Fra questi, 6 oggi sono Maestri: M. Tonti, M. Righetti, M. Giulianelli, P. Sapigni, S. Tonini, F. Serafini. Oltre i succitati maestri si possono contare oltre 20 Allenatori-Istruttori. Tra gli allievi più prestigiosi del circondario che hanno raggiunto la categoria Nazionale “B” da citare i riccionesi M. Bartolini, A. Guidolin, A. Leurini, S.Tonini: i riminesi f.lli Briolini, S. Pagliarani, e il cattolichino M.Tonti. Da segnalare, a seguito di questo gruppo, oltre 100 appartenenti alla categ. “C.” Successi individuali ed a squadre dei nostri agonisti, oltre 160, tra cui citiamo i più importanti. In campo maschile: nel ‘64 E. Barilari conquista il 2° posto ai Campionati Naz. Giov. a Milano e  S.Corazza raggiunge il 5°. In campo femminile: nel ‘66 L. Amati, dopo aver superato le fasi Provinciale e Regionale, nel Campionato Italiano Giovanile a Milano, si aggiudica il 3° posto; si noti che a queste manifestazioni partecipavano 3000 giovani di tutta Italia. E. Amati ha vinto il Torneo Internazionale “dell’Avvenire” di doppio a Milano in coppia con Winkelmann -compagno occasionale-. Si tenga presente che questa manifestazione è considerata un Campionato Europeo Giovanile; basti pensare che il singolare è stato vinto nella sua storia da futuri n° 1 del mondo quali: LENDL, WILANDER, BORG ed altri campioni. Lo stesso Emilio Amati è stato Campione Universitario nel South Carolina (USA) dove è stato giudicato il migliore tennista tra i 200.000 partecipanti. Armando Gabrielli, nel frattempo, a Bari conquistava il titolo Italiano Studentesco di doppio, anche lui con un partner improvvisato per poi andare a  conquistare negli USA il titolo studentesco dell’Iowa. I riconoscimenti: dal Coni e Federtennis a livello Nazionale, Regionale e Provinciale, 4 volte dal Comune di Riccione ed altrettante dal T.C. Riccione, il cui C.D.A., presieduto dalla Dott. Franca Grossi Mancini, nel 2001 ha deciso di  intitolare a mio nome la Scuola del Circolo, alla presenza del Sindaco D. Imola, dell’Assessore allo Sport A. Casadei e della dirigente dell’Ufficio Sport del Comune Dott.ssa G. Cianini e nel 2006 la prestigiosa Targa della Famija Arciunesa, accompagnata dal titolo di Socio Onorario. Ho fatto parte dello Staff Tecnico Provinciale della Federtennis con l’incarico di Selezionatore e Capitano della squadra della provincia di Forlì, portando il Team alla fase Nazionale dopo aver dominato quella Regionale senza perdere un incontro. Inoltre ho ricoperto la carica di Fiduciario Provinciale dell’Associazione Maestri. Nel 2010 mi è stata conferita dal Presidente della Repubblica l’onoreficenza di Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”. Oggi con lo spirito e la passione rimasti immutati nel tempo, rimango sempre a disposizione dello Staff Tecnico e Organizzativo del T.C. Riccione,  finchè “Testa, Gambe e Braccio” ( sinistro ) saranno OK! Ed infine, ma soprattutto, la mia infinita gratitudine va a mia moglie Tina, che mi ha sempre supportato, e sopportando le mie numerose assenze per lavoro, con i mie figli Barbara e Fabrizio mi ha dato la forza di andare avanti in questa “infinita” carriera!

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