Crisi di sistema

lunedì, febbraio 13, 2012
da famijarciunesa

Cari politici datevi una svegliata!!!

Sarà dura, forse sarà anche peggio dell’anno che si è appena concluso. A dar retta a ministri, sociologi, massmediologi ed economisti anche il 2012 non sarà una passeggiata. A Riccione, tutto sommato, la crisi ha colpito ma non sotto la cintura. Si tira la cinghia ma qualcuno continua ad ingrassarsi, il turismo ha retto l’urto, le imprese un po’ meno. Cambia il quadro d’insieme, chi cambia assai poco sono i politici. Non è demagogia, non è la solita tirata populista stile ‘piove governo ladro’. E’ semmai la constatazione di un’incapacità a maturare, ad aggiornarsi in presa diretta alla realtà in trasformazione. Internet, la crisi, la tecnologia ci impongono balzi spazio-temporali rapidissimi. La politica, invece, l’amministrazione, sono come bloccate in un’altra era; prima o seconda repubblica non importa, la percezione è che gli orologi dei Palazzi siano ancora fermi all’Ottocento. Un’esagerazione? Forse, ma non ci sbagliamo di molto quando rileviamo la lentezza delle decisioni, la stanchezza dei riti, l’inutilità delle discussioni, l’inadeguatezza degli strumenti utili a governare. In Belgio sono stati più di un anno senza un governo, ed è andata benone. In Italia il governo l’hanno scaricato sulle spalle dei tecnici. Vedremo cosa riusciranno  a fare. In entrambi i casi è la dichiarazione di fallimento della politica così com’è, la resa incondizionata di una classe dirigente che non ha saputo reggere il peso delle scelte. Per tornare a noi, i sindaci e le forze politiche devono fare un salto in avanti. In molte realtà a noi vicine è accaduto quello che fino a qualche anno fa era inimmaginabile: il commissariamento di comuni apparentemente solidi come Cattolica e Coriano. Questo significa che non si può dare più nulla di scontato, che  non basta navigare a vista per galleggiare da una legislatura all’altra. La crisi del sistema, così come lo abbiamo conosciuto, impone anche all’amministrazione riccionese decisioni chiare e rapide, un’inversione di rotta che ci porti fuori dalla palude. In questa manovra di salvataggio anche l’opposizione è chiamata a fare la sua parte: quella di stimolo e controllo, ma soprattutto di pungolo verso chi governa. Non si vive solo di metrò, signori cari. Si è dedicato già fin troppo tempo al varo di un’opera probabilmente inadeguata ma tardivamente osteggiata. Il sindaco Pironi verrà giudicato per quello che avrà fatto, per ora troppo poco, ma anche i suoi oppositori non verranno risparmiati. E come si dice a scuola: impegnatevi ragazzi, potete fare di più.

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