Alimentazione corretta

martedì, dicembre 18, 2012
da famijarciunesa

Fa bene alla salute e… all’ambiente!

Alimentarsi è un gesto fondamentale che ci permette di vivere. All’inizio è la nostra mamma che ci da tutto ciò di cui abbiamo bisogno con le giuste proporzioni per un’equilibrata alimentazione, tramite la placenta prima  e con  l’allattamento e lo svezzamento poi.  Una volta adulti siamo noi a dover decidere cosa mangiare.  “Noi siamo ciò che mangiamo”  scriveva il filosofo Ludwig  Feuerbach“, in effetti l’alimentazione incide sulla nostra salute e sulla qualità della vita in maniera preponderante, non a caso anche Ippocrate diceva “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e la tua medicina il cibo”. Purtroppo,  oggi,  complice una cattiva informazione, accade che  siamo più attenti a ciò che indossiamo,  piuttosto  a  ciò che  mettiamo nel nostro stomaco. Sicuramente l’attuale crisi economica  ha ridotto notevolmente il  potere d’acquisto che grava pesantemente sulla borsa della spesa e sulle scelte alimentari.  In momenti di crisi,  come questo che stiamo vivendo, credo che non sia facile  affrontare l’argomento qualità alimentare. Personalmente ritengo, invece, che proprio  in momenti come questi, di minore disponibilità economica, occorre rivolgere maggiore attenzione alla qualità degli alimenti, piuttosto che alla quantità. E allora perché non approfittare di questa crisi per rivedere il nostro approccio con il cibo?  Quando si entra in un market per fare la spesa veniamo spesso calamitati da marchi pubblicizzati in TV e da una miriade di offerte e sconti che condizionano fortemente le nostre scelte, portandoci a volte verso acquisti di generi non strettamente necessari, se non addirittura inutili. Per ovviare a questo rischio occorre pianificare la scelta dei prodotti d’acquistare ancor prima di entrare in un supermercato, cercare di fare acquisti mirati, consapevoli e soprattutto di qualità certificata, limitatamente al proprio fabbisogno familiare, evitare di riempire la dispensa di generi a volte superflui, a volte  dannosi per la salute, per finire poi nella spazzatura.  Forse spenderemo gli stessi soldi ma ne guadagneremo sicuramente in salute e benessere e ne gioverebbe anche l’ambiente. In base alla qualità degli alimenti  che  noi mangiamo  possiamo  determinare  la nostra qualità della vita e possiamo anche decidere  la qualità della vita dell’intero Pianeta e “comunichiamo”  agli altri chi siamo e i  principi etici che abbiamo. Una alimentazione sana, naturale, meglio se biologica e di provenienza locale, come si dice a “Km. 0”,   con un ridotto apporto di carne animale,   non può che migliorare la nostra salute e l’ambiente in cui viviamo. Salvo alcuni particolari casi, è provato che è possibile vivere anche senza consumare carne.  Mangiare molta carne, infatti, provoca danni all’ organismo. È risaputo che chi mangia carne è maggiormente esposto al cancro e all’arteriosclerosi e in maniera, “inconsapevole”, provoca anche  notevoli danni all’ambiente. Gli allevamenti di bovini consumano una quantità d’acqua molto maggiore di quella necessaria per coltivare soia, cereali, o verdure per il consumo diretto umano.  Tanto per fare un esempio,  per produrre soli cinque chili di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media in un anno, mentre cinque chili di carne non bastano a coprire il consumo di una settimana, per la stessa famiglia. Consumare carne fa  aumentare le emissione di  Co2 in atmosfera con un notevole dispendio di energia (petrolio). Per mantenere l’attuale consumo di carne, ogni anno vengono immessi in atmosfera circa  1.200 miliardi  di tonnellate  di Co2, con un incremento di circa 100 t./anno. Tanto per avere un’idea per una bistecca  si immette in atmosfera  circa 7 chili  di Co2,  mentre, per un piatto di ortaggi appena  50 grammi di Co2   (dati FAO).  Occorre una forte presa di coscienza di questo problema  e cercare, per quanto possibile, di ridurre gradualmente  il consumo  di carne. L’aumento di Co2 anidride carbonica  in atmosfera provoca l’innalzamento della temperatura terrestre,  il cosiddetto  “riscaldamento globale”, con il conseguente  scioglimento dei ghiacciai e una progressiva fusione dei poli, con conseguenze  inimmaginabili.  Conseguenze percettibili già da ora, periodi siccitosi alternati a periodi di forte piovosità con conseguenti dissesti idrogeologici, uragani e il riscaldamento delle correnti oceaniche. Se a tutto ciò aggiungiamo  la deforestazione in atto del Pianeta,  lo scenario è a dir poco “apocalittico”. Credo  seriamente che occorra da subito, rivedere  le  nostre  abitudini  alimentari,  prima  che  sia  troppo tardi , come dire: “un piatto di lenticchie salverà la Terra”.

Antonio Cianciosi

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