Scomparso Marconi

mercoledì, dicembre 1, 2010
da famijarciunesa

È scomparso Marconi
inventore del risciò nostrano

E’ partito per il lungo viaggio senza ritorno con un sogno nel cuore. Quello di brevettare la sua ultima invenzione, un’automobilina elettrica che l’avrebbe riscattato da tante disavventure e ingiustizie. Giovanni Marconi, al quale si deve l’invenzione del risciò nostrano, sabato scorso è scomparso all’improvviso. Il suo corpo è stato trovato privo di vita per via di un infarto, martedì, nel suo appartamentino popolare di Belluno, dove viveva da tre anni. Nato a Coriano l’8 luglio del 1942 , si era laureato in Ingegneria meccanica, ma era stato pure istruttore di scuola guida. Per la sua attività nellaJomark, era stato nominato Cavaliere della Repubblica. Poliedrico e sempre superattivo, per anni ha pure insegnato Tecnica all’Istituto Professionale di Pesaro. La salute di Marconi, che lascia tre figlie, Mariarosaria, Barbara e Selena, era diventata cagionevole in seguito alle disavventure che gli avevano procurato tre ictus e un altro infarto. A farlo patire era stata una vicenda giudiziaria, durata undici anni,  dalla quale nel 2004, era uscito a testa alta . La Corte d’appello di Bologna l’aveva, infatti, assolto con formula piena, dall’accusa di “bancarotta documentale” perché il fatto non sussisteva. Ma, intanto, anche se solo per due settimane, era finito anche in carcere. Giorni terribili. Così l’inventore dei risciò ha perso ogni cosa, azienda, amici e famiglia. L’incubo era cominciato con l’entrata nell’azienda di due noti banchieri, diventati soci della Jomark, fabbrica italiana di quadricicli, pubblicizzata anche in Rai. Da lì è stato un crescendo di accuse che l’hanno portato all’esautorazione. Marconi, nel frattempo, aveva aperto l’Italiana parchi Spa che chiavi in mano realizzava parchi tematici, ma anche qui gli affari andavano male, tanto che l’imprenditore ha iniziato a vendere tutto quello che gli era rimasto, ma senza mai arrendersi. Intelligente e di spirito libero e giovanile, ha cercato di rifarsi una vita,  sostenuto da una forte fede in Dio. Si era ridato alle invenzioni, come l’auto elettrica che stava omologando all’estero per venderla in Grecia, Egitto e Usa con il suo vecchio marchio Jomark, per venticinque anni portato dalla sua ditta di Saludecio. Il brevetto era atteso per fine ottobre. Ma se n’è andato prima. Giovanni ora riposa nel camposanto di Coriano.

Nives Concolino

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