Rosita Nicoletti

mercoledì, ottobre 7, 2009
da famijarciunesa

Rosita Fabbri Nicoletti è scomparsa lo scorso giugno. Riccionese come pochi nell’estrinsecare l’amore per la sua città, è stata presente nella vita artistica della Perla verde con pubblicazioni di libri e mostre fotografiche; e lo ha fatto con discrezione, senza frastuoni, con sobrietà. E la cerimonia funebre del suo ultimo viaggio ha ricalcato gli stessi temi: presenza dei familiari stretti e una rosa, una sola rosa che l’accompagnasse. La vogliamo ricordare con le copertine di alcuni suoi libri e con le parole di due degli amici più cari: Giovanni Olivieri e Edmo Vandi.

Non mi sembra ancora vero che Rosita abbia lasciato tutti noi,……. eppure le sue telefonate, quasi quotidiane, non mi arrivano più. Allora – mi dico – è vero. Eppure la sua voglia di vivere era tanta e il suo spirito tanto forte da credere che la morte che sapeva l’avrebbe ghermita, lo avrebbe fatto solo dopo un tempo infinito. E grande era la sua spinta a fare, a impegnarsi, a programmare attività, incontri, mostre delle sue opere, a essere sostegno per i Suoi e per gli amici. Non è facile scrivere di lei perché si vorrebbe dire tanto e non si trovano le parole…..Il mio ricordo va a quando ho conosciuto i suoi genitori, lei e Italo, e i due bambini Luca e Grazia. Fin da allora si era creata fra me e loro una amicizia vera, sincera, che si è mantenuta immutata negli anni. Intanto Rosita lavorava, attendeva alla sua famiglia, ma trovava il tempo per dedicarsi al suo hobby. quello di andare in bicicletta e di fotografare il paese che tanto ha amato, ma anche quelli del circondario, della divina valle, come lei soleva definire la valle del Conca. E’ così sono nate le numerose mostre fotografiche e le pubblicazioni che mostrano la sua Riccione. E che dire della recente raccolta di frammenti di vita raccontati mirabilmente nel dialetto amato? Rosita è stata una grande mamma, una vera amica per tutti e una meravigliosa poetessa della natura. Sono convinto che nessuno la dimenticherà. Ciao, Rosita.

Giovanni Olivieri

Per definire Rosita Nicoletti userei tre parole: creatività, entusiasmo, determinazione. Creatività per la ricerca continua di nuovi orizzonti, di nuove imprese, di nuovi traguardi; Entusiasmo in ciò che sapeva trasmettere a chi doveva collaborare, fosse lavoro, arte o semplicemente vita; Determinazione perchè una volta fissato un punto d’arrivo non c’erano ostacoli che la facessero recedere. Tutto questo ha caratterizzato la sua esistenza, dagli anni giovanili (lo studio, il lavoro, la famiglia) alla maturità, fino agli ultimi decenni del suo vivere segnato purtroppo da disgrazie famigliari e dalla malattia che l’ha aggredita senza tregua e senza soste. Era ottimista ma non solo nel profondo di se stessa, espandeva fiducia per infondere coraggio agli altri, per creare quel “quid” positivo che – aveva capito – era fondamentale nel quotidiano agire della vita. Tutto ciò lo ritroviamo nelle sue immagini così piene di colori soffusi ma anche, quando era necessario, piene di forza e di aggressività; nei suoi scritti, radicati nel passato con il dialetto a far da voce conduttrice nel ricordare i trascorsi di una Riccione che non c’è più ma che Rosita cercava con tutte le sue forze di riportarla all’attenzione della gente, dei giovani di oggi affinchè non venissero dimenticati i pionieri come suo padre, suo marito, come sua madre tutt’ora testimone vivente di tanta fede e di tanto amore. Che dire di più se non esprimere tutta la nostra gratitudine a Rosita, per aver significato tanto nella vita di tanti.

Edmo Vandi

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