Dott. Lorenzo Ponziani

venerdì, gennaio 28, 2011
da famijarciunesa

Ponziani nuovo Primario di Ortopedia

L’eccellenza ha impreziosito la proposta sanitaria del nostro nosocomio

Il dottor Lorenzo Ponziani dal 1 Agosto 2009 è il Primario del reparto di Ortopedia e Traumatologia, e col suo arrivo ha messo la nostra città sotto i riflettori grazie alle innovative tecniche chirurgiche applicate. In principal modo quando nel novembre scorso, con la sua equipe, ha effettuato il primo intervento in Italia di protesi al ginocchio con mascherine di taglio personalizzate. Dal 1985 al 2007 ha esercitato presso l’Ospedale Rizzoli di Bologna (dall’85 al ’90 presso la II Clinica Ortopedica dell’Università, dal ’91 al 2000 nella 3° Divisione col Prof. Zinghi e dal 2000 al 2007 nel Modulo di Chirurgia del bacino). E’ stato poi chiamato a Lanciano dal dott. Caporossi per ricoprire il posto di Primario di Ortopedia. Quarantasette anni sono solitamente pochi per l’acquisizione di un ruolo così professionalmente qualificante: questo la dice lunga sulla competenza, serietà e spirito avanguardista che lo contraddistingue.
Come è stata la Sua prima esperienza da Primario?
“Quando sono arrivato a Lanciano l’ospedale registrava una motilità passiva del 50%; cioè 1 paziente su 2 andava ad operarsi in altre regioni, come l’Emilia Romagna, le Marche, il Lazio. Nel giro di 1 anno siamo passati al 30% di motilità attiva: la gente veniva a farsi operare nel nostro ospedale. Un trend positivo come quello che intende perseguire il ‘general manager’ dell’AUSL di Rimini Marcello Tonini: diminuire il più possibile la ‘fuga’ dei pazienti e nel contempo aumentare quelli extraregionali, che si rivolgeranno così nei nostri presidi di Rimini, Riccione, Cattolica, Santarcangelo più le varie Case di Cura.”
L’impatto con il nostro Ospedale è stato positivo?
“A Riccione ho trovato una buonissima situazione: bravi professionisti e validissimi collaboratori, sia nel personale medico che infermieristico. Su questa base ho potuto dare l’avvio ad una serie d’innovazioni, da un punto di vista sia ortopedico che traumatologico, che sono consistite prevalentemente in quattro punti.
- Chirurgia mini invasiva per l’applicazione della protesi dell’anca, tecnica che permette di avere un recupero più veloce, minori danni ai tessuti nobili (muscoli) e minor perdite ematiche; per cui l’intervento viene superato più facilmente dal paziente, con un decorso postoperatorio più breve e meno doloroso.
- Recupero intraoperatorio e postoperatorio del sangue nella chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio, per permettere di eliminare nella maggior parte dei casi (80-85%) trasfusioni di sangue ‘da donatore’, rendendo superflua la pratica dei predepositi del sangue.
- Protesizzazione personalizzata del ginocchio: grazie alla Tac tridimensionale o ad una Risonanza Magnetica del ginocchio da operare effettuata prima dell’intervento, si possono stabilire preoperatoriamente le caratteristiche della protesi da inserire. Le immagini vengono inviate telematicamente in Svizzera (in caso di Tac) o negli Stati Uniti (in caso di Risonanza Magnetica), per essere elaborate da sofisticati software. Ciò permette di ricostruire su un modello reale in plastica il ginocchio del paziente da operare e su questo costruire le maschere di taglio per l’applicazione della protesi. Queste ultime vengono infine spedite al Ceccarini per l’esecuzione dell’intervento. Quindi operazione più breve e meno rischiosa, tagli e relative cicatrici più piccoli, ripresa più veloce.
- Trapianti osteo-cartillaginei One-Step (in un unico tempo chirurgico)
Proporrà ancora inediti progetti per l’anno 2011?
“Sostanzialmente due: l’apertura della Chirurgia del ginocchio a Cattolica, dove convogliare la Protesica, l’Artroscopica e la Ricostruttiva. Inoltre è in cantiere la possibilità di prenotare, da parte del medico curante, la visita ortopedica ritenuta urgente per il suo assistito, direttamente dal computer collegato in rete con la griglia di prenotazioni ambulatoriali. La grossa novità comunque del 2011 per l’Ospedale Ceccarini di Riccione è legata all’apertura del nuovo blocco operatorio, inaugurato pochi giorni fa. “
Pensa che resterà qui a Riccione negli anni a venire?
“Dipendesse da me resterei per sempre. Mi piace l’alternarsi di periodi con i ritmi vertiginosi dell’estate a quelli molto tranquilli dell’inverno, e qui si ritrova uno stile di vita ancora a misura d’uomo, com’era anche a Bologna ma sino a vent’anni fa. La gente è comunicativa, diretta, molto cordiale. Soprattutto orgogliosa della propria città, con un forte senso di appartenenza. Ho notato che molti si danno da fare per facilitare le attività del nostro Ospedale, con iniziative benefiche o semplicemente di sensibilizzazione sui vari problemi che assillano la sanità pubblica in Italia. Sono stato subito coinvolto in alcune iniziative della Famija Arciunesa e di questo devo dire grazie al Presidente, Giuseppe Lo Magro. Insomma mi trovo molto bene. Spero solo di riuscire a rendermi utile per il benessere della comunità.”

Maria Grazia Tosi

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