Grillo, Pironi e il 2014

martedì, dicembre 18, 2012
da famijarciunesa

Grillo, Pironi e l’incubo 2014

Grillo, l’uomo della provvidenza, il traghettatore (a nuoto) della antipolitica, la sua battaglia l’ha praticamente già vinta. Ma cosa ne sarà, in periferia, dei grillini? Ma soprattutto: riuscirà il centrosinistra spompato dalle eterne  lotte intestine a vincere in scioltezza la prossima tornata elettorale? E ancora. Massimo Pironi otterrà la nomination  per una seconda candidatura? Oppure, come sembra nelle ultime settimane, qualcuno potrebbe  fermarlo a un passo dal traguardo? Mai come ora la situazione politica è stata tanto confusa. Il crollo del sistema partitico travolgerà anche i ras della politica  locale. Guardiamo a  Riccione. Il Pdl è praticamente evaporato. Non c’è traccia di una battaglia, un intervento, il segno della presenza. Sarà per questa ragione che nel Pd hanno deciso di fare  tutto da soli: maggioranza e opposizione, con Pironi sempre più in balìa  della corrente, costretto a vivacchiare senza portare a casa nulla di consistente da rivendere agli elettori nel 2014. Se ci arriverà da candidato, nel 2014. I rischi ci sono, stando almeno  ai rumors del partito, alla mai sopita ostilità verso il sindaco manifestata dai dirigenti, alle scorribande dei ‘galliani’. Non è un caso il re-ingresso di Galli stesso nella segreteria del partito, dopo l’esilio dorato a Rimini. Anche perché Galli, fra qualche mese, dovrà rinunciare alla poltrona di assessore per cessata attività della Provincia.  E un Galli in fila all’ufficio di collocamento impensierisce non poco il sindaco. Che, dal canto suo,  non sfonda tra gli elettori. Anzi, l’indice di gradimento sarebbe in picchiata. Musica per le orecchie dei giovani  capi del Pd, che non vedono l’ora di dare il benservito senza tanti complimenti all’«usurpatore». Stavolta Pironi non potrà contare sulla società civile che l’ha sostenuto nella campagna delle primarie, vinte grazie al contributo di tanti non-elettori, rimasti poi delusi dalla ‘primavera’ mancata dal sindaco. Sullo sfondo si staglia il colosso grillino, un gigante   che macina consensi ma non ha ancora le gambe (e soprattutto le facce) per farsi largo. Ma arriveranno, e allora saranno dolori per la sinistra come per il Pdl. Prima di allora c’è soltanto da capire cosa accadrà a livello nazionale con le Politiche, ma  i segnali per la attuale classe dirigente suonano come campane a morto.

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