Riccionesi di Ieri

giovedì, febbraio 4, 2010
da famijarciunesa

Il cittadino Almieri: eroe da ricordare

1798: “Intanto la Repubblica francese, mentre il Generale Bonaparte era passato con poderosi eserciti per mare in Egitto a far la guerra al Turco, destinava di conquistare il Regno di Napoli, e di cacciarne il re Ferdinando IV. A questo effetto fece marciare a quella volta numerose schiere, le quali cominciarono a passare per Rimini il primo novembre con tre battaglioni di Infanteria di due mila uomini, che furono alloggiati nelle caserme del vecchio Duomo, di S. Domenico e di S. Marino. Altre genti passarono poi ne’ giorni seguenti, e tutte dopo breve posa proseguivano il cammino alla volta di Pesaro. Gravissimi danni recarono queste genti nel nostro territorio: e fra i villaggi, che corsero maggiore pericolo, fu quello di Riccione, che per poco non fu messo a sacco, e fu salvato pricipalmente dal cittadino Almieri, a cui dovette tutta la sua riconoscenza” (106). Il “Giornale” redatto da Zanoiti (manoscritto, voi IX‑segg. Scms‑316‑BOB. 44, presso la Biblioteca Gambalunghiana), riporta testualmente: “E…] Nello stesso tempo si costruirono sulla nostra spiaggia al di là della Torre detta del Fanale del Porto diverse fortificazioni con terrapieni, appostandovi alcuni pezzi di Cannone per impedire qualunque sbarco ostile. Sul mattino del I° corrente Dicembre marciarono alla volta di Riccione, piccolo e povero villaggio lungo la via Consolare, sette miglia circa distanti dalla Città, duecento francesi armati con cinquanta Dragoni a cavallo disposti a darvi il sacco per vendicare un loro militare colà ucciso da Persone del luogo. Vi si trovava nel suo Casino il nostro ex‑nobile Michel’Angelo Almieri soggetto a tutti noto per l’onestà del carattere e per la generosità dell’animo. Saputosi l’incidente da un Ufficiale Francese alloggiato nella sua Casa di Rimino, corse tosto al minacciato villaggio ad avvertirne il suo albergatore e a difenderlo. Ben a tempo vi giunse, giacché a momenti stavasi per dare il fatal segnale del saccheggio. Tanto si adoprò allora il Cittadino Almieri avvalorato dall’Ufficiale, che trattava di abbondante rinfresco la Truppa nella stessa di lui Casa, ed anche regalava di denaro, gli riuscì di calmare la furia francese, e di far retrocedere contenti i soldati alla Città. I miseri abitanti, che fughi si erano, e nascosti nelle vicine Selve cosiddette di Fagnano per lo spavento, fecero ritorno a loro focolari, riconoscendo la loro salvezza dalla magnanimità praticata in sì terribile emergenza dall’egregio Gentiluomo Riminese loro Benefattore. Il giorno appresso arrivarono [a Rimini} duecento francesi di Cavalleria, che si alloggiarono ne’ quartieri. Costoro però nella notte commisero insolenze incredibili. Si sparsero per le Contrade della Città, e clamorosamente, ed a forza entrando ne’ Caffè, e in altre Botteghe le derubarono a loro piacimento, di più atterrando le porte di alcune piccole case situate in vie non frequentate vi costrinsero le Donne a cose turpi, spogliandole poscia degli órnamenti più cari. Inveirono ancora contro chi incontravano, maltrattandoli nella persona, e togliendole dal dosso quanto avevano di valsente. Le nostre Guardie civiche comandate dal Ex‑Conte Carlo Sotta timorose d’impegnarsi con simili armati a difesa degli oppressi cittadini si stettero chiuse nel loro quartiere. I Francesi partirono impunemente il giorno dopo verso Pesaro, lasciando di loro una trista rimembranza alla Città”. In quello stesso anno (1798) la popolazione riccionese comprendeva: uomini nelle Casette 135, uomini fuori 169, donne nelle Casette 132, donne fuori 132, totale uomini 304, totale donne 282, totale abitanti 586.

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