Ciclismo giovanile

martedì, marzo 26, 2013
da famijarciunesa

Il ciclismo visto dagli occhi di una 14enne

Un’esperienza è sempre una ricchezza, anche da quelle più brutte possiamo imparare, in parte migliorare, e con esse diventiamo più esperti. Io posso chiaramente affermare che nella mia vita, passata e presente, ci sono stati e ci sono tantissimi fatti che mi hanno colpito, o interessato per un qualche motivo, avvenimenti che mi hanno aiutato a crescere, o semplicemente mi sono piaciuti per quanto fossero sorprendenti e unici nel loro genere: dai più strambi e divertenti, ai più complicati o misteriosi. Una delle più grandi e piacevoli esperienze della mia vita, che mi è capitata e che tutt’ora sto sperimentando, è uno sport, particolare e forse raro, che pratico da cinque anni ed è la mia passione: il ciclismo. Se un’esperienza è qualcosa di veramente straordinario, per definirsi tale deve essere innanzitutto fuori dal comune, ed è questo per me il ciclismo, qualcosa di diverso dal solito, altrimenti lo chiamerei “impegno” e non “passione”. La bici è per me una casa in cui mi posso rifugiare tutte quelle volte che voglio stare sola, con i miei pensieri e riflettere: niente è meglio di una pedalata per qualche strada in mezzo alla campagna, fuori dal resto del mondo, ed ecco che un semplice mezzo a due ruote si trasforma in un veicolo capace di trasportarti nel regno della tranquillità. Adoro vagare in sella alla mia bicicletta, anche senza una meta precisa, sentire la brezza che mi accarezza il viso. Forse molti non lo sanno, ma il ciclismo è anche uno sport di squadra, con i miei compagni condivido tante esperienze, dall’allenamento alla competizione. Durante una gara può esserci qualche salita troppo ripida o qualche altro ostacolo, ma tutti i concorrenti, me inclusa, prima di essere nemici, sono anche “colleghi” di uno stesso mestiere. Può accadere allora che ci si passi qualche borraccia, o ci si scambi qualche parola di incoraggiamento e così via. Il ciclismo è uno sport per me davvero straordinario perché ti spinge ad andare oltre le tue capacità, superando i propri limiti, dare il tutto per tutto quando è necessario, rialzarsi da una caduta senza lamentarsi troppo: questo sport implica accettare anche dei sacrifici. Io lo paragonerei alla vita stessa, c’è un percorso complicato da seguire, strettoie, salite e discese, curve, dossi e soprattutto chilometri e chilometri di strada da percorrere. Come in una competizione anche nella vita c’è un traguardo che si vuole raggiungere, con un percorso, poi arriva anche l’ultimo rettilineo d’arrivo e bisogna essere pronti per la volata finale. Nella vita ci sono tanti problemi da risolvere senza arrendersi. Gli aspetti della mia personalità che mi sono più cari sono legati al fatto che solo un ciclista può esserne caratterizzato:la grinta e la voglia per una competizione, rialzarsi con coraggio, non temere di sperimentare o correre rischi, essere pronto a dare il tutto per tutto per un desiderio più grande e importante della fatica che c’è da compiere, la sola cosa che ti separa dalla vittoria. E’ così inutile rinunciare per sola comodità: la bici ti insegna a non mollare, stringere i denti e tirare avanti, mi è troppo cara quella soddisfazione che ho quando supero la linea del traguardo, per la quale sono contenta anche di essere ricoperta di sudore, perché significa che ho fatto fatica, mi sono impegnata. Un’esperienza, una passione, uno stile di vita, un tipo di carattere particolare, qualcosa di fuori dal comune, posso solo dire che, sì, questa è per me una cara e piacevole esperienza.

Martina Michelotti

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